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Ufo e Misteri

TEMPLARI: CUSTODI DI UN ANTICO SEGRETO

L’articolo che vogliamo condividere con Voi nella rubrica “Aeramya” di Hack the Matrix, dopo i Catari, si tinge ancora una volta di Storia. Questa volta parliamo dei Templari.

Per chi vuole, può cliccare play sul video che alleghiamo di seguito. In questo modo può leggere l’articolo, immerso nell’atmosfera di questa bella melodia.

I templari hanno avuto la nomea di essere adoratori del male. Ma siamo davvero sicuri che si sia trattato di realtà e non di una copertura messa in atto da qualcuno con lo scopo di giustificarne le uccisioni brutali?

I Templari in verità, avevano acquisito la saggezza. Una conoscenza scomoda che segnò l’inizio della loro fine. Con il nostro articolo faremo un viaggio a ritroso nel tempo e cercheremo di essere chiari riguardo i vari concetti che esprimeremo. Andiamo con ordine.

Era vietato toccare l’Arca poiché il malcapitato rischiava di morire fulminato, tanto è che quando veniva portata in battaglia l’esercito camminava a 2000 cubiti di distanza. Chi la trasportava era addestrato. Veniva inoltre utilizzata da Mosè per comunicare a distanza con Yahweh attraverso il propiziatorio precisamente fra i due Cherubini.

La storia e il fascino di questa potente Arca persiste ancora oggi. Secondo Mauro Biglino (studioso e traduttore dell’ebraico masoretico) si tratta di qualcosa di tecnologico. La Bibbia non spiega la funzione dell’Arca. Curiosità interessante tra l’altro (per chi non ne fosse a conoscenza) è che le dimensioni dell’Arca dell’Alleanza sono strettamente connesse a quelle del Sarcofago presente all’interno della Piramide di Cheope. Forse in antichità, essendo posto all’interno del Sarcofago, rendeva facile la comunicazione a distanza?

Tornando ai Templari, si presuppone che quindi l’Arca per protezione, fosse stata seppellita nel Tempio di Salomone. Successivamente fu da loro ritrovata in epoca Medioevale. Però i loro primi anni di storia rimangono ancora nel buio più completo e avvolti nel mistero.

Per una decina d’anni nessun nuovo membro venne ammesso all’Ordine e uno storico alle dipendenze del Re di Francia, Fulk de Chartres, vissuto in quegli anni, neanche li cita.

Uno strano silenzio aleggia sui Templari nei loro primi anni di attività in Terra Santa. Nove cavalieri alla difesa delle strade che giungevano a Gerusalemme? Si trattava di un compito a dir poco colossale, soltanto nove uomini messi a proteggere tutti i pellegrini. Per un compito arduo come quello sarebbe stato sensato ammettere nuove reclute. Invece nei primi dieci anni di esistenza nessun nuovo membro venne aggiunto. Ciononostante già nel 1128 le autorità ecclesiastiche parlavano di loro in termini entusiastici ed elogi sperticati arrivavano da chiunque nell’ambiente.

Nove anni dopo, i nove Cavalieri Templari, tornarono in Francia dove ebbero accoglienze trionfali orchestrate soprattutto da Bernardo di Chiaravalle. Venne istituito ufficialmente l’ordine con Huges de Payen nel ruolo di Gran Maestro. Nel 1139 una bolla emanata da Papa Innocenzo III svincolava i Templari da qualsiasi organizzazione secolare o ecclesiastica, trasformando l’Ordine in un organizzazione totalmente indipendente da Re, Principi e Prelati, diventando così in poco tempo un impero internazionale autonomo, secondo alcuni la prima Banca d’Europa.

Le ricchezze dei Templari si moltiplicarono in breve tempo, attraverso donazioni e offerte e tutti i figli cadetti delle grandi famiglie nobili d’Europa che accorsero tra le loro file. Nel 1130 Huges de Payen ritornò in Terra Santa con una scorta di trecento cavalieri al seguito. Protagonisti nella Seconda Crociata con i loro distinguibili mantelli bianchi con croce rossa in bella vista e la loro disciplina, impedirono che la spedizione non andasse in contro a una disfatta.

Ma se la loro fine nel 1307 aveva assunto toni enigmatici, la loro fondazione lo era altrettanto. Nove “cavalieri poveri” che apparsi in Terra Santa ricevevano subito l’approvazione reale. Nessuno a quell’epoca scrisse su di loro e su cosa facevano, fino a mezzo secolo dopo. Forse si dedicavano ad attività clandestine. I misteri aleggiano, a partire dall’ala del palazzo, concessa a loro inspiegabilmente.

Si dice che il Tesoro del Tempio di Salomone che li vi sorgeva mille anni prima, era stato saccheggiato dalle legioni romane capitanate da Tito, trasportato a Roma e poi predato di nuovo da qualcuno e messo al sicuro tra i Pirenei, forse a Rennes le Chateau.

Se nel Tempio di Salomone messo al sicuro magari sotto le fondamenta ci fosse stato ancora qualcosa dal valore inestimabile? Forse i Templari in quei dieci anni di buio intrapresero scavi sotto al Tempio? Se l’Arca dell’Alleanza si dice che fu trasferita in fretta e furia in Etiopia prima della distruzione del Tempio, i Templari stavano cercando qualcos’altro ancora?

Forse erano stati inviati appositamente in Terra Santa per cercare questo “qualcosa”, che aveva suscitato l’interesse di tutti i grandi potenti d’Europa e indicato dagli storici come il Santo Graal, il Calice da cui bevve Cristo durante l’Ultima Cena.

Di quale segreto erano a conoscenza i Templari, finanziati probabilmente dal Conte di Champagne?

Alla fine della loro esistenza i Templari serbarono inviolato il segreto dell’ubicazione e della natura del loro tesoro.

Nel 1307 il presidio templare di Bezu, nei Pirenei, era incredibilmente sfuggito all’ondata di arresti e perquisizioni intrapresa da Filippo il Bello. Come e perché si salvarono? Nel 1153 un nobile di questa regione e simpatizzante dei Catari era stato Gran Maestro dell’Ordine, si chiamava Bertrand de Blanchefort.

Su ordine suo, qualche anno dopo, minatori di lingua tedesca approdarono sul posto. Isolati dal resto della popolazione questi operai lavorarono giorno e notte. Ufficialmente ebbero il compito di scavare le miniere d’oro della zona. Prospezioni mineralogiche recenti stabilirono che gli operai tedeschi non avessero affatto estratto minerali. Scavarono una specie di cripta sotterranea vicino a Bezu, per fungere da deposito?

La zona di Bezu e Rennes le Chateau fu presidio dei Templari per molti anni. A cosa servivano presidi di cavalieri in quelle zone montuose tanto sperdute? Perché si trovavano lì?

Secondo una tradizione locale per seppellire e custodire un tesoro, mentre secondo gli scettici per vegliare sui pellegrini che si recavano a Santiago de Compostela. Godevano quindi di una speciale immunità. Furono i soli a non essere toccati dai siniscalchi di Filippo di Francia il 13 ottobre 1307.

La storia dei Templari a Rennes le Chateau e sui Pirenei, risulta piena di enigmi sconcertanti, non meno della fondazione dell’Ordine stesso.

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