Hack The Matrix
Aeramya

REMOTE VIEWING – SPIARE CON IL TERZO OCCHIO

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L’articolo che vogliamo condividere con Voi nella rubrica “Aeramya” di Hack the Matrix riguarda la “Remote Viewing”.

Cos’è la “Remote Viewing”?

La cosiddetta “Visione Remota” (Remote Viewing = RV) è la pratica paranormale che consiste nel visualizzare delle impressioni e/o immagini di un luogo o bersaglio distante o invisibile, usando la percezione extrasensoriale (ESP).

Gli esperimenti di visione a distanza sono stati storicamente criticati e mai presi sul serio dal punto di vista scientifico per la mancanza di controlli e ripetibilità adeguati. Non vi è alcuna prova assodata che esista la visione a distanza o che questa sia una possibilità che l’essere umano possiede. L’argomento Remote Viewing è di solito banalizzato o relegato alla branca della pseudoscienza.

Generalmente un Remote Viewer dovrebbe fornire informazioni su un oggetto, un evento, una persona o una posizione nascosta alla vista fisica e separata da una certa distanza. Informazioni che sottoposte a verifica devono dimostrarsi sostanzialmente corrette.

Il fenomeno di “visione remota” presenta talune somiglianze con quello della chiaroveggenza e fu inizialmente coniato dal celebre sensitivo Ingo Swann nel dicembre del 1971 durante un esperimento presso l’American Society for Psychical Research di New York.

La visualizzazione a distanza era stata resa popolare durante gli anni Novanta a seguito della declassificazione di alcuni documenti top secret relativi al “Progetto Stargate”, un vasto programma di ricerca da circa venti milioni di dollari intrapreso nel 1975 sotto l’egida del Pentagono, nel tentativo di determinare una possibile applicazione delle capacità extrasensoriali verso gli obiettivi militari nemici. Il programma venne chiuso ufficialmente venti anni dopo nel 1995 in base a risultati non soddisfacenti.

Nelle prime pubblicazioni occulte e spiritiche, la visione remota era nota come telestesia o chiaroveggenza itinerante. Rosemary Guiley lo descriveva come “vedere oggetti remoti o nascosti con il Terzo Occhio, o in presunti viaggi fuori dal corpo.”

Lo studio dei fenomeni psichici dei maggiori scienziati era iniziato a metà del diciannovesimo secolo e tra di loro si ricordano Michael Faraday, Alfred Russel Wallace, Rufus Osgood Mason e William Crookes. Il loro lavoro consisteva principalmente nella realizzazione di test sperimentali focalizzati su individui specifici che si pensava fossero dotati di potenzialità sensitive.

Rapporti di test apparentemente di successo sono stati accolti con molto scetticismo dalla comunità scientifica, solitamente ostile a tutto ciò che non è concreto e misurabile.

J. B. Rhine durante gli anni Trenta ha ampliato lo studio delle prestazioni paranormali in popolazioni più grandi, utilizzando protocolli sperimentali standard con soggetti umani non selezionati ma, come nel caso degli studi precedenti, Rhine si mostrò riluttante a pubblicizzare i suoi risultati troppo presto a causa del timore di incappare nelle critiche da parte degli scienziati più reazionari.

Tale scetticismo e snobismo della comunità scientifica verso gli argomenti di confine ha portato gli studi sul paranormale ad essere emarginati dall’esplorazione scientifica. Tuttavia, negli anni ’60, gli atteggiamenti prevalenti della controcultura attenuarono alcune delle precedenti ostilità.

L’emergere del pensiero New Age e la popolarità del Movimento del potenziale umano provocarono un mini-rinascimento che rinnovò l’interesse del pubblico per gli studi più borderline e contribuì a far nascere nuovi studi.

Il laboratorio di elettronica e bioingegneria dello Stanford Research Institute (SRI International) intraprese degli studi sul paranormale che, inizialmente, furono supportati con finanziamenti privati ​​dalla Parapsychology Foundation.

Alcuni anni dopo gli scienziati studiarono il sensitivo Matthew Manning in visione remota ma i risultati si dimostrarono “completamente infruttuosi”. il compito consisteva nel raccogliere una certa quantità di informazioni circa l’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda.

Durante la fine degli anni Settanta la CIA decise di improntare segretamente il cosiddetto “Progetto Stargate” volto ad allenare i migliori sensitivi sul suolo americano nella Remote Viewing.

Questi individui “speciali” erano in grado di prevedere le attività in corso e gli eventi futuri in luoghi lontani standone comodamente seduti in una stanza buia qualsiasi. Le capacità di tali individui vennero impiegate nello spionaggio militare. Gli obiettivi dichiarati erano visualizzare e fornire indicazioni sulle basi militari nemiche agli Stati Uniti e il dislocamento di possibili missili nascosti dalla controparte.

Il progetto si disse che produsse risultati strabilianti, oltre alle visualizzazioni delle postazioni nemiche era stato anche previsto l’imminente attacco alle Torri Gemelle a New York, purtroppo ignorato, forse per le questioni che tutti sappiamo.

La visione a distanza produsse visualizzazioni che si dimostrarono esatte nell’ 80% dei casi e con un’accuratezza stupefacente. Pare che la CIA abbia utilizzato i suoi guerrieri psichici anche per scandagliare il pianeta Marte, su precise coordinate specifiche, come quelle del deserto di Cydonia. Il risultato fu una descrizione esaustiva di almeno una base sotterranea extraterrestre con corridoi e stanze nonché una strana strumentazione sconosciuta sulla Terra. Una razza umanoide governava la base, come testimoniato dal Generale Stubblebine.

Il “Progetto Stargate” e lo studio da parte della CIA della “Remote Viewing” chiuse ufficialmente i battenti nel 1995, però sembra che continui comunque ad essere di interesse e comunque portato avanti come studio dalle varie agenzie governative americane.

Un grande remote viewer fu senz’altro e lo è ancora, Joseph McMoneagle. Interrogato da un membro NASA su delle costruzioni apparentemente misteriose sul suolo marziano. Il sensitivo credette di vedere in un primo momento l’Egitto. Poi descrisse una gigantesca piramide circondata da costruzioni apparentemente megalitiche, con un cielo coperto da nuvole di polvere, come se si trovasse in mezzo a una tempesta di sabbia.

Disse di vedere “ombre” attorno alla piramide, “ombre” come fantasmi di persone che dovevano aver vissuto là molto tempo prima, ma che ora non esistono più da tempo immemorabile. Gli antichi abitanti avevano una statura decisamente alta e una corporatura molto esile, allampanata. Tutto ciò risaliva ad un milione di anni fa. All’interno della piramide colossale vi erano “camere di ibernazione” e secondo McMoneagle quella gente si stava preparando per un lungo viaggio, forse per lasciare per sempre il loro pianeta morente.

Quanto alla Grande Piramide d’Egitto, quella esistente veramente sulla Terra, McMoneagle si espresse considerandola come un’edificio costruito da una popolazione “ignota” (extraterrestre?) risalente a circa 15.000 anni prima.

Articolo di Aeran & Maya – Hackthematrix

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