Secondo uno studio recente, gli extraterrestri potrebbero essere viaggiatori del tempo, non provenienti da altri pianeti. L'ipotesi è stata avanzata da un team di scienziati che ha analizzato diversi avvistamenti di oggetti volanti non identificati.

Secondo i ricercatori, gli oggetti che appaiono nei cieli e che vengono spesso scambiati per astronavi provenienti da altri mondi, potrebbero essere in realtà macchine del tempo create da una civiltà futura. Questa teoria spiegherebbe anche perché gli avvistamenti di UFO sono diventati sempre più comuni negli ultimi decenni.

Gli scienziati hanno analizzato diversi casi di avvistamenti di UFO, tra cui quello avvenuto nel 2004 da parte di due piloti della Marina degli Stati Uniti, che hanno affermato di aver visto un oggetto non identificato che si muoveva ad altissima velocità.

Secondo gli esperti, l'oggetto avvistato potrebbe essere stato una macchina del tempo in grado di muoversi attraverso il continuum spazio-tempo, il che spiegherebbe le sue straordinarie capacità di accelerazione e di manovrabilità.

L'ipotesi dei viaggiatori del tempo non è nuova. Già negli anni '80, il fisico teorico Kip Thorne, professore all'Università di Princeton, aveva proposto la possibilità di viaggiare nel tempo attraverso i buchi neri.

Secondo Thorne, i buchi neri sarebbero dei portali attraverso cui sarebbe possibile viaggiare nel futuro o nel passato.

Tuttavia, l'ipotesi dei viaggiatori del tempo continua ad essere una questione controversa e oggetto di dibattito tra gli scienziati.

Nonostante ciò, la teoria che gli UFO siano macchine del tempo invece di astronavi provenienti da altri mondi, apre nuovi orizzonti nella ricerca sulla vita extraterrestre e sulle possibilità di interazione con altre civiltà.

 

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Viaggiare nel tempo e il teletrasporto, sono “una realtà per i bambini di oggi”.
Gli esperti dicono che i viaggi nel tempo, i mantelli dell’invisibilità ed il teletrasporto potrebbero essere una realtà durante la vita dei bambini di oggi.
Lo scienziato Ronald Mallet, fisico teorico dell’Università del Connecticut, dice che è possibile viaggiare nel tempo. Dilatazione del tempo, la chiave che permetterà i viaggi nel passato e nel futuro?
La dilatazione del tempo basilarmente si riferisce all’idea che il tempo passa più piano per un orologio che si muove che per uno fermo.
Anche la forza di gravità influisce sulla differenza del tempo trascorso.
I wormhole produrrebbero una quantità massiccia di dilatazione del tempo, dovuto alla loro forza gravitazionale estrema.

Alla fine degli anni ottanta Kip Thorne, fisico teorico dell’Istituto di Tecnologia della California, ha detto che i “whormhole” potrebbero trasformarsi in macchine del tempo.
Di fatto, secondo la teoria della relatività generale di Einstein, il “wormhole”, potrebbe funzionare come un ponte tempo-spazio vincolando due punti attraverso una scorciatoia.
Secondo certi scienziati, esistono molti mondi paralleli che interagiscono tra di loro.
I fisici sostengono che gli universi paralleli non evolvono in modo indipendente, affermano che questa interazione potrebbe spiegare tutti i fatti strani della meccanica quantica.
Nel novembre del 2014, viene avvistata una gigantesca macchia solare che provoca enormi tempeste solari che sconcertano gli scienziati.
La macchia solare, conosciuta come AR 2192, ha generato quattro tempeste solari molto forti in quattro giorni, insieme con molte altre tempeste più piccole.
La regione delle macchie solari, che ha approssivamente la misura del pianeta Giove, è la più grande che si è osservata da 24 anni.

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Macchia solare AR 2192 (Registrata nel 2014)

Tormente solari, per alcuni ricercatori, è l’ascensione planetaria, la Terra si sta caricando di alte vibrazioni elettromagnetiche rilasciate dalle stesse tempeste solari che sveglieranno nelle nostre cellule, i dieci filamenti genetici “addormentati”, per cui in un prossimo futuro, avremo dodici filamenti attivi in ogni DNA.
La radiazione solare e cosmica sta causando stragi nella vita del pianeta Terra?

Robert_GegearLo studio di Robert J. Gegear, professore assistente di Biologia e Biotecnologia, suggerisce che gli esseri umani potrebbero essere geneticamente predisposti all’influenza del flusso geomagnetico, poichè si relaziona con il campo magnetico della Terra e le particelle con carica, come le tempeste solari, eiezione di massa coronale, raggi gamma e raggi cosmici galattici.
Secondo Robert J. Gegear “Le tormente geomgnetiche possono alterare gli orologi corporei, precipitando lo squilibrio affettivo stagionale e pertanto l’aumento del rischio del suicidio”.
Potrebbe essere questa la causa di tutta questa ondata di suicidi\omicidi degli ultimi anni che la cronaca quotidiana ci propone di continuo?
Sarà che questa potente radiazione fotonica che stiamo ricevendo agisce come energia definitrice secondo la frequenza di ogni persona, mostrando terribili densità-ego che portiamo, quando ci connettiamo alla bassa frequenze delle paure, ansietà, depressioni, odio, violenza?
O invece potrebbero, queste radiazioni, essere di grande beneficio ed influenza nello stesso DNA delle persone che stanno sviluppando la serenità, l’aiuto verso gli altri e l’amore?
Il nostro DNA si sta ricodificando?
Studi scientifici dimostrano che possiamo riprogrammare il nostro DNA per curare noi stessi e che i pensieri ed emozioni colpiscono direttamente l’espressione del DNA, proprio come lo farebbe l’esposizione a sostanze tossiche.
Wormhole, cambiamento del DNA, la razza umana è vicina ad un nuovo balzo evolutivo?

di Sergio T. - Hackthematrix

Riproduzione Riservata © Copyright Hackthematrix

Spesso si parla del nostro Universo multidimensionale. Dall'uscita poi del film Interstellar girato con l'aiuto dell'astro fisico Kip Thorne, ci siamo avvicinati di più al concetto di dimensioni parallele.
In rete abbiamo trovato questa interessante intervista di David Wilcock a Corey Goode un informatore, e abbiamo deciso di riproporvela.

Inizia cosi l'intervista a Corey Goode:
"Per me è iniziato all'età di 6 anni, quando mi portarono a quello che è conosciuto come MILAB o programma di abduzioni militari, sono stato considerato come un empatico intuitivo.
Alcuni di noi che venivano allenati sono stati incorporati ad un programma.
Eravamo ciò che chiamavano appoggio empatico intuitivo (IE) per la delegazione della Terra.
Era una confederazione formata da una grande quantità di federazioni extraterrestri che si riunivano per parlare del grande esperimento.
C'erano 22 programmi genetici in essere, nei quali mescolavano la loro genetica e manipolavano la nostra."
D.W. : "E questo si faceva continuamente?"
C.G. : "Si si sta facendo anche adesso. Questo è quello di cui si trattava."
D.W. : "In questo erano coinvolti extraterrestri con apparenza umana?"
C.G. : "Si."
D.W. : "Intrecciando il loro DNA con il nostro? Questo tipo di cose?"
C.G. : "Si, o manipolando il nostro DNA."
D.W. : "Da quanto tempo lei crede che si stia realizzando questo programma?"
C.G. : "I 22 tipi di programmi sono stati svolti durante differenti periodi di tempo. Però la manipolazione genetica di ciò che siamo si rifà almeno a 250.000 anni fa."
D.W. : "Qual'è la sequenza dei fatti che la portarono ad essere un informatore,  e che ha portato a ciò che stiamo vedendo adesso grazie a questo impulso alla divulgazione?"

C.G. : "Sono stato contattato da un gruppo di extraterrestri di una dimensione più elevata,  che adesso si conoscono come gli Aviari Blu.

Gli Aviari Blu mi dissero che loro ed altri esseri con cui lavoravano, provenivano da dimensioni tra la sesta e la nona.
Vengono da una vibrazione o frequenza diversa, sono stati qui per molto tempo.
Hanno osservato, però sono qui perchè stiamo entrando in una zona della galassia che ha un'energia più elevata, che cambierà la dimensione del nostro Sistema Solare e del nostro cumulo stellare locale.
Passeremo per un'esperienza trasformatrice che ci cambierà principalmente il nostro livello di coscienza.
Stanno qui con queste sfere giganti per aiutare a ridurre questi tsunami di onde energetiche che stanno entrando nel nostro Sistema Solare.

Stanno riducendo questa energia affinchè non se ne riceva troppa in una volta, e così darci tempo per prepararci."
D.W. : "Se non usassero queste sfere, cosa dicono che succederebbe?"
C.G. : "Molta gente impazzirebbe e sarebbero in molti."
D.W. : "E quando lei menziona queste sfere, a cosa si riferisce? La gente non vede sfere nei loro telescopi."
C.G. : "No, no. Corrispondono anche ad un'altra dimensione e molte persone credono che siano astronavi spaziali giganti.
Dopo aver viaggiato molte volte in queste sfere, sono quasi sicuro che stiano in un macro livello gigantesco.
Il loro messaggio per l'umanità è che dobbiamo diventare più affettuosi.
Dobbiamo perdonare noi stessi e perdonare gli altri e così fermare la ruota del karma.
Dobbiamo concentrarci a servire ogni giorno di più gli altri.
Dobbiamo concentrarci nell'elevare la nostra vibrazione e la nostra coscienza.
La meditazione è ciò che aiuta ad elevare la nostra vibrazione e la nostra coscienza.
Ed anche se non sappiamo come meditare, meditare è quasi un modo di sognare da svegli.
Ci sediamo ed all'inizio concentriamo la nostra mente il più possibile,  in pensieri positivi di affetto ed in come possiamo essere più positivi ed affettuosi con le persone che ci circondano, e come possiamo essere più servizievoli con gli altri e perdonare noi stessi e gli altri."
D.W. : "E quale sarebbe il risultato?"
C.G. : "Cambierà il mondo di ognuno, di ogni persona.. ."
Non è forse ormai ora di uscire da questa ibridazione con cui codifichiamo e di cui abbiamo sofferto per secoli?
Non è forse fondamentale praticare la meditazione ed essere affettuosi per elevare il nostro livello di frequenza, per arrestare così l'insensibilità e la freddezza che ci hanno imposto?

a cura di Sergio T. - HTM

Il premio Nobel Rainer Weiss ed i suoi colleghi, stanno per fare un "annuncio importante".

Originariamente proposto da Albert Einstein come conseguenza della sua teoria generale della relatività, le onde gravitazionali sono increspature nel tessuto dello spazio-tempo che portano l'energia in tutto l'universo.

Dopo anni di ricerca per ottenere la prova diretta del fenomeno, un team di ricercatori del "Advanced Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory (abbreviazione, LIGO) sono finalmente riusciti a rilevare le onde gravitazionali per la prima volta a febbraio 2016.

Un successo così importante che la squadra dietro la scoperta, Rainer Weiss, Barry Barish e Kip Thorne, ha vinto un premio Nobel per la fisica alla cerimonia di premiazione di quest'anno.

Ora uno di questi scienziati ha rivelato a una conferenza stampa MIT che ci sarà un nuovo annuncio importante sul tema delle onde gravitazionali il 16 ottobre.

Weiss ha dichiarato:

Le onde gravitazionali sono interessanti e il fatto che si possono rilevare direttamente è importante, ma la vera ricompensa sarà in futuro.

Qualcosa è già accaduto in qualche modo, e lo saprete il 16 ottobre. Non ti dirò che cosa è, ma posso dirvi che c'è più, e credo che ci sarà un altro " cheop-of-the-do " organizzato per tutto questo. E vi incoraggio a a venire ad ascoltare perchè è veramente molto interessante.

Ma non posso dirvi altro per ora.

Non ci rimane che attendere il grande annuncio.

Redazione Hackthematrix

I Maya lo chiamavano il Tempo del non tempo ed era collegato all’ ultimo Katum. Nel sistema di calcolo del lungo computo, veniva  utilizzata una precisa unità di misura, il katun, che consiste in un ciclo di 20 anni. Di conseguenza, 20 haab rappresentavano un katun.

Questa unità di misura ci è molto importante per comprendere come il lasso di tempo ultimo del ciclo in cui viviamo, iniziato nel luglio del 1992, si doveva concludere il 21 dicembre 2012, a termine dell’ultimo katun della nostra era, in coincidenza con il termine dell’ultimo ciclo, di 5.125 anni, e del Giorno Galattico di 25.625 anni, comunemente ricondotto a 26.000 anni. Molti di voi diranno: “ma non è accaduto nulla il 21 dicembre 2012, quindi?”

Infatti i Maya non hanno mai predetto la fine del Mondo ma solo la fine di un mondo inteso come il termine di un Ciclo temporale, quello appunto galattico. I Maya sapevano che il fattore Temporale, quello dello Spazio/Tempo influenza le civiltà. Attualmente ci troviamo all’interno di una vasta porzione spazio-temporale che i Maya definiscono Cilam Balam, una misteriosa raccolta di testi che narrano gli accadimenti di ciascun ciclo e quello in cui ci troviamo ora è il Nuovo Ciclo Cosmico, che porterà eventi negativi per la nostra civiltà, che ha intrapreso un percorso senza ritorno. Questi cicli temporali si ripeteranno periodicamente nel tempo. Ma che cos’è il tempo?  Il fattore Spazio-Tempo esiste?

di Massimo F.

Percepire il Tempo

di Sergio Tracchi e Rolando Cimicchi

La nostra realtà quotidiana è costantemente caratterizzata da questi due elementi, arrivando a condizionarci in modo spesso soffocante. Anche perché il modo in cui li avvertiamo è sempre sottoposto a eccessi: troppo o troppo poco. Mai contenti noi altri…

Se possiamo affermare che lo spazio esiste perché “lo percepiamo” attraverso i sensi, altrettanto non possiamo fare con il tempo. Lo scorrere di esso, per noi, è legato a tutta una serie di fenomeni sia naturali che artificiali: il giorno e la notte, l’alternarsi delle stagioni, la nascita e la morte, ma anche, eccolo qua!, l’orologio. La misurazione del tempo.

 

L’orologio è significativo (oltre che un perfetto schiavista). Ci segnala costantemente lo scorrere inesorabile della linea immaginaria su cui ci muoviamo, eppure…se è fermo significa che lo è anche il tempo? Interessante, vero?

Questo ci porta alla considerazione materiale, nello spazio, del concetto di tempo. Prendiamo un DVD. Esso contiene dei dati sotto forma di immagini e suoni. È un oggetto che percepiamo nel piano fisico, spaziale, ma fino al momento in cui lo inseriamo in un apposito lettore non ci procura nessun “spostamento” temporale. È nel momento in cui il DVD inizia a essere riprodotto dal supporto che vediamo delle immagini e ascoltiamo dei suoni: le informazioni in esso contenute iniziano un processo di movimento nel tempo: da “inizio” a “fine”. Questo spostamento non esiste se non nella nostra percezione. La durata del DVD è regolata dall’unità di misura del tempo che tutti conosciamo: il secondo (e le sue misure più ampie: minuto, ora, giorno, mese, etc.). È solo una convenzione. Un’illusione. I dati del disco sono lì, senza tempo, senza “spostamento”, ma sono reali in quanto parte di un supporto materiale. C’è il dischetto e poi c’è chi ci sbatte dentro i dati. Fermi, immobili, fino a quando non vengono inseriti nel lettore.

Quindi, se il DVD non viene riprodotto il tempo che fine fa? E quale tempo? Se l’orologio rallenta la sua corsa, il tempo rallenta a sua volta? E se il tempo che noi regoliamo con i nostri meccanismi è una convenzione, che cos’è il tempo esattamente?

Esiste il tempo?

(Coraggio…è venuto mal di testa a molti a questo punto).

Diamo uno sguardo ai grandi pensatori. Per Aristotele il tempo era “un sistema per misurare come si muovono le cose; se non c’è nulla che si muove, non c’è tempo”. Per Newton, altresì, il tempo passava per un immenso spazio vuoto anche se non accadeva nulla e non c’era nulla. Cioè, il tempo passa a prescindere da tutto il resto.

Agostino d’Ippona, quel vecchio burlone, disse: «Il tempo? Se non me lo chiedi so cos’è, ma se me lo chiedi non lo so più».  Poi è arrivato Einstein e molte cose sono cambiate. Il fisico tedesco ne sapeva una più del diavolo e si accorse che nell’intervallo che va tra quello che definiamo “passato” e quello che definiamo “futuro” c’era altro: il “presente”. Eh, lo so, ai più sembrerà una stupidata, ma ai tempi di Albert non era così scontato. Il presente aveva goduto di scarsa considerazione perché troppo breve.

 

Cioè, tu pensi “io sono qui, adesso”, ma adesso è già passato, caro. Perché nel momento in cui tu parli con noi, di fronte a noi, l’intervallo tra passato e futuro è di poco più di un nanosecondo e, caspita!, mica te ne accorgi! Ma se comunichiamo a distanze planetarie, ad esempio uno sulla Terra e uno su Marte, allora non possiamo avere una conversazione “diretta”, perché chi fa la domanda dovrà attendere che l’altro la riceva: circa quindici minuti (e viceversa, ovvio). Quei quindici minuti come li consideriamo? Come un “adesso” un po’dilatato?

Le logiche conseguenze di ciò sono imponenti: non possiamo dire “in questo momento nell’universo le cose sono in questo modo o nell’altro” perché non esiste un “questo momento”, nell’universo. E’ tutto relativo. E Albert, lassù, adesso sta facendo la òla…

(Questi ultimi passaggi sono liberamente ispirati dalla bellissima intervista fatta da Pietro Greco de L’Espresso al fisico Carlo Rovelli nel 2014)

Bene, ora che abbiamo capito che il tempo è un concetto fumoso possiamo esimerci dal considerarlo? No. Non possiamo perché sull’asse invisibile del tempo noi ci muoviamo in modo “condizionato” dal concetto stesso di tempo che abbiamo stabilito.  Ok, fate un bel respiro e andiamo avanti…

Quando siamo in compagnia di una persona piacevole sembra che il tempo scorra più veloce. Quando facciamo qualcosa di faticoso o noioso il tempo sembra non passare mai. (In entrambi i casi una vera rottura). Eppure, il tempo standard dell’orologio è sempre lo stesso. La risposta è (come anticipato) nella percezione del tempo che ha ognuno di noi rispetto a un evento.

La percezione (l’illusione) del tempo è ad appannaggio della nostra mente ed essa ne dispone come vuole, soggettivamente; il conscio e l’inconscio reagiscono in modo differente, non lineare, a questa simpatica canaglia.

Illusione del Tempo

L’illusione del tempo è un modo straordinario di staccare le persone da più elevati stati di coscienza. Spieghiamo: la convenzione “dell’orologio” ci impone ritmi che spingono le nostre vite in direzioni prestabilite, ma sappiamo chesognare a occhi aperti o perderci in altri pensieri sono modi per identificare alcuni stati di alterazione della nostra percezione; quando facciamo queste cose il tempo smette di avere la sua pesante (e invadente) presenza perché non lo sentiamo.

Se ad esempio ci mettiamo in meditazione entriamo in uno stato di coscienza dove quel rompiscatole non può venire a raggiungerci per ricordarci che dobbiamo preparare la cena.

In questi e in altri casi il tempo “non esiste”, se non nelle lancette dell’orologio o sugli appuntamenti della nostra agenda. La linea immateriale che delimita il passato, il presente e il futuro è un concetto e, come tale, ha una validità relativa (Einstein, lo so che ci adori!).

 

La parola “adesso” è un paradosso. Se diciamo “adesso” in realtà è già passato, ma mentre lo pronunciamo È presente, anche se per un nanosecondo. Quindi è presente o passato? Per noi umani il concetto di Presente è essenziale, perché in esso noi riconosciamo il momento che stiamo vivendo. È una unità di misura convenzionale che ci serve per delimitare un evento nello spazio. Purtroppo, ahimè, è un’illusione nell’illusione, ma ne abbiamo bisogno perché ci aiuta a non perderci. Una specie di bussola.

Certo, lo so, è un maledetto rompicapo…

Non possiamo intervenire sul passato, perché appunto, se n’è andato. Sul futuro ci perdiamo il sonno, preoccupati di cosa accadrà, come sarà, perché sarà, ma anche su quello abbiamo poco da fare. Sono troppe le variabili da considerare e non solo le nostre (le interazioni con gli altri, gli eventi casuali). Quindi, ci rimane il presente. Che è già passato.

Eh, sì, il tempo ci domina, niente da dire. Posto che a questo punto qualcuno potrà averci già mandato a quel paese, desideriamo buttarla decisamente sul complicato («Ah, sì? Perché fino adesso, invece? »).

Se il tempo fosse come il DVD di cui abbiamo parlato prima, potremo considerare la scena che stiamo guardando il presente, quelle già viste il passato e quelle che seguiranno, il futuro. Ma quando non stiamo riproducendo il dischetto i tre stati del tempo saranno comunque presenti “nello stesso istante” sotto forma di informazioni. E con il telecomando potremmo passare da una scena all’altra decidendo di volta in volta quale sia il presente in osservazione.

No, non parlo di viaggio nel tempo (ah, Wells, che genio…) in senso meccanico, ma in senso mentale. Se pensiamo a un evento del passato rivivendolo nella nostra mente, come dovremmo considerare quello stato? Se immaginiamo un evento futuro siamo sicuri che non accadrà proprio così come l’avevamo immaginato?

Secondo il Dott. Bradford Skow, professore del MIT (Massachusetts Institute of Technology) il tempo non si muove in avanti. È sempre presente. Cioè, il tempo non scorre, ma “è”, pertanto tutti gli eventi possibili sono già presenti nel cosmo, dobbiamo solo scoprirli vivendoli. (Fonte: www.ilnavigatorecurioso.it – 3 Febbraio 2015).

Suggestivo, vero?

Il film “Interstellar” di Christopher Nolan ci ha mostrato come, attraversando un buco nero, si possa ribaltare il concetto che abbiamo del tempo. Grazie agli studi effettuati dal fisico Kip Thorne proprio per il film (e poi dicono che i cervelloni son tutti chiusi dentro a laboratori come eremiti, come no…), osserviamo come il protagonista si trovi in uno stato potenziale dove le tre fasi del tempo (passato, presente e futuro) coesistono.

 

Di più, grazie alle ipotesi fatte da Thorne nel film notiamo come il protagonista riesca a influenzare il passato attraverso la gravità, diventando egli stesso osservatore del fenomeno (passato) e causa dello stesso.

Beh, non basterebbe un libro per continuare sull’argomento, quindi andate a leggervi qualche interessante articolo su gravità e onde gravitazionali (da poco scoperte, per la gioia di Albert che le aveva previste un secolo fa…maledetto genio!).

In definitiva, siamo schiavi di un concetto bizzoso, che non sappiamo come trattare e che ci manipola nostro malgrado. Anzi, siamo noi a manipolare noi stessi, dal momento che è la percezione del tempo quella che complica tutto.

Che il tempo esista realmente come dimensione o materia (i tachioni?) per ora è materia di studio per la fisica teorica. Per noi comuni mortali rimane una linea invisibile/immaginaria/intangibile su cui ci muoviamo consapevoli solo della misurazione che abbiamo deciso di applicargli e, di fatto, reale perché noi la consideriamo così.

Camminiamo e camminiamo nello spazio (de)limitati dall’illusione di essere protagonisti della nostra esistenza, istante per instante. Momento per momento. Ma se un momento è già passato e il successivo è futuro…”quando” stiamo vivendo? A voi la risposta. (Se c’è).

scritto da Rolando Cimicchi , Sergio Tracchi e Massimo Fratini (Direttore di www.segnidalcielo.it)

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Sergio Tracchi - Rolando Cimicchi - Massimo Fratini

 

 

Il regista Nolan si è affidato alla consulenza di Kip Thorne, uno dei maggiori esperti mondiali di fisica teorica e relatività. Immagini «scientificamente» accurate.

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[Corriere] I campi coltivati sono una distesa di polvere. Tutti i raccolti (eccetto il mais) sono stati distrutti da un fungo microscopico.

È già nata l’ultima generazione che vivrà sul nostro pianeta. Ma non ha futuro.

L’unica speranza è trovare un pianeta abitabile simile alla Terra, ma nel Sistema solare non ce ne sono.

Quando tutto sembra perduto, viene scoperto dalle parti di Saturno un tunnel spazio-temporale che potrebbe far viaggiare un’astronave di quattro esploratori in sistemi lontani per scoprire Terra 2 e salvare l’Homo sapiens grazie agli embrioni umani congelati portati nella «pancia» della nave spaziale-madre.

Questa è in sintesi la storia che sta alla base di Interstellar, il film di Christopher Nolan  che, secondo alcuni critici, è destinato a diventare un punto di riferimento per il cinema di fantascienza come lo fu nel 1968 il capolavoro di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio.

Non è questo il posto per dare un giudizio critico del film di Nolan, ciò che interessa è che il regista ha deciso di dare alla sua opera, forse per la prima volta dai tempi di Kubrick, un taglio scientifico il più possibile aderente alla realtà a differenza di molti film di fantascienza, che di «scientifico» avevano veramente poco.

 Interstellar 2014 HD Wallpapers {movieshqwallpapers.blogspot.com} (3)

Tunnel spazio-temporale

Nolan si è affidato alla consulenza di Kip Thorne, fisico teorico e uno dei maggiori esperti al mondo di relatività, buchi neri, onde gravitazionali e tunnel spazio-temporali.

In particolare il professore del California Institute of Technology ha studiato la possibilità (teorica) di viaggiare nel tempo (solo in avanti, i viaggi nel passato sono «fisicamente» impossibili) attraverso i cosiddetti tunnel spazio-temporali (wormhole), mai osservati ma previsti da modelli matematici, in cui regioni lontane dello spazio vengono messe in comunicazione.

Non è certo la prima volta che i tunnel spazio-temporali compaiono nei film e nella letteratura di fantascienza. Gli appassionati di Star Trek li conoscono bene e anche l’astronauta David Bowman alla fine di Odissea 2001 viaggia oltre lo spazio e il tempo in una sorta di tunnel spazio-temporale.

Ma Nolan è il primo che – grazie a Kip Thorne – ne filma uno esattamente come si vedrebbe se qualcuno ci si avvicinasse o ci finisse dentro (e riuscisse a sopravvivere, ma questa è un’altra storia senza la quale il film non si potrebbe fare).

Buco nero

In fondo al tunnel però non sempre c’è la luce: l’equipaggio di Endurance (astronave che è basata sull’esperienza della Stazione spaziale internazionale e che prende il nome della nave della sfortunata spedizione antartica del capitano Shackleton del 1914-1916) alla fine trova un buco nero supermassiccio.

La rappresentazione filmica di questo buco nero è scientificamente accurata (secondo alcuni critici non sufficientemente spettacolare, ma non era questo che voleva il regista).

Thorne disegna il centro del buco nero come una «singolarità» – cioè un punto di massa infinita – e intorno a questo un disco dovuto alla materia che viene attirata dal «mostro» e che cade con una traiettoria a spirale verso l’orizzonte degli eventi (cioè la linea oltre la quale la gravità è pari alla velocità della luce e che proprio per questo lo fa essere «nero»).

La fortissima gravità fa avvolgere la materia intorno al buco nero come un alone e deforma anche il tempo: è questa immagine una della «meraviglie» scientifiche dell’intero film. Ma, come ha dimostrato Stephen Hawking, qualcosa – qualche informazione – riesce a «evaporare» (radiazione di Hawking) dall’orizzonte degli eventi e a sfuggire al buco nero. È ciò che serviva a Nolan per immaginare «nuovi mondi» dentro il buco nero e fornire ulteriori spunti al film.

Le citazioni scientifiche

Interstellar è pieno di citazioni scientifiche. Per esempio in una scena Endurance inizia a ruotare su se stessa a una velocità di 67 giri al minuto, una velocità alla quale gli astronauti fanno fatica a restare coscienti e a non svenire.

Perché proprio 67 e non un altro numero? Perché 67 giri al minuto era la velocità alla quale iniziò a ruotare la capsula di Gemini 8 il 16 marzo 1966 e che quasi costò la vita agli astronauti Neil Armstrong (che tre anni dopo divenne il primo uomo sulla Luna) e Dave Scott.

Dust Bowl

Le scene iniziali con i campi coltivati ridotti a una distesa di polvere sono una citazione delle tempeste di sabbia che colpirono negli anni Trenta le zone centrali degli Stati Uniti che vennero soprannominate Dust Bowl.

I due anziani che compaiono nel film e che raccontano come la terra divenne una distesa di polvere sono due persone che vissero davvero quella tragedia e che compaiono anche in un documentario del 2012 di Ken Burns.

Collaborazione

Thorne ha scritto anche le equazioni di come dovrebbe apparire un raggio di luce che attraversa un tunnel spazio-temporale. Per creare al computer una singola immagine del tunnel, del buco nero e delle lenti gravitazionali secondo le indicazioni dello scienziato sono state necessarie a volte anche 100 ore di lavoro.

Alla fine della collaborazione tra Nolan, Thorne e il gruppo addetto alla visualizzazione computerizzata sono nati due lavori scientifici pubblicati: uno di astrofisica e uno di computer grafica.

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