Esistono razze extraterrestri amichevoli che proteggono l'umanità, secondo i contattati. Scienziati confermano che ci sono geni extraterrestri nel DNA umano.
"Ci sono diverse razze extraterrestri. Alcune sono più aggressive e vogliono trovare alleati tra gli esseri umani che li possano aiutare con le loro agende.
Altri extraterrestri son più positivi, e cercano persone e istituzioni che vogliano esplorare forme più pacifiche di espandere la coscienza e arrivare ad essere membri della comunità galattica. Per questo, diversi gruppi extraterrestri considerano l'umanità come reclute potenziali per le loro agende. In molti aspetti, siamo una specie di 'agenti indiretti' di differenti extraterrestri." Queste le parole del Dr.Michael E. Salla,
Quello che vi proponiamo oggi a riguardo, è l'intervista a Dale Harder, ex ingegnere della NASA:
"Attualmente ci sono moltissime razze che stanno visitando il nostro pianeta. Adesso qui ce ne sono a migliaia e molte non sono necessariamente Pleiadiane, possono essere di Arturo, Sirio, Andromeda...
Dobbiamo ricordare che stiamo parlando di razze che sono decine di migliaia, centinaia di migliaia o addirittura milioni di anni più avanzate della nostra.
La maggior parte di questi esseri sono qui con intenzioni benevole, facendo tutto il possibile affinchè questa umanità maturi e possa occupare il posto che le corrisponde nell'Universo, coni nostri fratelli e sorelle.
Credo che in determinati momenti scelgano certi individui affinchè aiutino, o impartiscano certe conoscenze, per fare avanzare l'umanità.
Durante la storia ci sono state molte persone che hanno aiutato in questo modo, per esempio, Tesla.
Hanno fatto tutto il possibile, sforzandosi di parlare con i rappresentanti governativi o addirittura con i Governi di certi paesi.
La maggior parte delle volte sono stati rifiutati dai Governi, che dicono di non essere interessati. Possiamo rifarci agli accordi e ai patti fatti con i Grigi e la loro tecnologia.
Al posto di questo, si sarebbe potuto curare il pianeta e l'umanità avrebbe ricevuto tutto ciò che si poteva sognare, se solo avessimo abbandonato le nostre armi nucleari. Però non lo abbiamo fatto!
Per questo ci osservano e, senza dubbio, sono preoccupati ma non intervengono in niente. Se ci vogliamo distruggere, non ce lo impediranno.
Non interferiranno nel libero arbitrio umano!
Però, se distruggessimo il pianeta lo impedirebbero o entrerebbero in azione, perchè il pianeta è un essere vivo e fa parte di altri sistemi.
Questo rappresenta un equilibrio, un'energia ed una forza in tutta questa regione dell'Universo, e influisce non solamente sugli abitanti della Terra, ma su molti altri esseri ed entità.
Gaia è un essere, la Madre Terra, e deve andare avanti
Adesso stiamo passando attraverso l'energia fotonica del Sole Alcione, che è connesso con il nostro Sole.
A mano a mano che attraversiamo queste energie fotoniche, il nostro pianeta entra in sfere più elevate e continuerà a a farlo, non può aspettare oltre!
Ci saranno persone che si sentiranno perse, ma coloro che sono preparati continueranno e quelli che non lo sono se ne andranno.
I Pleiadiani sono esseri la cui frequenza è considerevolmente più elevata di quella del genere umano. Sono i più simili agli esseri umani e l'umanità proviene da loro. Anche se gli umani hanno un DNA con 12 filamenti, solo due sono attivi ora, ciò fa si che questo pianeta e questo popolo siano unici!
Però sono molto preoccupati per noi perchè siamo i più vicini a loro e viceversa.
Si sentono responsabili per noi! Vegliano su di noi e mantengono questa connessione, perchè l'umanità si risveglierà, occuperemo il posto che per diritto ci corrisponde e ascenderemo a livelli più elevati.
I Rettiliani non vogliono perdere il potere su di noi perchè siamo il loro alimento, la loro energia.
Come ho già detto, ci sono 12 filamenti nel DNA, che stanno iniziando a risvegliarsi. E li terrorizza che si possano attivare!
Anche se può sembrare ripugnante e orribile, la casta rettiliana ha controllato il pianeta per circa 350.000 anni.
Li chiamano 'l'élite' e sono forse uno 0,5% della popolazione che controlla tutto il pianeta e hanno sottomesso la maggioranza dell'umanità attraverso ciò che chiamiamo 'il magico sistema monetario babilonico'.
Noi produciamo energia negativa e di questo si alimentano! Siamo come una materia prima, come una coltura.
Questo pianeta è stato sotto questo tipo di controllo e coercizione, ma ce ne dobbiamo liberare quanto prima.
Fino a che ci manterranno nell'oscurità, centrati nella negatività, saranno in vantaggio.
Dobbiamo risvegliarci sollevarci come una razza unita ce dica: 'Abbiamo bisogno di aiuto'.
Nel momento in cui come razza e comunità chiediamo questo aiuto, non sarà più una violazione del libero arbitrio dell'umanità e allora i nostri fratelli e sorelle potranno venire ad aiutarci."
Ricordiamo che esistono Esseri di Luce che ci hanno aiutato disinteressatamente sin da molto tempo fa, ma purtroppo alla fine ricambiamo sempre in modo insufficiente, e non hanno potuto liberare l'umanità.
Allora non sarebbe urgente il NOSTRO contributo per non essere ostaggi degli 'occupanti', e per questo è molto importante mostrarci come una razza unita, elevare la nostra frequenza ed accelerare la decodificazione del nostro DNA, e in questo modo poter partecipare alla Nuova Era del Fotone in cui brillerà per sempre la Luce della saggezza e dell'amore ?
Sergio T. - Hackthematrix
L’articolo che vogliamo condividere con voi oggi nella rubrica “Articolando tra le Stelle” di Hack the Matrix, riguarda i Nativi Americani.
“Noi ringraziamo nostra Madre, la Terra, che ci nutre. Ringraziamo i fiumi e i ruscelli, che ci danno acqua. Ringraziamo le erbe, che ci donano forze risananti. Ringraziamo il mais e i suoi fratelli, il fagiolo e la zucca, che ci tengono in vita. Ringraziamo i cespugli e gli alberi, che ci donano i loro frutti. Ringraziamo il vento, che muove l’aria e che allontana le malattie. Ringraziamo la Luna e le Stelle, che ci illuminano con le loro luci, quando il Sole è già tramontato. Ringraziamo il nostro progenitore Hè-no, che protegge noi, suoi nipoti, e che ci dona la pioggia. Ringraziamo il Sole, che ridente guarda giù sulla Terra. Ma soprattutto ringraziamo il Grande Spirito, che unisce in sé tutta la bontà e tutto volge per il benessere dei suoi figli.” (Preghiera degli Irochesi)
Abbiamo voluto iniziare con questa preghiera particolarmente bella e carica di gratitudine verso il Creato. La gratitudine è molto importante, Amore verso i doni del mondo spirituale.
Il nome “Indiani d’America” ha origine nel XV secolo. Quando nel 1942 Colombo credette di essere giunto nelle Indie Orientali denominò gli abitanti del luogo come “indiani”. Egli non considerava l’esistenza del continente americano tra l’Asia e l’Europa. Di conseguenza essendo discendenti degli Asiatici, solo successivamente gli studiosi arrivarono alla denominazione “Nativi Americani”.
I Nativi Americani sono ricordati come un popolo molto saggio. Vivevano a stretto contatto con la natura, si pensa abbiano derivazioni Mongole e Inuit, mischiate in seguito ad altre etnie, fino ad arrivare agli attuali Pellerossa. I loro popoli superarono traversie incredibili fino all'arrivo dell'uomo bianco che, riuscì a decimare gran parte della popolazione relegando quel che ne rimaneva, in riserve sempre più limitate.
“Tutti noi dobbiamo imparare a vederci come parte di questa Terra, non come un nemico, che viene dall’esterno e che cerca d’imporre la sua volontà. Noi, che conosciamo il Segreto della Pipa, sappiamo anche che, in quanto parte di questa Terra, non possiamo farle violenza senza ferire anche noi stessi”. (Cervo Zoppo)
Una piccola curiosità: sicuramente avete notato la particolarità dei loro nomi. Ebbene la scelta dei nomi avviene in base al proprio spirito e nel corso della vita può anche cambiare. Per loro il Grande Spirito era molto importante. Nel corso della vita se uno di loro andava incontro ad una avvenimento importante, il capo tribù e in alcuni casi lo sciamano, potevano cambiare il nome attribuendogliene uno più in sintonia.
GRANDE SPIRITO
Grande spirito
non sono più sordo
posso udirti di nuovo;
la libellula dalle quattro ali
mi sussurò:
noi siamo fratelli.
Odo la Tua voce
nel vento, tra gli alberi...
corro attraverso l'erba alta,
non più lasciato solo,
di nuovo unito alla Madre Terra.
la strinsi a me
e udii le formiche parlare,
che mai dimenticarono l'antico sentiero...
io porto le pietre sacre.
(Tahea Isnala)
I nativi americani sono detti anche “Popoli delle Stelle”, non a caso, loro avevano una grande connessione con il cielo. Negli anni '70 sono stati spesso citati da ufologi che hanno evidenziato i rapporti degli Indiani d'America con gli extraterrestri, fatto che ha gettato nuova luce sui luoghi sacri delle tribù indiane, e che sono divenuti centri di misteriose forze spirituali in connessione col mondo degli alieni.
Molti popoli indigeni, in varie parti del mondo, conservano abitudini e cerimonie che riportano ai Nativi Americani. Alcune tribù credono che la loro creazione provenga dalle stelle e raccontano di collaborazioni e contatti con popoli celesti. Nuove interpretazioni degli antichi siti americani fanno pensare ad una connessione fra gli indigeni e le stelle presso diversi popoli.
Una delle storie che destano molta curiosità fra i cultori di tali argomenti, è il mito dell'emersione degli Hopi, che parla della distruzione di tre mondi precedenti al nostro, a causa di guerre combattute con “scudi volanti”.
Nel 1955 iniziarono a diffondersi, fra gli Hopi, profezie apocalittiche. Quando ci fu il primo presunto sbarco sulla luna, nel 1969, un Hopi riferì a Robert Clemmer, noto ricercatore e studioso delle profezie della tribù, che loro avevano già visitato la Luna e che c'erano le prove di questo nelle pitture rupestri.
José Lucerò, un anziano Tewa di Santa Clara Pueblo, disse alla scrittrice Nancy Red Star: "Alcuni di noi dicono di essere stati rapiti. Vengono ancora a farci visita".
Ma la cosa che destò maggior curiosità fu quando nel 1970 quando un anziano capo tribù annunciò un'alleanza fra il loro popolo e gli extraterrestri. Raccontò che in futuro, nel giorno della Purificazione, viaggiatori delle stelle prenderanno i membri della tribù e li porteranno in mondi più sicuri. Secondo Katchanova, un'antica incisione nella roccia nei pressi di Mishongnovi, in Arizona, raffigurante un disco a forma di cupola e una donna Hopi, rappresenta il nucleo delle tradizioni religiose della sua tribù.
Anche i Cherokee e gli Irochesi hanno tradizioni e credenze correlate al mondo degli Ufo. I Cherokee attribuiscono agli extraterrestri la creazione di Elohi (la Terra). Inoltre sembrerebbe che questo popolo, il cui significato del nome è “il popolo capo” o “Ani Yonwiyah”, provenga dalle stelle. La lingua che usavano in passato al giorno d’oggi viene utilizzata solo da una stretta cerchia di persone. Era caratterizzata da suoni crescenti e decrescenti che emettevano quasi senza muovere la bocca. I suoni emettevano un’energia particolare e aveva il nome di “linguaggio delle stelle”.
I Cherokee e gli Irochesi credono nei poteri degli “esseri del tuono” e narrano la storia di un ragazzo che venne buttato in un burrone e lasciato li dopo che si era rotto una gamba. Svegliatosi, il ragazzo si trovò accanto quattro uomini vestiti con abiti simili alle nuvole. Gli spiegarono di essere “esseri del tuono” e la ragione per cui si trovavano li era per proteggerlo. Storie similari girano in diverse tribù.
Secondo un racconto Algonchino, un grande “cesto” scese dal cielo con dentro 12 belle donne (storia che è stata paragonata agli avvistamenti di oggi). Una leggenda della tribù dei Piedi Neri narra di una fanciulla innamorata, Stella del Mattino, che fu portarono via da loro.
Tra i Pawnee, gli Skidi costruivano i loro villaggi allineandoli con le stelle. Una leggenda narra che il rosso guerriero della stella mattutina (Marte), si unì alla stella della sera (Venere) e generarono i primi uomini.
I Cree, come abbiamo citato anche in un articolo precedente, dichiararono di essere giunti sulla terra da altri pianeti e come spiriti si incarnarono in esseri umani. I Seminole parlano di viaggi stellari per visitare il Grande Spirito.
Una storia tramandata dagli Snoqualmie narra di due sorelle desiderose di unirsi a due stelle, al risveglio scoprono che queste due stelle sono due uomini. La maggiore ebbe un figlio che chiamò Star Child, nome che una volta tornati sulla terra, divenne Trasformer, in quanto usò il suo potere per modificare il mondo.
I Tuia di Tanico erano i “Custodi di Manataka”, montagna sacra dell'Arkansas, dove si dice che gli extraterrestri scendevano sulla terra. Montagna venerata anche dai Caddo, dai Quapaw, dalgi Osage, dai Tunica e dai Pawnee. I Tuia affermano che dentro Manataka vi erano sette caverne di Cristallo. Nella caverna centrale c’era un Cristallo contenente un messaggio da parte degli “uomini delle stelle”.
Il massiccio Bianca, nella San Luis Valley è ritenuto “la montagna sacra dell'est” dalla maggior parte delle tribù sud occidentali. Qui i Navajo riferiscono di aver visto atterrare uomini del cielo dentro baccelli bianchi.
Una leggenda dei Pawnee narra la storia di Pahokatawa che scese sulla Terra come una meteora. Fu ucciso da un nemico, ma gli Dei scesero dal cielo e lo riportarono in vita. Pahokatawa disse ai Pawnee che la caduta di meteore non è un segno apocalittico.
Di seguito trascriveremo per voi alcuni proverbi Narivo Americani.
“Solo dopo che l’ultimo albero sarà abbattuto, solo dopo che l’ultimo lago sarà inquinato, solo dopo che l’ultimo pesce sarà pescato, Voi vi accorgerete che il denaro non può essere mangiato”. (Toro Seduto, capo della tribù dei Sioux)
“Il nostro primo insegnante è il nostro cuore”. (Proverbio degli Cheyenne)
“I vecchi Dakota erano saggi. Loro sapevano che il cuore di un essere umano che si estranea dalla natura, s' indurisce; loro sapevano che la mancanza di profondo rispetto per gli esseri viventi e per tutto ciò che cresce, presto lascia morire anche il profondo rispetto per gli uomini. Per questo motivo l'influsso della natura, che rende i giovani capaci di sentimenti profondi, era un imponente elemento della loro educazione”. (Orso in Piedi)
Articolo di Rosy & Maya – Hackthematrix
-Preambolo-
Quattro miliardi e mezzo di anni.
Questa è l’età, più o meno, del nostro sistema solare.
Ed è anche, all’incirca, l’età del nostro pianeta, la Terra.
Gli esseri umani sono comparsi da poco tempo e nella loro forma attuale da ancora meno. Senza scendere troppo nel dettaglio, l’uomo moderno (Homo Sapiens) viene fatto risalire al periodo tra la fine del Paleolitico e l’inizio del Mesolitico.
Gli archeologi e gli antropologi ci insegnano che la Storia diventa tale, e quindi smette di essere Preistoria, con l’avvento delle prime forme di scrittura. Circa, senza essere troppo pignoli, 3500 anni fa.
Le caratteristiche principali
di questa specie di primati a cui apparteniamo è la grande intelligenza, la capacità di adattamento, la laboriosità e, ultima ma non ultima, la preponderante aggressività.
-Fine del preambolo.-
Benvenuti sulla Terra, cari terrestri.
Pare, ma non ci è dato saperlo con certezza, data la scarsità di dialogo che abbiamo con il nostro pianeta, che questa palla che gira attorno al Sole se la cavasse egregiamente anche prima della nostra comparsa.
Si, è vero, catastrofi ne ha subite parecchie (i dinosauri lo impararono a loro spese), ma tutte assolutamente naturali. In fondo, un asteroide che ti centra in pieno, lo spostamento dell’asse di rotazione o l’inversione dei poli, per un pianeta, sono cose normali. Che poi le specie che lo abitano possano o meno subirne conseguenze, insomma, fa parte del grande gioco della vita (e della morte).
Ma perché Madre Terra stava bella e tranquilla anche senza di noi?
Piuttosto semplice, ma per quelli di voi che si intestardiscono sulla fondamentale e imprescindibile importanza dell’Uomo, farò un esempio: se piove e noi lasciamo aperte porte e finestre di casa permettendo all’acqua di entrare, siamo poco accorti, ma se prendiamo dei secchi per buttare dentro più acqua, allora siamo scemi.
Semplificando: questo pianeta una volta era azzurro e verde. Oggi è un bel po’ grigio. In senso letterale, e non per catastrofi naturali.
Lo so, lo so, questi argomenti possono essere di una noia mortale, soprattutto se avete un sacco di altre cose importanti da fare, ma, giusto per mera curiosità, che dite se facciamo un giretto assieme? Prometto che sarà illuminante.
Per cominciare, una rapida occhiata a qualcosa che va tenuto a mente:
– Ad una stima approssimativa risalente al 2011 le specie viventi che abitano Casa Nostra sono circa 1,2 milioni. Lo sottolineo per i distratti: questo numero è da considerarsi parecchio al di sotto di quello reale, perché rappresenta le specie che abbiamo classificato. Vuol dire che ce ne sono innumerevoli che ancora devono essere scoperte. Infatti, sembra che la forbice da considerare come attendibile sia tra le 7 e le 9 milioni di specie.
Però, 1,2 milioni è ugualmente un bel numero, non trovate? Bene, considerate che di questa cifra incompleta noi rappresentiamo 1.
Proprio nel senso di uno, del numero 1.
1 contro 1,199,999 di specie classificate.
Tenetelo a mente questo rapporto, dopo vi servirà.
– Il delicato sistema che permette la vita è regolato da innumerevoli fattori. Giusto per non essere tacciato di pedanteria vi accennerò poche cose.
La distanza dal Sole, la massa della Terra, il suo campo magnetico, l’equilibrio dell’atmosfera, la presenza di acqua.
Tenete a mente anche queste definizioni, torneranno utili.
– Alla domanda “esistono altri mondi con presenza di vita nell’universo?” la maggior parte degli studiosi non recalcitranti o fossilizzati sul concetto fumoso delcreazionismo (un dedalo di allucinanti corridoi verbali mistico-religiosi che non portano a un accidente) risponderanno che “è improbabile che la vita si sia sviluppata solo sulla Terra”. Il perché è presto detto. Solo nella nostra galassia esistono circa 100 miliardi di stelle, una discreta parte delle quali sono simili al nostro Sole; nell’universo conosciuto (da noi, cioè pochino) si stima ci siano miliardi di galassie. A voi le debite proporzioni.
Quando scendiamo nel dettaglio, con gli amici astronomi, salta fuori che non è ancora stato individuato un solo pianeta realmente simile alla Terra. (A parte Marte, certo, però se escludiamo l’incommensurabile fortuna di scoprire qualche microrganismo, possiamo dire che forse Marte era simile alla Terra. E comunque,era.)
Quindi?
Quindi conosciamo solo questo, per ora. Ricordatelo.
– In ogni periodo della storia della Terra, dal momento della comparsa della vita, c’è stato cibo per tutti. E quando non ce n’è stato, per disastri, mutamenti climatici, catastrofi e quant’altro, comunque qualcuno si è salvato dalla mazzata arrivata. La Terra ha continuato ad andare avanti per la sua strada, rimettendosi in sesto e dando spazio, e cibo, ai nuovi arrivi nel panorama vivente.
Anche questo facile concetto non va tralasciato.
Molto bene.
Siete annoiati? Nessun problema, sono sicuro che se accendete la televisione ci sarà sicuramente qualche televendita interessante o magari l’ultima ondata di sano gossip che non aspetta che voi.
Se invece avete voglia di continuare a stare qui con me, vi introdurrò al passo successivo. Quello dove comincerete a capire il senso della frase:
BENVENUTI SULLA TERRA.
Faccio io gli onori di casa, ma solo perché, essendo anche Casa mia e non essendoci nessuno disponibile oggi, mi sembra educato non lasciarvi soli. E poi, caspita, vi ho invitati io!
Non aspettatevi fronzoli e fiocchetti, però. Da adesso in poi le cose si fanno piuttosto serie, molto più serie di quanto non siano state finora.
Perché va bene che mi sono preso l’onere (e l’onore) di farvi da anfitrione, ma è anche ora di guardare le cose come stanno.
Pronti?
Un gatto, appostato dietro un albero, vede avvicinarsi un topo. Il gatto si distende, si rende quasi invisibile, e resta in attesa. Ha fame e sa che il momento è ormai arrivato. Il topo, dal canto suo, non è proprio sicuro, ma d’altronde è affamato anche lui, e deve cercare del cibo.
Quando si trova alla giusta distanza, il gatto scatta dal suo nascondiglio e dopo un brevissimo inseguimento agguanta il topo. Con una zampata lo uccide, poi lo mangia.
Si chiama sopravvivenza, ed è una legge di natura.
Un uomo uccide un altro uomo perché ha la pelle diversa dalla sua, non la pensa come lui, appartiene ad un’altra nazione, possiede cose che lui non ha, gli è antipatico e via dicendo. Non esiste in natura, è una legge umana.
Come detto prima, gli animali di tutte le specie seguono un istinto primario che è dettato dalla sopravvivenza. Non c’è una ragione astrusa o filosofica per cui uccidono, aggrediscono, divorano, azzannano. Rispondono solamente alla loro natura di prede e predatori.
Nella preistoria, anche i nostri progenitori hanno risposto a questa legge. Circondati com’erano da una natura selvaggia, tentarono in tutti i modi di sopravvivere: uccidendo per mangiare e uccidendo per non essere uccisi.
Lentamente, nel corso del tempo, le cose sono via via cambiate. L’Uomo prese coscienza del suo potenziale, del suo ingegno, e iniziò a imporre la sua supremazia. Parallelamente, si rese conto che uccidere, tutto sommato, era anche piacevole. Essere più forti, e più potenti, dava dei vantaggi.
Scoprire cosa fosse il potere, in qualunque forma, scoprire la portata della violenza, iniziò a cambiare le cose. In ogni senso.
Che differenza c’è tra gli esseri umani e il resto del mondo animale?
Una semplice differenza. L’uomo uccide per potere, per gloria, o anche solo per il gusto di uccidere. Gli animali no. Lo fanno solo per sopravvivere.
Vi sembra insensato? O banale?
Si dice spesso che ciò che differenzia noi umani dal resto del mondo animale è l’intelligenza.
Ed è innegabile il progresso che, grazie all’intelligenza, ha portato la razza umana dov’è oggi.
Ma qui sorge un piccolo quesito.
Dove siamo?
Eccoci. Benvenuti sulla Terra, cari miei.
Benvenuti su un pianeta dove una razza sola, e in minoranza, ha dato vita all’arte nelle sue forme più disparate e affascinanti;
dove la creazione e la fantasia dell’intelletto hanno dato vita ad opere di imprescindibile bellezza, di immenso valore estetico, di enorme fascino e durata;
dove la genialità ha permesso l’avvio della scienza, dello studio, dell’invenzione, della tecnologia;
un pianeta dove miliardi di persone un tempo non sapevano le une delle altre e che oggi si parlano in tempo reale a migliaia di chilometri di distanza;
dove in ogni luogo ci sono segni della magnificenza dell’Uomo e della sua operosità e del suo genio;
un mondo dominato dallo splendore di questo mammifero dall’intelligenza sorprendente e manifestamente superiore.
Benvenuti sulla Terra.
Dove se sei ricco o povero fa differenza. Se sei bianco o nero fa differenza. Se sei alto o basso fa differenza. Se sei maschio o femmina fa differenza. Dove tutto, sempre, comunque, crea una differenza, una disparità. Dove c’è sempre un debole e un forte.
Un mondo dove uccidere è giudicato un delitto ignobile, eppure abbiamo migliaia di morti al giorno proprio per omicidio.
Un mondo dove l’Uomo combatte l’Uomo per alti e nobili motivi come il denaro, il potere, il credo religioso, l’opinione politica, il colore della pelle, la nazione di appartenenza, l’ideologia.
Un mondo dove tutti gli uomini sono uguali, ma tutti si sentono diversi e migliori (o peggiori).
Un mondo dove un uomo solo è capace di dar vita ad un ecatombe, armando le menti di suoi simili che credono in quello che dice.
Benvenuti sulla Terra.
Quella di un secolo, il ventesimo, che ha visto ammazzare circa 175.000.000 di persone solo per guerre. Guerre di potere, di religione, di danaro, di supremazia, di ideologia.
Guerre, cari Terrestri. E le guerre sono un’invenzione umana.
Un secolo, il ventesimo, di cui non dispongo di dati sul numero degli omicidi al di fuori di un panorama bellico, ma che sono pronto a scommettere è di parecchi milioni di morti.
E il ventesimo secolo da poco trascorso è solo la punta di un massacro che dura da millenni.
Perché questo è il pianeta dell’Uomo e della sua giustizia sommaria.
Perché questo è il mondo che ci è stato consegnato dai padri dei nostri padri e dagli avi dei nostri avi.
Un pianeta totalmente e costantemente insanguinato dalla ferocia e dalla mostruosità dell’Uomo.
Un mondo dominato da una razza selvaggia che non si ferma davanti a nulla, mai.
Questa razza di criminali ha imparato e studiato, nel corso dei secoli, metodi sempre più efficaci per uccidere. Uccidere sempre.
Ora, io lo so cosa pensano alcuni di voi. E posso immaginare i vostri sguardi indignati.
Pensate che non è così, o almeno che non è tutto questo quello che siamo.
E avete ragione.
Benvenuti sulla Terra, quindi.
In un mondo dove tanti uomini e donne hanno professato la fratellanza e la pace.
Dove in tanti si sono battuti indomitamente per il rispetto dei diritti di ogni essere umano.
Dove ogni giorno c’è qualcuno che si adopera per salvare una vita.
Dove ogni giorno c’è qualcuno che si adopera per salvare un animale.
Dove ogni giorno c’è qualcuno che si adopera per salvare un oceano, una montagna, una foresta, un lago, una specie in via di estinzione, un tratto di costa, l’atmosfera.
Dove ogni giorno qualcuno tenta di alzare la voce per essere ascoltato, difendendo i diritti di tutti. Soprattutto di quelli che non possono difendersi.
Un mondo che ha avuto Gandhi, Gesù Cristo, Martin Luther King, Buddha.
Un mondo dove puoi trovare bontà e gentilezza.
Purtroppo, non basta.
Perché la razza umana ha abbattuto Ghandi, Martin Luther King e anche Gesù Cristo, e spesso nemmeno si ricorda di Buddha.
E se è vero che i loro insegnamenti non sono stati dimenticati, è anche vero che il massacro è comunque continuato. Indistintamente.
Persino i cristiani, coloro che seguono la dottrina di Cristo, si sono macchiati di crimini orrendi, e probabilmente non era questo che Gesù aveva in mente.
Nessuno dei grandi pensatori e pacifisti e idealisti aveva in mente di mettere a ferro e fuoco un pianeta intero per assoggettarlo ai propri ideali, ma è quel che successo.
Nessuno pensava che un bastone potesse fare la differenza.
L’ha fatta.
E il bastone è diventato una spada. Poi un fucile. Poi un mitra. Poi una bomba. Poi un missile.
E mentre qualcuno credeva che potesse far più danni la penna della spada, è stata quest’ultima ad avere l’ultima parola.
Benvenuti sulla Terra, cari conterranei. Cari coinquilini.
Benvenuti sul pianeta verdazzurro che stiamo contribuendo tutti a far diventare grigio.
Il pianeta dalle acque blu e dalle terre verdi come le foreste, marroni come la terra e le rocce, bianche come i ghiacci.
Il pianeta che si dipinge di rosso per il sangue che spargiamo di continuo senza che ci sia uno straccio di maledetto motivo che sia uno.
Benvenuti sulla Terra.
Un pianeta dove noi esseri umani siamo una minoranza assoluta (1 contro una stima approssimativa di 1.200.000 specie conosciute), ma ci siamo eretti a padroni indiscussi e assoluti.
Un pianeta che aveva un equilibrio delicato, dovuto a tanti fattori. Equilibrio che noi stiamo compromettendo giorno dopo giorno, senza remora alcuna, inquinandone acque e terre, rovinandone l’atmosfera.
Un pianeta unico, per noi. Perché rovinato questo, non potremo traslocare altrove. Posto che un altrove ci sia e chissà dove.
Un pianeta che ha dato cibo e spazio a tutti, prima di noi, ma noi stiamo consumando le sue riserve e disintegriamo il suo spazio.
Quindi, alla fine, cosa rimane di tutto questo lungo discorso?
Un dato oggettivo terrificante, che potreste aver sentito o letto in qualche film o in qualche libro creato da menti, fortunatamente, in grado di vedere come stanno veramente le cose:
noi umani assomigliamo ai virus. (la redazione: film in oggetto? LINK)
Certo, virus piuttosto particolari.
Ci moltiplichiamo a grande velocità, ci espandiamo, divoriamo tutto ciò che incontriamo e devastiamo il luogo che ci ospita.
Se questo già non fosse abbastanza allucinante, abbiamo l’esigenza e la tendenza spasmodica a volerci far fuori anche tra di noi.
Noi non siamo la razza dominante della Terra, noi siamo l’aberrazione più spaventosa che abbia mai calcato il pianeta.
La Terra, però, questa palla di roccia che gira attorno al Sole, ha una speranza.
Per più di 4 miliardi di anni ha vissuto il suo ciclo vitale alla mercé delle sole forze della natura e dello spazio. Quindi, nel suo habitat ideale.
Noi, minuscoli virus, la infestiamo da un battito di ciglia della sua età.
Considerando la spettacolare violenza di cui siamo capaci possiamo sperare, per la Terra, che ci rimanga ancora qualche millennio da vivere, non di più.
E per quanto saremo in grado di devastarla, rovinarla, mutilarla, la Terra un giorno sarà libera (se non si libererà essa stessa) dalla nostra presenza.
Possiamo stare certi che in un milione di anni essa ricomincerà a vivere, dimentica di noi.
Ma come ho detto, questa è una speranza. Una speranza per la Terra.
Nel caso, invece, che fossimo in grado di arrivare a distruggerla per sempre, la cosa avrebbe un peso diverso.
Arriveremmo a macchiarci di un crimine talmente enorme da far impallidire tutte le atrocità commesse dalla nostra comparsa fino ad oggi.
Vorrebbe dire, per usare una frase umana, che l’universo arriverebbe a piangere il primo omicidio su scala cosmica.
Benvenuti sulla Terra, dunque.
Né mia, né vostra, né di Dio, né del caso.
Benvenuti sulla Terra. Madre e padre e figlia ed esempio del senso dell’universo.
Benvenuti su un granello di roccia che vive e cammina nel cosmo infinito,
dove noi rappresentiamo così poco da non contare nulla.
Buon viaggio.
Rolando Cimicchi