Fiorella Capuano, fondatrice del Giardino di Pace di Ceglie Messapica, un centro di riabilitazione della mente naturale in cui viene applicata la legge del tempo maya, afferma:
"E' necessario fare una distinzione fra Maya storici e Maya Galattici. I Maya Galattici sono i Maya più evoluti e sono vissuti nel periodo storico di maggiore pace, armonia e bellezza; l'epoca, cioè, dell'imperatore Pacal Votan, che ha lasciato questo grande messaggio nella tomba di Palenque che è la sua tomba e dalla quale molti storiografi stanno ancora traendo informazioni. I Maya Galattici sono arrivati sulla Terra da altri livelli di coscienza, sono i conoscitori del tempo e sono venuti qui per una missione, per insegnare a noi umani a cambiare il nostro modo di vivere per tornare al rispetto della terra, dell'armonia. Pare che a un certo punto abbiano volutamente lasciato il pianeta, siano andati verso altri livelli di coscienza, siano usciti da questa dimensione con i corpi per tornare ancora nella nostra epoca, per aiutarci in questo grande momento di cambiamento che stiamo vivendo e per completare la loro missione".
Il pensiero di Fiorella Capuano si rifà alle teorie elaborate dall'antropologo José Arguelles, professore universitario, maggiore conoscitore al mondo del popolo e della cultura maya, autore di un libro sulla profezia del 2012, Il fattore maya.
Il professor Arguelles, basandosi sui suoi decennali studi, sostiene che la razza umana abbia tentato tre volte di abitare il sistema solare: la prima volta a Maldek, pianeta che è stato poi smembrato nell'attuale cintura di asteroidi; la seconda su Marte e poi, quando anche sul pianeta rosso la vita non sarebbe stata più possibile, sulla Terra.
Di tutti i pianeti del sistema solare, Marte risulta in effetti essere il più simile al nostro: è schiacciato ai poli, ha calotte ghiacciate ed è dilatato all'equatore. Nel 1877 l'astronomo italiano Giovanni Schiapparelli ne ha osservato la superficie con il suo telescopio, ha individuato dei solchi che ha poi identificato come canali dove probabilmente, in epoche remote, scorrevano corsi d'acqua.
Dove c'è l'acqua c'è anche la vegetazione e quindi c'è l'ossigeno: si può pertanto supporre che un tempo questo pianeta fosse abitabile.
Nella metà degli anni Settanta del XX secolo alcune sonde spaziali americane hanno scattato e inviato sulla Terra migliaia di foto di Marte dalle quali è stato possibile visualizzare alcune strutture anomale apparentemente inspiegabili sulla superficie del pianeta. Una in particolare, nella piana di Cydonia, ha disorientato l'opinione pubblica: un volto scolpito, con sembianze umane e dalle dimensioni gigantesche, lungo 3 chilometri e largo un chilometro e mezzo, rivolto verso l'alto.
Opera naturale dell'erosione oppure opera artificiale di una forma di vita intelligente?
Di fatto, la scienza attualmente non esclude che potrebbe esserci stata vita su Marte. Bisogna vedere naturalmente di che tipo e con quale evoluzione.
Ma torniamo ad Arguelles e alla sua teoria.
Il professore racconta d'essere stato contattato, all'inizio dell'1985, da Humbatz Men, un Maya. La chiave di ciò che Humbatz Men gli ha detto e che egli stesso avrebbe ricevuto per trasmissione orale, è che il nostro sistema solare sarebbe il settimo sistema che i Maya avrebbero studiato e di cui avrebbero tracciato la mappa, il settimo nel quale avrebbero navigato.
Se ciò fosse vero, allora si potrebbe affermare che i Maya, almeno alcuni, non fossero originari della Terra: sarebbero stati viaggiatori dello spazio e del tempo.
Arguelles prova a immaginare a questo punto un ipotetico percorso: dopo la "materializzazione" in Mesoamerica alcuni Maya sarebbero riusciti a conquistarsi la fiducia dell'avanzato ordine sacerdotale degli Olmechi e si sarebbero infiltrati in esso. Il loro palesarsi nel mondo olmeco sarebbe stato lo spunto per la nascita del mito dei Nove Signori del Tempo che abbiamo visto raffigurati nella camera sepolcrale di Pacal Votan. Da qui in poi, conosciamo la storia: lo sviluppo dei calendari, la costruzione delle città, le strabilianti conquiste astronomiche, la rapida ascesa e l'altrettanto rapida scomparsa di una civiltà straordinaria.
Ma per quale ragione dei viaggiatori galattici avrebbero dovuto decidere di fare tappa sulla Terra per poi sparire?
Nella visione ristretta e votata al particolare alla quale siamo abituati, tutto questo non avrebbe senso; ma se spostassimo la nostra visione, se la allargassimo all'intero universo, allora forse un senso riusciremmo a rintracciarlo.I Maya Galattici avrebbero avuto una missione da compiere e avrebbero lavorato con fervore per lasciare all'umanità palazzi e iscrizioni che restassero a imperitura testimonianza del loro passaggio e del loro messaggio: questo spiegherebbe gli eccezionalmente fertili secoli dell'età dell'Oro maya.
Quei secoli che finora ci sono apparsi come un evento straordinario.
I Maya sarebbero venuti su questo pianeta con un obiettivo preciso: fornire un quadro completo di informazioni circa la natura e la funzione della Terra nel sistema solare e nel campo galattico in questa particolare era, quella cioè che va dal 3113 a.C. al 2012 d.C.
Dopo aver stabilito con precisione il rapporto tra il nostro pianeta, il raggio galattico che ha attraversato e attraverserà ancora per pochi anni nella quinta età, gli altri pianeti e il Sole, il loro compito sarebbe terminato. Almeno per il momento.
Così i Maya Galattici avrebbero lasciato la Terra. Capaci di prevedere i cicli del tempo, avrebbero, infatti, intuito l'arrivo di un momento nefasto e avrebbero scelto di lasciare il nostro pianeta per non essere distrutti, assicurandosi però, prima di farlo, che ciò che di importante doveva restare, restasse.
Il tempo delle tenebre si stava velocemente avvicinando, gli invasori erano prossimi a giungere e, con loro, la guerra, la morte, l'oppressione, le malattie e la paura: per questo le città furono rapidamente abbandonate e per questo si permise che lo splendore della cultura maya fosse, anno dopo anno, nascosto dalla giungla?
Nascosto per sopravvivere? Nascosto per tornare, al momento giusto?
Per tornare alla fine della quinta era, alla fine dell'età dell'Oro, il 21 dicembre 2012?
Per quanto incredibile questa teoria possa sembrare, essa spiegherebbe molti aspetti che finora ci sono risultati incomprensibili.
Spiegherebbe le tante raffigurazioni di umani fluttuanti, con i piedi leggermente sollevati dalla terra, che i Maya ci hanno lasciato.
Spiegherebbe la figura dell'astronauta sullaLastra di Palenque.
E spiegherebbe anche perché, se è vero che i Maya del periodo classico hanno iniziato a costruire i loro templi e le loro città soltanto fra il 100 e il 300 d.C., essi avrebbero creato un calendario che aveva come data d'inizio il 13 agosto 3113 a.C., una data di molto antecedente alla comparsa stessa della loro civiltà.
Se credessimo all'ipotesi formulata dal professor Arguelles, tutto questo diventerebbe comprensibile.
Ma se davvero i Maya Galattici sono stati capaci di viaggiare non solo attraverso lo spazio ma anche attraverso il tempo, è necessario a questo punto chiederci in che modo abbiano potuto farlo.
Fonte: 2012ladistruzione.blogspot.com
#hackthematrix
Un "viaggiatore del tempo" che stranamente afferma di provenire dell'anno 2485 sta diventando virale online dopo aver avvertito le persone sugli eventi che apparentemente porteranno alla fine della Terra.
L'avventuriero noto come That One Time Traveller pubblica numerosi video sui social network condividendo date di momenti importanti in un futuro non troppo lontano.
Nonostante nessuna prova che stia succedendo qualcosa, e con alcune peesone che sottolineano che le sue precedenti previsioni non si sono concretizzate, è riuscito a radunare un esercito di 1,2 milioni di follower.
In un video pubblicato il 28 marzo dice:
“Ricorda la data del 7 ottobre 2021, qualcosa di incredibile verrà trovato nell'Oceano Atlantico.
La scoperta cambierà per sempre le cose e camberà per sempre anche le vita umana.
Annota la data, ricordarlo. "
Come molte delle sue previsioni, non fornisce ulteriori dettagli su ciò che potrebbe essere.
A differenza di un altro "viaggiatore del tempo" che ha documentato la sua vita esplorando una città apparentemente deserta, questo viaggiatore del tempo crea post con video tratti da film di fantascienza o luoghi come spiagge e foreste e non mostra mai il suo volto o il suo "pianeta natale".
Afferma in un altro video di provenire "dell'anno 2485" e dice che una società per cui lavora - Aura - ha creato una macchina del tempo.
Aggiunge:
“Vivo su un piccolo pianeta chiamato 'Vadho'. È uno dei pianeti più piccoli che troviamo, con fonti vitali e segni di vita ".
E in una dichiarazione ancora più bizzarra, il "viaggiatore del tempo" dice che un gigantesco asteroide porterà alla distruzione della Terra il 6 luglio 2788.
Ma aggiunge:
"Tuttavia, a quel tempo, siamo stati in grado di civilizzare con successo Marte, la Luna e molti altri pianeti".
Le persone hanno notato che alcune delle sue affermazioni non sono accurate e altri dubitano di come possa conoscere la data della fine della Terra.
Uno di loro ha detto:
"Il vaccino non è una cosa nuovissima e no, Donald Trump non ha vinto le elezioni del 2020, ma resto sintonizzato per le risate".
Un altro ha chiesto: "Se vieni dall'anno 2485 come dici, come puoi conoscere la data della fine della Terra? Questo è il futuro, non il passato per te".
"Qualcosa di straordinario verrà trovato nell'Oceano Atlantico?" Un terzo aggiunto. "Immagino sia Atlantide ... ed altre città."
Gli scienziati hanno scoperto un buco nero con delle proprietà molto particolari ed anomale.
Il comportamento di questo buco nero è completamente diverso da quelli conosciuti.
Gli scienziati sono d'accordo nel dire che la teoria della relatività non può esistere nel centro di un buco nero dove non esiste un vero e proprio concetto di tempo.
Un ricercatore, il matematico Peter Hinz, afferma che se si cadesse all'interno di un buco nero la gravità non sarebbe in grado di schiacciare la materia.
Peter Hinz afferma che si entrerebbe in una dimensione dove il tempo non esiste, dove il nostro passato sarebbe cancellato ma si aprirebbero molte opzioni per il futuro.
In poche parole se un viaggiatore spaziale cadesse in buco nero avrebbe la possibilità di tornare da dove è venuto e vivere una serie di vite innumerevoli per poi tornare innumerevoli volte, per poi ricominciare sempre dall'inizio.
Secondo le leggi della fisica esistenti, o meglio quello che ne sappiamo finora, non esisterebbe la possibilità che un qualsiasi oggetto o persona possa tornare indietro oltre l'orizzonte degli eventi di un buco nero.
L'unica teoria possibile riguarda i buchi bianchi.Questa teoria dice che i buchi bianchi dovrebbero ridare l'energia assorbita dai buchi neri.
Ma, la teoria dei buchi bianchi non è stata ancora approvata dall'intera comunità scientifica.
Il secolo scorso, un fisico di nome Nikola Tesla aveva ideato e progettato una sorta di piccola "macchina volante" in grado di sorvolare le città per dissuadere gli umani dal provocare guerre e conflitti. Fu quello il primo drone volante della storia?
Nikola Tesla era un vero e proprio genio, un uomo incredibilmente in anticipo sui tempi. Qualcuno è convinto che quell'uomo provenisse addirittura dal futuro. E' riuscito a cambiare il mondo con la scoperta della corrente alternata, in più la sua grande immaginazione e le sue grandi capacità, gli hanno permesso di predirre molte scoperte come la televisione o i telefoni wireless
Ma Tesla non si è fermato "solo" a questo. Il tecnologo Matthew Schroyer indagando sui brevetti di Tesla ha scoperto che Nikola Tesla, aveva anche descritto nei suoi progetti gli attuali droni da combattimento e tutto questo un secolo fa.
Parlava di grosse velivoli che potevano essere controllati a distanza e che secondo lui, avrebbero seminato la pace nel mondo grazie al loro potenziale altamente distruttivo.
Nel suo brevetto "Metodo e apparato per il controllo del meccanismo di navi o veicoli in movimento" concesso l'8 novembre 1898, Tesla scrisse che la sua invenzione non avrebbe richiesto cavi o conduttori elettrici.
Parlava quindi di velivolo che poteva essere controllato attraverso onde, impulsi o radiazioni che gli sarebbero stati inviati via terra, acqua o aria. Un drone.
A quel tempo le onde radio erano una novità, si incominciò a parlarne nel 1867 e iniziarono ad essere utilizzate per la comunicazione qualche anno più tardi, intorno al 1890.
Tesla aveva capito che questo velivolo avrebbe avuto un grosso potenziale, non solo per inviare pacchetti e forniture come i droni che Amazon sta progettando, ma anche come un'arma da combattimento come gli UAV utilizzati da alcuni governi.
Nel brevetto, Tesla scrisse che poteva essere usato per "trasportare lettere, pacchi, forniture, strumenti, oggetti o qualsiasi tipo di materiale, e per stabilire una comunicazione con regioni inaccessibili".
In più potevano essere usati per "uccidere o catturare balene o altri animali dell'oceano e per molti altri scopi scientifici, ingegneristici o commerciali".
"Ma il valore più grande della mia invenzione sarà il suo effetto sulla guerra e sulle armi", scrive Tesla. "A causa del suo potere distruttivo sicuro e illimitato, tenderà a provocare e mantenere una pace permanente tra le nazioni".
Non sappiamo se porteranno la pace, ma gli attuali droni da combattimento hanno molto in comune con ciò che l'inventore serbo ha brevettato più di un secolo fa.
Michio Kaku è un fisico e uno dei continuatori della creazione, insieme a Einstein, della teoria delle stringhe. Come informatore, ha scritto numerosi libri ed è specializzato in argomenti scientifici "proibiti".
C'è Dio? C'è vita al di fuori della Terra? Cosa ci riserva il futuro? Forse per questo motivo, è uno degli scienziati più riconosciuti oggi in tutto il mondo.
Questo fine settimana ha partecipato al Congresso mondiale di Ufologia a Barcellona, per parlare della possibilità di provare che esiste vita al di fuori della Terra, che secondo lui è notevolmente aumentata nell'ultimo anno.
Crede che la nostra società migliorerà e che in futuro non ci saranno guerre, perché la conoscenza si sta espandendo, ed è ciò che da potere alle persone e rafforza la democrazia. "Due democrazie forti non sono mai andate in guerra", afferma.
Successivamente, la conferenza stampa completa di Michio Kaku al Congresso mondiale di Ufologia , tenutasi all'Hesperia Tower Hotel di Barcellona:
Perché sei venuto a questo congresso? —Per spiegare che l'onere di dover provare l'esistenza della vita fuori dalla Terra non è più a carico dei credenti.
Quindi? —Ora abbiamo prove. La scienza si basa su ciò che può essere verificato, riprodotto e confutato. L'anno scorso il gioco è cambiato.
In che senso? —Perché i piloti militari hanno documentato video e fotografie di oggetti che si muovono fino a cinque o 20 volte la velocità del suono, in modo zigzagante, provocando una forza centrifuga che ucciderebbe qualsiasi essere vivente. Non sono palloncini a gas, non è un'anomalia del tempo o dell'eco di un radar.
Che cosa sono —Ci sono due possibilità: è una civiltà di tipo due o tre che vive al di fuori della Terra, o sono droni ipersonici, creati da alcuni governi. Nel marzo di quest'anno, Putin ha annunciato di aver perfezionato droni ipersonici manovrabili.
- Gli Stati Uniti hanno anche ammesso che fino a due anni fa stavano lavorando alla stessa cosa, ma che avevano interrotto il programma per disaccordi tra varie persone all'interno del progetto. I cinesi hanno detto che anche loro ci stanno lavorando. Quindi, o sono veicoli di prova o è un'altra civiltà che è venuta a trovarci.
Come saperlo "Dato che sappiamo che esistono, dobbiamo riprodurli." Se non possiamo farlo, non vengono da questo mondo. Non eravamo mai arrivati a questo punto. Ora, l'onere della prova corrisponde all'esercito. Devono dimostrare che non sono droni ipersonici su cui lavorano da 15 o 20 anni.
Peli appuntiti —Quando il bombardiere strategico si è sviluppato nell'area 51 degli Stati Uniti, c'erano molte storie di oggetti volanti non identificati. Forse quello che la gente sta vedendo sono droni ipersonici. Molte persone li hanno visti, anche se non erano riusciti a scattare foto o registrazioni. Li abbiamo già.
Sembra la trama di un film.
—Quando qualcuno mi dice che lo hanno rapito, gli dico che la prossima volta cerchi di rubare qualcosa, in modo che quando ritorna sulla Terra, proviamo a riprodurlo. Quando lo faremo, potremo verificarne l'esistenza.
Nel 2003, un soggetto noto come Andrew Carlssin, 44 anni, ha sorpreso il mondo facendo 126 operazioni bancarie ad alto rischio, ma senza perdere un solo dollaro.
Le informazioni che l'uomo gestiva erano totalmente accurate. Qualche tempo dopo è stato scoperto che era un viaggiatore nel tempo ...
Secondo le informazioni della Securities and Exchange Commission, meglio nota come SEC, Carlssin aveva iniziato con un investimento di soli $ 800, che ha trasformato $ 350.000.000 in sole due settimane.
Questo inspiegabile aumento delle azioni ha attirato l'attenzione delle autorità, per le quali l'FBI ha deciso di indagare per il crimine di insider trading.
Come è possibile per una persona dal nulla investire in transazioni ad alto rischio, 126 volte, senza avere un singolo fallimento o margine di perdita?
L'FBI lo ha interrogato e, dopo circa quattro ore, le informazioni trapelate su questo argomento risultarono ancora più incredibili. Carlssin disse che era un viaggiatore nel tempo e proveniva dall'anno 2256.
Ovviamente, in futuro, la gente avrebbe saputo della volatilità del mercato azionario in quel momento e le persone come lui, che già lo sapevano, avevano un chiaro vantaggio rispetto al resto.
Allo stesso modo, Carlssin possedeva le informazioni su come sarebbe successo tutto e ha cercato di accumulare una fortuna viaggiando nel tempo.
Disse ai funzionari dell'FBI che se fosse stato rilasciato e gli fosse stato permesso di tornare nel suo tempo, gli avrebbe dato informazioni sulla posizione di Osama Bin Laden e sulla cura per l'AIDS (HIV).
Ovviamente non ha rivelato alcuna informazione sul suo viaggio del tempo, come ha fatto e sulla posizione della sua macchina del tempo...
Non ha nemmeno parlato del suo funzionamento, poiché temeva che la tecnologia sarebbe stata presa dalle persone sbagliate.
Pertanto, come previsto, l'FBI non ha creduto alla sua storia. Pensavano che fosse semplicemente un truffatore che cercava di cavarsela con una storia incredibile.
Tuttavia Andrew venne rilasciato in libertà vigilata pagando una cauzione di un milione di dollari, che è stata pagata da una persona di cui non si è mai saputo il suo nome.
Carlssin dovette andare in tribunale il 3 aprile di quell'anno, ma non andò e, di fatto, scomparve del tutto da professionista.
Sebbene l'FBI abbia avviato un'indagine per trovare la sua posizione, non ha trovato alcuna informazione al riguardo prima del dicembre 2002, come se non fosse mai esistito.
Questa storia è stata divulgata alla stampa come pubblicato da Weekley Wolrd News.
All'epoca i forum su internet fuorono presi d'assalto, con svariate teorie su questo personaggio. Questi fatti trasformarono Andrew Carlssin in una leggenda, rendendolo uno dei casi più strani di vviaggiatori del tempo.
Attualmente, almeno il 51% della popolazione mondiale crede che, in qualche modo, ci sia una vita dopo la morte e almeno il 7% crede che siamo persone che si sono reincarnate.
Quando si comprende che la reincarnazione è il processo di evoluzione dell'energia dell'anima, si conclude che alcune persone hanno sperimentato cose diverse nelle vite passate che si riflettono nell'età dell'energia conosciuta come l'anima.
Si ritiene che la maggior parte degli aspetti personali, delle esperienze e delle capacità della vita di oggi siano riflessioni di ciò che è già stato vissuto sulla Terra.
Più ci evolviamo, più siamo qualificati in certe aree della vita e più frequentemente abbiamo esperienze spirituali.
Quindi, ci siamo tutti reincarnati, ma alcuni hanno attraversato questo processo più di altri, vivendo molti dei seguenti eventi:
Sogni continui Il sogno è solo il riflesso inconscio della mente, e nonostante sia continuo, a volte potrebbe avere significati, come fobie, paure o problemi che il cervello cerca di elaborare, i sogni continui potrebbero anche essere il riflesso di esperienze in vite passate
Questo è il motivo per cui molte persone affermano di aver già visto certe persone, o di avere visitato un luogo, quando in realtà l'hanno mai visitato, ma l'hanno visto nei dettagli in un sogno.
Ricordi di esperienze che non sono state vissute Numerosi bambini ricordano cose in maniera molto precisa. Sebbene i ricordi di esperienze che non sono state vissute possano essere il risultato di fantasie, ci sono prove che dimostrano che questo tipo di memoria potrebbe essere correlata alla reincarnazione. Questo è stato documentato.
Una forte intuizione L'intuizione è la capacità di mantenere equilibrata la mente conscia e inconscia, e sfruttare la nostra innata saggezza primordiale e la conoscenza. Inoltre, si ritiene che quando l'anima si evolve, siamo più vicini al ritorno alla "fonte" da cui provengono le nostre anime.
Déjà vu Tutti hanno vissuto il déjà vu ad un certo punto della vita. Quella sensazione di sapere, in qualche modo, qualcosa che non è accaduto, come se fosse già stato vissuto. Normalmente questa sensazione è spontanea ed è innescata da uno dei sensi.
Alcuni dicono che il déjà vu è una dissonanza neurologica, gli esperti ritengono che potrebbe essere il riflesso di possibili altre dimensioni, come le esperienze vissute in precedenza.
Precognizione La ben nota "visione del futuro" è la capacità di ottenere informazioni sugli eventi che accadranno in futuro e che non sono disponibili. La precognizione può essere vissuta attraverso visioni, sensazioni, sentimenti o sogni.
Sebbene sia considerato quasi scientifico, per altri la precognizione è una vera esperienza e potrebbe essere un segno della maturazione dell'energia dell'anima.
Retrocognizione L'opposto della precognizione e si riferisce alla capacità di conoscere cose che non sono disponibili da eventi passati. Questi eventi potrebbero essere dalla propria vita, o in qualche momento nel passato.
Ovviamente, la retrocognizione non è facile da verificare, ma per coloro che l'hanno vissuta, è un segno di reincarnazione.
La sensazione di essere più anziani Alcune persone sono estremamente "giovani di cuore", anche nelle loro vite successive, e allo stesso modo, alcuni sentono di essere "vecchie anime".
In diverse occasioni, la sensazione di sentirsi più o meno della vera età è un riflesso associato alla reincarnazione. Che è spiegato nella teoria dell '"Age of the Soul".
Paure e fobie inspiegabili Molte persone credono che certi ricordi o esperienze possano trasmettere o lasciare "tracce" nella nostra infanzia o nell'età adulta da vite passate.
Che sia vero o no, gli esperti dicono che possiamo sperimentare gli echi dei traumi del passato nella vita di oggi attraverso paure e fobie senza spiegazione.
I viaggi del tempo sono possibili? La risposta è, sì. A prima vista, un'affermazione di tale calibro può sembrare fantasiosa se prendiamo in considerazione i nostri parametri di realtà...
Da sempre, a scuola, è stato spiegato che il "tempo" è lineare; vale a dire: ha passato, presente e futuro. Tuttavia, analizzando la testimonianza di molte persone che hanno subito anomalie nello spazio-tempo, si potrebbe dire che il tempo si comporta in modo incomprimibile per la nostra logica quotidiana: " per nessun motivo apparente, interviene un vortice temporale, e ci potremmo trovare nel futuro o in momenti inaspettati nel passato".
Questo, senza dubbio, è quello che si potrebbe pensare, cercando in casi come quello di un pilota, soprannominato Davies, che nel 1992 è decollato da un aeroporto privato a Chester, in Inghilterra, alla guida di un semplice Cessna. Il suo obiettivo era raggiungere l'aeroporto di Speke a Liverpool, ma qualcosa lo stava aspettando sul suo volo ...
Tutti gli indicatori segnavano chiaramente i livelli dell'aereo. Il cielo, calmo. I suoni dell'aereo con i suoi toni unici e quel sonaglio unico quando si vola in un piccolo artefatto. Le nuvole all'orizzonte. Davies stava sorvolando l'area di Stamford Bridge in quel momento quando realizza che c'è qualcosa di strano.
Da quell'altezza guardando in basso doveva vedere le auto molto piccole dalle dimensioni di formiche che viaggiano sulle strade M53 e M56, ma rimase sorpreso: quelle strade erano scomparse. Non può essere. Forse, come pensano sempre i protagonisti di questi eventi, sono loro a sbagliare. Ma Davies controlla la sua segnapunti e non ci sono errori. È a Stamford Bridge la geolocalizzazione e le coordinate sono esatte. Ma non c'è traccia di quelle strade.
Il pilota, colto di sorpresa, a quel punto scende di quota con il suo aereo per dare un'occhiata all'area. Vuole vederla meglio. Quello che vede non è familiare. Il suo cuore in quel momento ha un sussulto. Sembra uno squadrone militare. "Dove sono?"
Davies cerca il binocolo nella sua piccola cabina per catturare maggiori dettagli. Non c'è niente, sono tutti campi e case basse, quando dovrebbe esserci una città e delle strade. Si vede un prato, una vecchia strada e quella squadra. Si concentra su di loro facendo un passaggio con il suo aereo. Sembra che siano organizzati come le milizie romane. Sulla destra ci sono costruzioni simili alle ville dell'impero di Giulio Cesare.
Una nebbia spessa e bassa sembra avvolgere l'intero ambiente a poco a poco e inizia a coprire la visibilità del pilota, che non riesce più a vedere tutte cosa stava accadendo. Quel vapore strano si era formato molto rapidamente, come se fosse artificiale, e cominciò a inghiottire l'aereo ...
Quando Davies abbandona la foschia, vede l'autostrada A548, gli edifici grigi e le macchine minuscole. Tutto era tornato alla normalità dopo essere entrato in quella sorta di squarcio temporale, che lo aveva portato in epoca dell'Impero Romano. Non ci poteva credere, così decide di sorvolare nuovamente la strada M56 e lo fa in tondo per vederlo meglio ma questa volta non osserva nulla di strano.
Nervoso di quello che è successo, atterra e chiama rapidamente diverse prefetture del Cheshire City Hall per scoprire se in quel momento ci fosse stata qualche tipo di ripresa cinematografica inerente all'epoca romana. Ma niente. Fu tutto assurdo perché le strade avrebbero dovuto essere lì durante il suo volo così come la città...
Il protagonista era convinto di aver sorvolato un'area britannica occupata dall'impero romano migliaia di anni fa e la verità è che non è stato il primo a cui è successo un qualcosa di simile nei cieli di Chesire.
Un famoso pilota di elicotteri con addestramento militare ha assicurato nello stesso anno che ha perso la comunicazione con la torre di controllo durante un volo sulla stessa rotta. Non ci sono dettagli di tutto ciò in quanto il pilota non ha mai specificato ciò che ha visto. Temeva che gli sarebbe accaduto la stessa cosa accaduta all'ufficiale di volo Brian Holding, che il 7 marzo 1922 partì dallo stesso aeroporto di Chesire per un viaggio in Galles.
Durante il suo ritorno, centinaia di testimoni hanno osservato l'aereo dell' ufficiale di volo Brian Holding diretto verso l'aeroporto di Chesire. Ma non è mai atterrato e i resti non sono mai stati trovati. Le comunicazioni sono state improvvisamente interrotte e sono spariti i segnali dell'eco radar dal dispositivo. La scatola nera non è mai stata localizzata. Diversi avvistamenti UFO sono stati fatti poche settimane prima di questo incidente nella stessa zona, ma non c'è mai stato nulla di conclusivo. Un aereo e un intero pilota inghiottiti dalla'aria...
La cosa più interessante che possiamo vedere in questi casi di Chesire è che, nel primo, la visione del pilota non è completata da quella dei soldati, che, senza dubbio, sarebbero stati sorpresi nel vedere un unico "uccello meccanico" volare sopra le loro teste , cosa che non accadde, come se si trovasse di fronte a una simulazione, o, perlomeno, come se si muovesse invisibilmente agli occhi di quella squadriglia romana.
È il fenomeno dei vortici nel suo aspetto più puro: una persona sola in un ambiente controllato, una nebbia che inizia e termina l'evento e, nel mezzo, una visione ad alta definizione di un ambiente fisicamente impossibile nel 1992.
Nel caso del volo scomparso di Brian Holding, ci troviamo di fronte ad un aereo che non atterra mai, simile a quello che è successo con il famoso volo 19 che è decollato dalla base di Fort Lauderdale, in Florida, nel 1945. Gli aerei sono apparsi di nuovo nel fiction in una grande scena tratta dal film "Encounters in the Third Phase" di Steven Spielberg (1977).
In realtà, sia lo squadrone della seconda guerra mondiale che l'aereo di Brian Holding rimangono nell'abisso più profondo e più sconcertante delle sparizioni estreme nel mondo dell'aviazione. Come il caso del volo 19, scomparso mentre sorvolava il triangolo delle Bermuda. Nella zona di Chesire, altri piloti hanno riportato anomalie sorprendenti.
Potrebbe essere possibile che questo pilota abbia trovato un passaggio per un'altra destinazione, ma non è più riuscito a trovare l'uscita?
L'interessante video che vi mostriamo in questo articolo è stato registrato dalla Youtuber Paula Gilley, e sembra mostrare enormi raggi laser di colore rosso "uscire" da Saturno ...
Il video che è stato registrato l'11 settembre alle 18:59 mostra chiaramente dei raggi rossi di luce, che assomigliano a dei laser lanciati dal gigante di gas.
Saturno è il sesto pianeta dal Sole e il secondo più grande nel sistema solare, e ha un raggio di circa nove volte quello della Terra, quindi se questi sono laser o raggi di energia, allora devono essere giganteschi.
Sebbene nel video clip siano fornite poche informazioni, questi sono i commenti a riguardo: "Ho aumentato il contrasto e la saturazione ed ho visto molti oggetti con varie forme di pixel, anche quadrati, ma non ho visto i pixel del raggio laser!" .
Se fossero raggi laser giganti, è ragionevole presumere che qualcuno o qualcosa li stesse manovrando, ma da chi, perché, e dove erano diretti è un mistero.
Il pianeta più vicino a Saturno è Giove, ma con queste poche informazioni non siamo in grado di determinare se questi raggi sono stati diretti lì o in qualche altro pianeta, o forse anche nello spazio profondo.
È anche interessante il fatto che un ex ingegnere della NASA presso l'Ames Research Center sostiene che gli alieni sono attivi nel nostro sistema solare e che stanno creando o estraendo gli anelli attorno a pianeti come quelli di Saturno.
Il Dr. Norman Bergrun, che in precedenza ha lavorato per la NASA, ha dichiarato nel suo libro "Ringmakers of Saturn" che enormi astronavi extraterrestri si nascondono negli anelli del gigante gassoso. Bergrun ha spiegato: "Le astronavi aliene stanno proliferando nel nostro sistema solare e soprattutto attorno a questi pianeti come Saturno".
Afferma inoltre che altre enormi astronavi aliene stanno monitorando molti altri pianeti nel nostro sistema solare e che arriveranno lentamente sulla Terra.
Pertanto, è possibile che questi fasci laser siano emanati davvero da queste enormi navi e non da Saturno stesso ... o no? Guarda il video completo qui sotto:
I Maya lo chiamavano il Tempo del non tempo ed era collegato all’ ultimo Katum. Nel sistema di calcolo del lungo computo, veniva utilizzata una precisa unità di misura, il katun, che consiste in un ciclo di 20 anni. Di conseguenza, 20 haab rappresentavano un katun.
Questa unità di misura ci è molto importante per comprendere come il lasso di tempo ultimo del ciclo in cui viviamo, iniziato nel luglio del 1992, si doveva concludere il 21 dicembre 2012, a termine dell’ultimo katun della nostra era, in coincidenza con il termine dell’ultimo ciclo, di 5.125 anni, e del Giorno Galattico di 25.625 anni, comunemente ricondotto a 26.000 anni. Molti di voi diranno: “ma non è accaduto nulla il 21 dicembre 2012, quindi?”
Infatti i Maya non hanno mai predetto la fine del Mondo ma solo la fine di un mondo inteso come il termine di un Ciclo temporale, quello appunto galattico. I Maya sapevano che il fattore Temporale, quello dello Spazio/Tempo influenza le civiltà. Attualmente ci troviamo all’interno di una vasta porzione spazio-temporale che i Maya definiscono Cilam Balam, una misteriosa raccolta di testi che narrano gli accadimenti di ciascun ciclo e quello in cui ci troviamo ora è il Nuovo Ciclo Cosmico, che porterà eventi negativi per la nostra civiltà, che ha intrapreso un percorso senza ritorno. Questi cicli temporali si ripeteranno periodicamente nel tempo. Ma che cos’è il tempo? Il fattore Spazio-Tempo esiste?
di Massimo F.
Percepire il Tempo
di Sergio Tracchi e Rolando Cimicchi
La nostra realtà quotidiana è costantemente caratterizzata da questi due elementi, arrivando a condizionarci in modo spesso soffocante. Anche perché il modo in cui li avvertiamo è sempre sottoposto a eccessi: troppo o troppo poco. Mai contenti noi altri…
Se possiamo affermare che lo spazio esiste perché “lo percepiamo” attraverso i sensi, altrettanto non possiamo fare con il tempo. Lo scorrere di esso, per noi, è legato a tutta una serie di fenomeni sia naturali che artificiali: il giorno e la notte, l’alternarsi delle stagioni, la nascita e la morte, ma anche, eccolo qua!, l’orologio. La misurazione del tempo.
L’orologio è significativo (oltre che un perfetto schiavista). Ci segnala costantemente lo scorrere inesorabile della linea immaginaria su cui ci muoviamo, eppure…se è fermo significa che lo è anche il tempo? Interessante, vero?
Questo ci porta alla considerazione materiale, nello spazio, del concetto di tempo. Prendiamo un DVD. Esso contiene dei dati sotto forma di immagini e suoni. È un oggetto che percepiamo nel piano fisico, spaziale, ma fino al momento in cui lo inseriamo in un apposito lettore non ci procura nessun “spostamento” temporale. È nel momento in cui il DVD inizia a essere riprodotto dal supporto che vediamo delle immagini e ascoltiamo dei suoni: le informazioni in esso contenute iniziano un processo di movimento nel tempo: da “inizio” a “fine”. Questo spostamento non esiste se non nella nostra percezione. La durata del DVD è regolata dall’unità di misura del tempo che tutti conosciamo: il secondo (e le sue misure più ampie: minuto, ora, giorno, mese, etc.). È solo una convenzione. Un’illusione. I dati del disco sono lì, senza tempo, senza “spostamento”, ma sono reali in quanto parte di un supporto materiale. C’è il dischetto e poi c’è chi ci sbatte dentro i dati. Fermi, immobili, fino a quando non vengono inseriti nel lettore.
Quindi, se il DVD non viene riprodotto il tempo che fine fa? E quale tempo? Se l’orologio rallenta la sua corsa, il tempo rallenta a sua volta? E se il tempo che noi regoliamo con i nostri meccanismi è una convenzione, che cos’è il tempo esattamente?
Esiste il tempo?
(Coraggio…è venuto mal di testa a molti a questo punto).
Diamo uno sguardo ai grandi pensatori. Per Aristotele il tempo era “un sistema per misurare come si muovono le cose; se non c’è nulla che si muove, non c’è tempo”. Per Newton, altresì, il tempo passava per un immenso spazio vuoto anche se non accadeva nulla e non c’era nulla. Cioè, il tempo passa a prescindere da tutto il resto.
Agostino d’Ippona, quel vecchio burlone, disse: «Il tempo? Se non me lo chiedi so cos’è, ma se me lo chiedi non lo so più». Poi è arrivato Einstein e molte cose sono cambiate. Il fisico tedesco ne sapeva una più del diavolo e si accorse che nell’intervallo che va tra quello che definiamo “passato” e quello che definiamo “futuro” c’era altro: il “presente”. Eh, lo so, ai più sembrerà una stupidata, ma ai tempi di Albert non era così scontato. Il presente aveva goduto di scarsa considerazione perché troppo breve.
Cioè, tu pensi “io sono qui, adesso”, ma adesso è già passato, caro. Perché nel momento in cui tu parli con noi, di fronte a noi, l’intervallo tra passato e futuro è di poco più di un nanosecondo e, caspita!, mica te ne accorgi! Ma se comunichiamo a distanze planetarie, ad esempio uno sulla Terra e uno su Marte, allora non possiamo avere una conversazione “diretta”, perché chi fa la domanda dovrà attendere che l’altro la riceva: circa quindici minuti (e viceversa, ovvio). Quei quindici minuti come li consideriamo? Come un “adesso” un po’dilatato?
Le logiche conseguenze di ciò sono imponenti: non possiamo dire “in questo momento nell’universo le cose sono in questo modo o nell’altro” perché non esiste un “questo momento”, nell’universo. E’ tutto relativo. E Albert, lassù, adesso sta facendo la òla…
(Questi ultimi passaggi sono liberamente ispirati dalla bellissima intervista fatta da Pietro Greco de L’Espresso al fisico Carlo Rovelli nel 2014)
Bene, ora che abbiamo capito che il tempo è un concetto fumoso possiamo esimerci dal considerarlo? No. Non possiamo perché sull’asse invisibile del tempo noi ci muoviamo in modo “condizionato” dal concetto stesso di tempo che abbiamo stabilito. Ok, fate un bel respiro e andiamo avanti…
Quando siamo in compagnia di una persona piacevole sembra che il tempo scorra più veloce. Quando facciamo qualcosa di faticoso o noioso il tempo sembra non passare mai. (In entrambi i casi una vera rottura). Eppure, il tempo standard dell’orologio è sempre lo stesso. La risposta è (come anticipato) nella percezione del tempo che ha ognuno di noi rispetto a un evento.
La percezione (l’illusione) del tempo è ad appannaggio della nostra mente ed essa ne dispone come vuole, soggettivamente; il conscio e l’inconscio reagiscono in modo differente, non lineare, a questa simpatica canaglia.
Illusione del Tempo
L’illusione del tempo è un modo straordinario di staccare le persone da più elevati stati di coscienza. Spieghiamo: la convenzione “dell’orologio” ci impone ritmi che spingono le nostre vite in direzioni prestabilite, ma sappiamo chesognare a occhi aperti o perderci in altri pensieri sono modi per identificare alcuni stati di alterazione della nostra percezione; quando facciamo queste cose il tempo smette di avere la sua pesante (e invadente) presenza perché non lo sentiamo.
Se ad esempio ci mettiamo in meditazione entriamo in uno stato di coscienza dove quel rompiscatole non può venire a raggiungerci per ricordarci che dobbiamo preparare la cena.
In questi e in altri casi il tempo “non esiste”, se non nelle lancette dell’orologio o sugli appuntamenti della nostra agenda. La linea immateriale che delimita il passato, il presente e il futuro è un concetto e, come tale, ha una validità relativa (Einstein, lo so che ci adori!).
La parola “adesso” è un paradosso. Se diciamo “adesso” in realtà è già passato, ma mentre lo pronunciamo È presente, anche se per un nanosecondo. Quindi è presente o passato? Per noi umani il concetto di Presente è essenziale, perché in esso noi riconosciamo il momento che stiamo vivendo. È una unità di misura convenzionale che ci serve per delimitare un evento nello spazio. Purtroppo, ahimè, è un’illusione nell’illusione, ma ne abbiamo bisogno perché ci aiuta a non perderci. Una specie di bussola.
Certo, lo so, è un maledetto rompicapo…
Non possiamo intervenire sul passato, perché appunto, se n’è andato. Sul futuro ci perdiamo il sonno, preoccupati di cosa accadrà, come sarà, perché sarà, ma anche su quello abbiamo poco da fare. Sono troppe le variabili da considerare e non solo le nostre (le interazioni con gli altri, gli eventi casuali). Quindi, ci rimane il presente. Che è già passato.
Eh, sì, il tempo ci domina, niente da dire. Posto che a questo punto qualcuno potrà averci già mandato a quel paese, desideriamo buttarla decisamente sul complicato («Ah, sì? Perché fino adesso, invece? »).
Se il tempo fosse come il DVD di cui abbiamo parlato prima, potremo considerare la scena che stiamo guardando il presente, quelle già viste il passato e quelle che seguiranno, il futuro. Ma quando non stiamo riproducendo il dischetto i tre stati del tempo saranno comunque presenti “nello stesso istante” sotto forma di informazioni. E con il telecomando potremmo passare da una scena all’altra decidendo di volta in volta quale sia il presente in osservazione.
No, non parlo di viaggio nel tempo (ah, Wells, che genio…) in senso meccanico, ma in senso mentale. Se pensiamo a un evento del passato rivivendolo nella nostra mente, come dovremmo considerare quello stato? Se immaginiamo un evento futuro siamo sicuri che non accadrà proprio così come l’avevamo immaginato?
Secondo il Dott. Bradford Skow, professore del MIT (Massachusetts Institute of Technology) il tempo non si muove in avanti. È sempre presente. Cioè, il tempo non scorre, ma “è”, pertanto tutti gli eventi possibili sono già presenti nel cosmo, dobbiamo solo scoprirli vivendoli. (Fonte: www.ilnavigatorecurioso.it – 3 Febbraio 2015).
Suggestivo, vero?
Il film “Interstellar” di Christopher Nolan ci ha mostrato come, attraversando un buco nero, si possa ribaltare il concetto che abbiamo del tempo. Grazie agli studi effettuati dal fisico Kip Thorne proprio per il film (e poi dicono che i cervelloni son tutti chiusi dentro a laboratori come eremiti, come no…), osserviamo come il protagonista si trovi in uno stato potenziale dove le tre fasi del tempo (passato, presente e futuro) coesistono.
Di più, grazie alle ipotesi fatte da Thorne nel film notiamo come il protagonista riesca a influenzare il passato attraverso la gravità, diventando egli stesso osservatore del fenomeno (passato) e causa dello stesso.
Beh, non basterebbe un libro per continuare sull’argomento, quindi andate a leggervi qualche interessante articolo su gravità e onde gravitazionali (da poco scoperte, per la gioia di Albert che le aveva previste un secolo fa…maledetto genio!).
In definitiva, siamo schiavi di un concetto bizzoso, che non sappiamo come trattare e che ci manipola nostro malgrado. Anzi, siamo noi a manipolare noi stessi, dal momento che è la percezione del tempo quella che complica tutto.
Che il tempo esista realmente come dimensione o materia (i tachioni?) per ora è materia di studio per la fisica teorica. Per noi comuni mortali rimane una linea invisibile/immaginaria/intangibile su cui ci muoviamo consapevoli solo della misurazione che abbiamo deciso di applicargli e, di fatto, reale perché noi la consideriamo così.
Camminiamo e camminiamo nello spazio (de)limitati dall’illusione di essere protagonisti della nostra esistenza, istante per instante. Momento per momento. Ma se un momento è già passato e il successivo è futuro…”quando” stiamo vivendo? A voi la risposta. (Se c’è).
scritto da Rolando Cimicchi , Sergio Tracchi e Massimo Fratini (Direttore di www.segnidalcielo.it)