Hack The Matrix
Ufo e Misteri

OSIRIDE E LO STARGATE

L’articolo che vi proponiamo oggi nella rubrica “Aeramya” di Hack the Matrix riguarda l’Egitto. Quest’oggi in particolare parliamo di Osiride e di un possibile “Stargate” sepolto sotto le sabbie dell’altipiano di Giza.

GRANDE PIRAMIDE GIZA – EGITTO

Horus, conquistato stabilmente il “Regno di Osiride”, governò per molti anni in pace, mentre il corpo di Osiride venne posto al sicuro nella “Casa di Sokar”, per opera di Iside e Nefti. In queste condizioni ideali l’Anima di Osiride finalmente libera di partire, si diresse  verso un luogo celeste particolare, “il luogo dove si trova Orione”, la controparte cosmica del Duat sulla terra, ossia l’Oltretomba cosmico posto sul lato destro della Via Lattea (Nilo) e Casa degli Dei in cielo, un luogo che era meta ambita per tutti i Faraoni defunti che volevano intraprendere lo stesso viaggio cosmico.

COSTELLAZIONE DI ORIONE

Ma cos’era più propriamente Rostau? Di sicuro nel “Libro di ciò che è nel Duat” occupa la parte centrale del “Regno di Sokar”, un luogo tenebroso e sinistro, fatto di strette passerelle e camere, popolato da mostri, che assomigliano in modo stupefacente ai corridoi e camere della Grande Piramide.

C’è da chiedersi allora se una delle funzioni del monumento simbolo di Giza poteva essere quello di servire da “modello tridimensionale” dell’Oltretomba, ossia del mondo interno del Duat, dove gli iniziati o più  propriamente i faraoni incontrando il “corpo di Osiride” mummificato, potevano avere accesso al “luogo dove si trova Orione”, e partire per un lungo viaggio, forse attraversando uno “Stargate” preparandosi però in primis a prove di “morte apparente” tipiche dell’animazione sospesa?

STARGATE

Una caratteristica sorprendente del “Regno di Sokar” descritto nei testi era anche quello di essere sorvegliato da un leone dalla testa umana simile alla Sfinge di Giza. Gli antichi testi egizi sembrano non citare mai il leone ma forse in realtà sono gli stessi egittologi tutt’ora a non essere in grado di riconoscere il nome dato alla Sfinge nelle scritture antiche.

Gli antichi Egizi ereditarono già in forma completa, all’inizio dell’Era dinastica (3100a.C.), un sistema religioso e spirituale che forse fungeva da maschera per un rituale ben più misterioso e importante: la “ricerca della vita eterna” o più specificatamente la ricerca di un vero e proprio “stargate” sepolto a Giza e connesso a Osiride, in grado di proiettarli dopo un insidioso viaggio fino alla “Casa degli Dei” posta nelle vicinanze di Orione.

I terrificanti luoghi del “Regno di Sokar” ossia i corridoi e passaggi della Grande Piramide, come detto, erano sistemi per preparare l’iniziato al momento in cui avrebbe dovuto compiere il viaggio, prepararlo al momento della “animazione sospesa”. Infatti si fa spesso riferimento al fatto di essere “equipaggiati” nei testi antichi, ossia capaci di muoversi avanti e indietro dal “luogo dove si trova Orione”.

Era questa la meta suprema?

CINTURA DI ORIONE

Una ricerca per un lungo viaggio nello spazio mascherata da “ricerca dell’immortalità”, oppure erano sia uno che l’altro, una proiezione che doveva riguardare soltanto il corpo astrale? In particolare i Testi delle Piramidi sembrano confermare la tesi di un possibile “Stargate” per raggiungere il luogo degli Dei.

“Il Cancello della Terra è aperto per te […] una scala per il Duat possa essere allestita per te fino al luogo dove si trova Orione […] puoi sportarti verso il cielo e sedere sul tuo trono di Ferro […] Le porte di Ferro per raggiungere il cielo sono state aperte per me […] e io le varco”.

In queste formule viene confermata la presenza quindi di una “porta stellare”, e sempre nei Testi delle Piramidi sembrano anche non mancare affatto formule che odorano di laboratorio scientifico o spaziale, che parlano di strane attrezzature o accessori necessarie per il viaggio verso il luogo dove dimora l’anima di Osiride:

“Il Re è una fiamma, che si muove davanti al vento fino alla fine del Cielo e della Terra, il Re viaggia nell’aria e attraversa la Terra […] Oh tu, porta questo a me! Quale traghetto vuoi che ti venga condotto? Portami: Vola-e-si-posa […] Sono asceso in un esplosione di fuoco [per merito] della Barca-Hnw e dell’Uccello-bn […] Con essi volerai su e ti poserai”.

Ancora oggi comunque gli egittologi si lamentano del fatto che la lingua egizia dei Testi delle Piramidi è difficile da tradurre perché risale forse ad un epoca molto antica e quindi gli studiosi non conoscono la gran parte delle parole ivi contenute e le costruzioni delle frasi spesso diventano enigmi insolubili. Come ammise E. A. Wallis Budge, grande specialista di Egitto antico: “Vari passi dimostrano che gli scribi che redassero le copie da incidere nelle piramidi della V Dinastia non capivano quel che scrivevano, prendevano stralci da documenti sorgente incredibilmente antichi, scritti in una forma di egizio molto arcaico”.

Forse il compito degli antichi scribi era anche stato quello di cercare di tradurre nella loro lingua la terminologia tecnica e i numerosi riferimenti a manufatti tecnologici e concetti scientifici che facevano parte del “viaggio” e per i quali non esistevano termini equivalenti nella lingua egizia di allora e tutto questo infatti spiega la strana impressione data da alcune formule.

Forse il progetto loro era preservare la memoria creando un registro geroglifico permanente di una letteratura scientifica che loro consideravano sacra ma che era già decrepita dal tempo quando Unas salì al trono nel 2356a.C.

Per concludere, di recente l’autore e specialista di antico Egitto Massimo Barbetta ha posto l’accento sul tema dello “Stargate” attraverso due pubblicazioni interessanti che spiegano nel dettaglio in cosa consisteva il viaggio verso la Dimora Celeste nella zona di Orione.

Secondo la sua tesi il viaggio giungeva agli estremi limiti dello spazio conosciuto in direzione della mitica “Isola del Fuoco” un luogo da cui le divinità provenivano e a cui periodicamente ritornavano. Spesso era lo stesso Faraone a salire su una speciale “Imbarcazione Spaziale” che gli antichi Egizi chiamavano “Barca di Ra” e viaggiare con lui nelle profondità del cielo.

Nel “Libro dei Morti” gli Dei dell’antico Egitto usavano una sorta di corridoio o di “condotto” che gli consentiva di percorrere enormi distanze Celesti. E queste enormi distanze venivano coperte all’interno di questi condotti in pochi secondi, cosa che richiama alla mente non soltanto uno Stargate ma più precisamente un “Wormhole” o un condotto spazio-temporale. Forse parte di questa tecnologia è ancora sepolta oggi tra le sabbie dell’altopiano di Giza, forse sotto alla Grande Piramide, come illustrato nelle prime sequenze del film “Stargate” del 1994, diretto da Roland Emmerich.

Chissà che non sia proprio così e gli antichi Egizi forse cercano di dircelo.

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