Hack The Matrix
Aeramya

L’INDOVINELLO DELLA SFINGE

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L’argomento che approfondiamo oggi nella rubrica “Aeramya” di Hack the Matrix riguarda una delle “sculture” più possenti e colme di mistero presenti su questo pianeta. Parliamo della Sfinge.

Si tratta di una gigantesca “statua”, composta da roccia calcarea, le cui dimensioni sono 73 metri con un’altezza di 20 metri. Nonostante il tempo l’abbia profondamente deteriorata, persiste nell’avere un fascino unico, e il mistero che emana coinvolge da secoli studiosi, ricercatori e visitatori dell’Altipiano di Giza. E’ una delle meraviglie d’Egitto.

Fu riparata negli anni con corsi di muratura, poiché spesse volte fu seppellita dalla sabbia. C’è chi pensa che il primo restauratore fosse stato addirittura Chefren.

Come sappiamo, per secoli ci è stato tramandato che la sfinge non fosse altro che la raffigurazione di Chefren, ma di questo ne parleremo più avanti analizzando alcuni particolari che potrebbero lasciarvi con il dubbio.

Secondo i dati fornitici dagli egittologi, la sfinge viene datata nel 2.500 a.C. Zampe e fianchi si mostrano molto consumati nonostante i restauri eseguiti nel tempo. Anche il viso è danneggiato, non si può essere certi della causa però quest’ultimo, si dice, fu causato da Napoleone.

La testa della sfinge tra l’altro sembra troppo piccola in confronto al resto del corpo, e questo fa pensare che molto probabilmente in origine la testa originale avesse sembianze leonine o canine.

Nonostante si dica che il costruttore di tale meraviglia fosse stato Chefren, il corpo del faraone in questione non è mai stato rinvenuto. Anche uno studioso esperto di identikit della Polizia di New York indagò riguardo il volto della Sfinge. Lui stesso affermò che i due volti, quello della Sfinge e quello di Chefren, non erano minimamente sovrapponibili. Addirittura disse che i due soggetti in questione appartenevano a due individui diversi, persino a due razze diverse.

Il motivo per cui circola voce che il costruttore sia stato Chefren è che nella “Stele del Sogno”, eretta da Tuthmose IV, è presente la sillaba “Khaf”. Di conseguenza si è pensato a Chefren per una similitudine fonetica per poi successivamente aggiungerci il suffisso “Re”. Date le circostanze si potrebbe dire che non si tratti di un nome reale poiché il nome “Chefren” non è presente in nessun cartiglio Egizio.

Inoltre questa meravigliosa creatura è molto antica e quindi il Faraone in questione potrebbe aver soltanto rimaneggiato il tutto restaurandola e disseppellendola dalla sabbia. Probabilmente la Sfinge è presente in Egitto dai tempi dello Zep Tepi, il Primo Tempo degli Dei?

Se vogliamo poi analizzare ciò che ci viene tramandato dalla “Stele dell’Inventario”, la questione diventa ancora più intrigante, dato che addirittura Cheope ossia il padre di Chefren, vide la sfinge in loco già profondamente erosa a suo tempo.

A confermare ciò ci pensarono anche John Antony West e Robert Schoch, dell’Università di Boston, contribuendo con ricerche geologiche. Dagli studi emerge che la Sfinge è stata danneggiata da piogge torrenziali per moltissimi anni, danni che ne hanno causato il profilo ondulato e sagomato con canali verticali profondi.

Continua il mistero se puntualizziamo la scoperta del sismologo Thomas Dobecky, che con il georadar scoprì delle anomalie rettangolari tra le zampe e lungo i lati, stessa zona dove il profeta dormiente Edgar Cayce individuò tramite una visione la “sala degli archivi” di Atlantide.

Quanti di voi sono a conoscenza della probabile esistenza di una gemella della Sfinge? Tornando alla “Stele dell’Inventario”, essa racconta che un fulmine colpì la sommità di una seconda sfinge. Nella “Stele del Sogno” si nota chiaramente la raffigurazione di due Sfingi in contrapposizione. Si ipotizza si possa trovare sull’altra sponda del Nilo, oppure dalla parte opposta. Secondo l’ultima teoria, la posizione esatta la si trova tracciando con un compasso un cerchio, prendendo come punto di riferimento centrale la Piramide di Chefren.

Attualmente la maestosa creatura è sotto gli occhi di tutti e non cessa la curiosità degli appassionati riguardo ipotetiche nuove scoperte. Si continua a cercare informazioni riguardo la presenza della sala contenente documenti archiviati riguardo Atlantide. Sarebbe una grandiosa scoperta poiché rivelerebbe una saggezza ormai perduta da molto tempo. I segni dell’erosione sottolineano chiaramente che la Sfinge è presente su questo pianeta da almeno diecimila anni.

Articolo di Aeran & Maya – Hackthematrix

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