Nel 2006 sarebbe dovuta arrivare nelle sale una trilogia capace — secondo molti — di far tremare le fondamenta delle nostre convinzioni sulla storia umana. Un progetto cinematografico che prometteva di portare sul grande schermo una delle teorie più controverse di sempre: quella degli Anunnaki. Eppure, quel film non è mai stato distribuito.
A distanza di quasi vent’anni, la domanda rimane aperta: perché è svanito nel nulla?
Sin dalle origini, il cinema non si è limitato a intrattenere: è stato un mezzo formidabile per plasmare l’immaginario collettivo, suscitare riflessioni e, a volte, orientare sottilmente l’opinione pubblica. Non sorprende quindi che governi, servizi segreti o gruppi di potere abbiano guardato a Hollywood come a un’arma culturale potentissima. Alcune pellicole hanno portato alla luce temi scomodi, sollevato domande sulle verità ufficiali o persino sfidato l’autorità delle élite globali. Non di rado questi progetti hanno incontrato ostacoli, censure improvvise o misteriose sparizioni dai palinsesti.
Tra queste storie avvolte nell’ombra emerge quella di un film che, prima ancora di essere distribuito, sembra essersi attirato l’attenzione indesiderata di qualcuno.
Un progetto che si è dissolto come se non fosse mai esistito.
Tutto cominciò nel 2004, quando il regista Jon Gress annunciò l’intenzione di realizzare una trilogia basata sulle teorie riguardanti gli Anunnaki, presunti esseri provenienti da un altro pianeta e menzionati in antichi testi sumeri. Secondo queste ricostruzioni alternative, gli Anunnaki avrebbero visitato la Terra migliaia di anni fa e avrebbero addirittura modificato geneticamente una specie primitiva di ominidi, dando origine all’umanità moderna.
Il fascino di questa teoria risiedeva nella sua commistione tra archeologia, mito e scienza non convenzionale. Alcuni ricercatori collegavano i miti sumeri a testi biblici reinterpretati, altri ipotizzavano addirittura conflitti interstellari tra gli Anunnaki e un’altra razza aliena, i cosiddetti rettiliani, per il controllo del pianeta. Una narrazione tanto audace quanto irresistibile per gli appassionati di misteri.
Se davvero queste informazioni erano così diffuse in testi antichi, perché non erano mai entrate nelle versioni accademiche della storia umana? Secondo Gress e alcuni dei suoi consulenti, la risposta era inquietante: reti di potere segrete, come gli Illuminati, avrebbero protetto queste verità per assicurarsi un controllo assoluto sulla società.
Nel 2005 venne pubblicato il trailer di “1Anunnaki”, il primo capitolo della trilogia. La campagna promozionale fu costruita per generare shock e riflessione: lo slogan principale proclamava senza mezzi termini “Darwin si è sbagliato”.
Un messaggio esplosivo, che lasciava intendere che la teoria dell’evoluzione — pilastro della scienza moderna — potesse essere solo una versione incompleta, o addirittura fuorviante, degli eventi.
Il trailer attirò immediatamente l'attenzione. Forum, blog e primi social dell’epoca iniziarono a discutere animatamente del progetto. Le interviste a Gress, condivise su piattaforme alternative, si moltiplicarono. Molti vedevano in quel film la possibilità di una rivoluzione culturale, un’opera in grado di portare alla luce segreti nascosti da millenni.
Tra i consulenti di produzione spiccava il nome di Zecharia Sitchin, uno dei più influenti divulgatori delle teorie sugli Anunnaki, famoso per le sue interpretazioni dei testi sumeri. La sua presenza fu sufficiente per dare al progetto un’aura ancora più enigmatica.
E poi… il silenzio.
Poco dopo il clamore iniziale, la produzione si fermò inspiegabilmente. Nonostante il team organizzato, le riprese avviate e fondi che sembravano essere sufficienti, tutto venne congelato. Nessun comunicato ufficiale. Nessuna spiegazione.
Con il passare dei mesi accadde qualcosa di ancora più strano: i contenuti legati al film cominciarono a scomparire dal web. Siti oscurati, pagine irraggiungibili, fotografie eliminate. Anche alcuni materiali tecnici che erano stati condivisi con fan e collaboratori iniziarono a non essere più reperibili.
Quello che rimase fu soltanto una manciata di immagini, qualche file recuperato da archivi indipendenti e una scia di domande senza risposta.
Chi aveva interesse a cancellare ogni traccia del progetto?
Col passare del tempo si sono formate tre grandi correnti di pensiero:
Il fallimento produttivo:
Secondo questa teoria, il progetto sarebbe stato troppo ambizioso rispetto alle reali capacità finanziarie e tecniche del regista.
Una leggenda nata su Internet:
Per alcuni, Gress avrebbe alimentato volutamente il mistero per creare una sorta di moderno mito digitale, un esperimento sociale travestito da produzione cinematografica.
La versione più inquietante:
Agenti governativi o gruppi d’influenza avrebbero bloccato la diffusione del film per impedire che informazioni troppo delicate — vere o presunte — raggiungessero il grande pubblico.
Alcuni sostengono perfino che la cancellazione non fu un consiglio… ma un ordine.
Gress non ha mai fornito spiegazioni chiare. Le sue rare dichiarazioni sono rimaste vaghe, come se non potesse o non volesse parlare apertamente.
E proprio questo silenzio è diventato il carburante perfetto per alimentare il mito del film perduto sugli Anunnaki.
Il pubblico, nel frattempo, continua a chiedersi:
era solo un progetto irrealizzabile, o nascondeva davvero qualcosa che non doveva emergere?
Oggi, la vicenda di questa trilogia mai nata è diventata un caso emblematico per gli appassionati di misteri, complotti e retroscena cinematografici. È un monito su quanto rapidamente possano svanire informazioni scomode e su quanto il confine tra realtà e censura possa essere sottile.
E tu, cosa ne pensi?
Si è trattato di un semplice progetto fallito, o qualcuno ha spento le luci prima che il mondo potesse vedere troppo?
Lascia la tua opinione nei commenti. E se vuoi approfondire, guarda il video qui sotto: forse la verità è davvero ancora là fuori.
Se pensiamo alla Genesi come alla sola narrazione della nostra origine, forse stiamo guardando solo un frammento di una storia molto più antica e complessa. Diverse civiltà del passato — dai Sumeri agli Egizi, fino ai popoli precolombiani — hanno tramandato testi che sembrano raccontare versioni differenti ma con sorprendenti punti in comune. Tutti parlano di esseri venuti “dal cielo”, portatori di conoscenze e artefici della nascita dell’uomo moderno.
Tra le fonti più misteriose figurano le tavolette sumere, risalenti a migliaia di anni fa, scoperte nelle antiche città di Ur, Nippur e Lagash. Questi manufatti, incisi in scrittura cuneiforme, contengono racconti che secondo alcuni studiosi, tra cui Zecharia Sitchin, cambiano radicalmente la nostra comprensione della storia umana.
Secondo le traduzioni di Sitchin, una parte delle tavolette narra le vicende di un essere di nome Enki, proveniente da un pianeta chiamato Nibiru, situato oltre Plutone e caratterizzato da un’orbita lunghissima intorno al Sole — un ciclo di circa 10.000 anni.
Enki, insieme ad altri venti “astronauti” e alla moglie Ninhursag, sarebbe giunto sulla Terra in cerca di un elemento fondamentale per la sopravvivenza del loro mondo: l’oro, usato per stabilizzare l’atmosfera del loro pianeta.
Con il passare del tempo, però, gli Anunnaki avrebbero trovato il lavoro minerario troppo gravoso. Fu allora che Enki propose un esperimento ardito: creare un essere capace di lavorare al loro posto, combinando il DNA dei loro corpi con quello degli ominidi terrestri. Da questo atto di ibridazione genetica sarebbe nato l’Homo sapiens, l’uomo moderno.
Le tavolette descrivono gli Anunnaki come “coloro che dal cielo scesero sulla Terra”, figure venerate poi come dèi. Tuttavia, se si interpretano i testi da un punto di vista tecnologico e non mitologico, gli Anunnaki potrebbero essere considerati una civiltà extraterrestre altamente avanzata, in grado di manipolare la vita e di intervenire nel corso dell’evoluzione terrestre.
Alcune interpretazioni suggeriscono che la creazione dell’uomo non fu un evento casuale, ma parte di un piano preciso: produrre una specie intelligente ma controllabile, in grado di servire le esigenze dei loro “creatori”.
Questo racconto, sorprendentemente, trova eco in molte mitologie, dalle storie degli dèi dell’Olimpo fino agli Elohim della Bibbia.
Sitchin sosteneva che Nibiru non fosse un mito, ma un vero pianeta, il cosiddetto “Decimo Pianeta” del nostro sistema solare. Ogni volta che il suo percorso orbitale si avvicina alla Terra, avrebbe generato sconvolgimenti climatici e geologici. Alcuni collegano a questo passaggio la Grande Alluvione descritta in testi sacri di tutto il mondo.
Secondo questa visione, Nibiru tornerà ancora, e con esso forse torneranno anche coloro che ci hanno creati.
Che si tratti di mito o di realtà, l’idea che la nostra civiltà sia solo una delle tante “versioni” di un grande esperimento cosmico continua ad affascinare ricercatori, scrittori e curiosi di tutto il mondo.
Gli accademici più tradizionali restano scettici. Le traduzioni di Sitchin sono state contestate da linguisti e archeologi che ritengono le tavolette di natura simbolica, non letterale. Tuttavia, anche gli scettici ammettono che molte domande restano senza risposta: perché gli antichi popoli sembravano conoscere dettagli astronomici che avremmo scoperto solo millenni dopo? E da dove proveniva quella profonda ossessione per gli dèi “discesi dal cielo”?
Forse, più che fantasia o leggenda, queste storie sono frammenti di una memoria antica, testimoni di un passato dimenticato che la nostra civiltà moderna non è ancora pronta ad accettare del tutto.
Se davvero gli Anunnaki avessero plasmato l’uomo, potremmo chiederci: qual è il vero scopo della nostra esistenza?
Forse non siamo semplici copie biologiche, ma proiezioni di un’intelligenza superiore che ci ha donato la capacità di creare, evolverci e, soprattutto, cercare le nostre origini.
In fondo, ogni volta che l’essere umano esplora l’universo, costruisce nuove tecnologie o indaga i misteri della coscienza, sembra ripercorrere il cammino dei suoi antichi “dei”.
Forse non si tratta solo di mito, ma di una traccia spirituale impressa nel nostro DNA, un invito a riscoprire la nostra vera natura cosmica.
E se un giorno Nibiru dovesse tornare, potremmo finalmente comprendere che la creazione non è mai finita — è un processo continuo, un dialogo tra il cielo e la Terra che vive dentro ciascuno di noi.
Nel 2006 sarebbe dovuta arrivare al cinema una trilogia destinata a scuotere le fondamenta delle nostre convinzioni storiche: un progetto cinematografico dedicato agli Anunnaki. Eppure, quel film non è mai arrivato sul grande schermo. Ma cosa si nasconde dietro questa scomparsa improvvisa?

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Il cinema, si sa, non è soltanto intrattenimento: da sempre rappresenta uno degli strumenti più potenti per plasmare l'immaginario collettivo, un mezzo capace di diffondere idee e influenzare il pensiero comune. Non è un segreto che, nel corso della storia, governi e poteri forti abbiano sfruttato il grande schermo per indirizzare, consapevolmente o meno, la percezione del pubblico su determinate tematiche.
Allo stesso tempo, non mancano esempi di film scomodi, pellicole capaci di sollevare dubbi sulle verità ufficiali e mettere in discussione le azioni dei vertici politici e finanziari. Alcuni di questi progetti, considerati potenzialmente pericolosi per la stabilità delle élite, hanno finito per essere ostacolati, censurati o addirittura cancellati.
Tra queste storie affiora quella di un film che sembra essere finito nel mirino delle autorità, al punto da sparire misteriosamente prima ancora di essere distribuito.
Tutto iniziò nel 2004, quando il regista Jon Gress decise di dare vita a una trilogia ispirata alle teorie sugli Anunnaki, una presunta razza extraterrestre menzionata in antichi testi sumeri. Secondo queste teorie, gli Anunnaki non solo avrebbero visitato la Terra in tempi remoti, ma avrebbero persino dato origine all’umanità stessa, agendo da veri e propri "creatori genetici".
Le fonti a sostegno di questa ipotesi non mancavano: antichi documenti, miti biblici reinterpretati e ipotesi alternative sull'evoluzione umana. Alcune versioni della storia raccontavano perfino di un epico scontro tra gli Anunnaki e un’altra razza aliena, i rettiliani, per il controllo del pianeta.
Ma se davvero esistono prove di questa affascinante e inquietante narrazione, perché la maggior parte delle persone non ne ha mai sentito parlare? Secondo Gress e il suo team, la risposta era semplice quanto inquietante: organizzazioni occulte come gli Illuminati avrebbero custodito queste informazioni per secoli, mantenendole lontane dal pubblico per rafforzare il proprio controllo sul mondo.
Nel 2005 fu rilasciato un trailer che annunciava l'arrivo di "1Anunnaki", il primo capitolo di quella che sarebbe dovuta diventare una trilogia rivoluzionaria, con uscite programmate tra il 2006 e il 2008. Lo slogan scelto per la campagna promozionale era tanto provocatorio quanto esplicito: "Darwin si è sbagliato". Un messaggio chiaro: ciò che crediamo di sapere sull'origine dell’uomo potrebbe essere frutto di una bugia.

Il progetto suscitò subito l’entusiasmo degli appassionati di misteri, di teorie alternative e degli amanti della fantascienza. Forum, siti specializzati e interviste con il regista cominciarono a spuntare ovunque, alimentando l’attesa per un film che prometteva di rivelare verità mai raccontate.
Gress dichiarò più volte che la trama, pur essendo confezionata come un’opera di fiction, si basava su documenti reali, alcuni dei quali mai divulgati fino ad allora. Tra i consulenti spiccava il nome di Zecharia Sitchin, noto ricercatore e scrittore, celebre per aver tradotto e diffuso le teorie sugli Anunnaki.
Tuttavia, poco dopo questo fermento mediatico, accadde qualcosa di inspiegabile: la produzione si interruppe bruscamente. Nonostante un team ben organizzato e fondi apparentemente sufficienti, il progetto venne accantonato senza alcuna spiegazione ufficiale.
Come se non bastasse, molti dei file e dei materiali relativi al film scomparvero misteriosamente dal web. Alcune pagine furono cancellate, mentre altre vennero rese inaccessibili. Del film rimasero solo poche immagini, quasi come se qualcuno avesse cercato di cancellarne ogni traccia.
Le ipotesi sul perché di questa scomparsa si moltiplicarono: per alcuni si trattò di un banale fallimento produttivo; per altri, di un abile bluff nato e cresciuto su internet, destinato a diventare una moderna leggenda urbana. Ma la teoria più affascinante — e inquietante — resta quella secondo cui agenti governativi avrebbero bloccato la diffusione del film per evitare la rivelazione di informazioni scomode o troppo pericolose per l’ordine mondiale.
Alla fine, Gress non fornì mai risposte chiare sul perché il progetto fosse stato abbandonato. I suoi commenti rimasero vaghi, lasciando spazio a mille interpretazioni.
Dunque, cosa si cela dietro la scomparsa del film sugli Anunnaki? Un semplice caso di marketing virale sfociato in nulla, o un progetto censurato per proteggere segreti millenari?
Lascia la tua opinione nei commenti e, se vuoi, guarda il video che segue per approfondire. La verità, forse, è ancora là fuori.
Negli ultimi anni, il mondo della controinformazione e delle teorie degli Antichi Astronauti ha puntato i riflettori su un'antica e affascinante civiltà: gli Anunnaki. Si tratta di un popolo misterioso, proveniente dalle antiche tavolette sumere, che avrebbe avuto un ruolo fondamentale nella storia dell'umanità. Ma chi sono davvero gli Anunnaki? Sono semplici miti creati dagli antichi, o dietro queste figure si cela una verità inquietante che ci è stata nascosta per millenni?
Secondo le antiche leggende sumere, gli Anunnaki erano esseri potenti provenienti dal cielo, descritti come divinità che giunsero sulla Terra migliaia di anni fa. La teoria degli Antichi Astronauti afferma che non si tratta solo di miti o allegorie religiose, ma di testimonianze storiche reali di visite extraterrestri. Gli Anunnaki, originari del pianeta Nibiru (un misterioso pianeta che secondo alcuni sarebbe nascosto ai margini del nostro sistema solare), sarebbero arrivati sulla Terra per sfruttare le sue risorse e, secondo alcuni, per modificare geneticamente l'umanità per i propri scopi.
Una delle teorie più dibattute è quella della manipolazione genetica: gli Anunnaki avrebbero creato l'essere umano moderno mischiando il loro DNA con quello delle specie autoctone della Terra. Questo per trasformarci in una forza lavoro obbediente, capace di servire i loro bisogni, soprattutto l'estrazione dell'oro, un minerale che, secondo le stesse teorie, sarebbe stato essenziale per preservare l'atmosfera del loro pianeta morente.
Le tracce di questa manipolazione genetica potrebbero essere presenti nella nostra stessa evoluzione, che presenta "salti" inspiegabili. Perché, per esempio, l'Homo sapiens è improvvisamente diventato più avanzato rispetto agli altri ominidi? Gli studiosi tradizionali parlano di evoluzione naturale, ma i sostenitori di questa teoria credono che sia stata l'ingegneria genetica degli Anunnaki a dare inizio alla nostra civilizzazione.
Il vero punto cruciale delle teorie sugli Anunnaki non è solo il loro passato, ma il loro futuro. Molti ritengono che gli Anunnaki siano destinati a tornare sulla Terra. Nibiru, il pianeta da cui proverrebbero, è ancora là fuori, e si dice che stia per fare il suo passaggio vicino alla Terra, come ciclicamente avviene ogni migliaia di anni. Ma perché dovrebbero tornare?
Alcuni teorici affermano che il ritorno degli Anunnaki sia imminente, e che le élite mondiali siano già consapevoli di questo evento. Forse, la crescente concentrazione di potere e ricchezza da parte di pochi non è una coincidenza, ma una preparazione per accogliere i loro antichi "padroni". O forse, questo ritorno rappresenta una possibilità di redenzione per l'umanità, un'occasione per liberarci dalla schiavitù imposta da secoli di manipolazioni governative e religiose.
Ovviamente, ci sono molti che scartano queste teorie come semplici fantasie, affermando che non ci siano prove concrete a sostegno dell'esistenza degli Anunnaki o di Nibiru. Ma è proprio qui che si insinua il sospetto: e se le prove fossero state nascoste deliberatamente? E se governi, istituzioni religiose e scientifiche fossero tutti coinvolti in una cospirazione per mantenere la verità lontana dal pubblico? Forse la verità sugli Anunnaki è stata celata per proteggere interessi che non comprendiamo completamente.
L'arrivo degli Anunnaki rimane un enigma avvolto nel mistero. Sono solo figure mitologiche, o c'è qualcosa di più oscuro e profondo che ci riguarda tutti? Le varie teorie, come sempre, lasciano più domande che risposte. Tuttavia, in un mondo in cui le informazioni vengono filtrate e manipolate, non è irragionevole chiedersi: quanto c'è di vero dietro a ciò che ci viene raccontato?
Il tempo, forse, ci darà delle risposte. Ma nel frattempo, la possibilità che antichi visitatori spaziali possano tornare a reclamare ciò che una volta hanno creato rimane una delle teorie più intriganti (e inquietanti) del nostro tempo.
di Sergio T.

Gli Anunnaki sono una figura controversa della mitologia sumera, una delle prime civiltà della Mesopotamia, che fiorì circa 6000 anni fa.
Secondo alcuni ricercatori, gli Anunnaki erano un gruppo di divinità extraterrestri che visitarono la Terra e interagirono con gli antichi Sumeri.
La storia degli Anunnaki è stata resa popolare dallo scrittore Zecharia Sitchin, che ha scritto diversi libri sul loro conto, tra cui "Il 12° Pianeta" e "Gli Anunnaki e la Creazione dell'Uomo".
Secondo Sitchin, gli Anunnaki sono una razza di alieni che arrivarono sulla Terra dal loro pianeta natale, chiamato Nibiru.
Nibiru, secondo Sitchin, ha un'orbita elittica molto lunga che lo porta a percorrere un'orbita attorno al nostro sistema solare una volta ogni 3.600 anni.
Durante la sua ultima visita, gli Anunnaki avrebbero avuto un impatto significativo sulla civiltà sumera, insegnando loro l'agricoltura, l'architettura e la tecnologia, oltre a diventare oggetto di culto e ad essere rappresentati in numerose opere d'arte.

Secondo Sitchin, gli Anunnaki avrebbero anche creato l'uomo, utilizzando la loro tecnologia avanzata per manipolare il DNA delle scimmie, creando così la specie umana.
Questa teoria, tuttavia, non è supportata dalla comunità scientifica, che sostiene che l'uomo sia il risultato dell'evoluzione naturale, senza alcuna interferenza da parte di una razza aliena.
Alcuni sostenitori della teoria degli Anunnaki credono che gli antichi Sumeri avessero conoscenze avanzate della scienza e della tecnologia, che sarebbero state trasmessi loro dagli Anunnaki.

Zecharia Sitchin
Questa affermazione è contestata dalla maggior parte degli studiosi, che ritengono che la civiltà sumera fosse avanzata per il suo tempo, ma non tanto da richiedere l'intervento di una razza aliena.
La teoria degli Anunnaki rimane una questione di opinione e speculazione. Non ci sono prove concrete dell'esistenza di questa razza aliena, tuttavia, la loro figura continua ad essere oggetto di interesse e dibattito tra gli appassionati di archeologia e ufologia, che continuano a cercare nuove prove della loro presenza sulla Terra.
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La serie “Le cronache terrestri“ e più specificamente il libro di cui ci occupiamo oggi, “The 12th Planet”, si basa su premesse come quella che la mitologia non è una stravaganza, ma che sono davvero ricordi ancestrali; “che la Bibbia deve essere letta alla lettera come documento storico-scientifico; e che le antiche civiltà, molto più antiche e splendide di quanto generalmente si creda, erano il prodotto della conoscenza portata sulla Terra dagli Anunnaki.”

Secondo la mitologia mesopotamica, all’inizio dei loro tempi gli Anunnaki erano gli dei più potenti, sia per i Sumeri che per gli Accadi, Assiri e Babilonesi. In origine, i Sumeri praticavano una religione politeistica, con divinità antropomorfe che rappresentavano le forze cosmiche e terrestri presenti nel loro mondo.
Gli Anunnaki costituivano un gruppo di divinità legate agli Anunna (dèi discendenti da An o Anu, dio del cielo e uno dei tre dei supremi) e agli Igigi (dèi minori che, fino a quando non si ribellarono e divennero demoni, lavorarono per il Anunnaki).
Il suo nome, infatti, viene a significare “coloro che vennero dal cielo sulla terra” , sebbene sia stato tradotto anche come “quelli di sangue regale“. Originariamente appartenevano al pantheon della città di Nippur, ma sono citati in seguito anche nelle città di Lagash ed Eridu.
Nel 1964, Adolph Leo Oppenheim pubblicò il suo libro “Ancient Mesopotamia: Portrait of a Dead Civilization“.
Il successo fu tale che molti dei concetti e delle idee in esso esposti furono adottati, assimilati e trasformati da diverse personalità del mondo delle pseudoscienze, tra cui spiccava lo scrittore azero Zecharia Sitchin.
Sitchin pubblicò una dozzina di libri conosciuti come “Il pianeta degli dei. Le cronache terrestri“, in cui tradusse numerose tavolette cuneiformi sumere, oltre a vari testi biblici scritti nella loro lingua originale, l’ebraico.
Nel suo libro “Il 12° pianeta“, Sitchin narra l’arrivo degli Anunnaki sulla Terra circa 450.000 anni fa, provenienti da un presunto pianeta chiamato Nibiru.
Nella storia li descrive addirittura come esseri alti circa 3 metri, con la pelle bianca, i capelli lunghi e la barba.
Sitchin afferma anche che gli Anunnaki si stabilirono in Mesopotamia e che attraverso l’ingegneria genetica riuscirono ad accelerare l’evoluzione dei Neanderthal all’Homo Sapiens apportando il proprio materiale genetico, data la loro pressante necessità di lavoro schiavo.

Inoltre, durante il suo lavoro Sitchin afferma che la tecnologia Anunnaki era così straordinariamente sviluppata da poter effettuare viaggi nello spazio e che avrebbero lasciato indizi e tracce della loro presenza sulla Terra creando “luoghi di potere” come le piramidi (egiziano, Maya, Aztechi e Cinesi), Stonehenge, le linee di Nazca o Machu Picchu.
Le teorie di Sitchin, supportate da interpretazioni personali di fonti sumere, mitologie babilonesi e mediorientali, archeologia e Bibbia, che ha confrontato con i libri dell’Antico Testamento.
Il Libro dei Giubilei e altre fonti sono state respinte da scienziati, storici e archeologi che non erano d’accordo con tali teorie, sia nella loro “traduzione” dei testi antichi che nella loro comprensione della fisica.
“Ci sono diversi fattori che differenziano notevolmente il lavoro ben documentato di Sitchin da tutti gli altri su questo argomento.
“Uno di questi fattori sono le sue capacità linguistiche, che comprendono non solo diverse lingue moderne che gli consentono di consultare le opere di altri studiosi nelle loro lingue originali, ma anche la sua conoscenza del sumero, dell’egiziano e dell’ebraico antico, nonché altre lingue dell’antichità.
“I suoi trent’anni di ricerca accademica e personale prima di optare per la pubblicazione hanno portato a un lavoro scrupoloso e a una prospettiva insolita e le hanno permesso di apportare modifiche ove necessario.
“L’autore ha ricercato gli oggetti e i testi più antichi a disposizione, offrendo nei suoi libri una grande profusione di fotografie e disegni di tavolette, monumenti, murales, ceramiche, sigilli, ecc. Usati generosamente ovunque, ci forniscono prove visive importantissime…
“Sebbene non pretenda di risolvere tutti i misteri che lasciano perplessi i ricercatori da più di cento anni, Zecharia Sitchin ci offre nuove chiavi per comprendere il nostro passato “. Rosemary Decker (storico e ricercatore)
Questo primo titolo della serie, The 12th Planet, ci presenta antiche prove dell’esistenza di un altro pianeta all’interno del sistema solare.
È il pianeta natale degli Anunnaki. In effetti, dati recenti provenienti da veicoli spaziali senza pilota confermano questa evidenza e questo ha spinto gli astronomi a cercare attivamente quello che è stato chiamato “pianeta X” .
Non esitate, se volete saperne di più cliccate qui per ottenere questo magnifico libro.
Fonti: Edizioni Obelisco – Bibliotecapleyades.net – Ancient-Origins.es
Riferimenti ufospain.es
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La teoria degli antichi astronauti ci offre l'idea che in un lontano passato gli esseri umani furono influenzati da una razza di alieni che visitò la Terra.

Kazem Finjan, ministro dei trasporti iracheno, ha affermato che gli antichi Sumeri costruirono i primi aeroporti 7000 anni fa e lanciarono veicoli spaziali per esplorare altri pianeti, come il mitico pianeta Nibiru, noto anche come Pianeta X.
La Mesopotamia, ora a sud dell'Iraq, è considerata la culla della civiltà, ma secondo Finjan fu anche la culla dell'esplorazione spaziale e preparò persino un'antica missione che scoprì il pianeta nano Plutone.
I giornalisti attendevano le dichiarazioni del ministro dei Trasporti iracheno sull'aeroporto di Di Car, ma secondo il portale di notizie arabo "The New Arab", Finjan ha affermato che il primo aeroporto al mondo è stato costruito 7000 anni fa in Iraq da gli antichi Sumeri. .
Finjan ha spiegato che i Sumeri sono stati aiutati da visitatori di altri mondi con tecnologia avanzata per sviluppare il loro centro spaziale sulla Terra.
Durante la conferenza stampa, il ministro dei Trasporti iracheno ha menzionato il professore russo ed esperto sumero Samuel N. Kramer, che ha parlato della sua comprensione del sistema solare. Affermò anche che tutti gli angeli erano sumeri.
"Il primo aeroporto che è stato stabilito sul pianeta Terra era in questo posto", ha detto Finjan ai giornalisti sorpresi.
“Probabilmente non molti lo sanno, il fatto che sia stato il primo aeroporto costruito 5000 anni prima di Cristo. Invito chi ha dubbi a leggere il libro del grande storico sumero Zecharia Sitchin , oppure i libri di Samuel Kramer tra cui "La storia inizia a Sumer", che parla del primo aeroporto costruito sul pianeta Terra, ed è proprio a Naciria.
هل تصدقون أن هذا المهرطق هو وزير النقل العراقي الحالي
الملائكة سومريون !👆
وعندهم مركبات فضائية ..
والحمد لله على نعمة العقل pic.twitter.com/KBw3EGHNsx— د. عامر الكبيسي (@amer_alkubaisi) September 29, 2016
"La particolarità di questo luogo è che è ancora il luogo più sicuro per l'atterraggio e il decollo di aerei, a causa delle condizioni meteorologiche favorevoli".
"Quando i Sumeri si stabilirono su questa terra, ne erano consapevoli e la scelsero appositamente per i loro voli su altri pianeti".
E il momento più scioccante è stato quando Finjan ha affermato che "antichi viaggiatori spaziali" hanno scoperto Nibiru, il leggendario pianeta la cui orbita passa di tanto in tanto vicino alla Terra, causando gravi catastrofi a causa della sua attrazione gravitazionale.
Sebbene nessuno tra il pubblico abbia interrogato il ministro, i social network si sono rapidamente riempiti di messaggi a favore e contro le dichiarazioni di Finjan.
C'era chi diceva che il ministro è incapace di ricoprire una carica così importante, ma c'erano anche i sostenitori della teoria degli antichi astronauti, che hanno applaudito alle parole del ministro.
Anche il famoso ufologo Scott C. Waring ha scritto sul suo blog UFO Sightings Daily che i Sumeri avevano un'antica tecnologia extraterrestre e ciò è stato dimostrato dalle loro incisioni su pietra e dalle raffigurazioni di macchine volanti.
"Sembra che i Sumeri possedessero un'antica tecnologia aliena se si guardano le loro incisioni su pietra e le raffigurazioni di macchine volanti", ha scritto Waring in un post sul blog. "Forse avevano informazioni sensibili."
Riferimenti ufospain.es
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Ultimamente mi è riapparso tra le mani un volume dal titolo: Il Libro Perduto del Dio ENKI di Zecharia Sitchin – Macro Edizioni. In questo libro, che avevo letto molto tempo fa, è descritta l’interpretazione di una probabile storia dell’umanità incisa in lingua sumera su quattordici tavolette che raccontano di un antico periodo nel quale gli umani erano guidati da esseri extraterrestri chiamati Annunaki.
Non sto qui a descriverne il contenuto, chi ne è interessato può leggersi il libro, ma, volendo dare credito a queste teorie, alcuni passaggi fanno notare quanto questi esseri fossero simili ad alcuni noi che vivono in quest’epoca e verrebbe logico pensare che siano ancora qui perfettamente integrati con i nostri usi e costumi. Se così dovesse essere, si suppone siano in posizioni di potere. Non potere di governi o di re (forse qualche sprovveduto si), ma potere invisibile, potere che muove nazioni e folle.
Non credo al caso, sono convinto che tutto abbia un senso e che anche loro stiano facendo le loro esperienze come possono, come ne sono capaci e che le loro azioni, se pure indirettamente, ci tornino utili. Chissà, potremo essere noi ad aiutare questi esseri a migliorarsi rendendosi conto che i tempi sono cambiati, che abbiamo raggiunto un livello di comprensione tale che non è più così facile raccontarci delle frottole. Ma forse lo hanno già capito e, non essendo in grado, o non volendo, cambiare atteggiamento andranno alla ricerca di maggior controllo (vedi l’attuale tecnologia) e/o di scontro nelle quali sono esperti e dalle quali, secondo il loro punto di vista, ne potranno uscire vincitori.
Sempre vincere, vincere, vincere! Competizione allo stato puro! Ma vincere cosa? Che soddisfazione c’è a vincere con un bambino? Come ti mostrerai agli occhi di un tuo pari se la tua vittoria è stata ottenuta semplicemente abbindolando un essere che non è ancora pervenuto alla tua conoscenza? È questo che ha valore per te? Poi, qui, si aprirebbe una parentesi infinita sull’essere e sul sapere, ma questa è un’altra cosa.
Cara ipotesi, vorrei ricordarti che, anche se ti reputi intelligente e non vivi le emozioni come noi umani, anche tu sei su questo pianeta e tutti i pensieri nei quali volente o nolente sei immerso, trasudano emozioni! Come te la cavi? Già molti dei tuoi simili ti hanno lasciato, la loro conoscenza delle particolarità umane li ha travolti, perché hanno imparato a conoscere l’amore. Prima eri solo intelligente e saggio. Eri molto bravo negli affari, non ti importava licenziare e mettere sul lastrico intere famiglie. Tutto doveva andare così e non avevano alcuna importanza i mezzi utilizzati per raggiungere l’obiettivo. Ora, però, qualche altra ipotesi inizia a farsi delle domande, comincia a chiedersi se è giusto comportarsi ancora in questo modo, perché non ne ricava più la soddisfazione di prima. Si sono accorti del bambino, si sono accorti degli esseri umani, si sono accorti delle proprie manchevolezze, perché, stando con noi, hanno conosciuto l’amore. Alcuni hanno anche conosciuto l’Amore con la A maiuscola (che va oltre l’amore sentimento) e hanno capito che continuare ad agire come prima li farebbe star male.
Sarà, ma quando si viaggia nel fantastico il rischio di farsi prendere la mano è molto forte, la scrittura scorre veloce e non c’è nemmeno il tempo di fermarsi a riflettere. Comunque, anche se sto parlando di ipotesi e supposizioni, sono consapevole che il semplice fatto di percepirmi esistente con emozioni, desideri e sensazioni mi rende speciale. So che, quando lascerò il mio corpo, tutto ciò che avrò vissuto e sperimentato in questa vita assumerà un aspetto transitorio e che sarà stata un’esperienza che andrà ad arricchire ulteriormente la mia coscienza e so anche che questo vale per ognuno di noi.
Certo, le nostre azioni saranno importanti per lo sviluppo dell’essere e ne determineranno le basi per il futuro ed è auspicabile che questa umanità cominci a ricevere buoni insegnamenti e buoni esempi imparando a collaborare e non solo a competere.
Il bambino è cresciuto, ora anche lui comincia a capire!
Scritto da Roberto Calaon
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È possibile che gli antichi Sumeri abbiano predetto i tempi finali? E soprattutto a questo punto ci chiediamo, esiste il misterioso pianeta Nibiru?
I Sumeri sono noti per essere stati una delle civiltà più importanti esistite su questo pianeta, e fortunatamente per l'umanità, hanno lasciato alcuni dati sulla loro esistenza, ed erano posizionati nella zona settentrionale della Mesopotamia.
Molte delle informazioni che abbiamo di questa grande civiltà, sono scritte nelle tavolette sumere. Qui si trovano le informazioni sulla loro esistenza, del loro linguaggio e del loro stile di vita.
Al di là di ciò che possiamo immaginare, grandi studiosi e accademici, (non tradizionali) dicono che dobbiamo ancora scoprire molto su questa civiltà.
Sebbene ci siano molte controversie con il noto e scomparso studioso e ricercatore Zecharia Sitchin per la sua teoria sumera, gran parte di quello che sappiamo su questa civiltà si trova in queste tavolette. Come molti sanno queste tavolette parlano anche di un possibile cataclisma causato da un pianeta chiamato Nibiru...
I testi antichi parlano di molti più pianeti nel nostro sistema solare, ma il decimo pianeta era il più temuto in quel momento, poiché questo pianeta sarebbe stata la base più forte di un incontro futuro.
I suneri avevano una conoscenza molto avanzata in astronomia e matematica ed è per questo che Sitchin non ha mai dubitato di questo enorme pianeta e della sua esistenza.
La versione ufficiale è che la scienza attuale non ha mai confermato l'esistenza di un pianeta come quello descritto da Sitchin, ma hanno confermato un pianeta che hanno chiamato X.
Le grandi catastrofi documentate soprattutto nei diversi manoscritti biblici e storici fanno capire che l'esistenza di questo pianeta potrebbe essere reale. Una delle possibili interazioni che questo pianeta ha lasciato potrebbe essere il diluvio universale.
La grande maggioranza di accademici e teorici non solo ha riconosciuto la sua esistenza, ma ha anche fatto riferimento alla fine del mondo per l'arrivo di Nibiru.
La NASA riconosce la sua esistenza, il Vaticano insegue questo pianeta con i suoi telescopi come il Lucifer, e tutto ciò forse nascosto in modo che l'umanità non viva in una società di paura. E voi cosa ne pensate?
Riferimenti UFO-Spain
Se pensavate che la Genesi fosse in qualche modo l'unica nella storia della nostra creazione ed esistenza, gli antichi testi di culture diverse vi diranno che siamo qua da molto tempo prima. In realtà, non solo molti i testi antichi che parlano di una narrazione "storica" molto simile, ma sembrano dare più dettagli e aggiungere in maniera molto intrigante a tutte le informazioni di storia.
Una di queste storie è quella delle tavolette sumere di 20.000 anni fa, di cui l'archeologo e scrittore Zecharia Sitchin ha tradotto in 20 anni. Quello che ha trovato ha cambiato tutta la sua vita. Zecharia cominciò a tradurre 50 anni fa, quando non c'erano altri traduttori Sumeri e la complessità delle tavolette in sé era molto difficile. Sono state scritte in un periodo di tempo molto lungo, e hanno seguito i cambiamenti linguistici dell'antica lingua sumera.
Tuttavia, dopo 20 anni di duro lavoro, Zecharia finalmente è venuto fuori con una traduzione di ciò che sostiene di essere un'autobiografia di un alieno da un pianeta chiamato Nibiru. Il nome di questo alieno era Enki. Ciò che è molto interessante, la storia della autobiografia di Enki inizia molto prima della comparsa dell'Homo Sapiens, o come specie. Si inizia con la storia di Enki, che arrivò sulla Terra insieme ad altri 20 astronauti e sua moglie alla ricerca di un materiale che permette il perpetuarsi della vita sul loro pianeta: l'oro.
Le tavolette dicono che l'atmosfera del pianeta necessitava di polvere d'oro per riflettere la radiazione ultravioletta, perchè la vita su Nibiru era molto difficile.
Durante il tentativo di scavare il prezioso materiale della Terra, gli dèi sumeri (come poi vennero chiamati) non potevano sopportare i problemi fisici. Fu allora che Enki ha avuto l'idea di creare dei "servi" miscelando il suo DNA con ominidi esistenti sulla Terra. La missione di creare esseri umani senzienti, come siamo oggi, è stata data a Ninhursag, la moglie di Enki. Secondo le tavolette, era medico e scientifico e sapeva come usare la modificazione genetica sugli ominidi per farli diventare Homo Sapiens.
Come è questo collegato con tutto il resto? Ci sono molte teorie che gli esseri umani sono stati effettivamente creati attraverso l'intervento "divino", lungo il percorso evolutivo che è già stato testato. Mentre alcuni chiamano per l'appunto "intervento divino", altri ritengono che questo "intervento" era "estraneo". Zacharia Sitchin ritiene che le tavolette dicono molto di quello a cui non siamo riusciti a dare una spiegazione circa la storia del mondo e del nostro sistema solare. Egli ritiene che l'anello mancante potrebbe proprio essere il risultato di un intervento da parte degli Anunnaki, o gli alieni da Nibiru.
Sitchin sostiene che il pianeta Nibiru è il pianeta 10 nel nostro sistema solare (oltre Plutone), con un ciclo di rotazione di 10.000 anni. Egli attribuisce la grande alluvione, che è stato descritta in quasi tutte le religioni del mondo, l'attrazione gravitazionale di Nibiru, quando "una volta sorgeva nei pressi della Terra" e sostiene che Nibiru tornerà.
Tuttavia, molti storici si oppongono a Sitchin e all'idea dell'esistenza degli alieni Anunnaki sospettando sulla precisione della traduzione delle tavolette. La ragione dietro il sospetto sta nel fatto che le tavolette hanno dimostrato variazioni nel linguaggio lungo il tempo e che non possono essere tradotte semplicemente seguendo la regola generale.
a cura di Hackthematrix
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