Hack The Matrix
Aeramya

DMT e Ghiandola Pineale

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L’argomento che vogliamo condividere con Voi nella rubrica “Aeramya” di Hack the Matrix, riguarda la DMT, molecola prodotta dalla Ghiandola Pineale.

“Se le porte della percezione fossero purificate, tutto apparirebbe all’uomo come in effetti è, infinito” (William Blake)

Intorno ai 35.000 anni fa la specie umana imboccò una strada del tutto nuova, un percorso che la portò come razza a guardare un pò più al di fuori di sé stessa e a concepire la vita, il modo di relazionarsi con il mondo e la realtà in modo sostanzialmente diverso. Fece la sua comparsa l’arte rupestre delle caverne in una forma già delineata con le grotte di Lascaux e Altamira e da qui si evince che l’uomo primitivo ebbe a quel tempo una particolare predilezione per la raffigurazione di misteriose entità “teriantropiche” in parte umane e in parte bestiali per le quali niente avrebbe potuto fare da modello in natura.

Si trattava soltanto di un antico modo di esprimere il proprio pensiero simbolico o quelle entità “soprannaturali” venivano evocate in qualche modo da chi poi successivamente le dipingeva nelle grotte?

Secondo lo studioso David Lewis Williams il catalizzatore fu la meditazione trascendente per favorire degli stati alterati di coscienza che in un primo tempo i nostri progenitori sicuramente sperimentavano attraverso il consumo accidentale di piante o funghi allucinogeni e che in seguito cercarono con intento voluto e cosciente. Simili sostanze psicoattive naturali furono in seguito usate abbondantemente nella pratica dello sciamanesimo. Ad oggi si ritiene che circa il 5% degli esseri umani adulti sia in grado di accedere in maniera spontanea a stati di coscienza più percettivi di quelli normali.

Queste esperienze in stato “alterato” vengono vissute solitamente come “reali” dai soggetti e portano in alcuni casi a racconti di strane esperienze del tutto simili a quelle attuali di abductions da parte degli alieni o a quelle più vecchie riguardanti fate, gnomi e folletti, il “piccolo popolo” del folklore medievale. Visioni, conoscenze profetiche e capacità di trance venivano indotte anche da strumenti e vibrazioni musicali o l’uso di particolari frequenze ed analogamente avevano lo scopo di favorire il viaggio nell’aldilà e gli incontri con esseri sovrannaturali non meglio specificati. Il rapporto con il “mondo degli spiriti” era considerato colonna portante delle antiche tradizioni sciamaniche ancora oggi centrali in regioni remote dell’Africa e dell’Australia.

Spiriti, fairy e occupanti di UFO avevano quindi una loro realtà oggettiva e un’esistenza indipendente al di fuori del nostro cervello e della nostra realtà, oppure si trattava dopotutto di fantasia, allucinazioni e null’altro?

Rick Strassman, psichiatra dell’Università del New Mexico iniziò a fare esperimenti sulla “dimetiltriptamina”, altrimenti detta DMT, una sostanza particolare presente sia in natura (in piante come l’Ayahuasca) che nel cervello umano, prodotta dalla Ghiandola Pineale. Strassman aveva come finalità della sua ricerca l’utilizzo della sostanza psicotropa a fini terapeutici. I pazienti a cui veniva somministrata la molecola sotto stretto controllo riferivano viaggi astrali e contatti sconvolgenti con “altre realtà” non meno reali della nostra, abitate da esseri sovrannaturali che in seguito un psichiatra di Harvard di nome John Mack riportò in numerosi casi di persone che sostenevano di essere state rapite dagli alieni.

La DMT rilasciata naturalmente dalla Ghiandola Pineale si pensa faciliti il movimento dell’Anima all’interno e fuori dal corpo e sia parte integrante dei più alti stati di meditazione ed esperienze mistiche. In questo periodo si parla spesso di “Terzo Occhio”, per chi non è ancora a conoscenza di cosa si tratti, con questo termine facciamo riferimento proprio alla cosiddetta Ghiandola Pineale, la quale, situata nel nostro cervello e conosciuta anche come “Epifisi”, rappresenta il nostro “Sesto Senso”.

Quante volte abbiamo sentito nominare il “Sesto Senso”? Se avete una buona conoscenza riguardo i Chakra, noterete che proprio il sesto denominato Ajna in Sanscrito è la sede del Chakra del Terzo Occhio ove giacciono tutti i sensi interiori.

Esso permette la comunicazione con lo Spirito ed è molto sviluppata in chi riesce a percepire energie sottili, sia riguardo il campo visivo che uditivo, ossia la Chiaroveggenza. La Ghiandola Pineale produce da sé questa molecola particolare dal nome DMT senza il bisogno di utilizzare altri tipi di sostanze. Per far sì che essa si decalcifichi, necessita un profondo lavoro su sé stessi.

L’introduzione di sostanze psicoattive può quindi modificare la lunghezza dell’onda cerebrale del nostro cervello consentendo di stabilire un contatto con “i mondi invisibili e i suoi abitanti”?

Il celebre scrittore Aldous Huxley pensava che queste sostanze, in particolare la Mescalina, erano in grado di agire sulla coscienza e indurre nell’individuo le visioni tipiche del medium e del mistico. Nel particolare lo studioso credeva che il nostro cervello, il sistema nervoso e quello sensoriale avessero un’alta componente “eliminatoria”, anziché “produttiva” e da qui che questi organi svolgessero una funzione di grande “valvola riduttrice” atta a proteggere l’essere umano da tutte le informazioni marginali e non necessarie per la vita quotidiana, scremando appunto quelle più utili alla sopravvivenza.

Alcuni individui nascerebbero invece con in essere già le potenzialità di bypassare la valvola di riduzione. Altri by-pass temporanei si possono ottenere attraverso meditazione, esercizi spirituali oppure l’ipnosi. Il by-pass permette di accedere a qualcosa di totalmente nuovo e diverso dal materiale accuratamente ordinato e selezionato che le nostre menti già impostate considerano un quadro completo. Si tratterebbe quindi di una sorta di “barriera” atta a consentire all’essere umano soltanto la visione rassicurante della “realtà parziale”, anziché di quella generale, infinitamente più vasta.

Anche lo scienziato svizzero Albert Hoffman, primo sintetizzatore dell’LSD, sosteneva che colui che era sotto l’influsso della particolare sostanza veniva sintonizzato su una lunghezza d’onda diversa rispetto a quella ordinaria tra le centinaia disponibili e riferibili ad altrettante nuove realtà. In sostanza una gamma più ampia di quella percepita normalmente poiché “ridotta” dalle nostre componenti organiche.

Di sicuro i pazienti di Rick Strassman dichiararono che le loro esperienze con il “mondo dello spirito” sono state le vicende più intriganti e profonde della loro vita.

Secondo Strassman la DMT sarebbe la sostanza per eccellenza in grado di aprire un “portale” verso universi e dimensioni parallele, che coesistono con la nostra realtà ma che non siamo in grado di captare o decodificare appunto perché filtrati dalla valvola rappresentata in primis dal nostro cervello, costretto a trasmettere soltanto il “canale normale”, quello del mondo di tutti i giorni.

Secondo la fisica moderna infatti esisterebbero un numero incredibilmente elevato di universi paralleli, o multiversi, ciascuno dei quali simile al nostro e soggetto alle stesse leggi fisiche, ma al contempo “alternativo” a causa della diversa composizione delle particelle che lo costituiscono. Alcuni soggetti ricorderebbero in maniera accidentale dettagli diversi di eventi accaduti nel passato perché forse appartenuti a queste realtà affini compenetrate alla nostra: il cosiddetto “Effetto Mandela”.

La DMT potrebbe essere in grado di decodificare le informazioni trasmesse dai mondi paralleli? Secondo alcuni il nostro cervello sarebbe in grado anche di elaborare informazioni quantiche. In un sistema biologico la DMT modificherebbe la fisiologia del cervello al punto da renderlo capace di funzionare come un computer quantico, dando così accesso alla decodifica dei mondi paralleli. Coloro che hanno assunto la DMT in esperimenti controllati riferiscono che l’esperienza è qualcosa che non ha niente a che vedere con la banale allucinazione del “viaggio psichedelico”, ma al contrario i protagonisti raccontano di aver visitato mondi alternativi ma reali quanto il nostro e aver interagito direttamente con gli esseri che li abitano.

In definitiva, all’interno del nostro cervello sarebbe già presente nell’hardware di base la possibilità di contatti con universi paralleli popolati da creature e il software adeguato per la sintonizzazione sarebbe la DMT, una sostanza del tutto naturale prodotta dalla Ghiandola del cervello. Di fronte a simili affermazioni occorre anche una certa cautela, tutti noi siamo diversi e in grado di reagire in maniera differente all’impatto con esperienze del tutto nuove che coinvolgono i recessi più profondi della psiche del singolo “viaggiatore”. Alcuni riferiscono che particolari “portali” condurrebbero a specifiche realtà popolate dalle creature sinistre protagoniste nei racconti di H. P. Lovecraft. Altri sosterrebbero che la DMT sarebbe in grado di renderci indipendenti dalla “Matrix”, descritta come una sorta di “Universo Olografico” creato ad hoc per manipolare l’essere umano e renderlo addormentato e inconsapevole della vera natura delle cose.

Articolo di Aeran & Maya – Hackthematrix

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4 comments

sourceserlande maggio 6, 2018 at 2:53 am

[…] 6 mai 2018 Skip to content […]

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sourceserlande maggio 6, 2018 at 3:06 am

[…] by Maya Hikariaprile 21, 201813981 […]

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sourceserlande maggio 6, 2018 at 3:32 am

[…] by Maya Hikariaprile 21, 201813985 […]

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