WHITE NOISE

WHITE NOISE

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Con questo termine viene denominato quel tipico rumore che fa il televisore quando finiscono i programmi e si stabilisce l’immagine sull’effetto neve ( i tipici pallini bianchi e neri che appaiono quando finiva la giornata di un canale televisivo oppure quando era fuori sintonia), effetto visivo questo ormai quasi impossibile da vedere se non creandolo artificialmente attraverso l’intervento diretto all’apparecchio televisivo, poiché i programmi in digitale e i canali che trasmettono 24 su 24 hanno eliminato.

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Questo effetto viene studiato da anni con l’appellativo di E. V. P. ovvero la visione e la registrazione, non solo di suoni dall’aldilà, ma anche di immagini.

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Combinando diverse attrezzature come videoregistratori, televisori, microfoni ambientali e telecamere vecchio modello ed associandoli a computer ed altro ci sono persone che si dedicano a questo tipo di sperimentazioni.

Le tecnologie di vecchio modello come i videoregistratori o le telecamere a cassette sono indispensabili, perché meno schermate dai campi magnetici e quindi più sensibili a cambiamenti nei campi di forza.

Ogni essere vivente durante la sua vita produce campi magnetici, in quanto il corpo umano stesso è un’enorme pila elettrica, ma quando il corpo fisico muore, quest’energia può rimanere imbrigliata in un posto come una casa, un luogo, dove magari ci sono state delle emozioni profonde come rabbia, disperazione o morte.

Quest’energia dunque, non va disperdendosi, ma rimane registrata nel luogo un po’ come se fosse una pellicola cinematografica ( memorie), dove ciò che vi è impresso alla stregua appunto, di un film non ha nessun modo di interagire con la realtà, e viceversa; nel caso in cui quest’energia invece mantenga anche certe caratteristiche che possedeva quando era un essere vivente può palesarsi molto meglio usando dei vecchi strumenti di registrazione che non dei moderni, che al contrario potrebbero disturbare proprio il campo energetico creato dalle emanazioni.

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Questa sorta di pseudo scienza però non è perfetta né dimostrabile con esperimenti ripetibili, poiché troppo influenzata da possibili varianti quali: l’ora delle osservazioni, la quantità di persone, lo stato d’animo, la presenza d’emozioni forti come la rabbia o il rancore in qualcuno dei presenti, ma anche il senso di colpa e la depressione, il luogo e tanti altri.

È ovvio che per chi pratica questo tipo di ricerca, la non ripetibilità degli esperimenti è essa stessa una prova della veridicità dei fenomeni, ma non si deve procedere con questo atteggiamento se si vuol fare una ricerca seria in questo campo della metafisica.

Ad esempio non bisogna mai scartare l’ipotesi che l’immagine o il suono catturato provenga da una fonte conosciuta, come una stazione televisiva o radiofonica mal sintonizzata, oppure può accadere che l’energia emessa dalle diverse persone durante l’esperimento lo influenzi a tal punto da creare delle immagini ad hoc sullo schermo e sul nastro.

Bisogna essere certi che ognuno veda la stessa cosa, senza che nessuno dica la sua ipotesi o esprima a voce ciò che vede nel nastro, ma sarebbe più scientifico che tutti scrivessero il loro pensiero su dei foglietti e che venissero poi letti dopo poco senza che essi abbiano avuto manipolazioni.

Il cambiamento di temperatura e la presenza d’elettricità statica nell’aria possono essere segnali che qualcosa sta per succedere.

A volte anche questi segnali possono avere una spiegazione fisica, occorre quindi leggere molto in proposito, in modo da scartare tutte le spiegazioni possibili di tipo fisico e soltanto quando non ci sono più risposte, allora si può procedere con l’aspetto metafisico.

Il pioniere di questa particolare branca della ricerca e comprensione della vita nell’aldilà è da attribuire a

Friedrich Jürgenson   che per primo studiò e classificò questo tipo di esperimenti e fenomeni che potevano essere registrati e non solo ascoltati attraverso apparecchi radio.

Friedrich Jürgenson
Friedrich Jürgenson                          

Oggi questo sistema è diviso in due tipi di studio: l’evp che comprende sia la parte sonora che la parte visiva, e la metafonia che riguarda solo la parte sonora dei fenomeni.

In alcuni casi di evp si sono riscontrati delle forme vagamente umane catturate sullo schermo di un comune televisore, a volte acceso e collegato a vari apparecchi, ma in talni casi si è rivelato qualcosa anche sullo schermo spento.

È da tenere presente che ci sono molte risposte concrete che si possono dare ad una foto come questa:

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La prima che viene in mente anche se può sembrare stupida è quella che potrebbe trattarsi di un normale riflesso di una persona presente nella stanza, la forma dello schermo di un televisore di vecchio stampo come questo è incurvato verso l’esterno e può riflettere le immagini come uno specchio ma anche deformarle, proprio per la forma particolare su cui si specchia l’immagine.

Poi c’è la possibilità che il tipo di televisore sia vecchio abbastanza (15- 20 anni) da riscaldarsi parecchio dopo l’uso, questo fa si che sebbene l’apparecchio sia spento, in realtà l’elettricità passiva ancora presente nei circuiti di funzionamento possa far vedere per alcuni secondi o anche un minuto circa l’ultima immagine che stava trasmettendo prima di essere spento.

Se vi è capitato di togliere dalla spina un caricabatteria con un led luminoso, avrete visto che non si spegne immediatamente dopo essere stato estratto, ma dopo qualche minuto, proprio per quella elettricità passiva o inerziale di cui parlavamo prima.

Quindi l’attenzione anche per i piccoli particolari sono d’obbligo se si vuole fare una ricerca di tipo scientifico.

Il digitale esistente nelle trasmissioni tv, ha quasi del tutto tolto le frequenze tv che c’erano inizialmente da quasi tutta l’Italia, quindi ora c’è una qualche possibilità in più che quello che si registra su di un vecchio apparecchio non sia un frame di un programma televisivo, ma qualcosa di autentico.

Bisogna sempre ricordare che questi tipi di esperimenti non sono mai da sottovalutare, in quanto l’energia che s’incanala in questo modo, non si può mai essere certi di dove vada in effetti, e quali possano essere gli effetti secondari per così dire, di esperimenti di questo genere per lungo tempo.

Foto di fantasmi sulla rete se ne trovano a quintali tra vere e false come questa ad esempio:

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Dove non solo si può notare subito la differenza di nitiditezza molto sospetta tra la figura in primo piano e lo sfondo, inoltre la cosa più stramba è che per renderla più spaventosa abbiano aggiunto poi un effetto 3d da occhialini rossi e blu.

Oppure come questa, che dopo poco tempo dall’uscita del film “the ring” ecco una bella foto di fantasma giapponese stile Samara.

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Per quanto l’effetto sia davvero credibile ad un primo sguardo, si può notare che mentre nella parte più bassa della ragazza c’è un effetto trasparenza che fa intravedere il suolo dietro di lei, appena poco più in su e fino quasi alla testa, questa trasparenza non esiste più tipico “errore” da photoshop, inoltre il ragazzo sembra un po’ troppo in posa per la foto, come se sapesse che poi aggiungeranno il fantasma in un secondo tempo e soprattutto la luce è la cosa che fa notare ancora di più il trucco:

L’albero sul fondo e la ragazza hanno una luce molto meno intensa di quella sul ragazzo che per forza di cose è abbagliato dal flash, per via della foto notturna, quindi se ne consegue che soltanto la figura del ragazzo è reale, il resto è tutto un fotomontaggio, e se si vuole essere ancora più accurati basta notare il bordino nero che appare tutto attorno al corpo del ragazzo che fa subito pensare alla “bacchetta magica” di un photoshop o di un programma simile, quindi il ragazzo è stato ritagliato da un’altra foto ed incollato su quella del bosco precedentemente preparata.

di Maurizio Ganzaroli – HTM

Maurizio Ganzaroli
Maurizio Ganzaroli
Admin Indagatore dell'insolito e dei fenomeni inspiegabili.

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