Con un conflitto in corso in Ucraina che minaccia di degenerare in una nuova guerra mondiale, l'umanità sembra continuare sullo stesso percorso di autodistruzione che le impedisce di essere riconosciuta come una specie da visitare da altre civiltà nel cosmo. Almeno questo è ciò che ha affermato uno psicobiologo dell'Università di Albany.
Stiamo parlando del dottor Gordon Gallup, che sostiene che gli esseri umani sono "pericolosi, violenti e incessantemente impegnati in conflitti senza fine e guerre sanguinose".
Per questo motivo, è probabile che gli alieni con la capacità tecnologica di fare una visita sulla Terra siano inclini a stare alla larga per paura della morte e del genocidio.
Il Dr. Gallup ha presentato la sua posizione in un articolo aperto a tutti recentemente pubblicato sul Journal of Astrobiology.
“Se la vita extraterrestre esiste, potrebbe averci già trovato e scoperto che gli esseri umani sono pericolosi, violenti e si impegnano incessantemente in conflitti infiniti e guerre sanguinarie. Inoltre, sviluppiamo continuamente armi di distruzione di massa sempre più potenti”, afferma lo psicobiologo.
"Sarebbe anche ovvio che, come sottoprodotto dell'aumento dell'inquinamento, della distruzione dell'habitat, insieme a guerre infinite, saccheggi, morte, distruzione e desiderio di conquista, gli esseri umani rappresentano un rischio senza precedenti non solo per altre forme di vita sulla Terra, ma per la vita su altri pianeti", aggiunge.
Ad esempio, il dottor Gallup cita "la distruzione totale delle civiltà azteche e inca molto avanzate" e il successivo genocidio dei popoli nativi, i loro templi ed edifici distrutti e la loro ricchezza e risorse naturali rubate.
"Se gli esseri umani sulla Terra venissero a conoscenza delle civiltà avanzate e delle risorse desiderabili su altri mondi, queste popolazioni aliene autoctone potrebbero eventualmente subire lo stesso destino che toccò ai nativi del Messico e del Perù?" scrive.
“Se c'è vita intelligente altrove, potrebbero vedere gli esseri umani come estremamente pericolosi. Forse è per questo che non ci sono prove convincenti e ufficiali di intelligence extraterrestre: rappresentiamo un rischio troppo grande e non vogliono essere scoperti."
Il dottor Gordon Gallup
Il paradosso di Fermi
L'articolo menziona anche il paradosso di Fermi, che è l'apparente contraddizione tra la mancanza di prove per civiltà extraterrestri e varie stime elevate della loro probabilità.
In altre parole, se c'è vita extraterrestre, perché non ne abbiamo trovato alcuna prova?
Secondo le stime di Erik Zackrisson, astrofisico dell'Università di Uppsala in Svezia, ci sono 70 quintilioni di pianeti nell'universo, ovvero 7 seguiti da 20 zeri.
Nella sola galassia della Via Lattea, ci sono fino a sei miliardi di pianeti simili alla Terra, secondo uno studio del 2020 condotto da astronomi dell'Università della British Columbia.
E sebbene con la tecnologia attuale le migliaia di esopianeti confermati siano per lo più giganti gassosi, con occhi più moderni come quelli del telescopio spaziale James Webb, mondi più piccoli come il nostro potrebbero essere trovati e confermati più frequentemente.
Per quanto riguarda l'esistenza di vita intelligente al di fuori del nostro pianeta, il dottor Gallup pensa che "la storia della biologia sulla Terra chiarisce che la vita intelligente e tecnologicamente sofisticata è l'eccezione piuttosto che la regola".
Anche se sarebbe anche necessario definire l'intelligenza —o almeno collegarla alla coscienza—. Perché per una specie che distrugge se stessa e il pianeta su cui vive, quell'aggettivo qualificante può essere messo in discussione.
Quelle specie in grado di visitarci e/o nascondersi da noi sarebbero anche a un livello di coscienza in cui guerre e distruzione ambientale sarebbero solo aneddoti di un passato remoto.
C’è un piano, accuratamente nascosto, che cerca di tenere le persone sul filo del rasoio determinando la mancanza di evoluzione spirituale, poiché se gli uomini si evolvessero non sarebbe più possibile usare qualcosa che egli possiede, per cui se l’ascensione fosse alla portata di tutti, verrebbe a mancare la materia prima al piano. Quindi, la cosa migliore, è tenere le persone bloccate con carestie, malattie, burocrazia, problemi economici, guerre, criminalità: sono tutti diversivi e distrazioni in modo che l’uomo, impegnato nel risolvere le necessità materiali, NON ABBIA TEMPO PER EVOLVERSI verso il riconoscimento della sua natura spirituale.
Probabilmente il piano di controllo risale alla notte dei tempi, alla Torre di Babele e anche prima e le forze in gioco sono così grandi e inimmaginabili e hanno riversato, periodicamente, ondate di paura sull’umanità. Oggi l’unico modo per farcela è l’ascensione personale; il mondo non potrà mai evolversi a livello planetario: chi davvero muove i fili del mondo questo non lo permetterà mai. E’ da notare che da quando i metodi di comunicazione si sono evoluti e sono stati resi disponibili a tutti (internet in testa), si è ottenuto un inevitabile fluire di conoscenza e qualcosa poteva far ben sperare in un processo evolutivo. Ma. guarda caso. contemporaneamente all’era della tech sono state ” scoperte” altre pericolose malattie (AIDS, Ebola), alcuni studi sono stati accuratamente censurati, sono nate nuove fonti alternative di informazione devianti e pericolose (channelling, siti web, false organizzazioni di aiuto ecc..), nuove droghe vengono immesse sul mercato, prodotti alcolici a base di frutta vengono pubblicizzati per abbindolare i giovani e alla fine siamo sempre allo stesso punto, forse anche peggio. A OGNI PASSO IN AVANTI CHE FA’ L’UMANITA’, NASCONO CORRENTI CHE IN QUALCHE MODO LA RIPORTANO INDIETRO. Una delle più grandi fonti di soppressione si espresse nel medio evo, periodo in cui un oppressivo potere religioso provocò un enorme blocco delle coscienze di cui, ancora oggi, ne portiamo segni indelebili. Il mondo vive da sempre nella paura. La paura è necessaria per bloccare la crescita; lo abbiamo visto nel comportamento della cellula e dell’organismo (attacco-fuga) : se sei nella paura non puoi crescere, è impossibile.
La paura e l’ignoranza alimentano la trappola, la verità rendere liberi.
Questi sono alcuni modi per tenere in trappola l’esser umano:
Fino a qualche anno fa, nonostante gli enormi progressi della medicina, non esistevano studi sulla ghiandola pineale né tanto meno sulle sostanze da essa prodotte;
La ghiandola coccigea, che risulta esser un componente essenziale della vita, non è praticamente conosciuta neanche dai medici;
Queste due ghiandole, di fatto, non vengono studiate nel percorso didattico per la laurea in medicina e chirurgia;
Le scie chimiche, per mezzo dei metalli in esse contenuti e dell’eventuale riflessione dei campi elettromagnetici che sembrerebbero essere indotti dai sistemi H.A.A.R.P procurano effetti negativi sulla ghiandola pineale e sulla salute alimentando malattie e disturbi.
Wilhelm Reich, a causa delle sue scoperte sull’energia orgonica o vitale venne incarcerato e si scatenò una caccia alle streghe per censurare e distruggere i suoi studi;
Il mercurio, quello delle amalgame dentali, dei vaccini, di alcuni farmaci o contenuto in un famoso disinfettante, ha effetto sulla pineale;
Le droghe e i farmaci inibiscono l’attività della ghiandola pineale oltre a danneggiare la salute.
Una cattiva alimentazione ha effetti negativi sulla vascolarizzazione della ghiandola pineale;
Gli alieni a seguito dei casi di abduction, impiantano “qualcosa” vicino alla pineale, oppure l’alluce, dito energicamente collegato alla stessa ghiandola.
Nell’uomo , a partire dall’età di 45 anni, la pineale comincia a calcificarsi, e per cui non si devono più sprecare energie per fermarla: quindi essa è un buon “nemico” da attaccare per poco tempo;
Oltre all’alimentazione scorretta, un ottimo metodo per scimunire la gente sono gli psicofarmaci; adesso sono inventati l’ A.D.HD., la “sindrome da deficit di attenzione e iperattività”, il presunto disturbo dei bambini irrequieti. Per questo disturbo inventato si prescrive ai bambini il Ritalin, uno psicofarmaco che altera le facoltà mentali e che può condizionare seriamente il comportamento facendolo sfociare in atti di violenza. Il governo statunitense classifica il Ritalin nella stessa categoria della cocaina e dell’eroina. Herbet S. Okun, membro del comitato internazionale di controllo sui farmaci per le Nazioni Unite, ha riferito, durante una conferenza stampa, che il suo comitato è assai preoccupato per il fatto che il metilfenidate (Ritalin) negli Stati Uniti viene prescritto in maniera massiccia. Egli aggiunge che ogni giorno negli U.S.A vengono assunte 330 milioni di dosi di Ritalin, paragonate ai 65 milioni del resto del mondo. 11.000.000 sono i minori che nei soli Stati Uniti ogni anno utilizzano psicofarmaci per tutte le patologie (fonti : NIMH, Nexus, Angeles Times);
Le religioni sono infarcite di insegnamenti di un dio fuori di noi e coltivano incessantemente nella mente dei seguaci il concetto di senso di colpa;
C’è una sempre maggiore quantità di channelling, lupi travestiti da agnelli, utile quasi sempre solo a depistare inducendo la bontà per credenza nelle persone;
Ci sono sempre maggiori immissioni sul mercato di nuove droghe sintetiche e sempre più pericolose;
La medicina di Hamer, che potrebbe risvegliare molte persone e migliorare l’inconscio collettivo, vien regolarmente osteggiata.
Tratto dal libro: Life – i segreti della ghiandola pineale di Arcangelo Miranda – vi consiglio la lettura di questo libro vi aprirà gli orizzonti. Cercatelo su google e leggetelo, non ve ne pentirete.
Ci sarebbe tanto altro da dire ma questo basta per incominciare a riflettere e fare scelte più coscienti e sagge, cominciamo il cambiamento su noi stessi, ognuno di noi deve esser pioniere del cambiamento che vuole vedere nel mondo.
C’è un piano, accuratamente nascosto, che cerca di tenere le persone sul filo del rasoio determinando la mancanza di evoluzione spirituale, poiché se gli uomini si evolvessero non sarebbe più possibile usare qualcosa che egli possiede, per cui se l’ascensione fosse alla portata di tutti, verrebbe a mancare la materia prima al piano. Quindi, la cosa migliore, è tenere le persone bloccate con carestie, malattie, burocrazia, problemi economici, guerre, criminalità: sono tutti diversivi e distrazioni in modo che l’uomo, impegnato nel risolvere le necessità materiali, NON ABBIA TEMPO PER EVOLVERSI verso il riconoscimento della sua natura spirituale.
Probabilmente il piano di controllo risale alla notte dei tempi, alla Torre di Babele e anche prima e le forze in gioco sono così grandi e inimmaginabili e hanno riversato, periodicamente, ondate di paura sull’umanità. Oggi l’unico modo per farcela è l’ascensione personale; il mondo non potrà mai evolversi a livello planetario: chi davvero muove i fili del mondo questo non lo permetterà mai. E’ da notare che da quando i metodi di comunicazione si sono evoluti e sono stati resi disponibili a tutti (internet in testa), si è ottenuto un inevitabile fluire di conoscenza e qualcosa poteva far ben sperare in un processo evolutivo. Ma. guarda caso. contemporaneamente all’era della tech sono state ” scoperte” altre pericolose malattie (AIDS, Ebola), alcuni studi sono stati accuratamente censurati, sono nate nuove fonti alternative di informazione devianti e pericolose (channelling, siti web, false organizzazioni di aiuto ecc..), nuove droghe vengono immesse sul mercato, prodotti alcolici a base di frutta vengono pubblicizzati per abbindolare i giovani e alla fine siamo sempre allo stesso punto, forse anche peggio. A OGNI PASSO IN AVANTI CHE FA’ L’UMANITA’, NASCONO CORRENTI CHE IN QUALCHE MODO LA RIPORTANO INDIETRO. Una delle più grandi fonti di soppressione si espresse nel medio evo, periodo in cui un oppressivo potere religioso provocò un enorme blocco delle coscienze di cui, ancora oggi, ne portiamo segni indelebili. Il mondo vive da sempre nella paura. La paura è necessaria per bloccare la crescita; lo abbiamo visto nel comportamento della cellula e dell’organismo (attacco-fuga) : se sei nella paura non puoi crescere, è impossibile.
La paura e l’ignoranza alimentano la trappola, la verità rendere liberi.
Questi sono alcuni modi per tenere in trappola l’esser umano:
Fino a qualche anno fa, nonostante gli enormi progressi della medicina, non esistevano studi sulla ghiandola pineale né tanto meno sulle sostanze da essa prodotte;
La ghiandola coccigea, che risulta esser un componente essenziale della vita, non è praticamente conosciuta neanche dai medici;
Queste due ghiandole, di fatto, non vengono studiate nel percorso didattico per la laurea in medicina e chirurgia;
Le scie chimiche, per mezzo dei metalli in esse contenuti e dell’eventuale riflessione dei campi elettromagnetici che sembrerebbero essere indotti dai sistemi H.A.A.R.P procurano effetti negativi sulla ghiandola pineale e sulla salute alimentando malattie e disturbi.
Wilhelm Reich, a causa delle sue scoperte sull’energia orgonica o vitale venne incarcerato e si scatenò una caccia alle streghe per censurare e distruggere i suoi studi;
Il mercurio, quello delle amalgame dentali, dei vaccini, di alcuni farmaci o contenuto in un famoso disinfettante, ha effetto sulla pineale;
Le droghe e i farmaci inibiscono l’attività della ghiandola pineale oltre a danneggiare la salute.
Una cattiva alimentazione ha effetti negativi sulla vascolarizzazione della ghiandola pineale;
Gli alieni a seguito dei casi di abduction, impiantano “qualcosa” vicino alla pineale, oppure l’alluce, dito energicamente collegato alla stessa ghiandola.
Nell’uomo , a partire dall’età di 45 anni, la pineale comincia a calcificarsi, e per cui non si devono più sprecare energie per fermarla: quindi essa è un buon “nemico” da attaccare per poco tempo;
Oltre all’alimentazione scorretta, un ottimo metodo per scimunire la gente sono gli psicofarmaci; adesso sono inventati l’ A.D.HD., la “sindrome da deficit di attenzione e iperattività”, il presunto disturbo dei bambini irrequieti. Per questo disturbo inventato si prescrive ai bambini il Ritalin, uno psicofarmaco che altera le facoltà mentali e che può condizionare seriamente il comportamento facendolo sfociare in atti di violenza. Il governo statunitense classifica il Ritalin nella stessa categoria della cocaina e dell’eroina. Herbet S. Okun, membro del comitato internazionale di controllo sui farmaci per le Nazioni Unite, ha riferito, durante una conferenza stampa, che il suo comitato è assai preoccupato per il fatto che il metilfenidate (Ritalin) negli Stati Uniti viene prescritto in maniera massiccia. Egli aggiunge che ogni giorno negli U.S.A vengono assunte 330 milioni di dosi di Ritalin, paragonate ai 65 milioni del resto del mondo. 11.000.000 sono i minori che nei soli Stati Uniti ogni anno utilizzano psicofarmaci per tutte le patologie (fonti : NIMH, Nexus, Angeles Times);
Le religioni sono infarcite di insegnamenti di un dio fuori di noi e coltivano incessantemente nella mente dei seguaci il concetto di senso di colpa;
C’è una sempre maggiore quantità di channelling, lupi travestiti da agnelli, utile quasi sempre solo a depistare inducendo la bontà per credenza nelle persone;
Ci sono sempre maggiori immissioni sul mercato di nuove droghe sintetiche e sempre più pericolose;
La medicina di Hamer, che potrebbe risvegliare molte persone e migliorare l’inconscio collettivo, vien regolarmente osteggiata.
Tratto dal libro: Life – i segreti della ghiandola pineale di Arcangelo Miranda – vi consiglio la lettura di questo libro vi aprirà gli orizzonti. Cercatelo su google e leggetelo, non ve ne pentirete.
Ci sarebbe tanto altro da dire ma questo basta per incominciare a riflettere e fare scelte più coscienti e sagge, cominciamo il cambiamento su noi stessi, ognuno di noi deve esser pioniere del cambiamento che vuole vedere nel mondo.
Perché tanti disastri, perché le guerre, il clima atmosferico impazzito, quello sociale e umano allo sbando e perché tanta fretta a concludere “riforme” che, secondo me, non sono affatto tali? Le risposte sono tante, ma c’è una che in genere sfugge. L’attenzione a stragi e a problemi insolutinasconde la soluzione: l’unità tra Uomo e Universo, composto di infiniti mondi intelligenti, mondi nel futuro rispetto al nostro presente, come ha affermato Giordano Bruno e oggi confermano i calcoli.
Il mondo è in guerra… perché? Perché la mente umana è “educata” a credere alla divisione, vincolata a una memoria comune, scissa tra creazione ed evoluzione. Da un lato teologie secondo cui il “buon dio” caccia Adamo ed Eva dal paradiso e, dall’altro, teorie come quella del Big Bang che espellono l’uomo – “unico” osservatore dell’universo – dall’universo stesso. Alla base di entrambe c’è un “unico dio” venerato da tutti, il tempo lineare, utile a calcolare le traiettorie dei proiettili, le orbite dei pianeti e persino le tappe dell’evoluzione cosmica e/o biologica. Questo ”unico dio” domina la storia umana, fa crescere il debito e la miseria dei tanti, i profitti e i privilegi dei pochi che dirigono le finanze, la politica e il culto per lo stesso “unico dio”.
Il fatto è che questo “unico dio” non esiste affatto in Natura, ma ormai tutti ci credono e il potere mondiale lo rende reale, coltivando un “sapere” contro… Natura.
La Vita si rigenera in attimi imprevedibili, il cambio del clima è improvviso e i mutamenti sono senza precedenti, riconoscono tutti. Il rischio è che qualcuno dubiti di un “sapere” che è l’arma più efficace e duratura del potere; quest’ultimo ha fretta perciò di garantirsi il controllo sui popoli e sui media, di accrescere la paura del “nemico” e quindi riaffermare la “necessità” del suo migliore business: la produzione e la vendita di armi.
Oltre al tempo lineare in terra, un altro grande inganno: lo spazio “vuoto” in cielo. I tecnici NASA dichiarano che la sonda Voyager 1 potrebbe non aver superato i “confini” del sistema solare, come era stato riportato in modo trionfale nel 2012 da tutti i quotidiani. Con un’altra sonda (IBEX) i tecnici avevano scoperto la natura della bolla magnetica - l’eliosfera - in cui è immerso il sistema solare, cioè siamo immersi. I suoi “confini” si comportano come specchi del vento solare. Che c’è oltre questa bolla? Forse niente; l’eliosfera può essere una caverna platonica sulle cui “pareti” – gli apparenti spazi “vuoti” o meglio gli specchi – vediamo proiettate le ombre, cioè immagini in 3D, ologrammi, come ho scritto nel mio libro Baby Sun Revelation. Questa ipotesi sconvolge le menti.
“La luna è un ologramma? E allora le maree, le sue influenze sulla terra?”
Vuoi vedere un ologramma? Guardati allo specchio! Il tuo corpo è un ologramma, perché il tutto (olos) è scritto in ogni elemento del tutto. Il DNA del tuo intero organismo si ripete identico in ogni tua cellula. Ciò non esclude che tu abbia peso, relazioni e influenze con l’ambiente che ti circonda. Il vincolo principale tra terra e luna non è la gravità, ma la rotazione (lo dimostra il fatto che ci fa vedere solo una faccia). L’universo osservato è un ologramma, una matrix o realtà virtuale. Non invito a credere a me, ma a verificare la validità delle idee dominanti – la vacuitàdello spazio, la linearità del tempo, la solidità della materia – e le conseguenze laceranti che derivano dal credo nelle stesse.
Gli eventi precipitano, perché la Natura le sta smentendo a ritmi accelerati. Il potere, che pochi mesi fa aveva indossato la maschera del buono e raccolto il consenso delle masse, ora ha fretta di stabilire norme per controllare meglio i popoli. Non ci riuscirà, ma la confusione delle menti, che credono ancora alle parole rassicuranti dei leader vincenti, accresce le difficoltà lungo la non facile strada verso la libertà.
Tutti credono al debito che cresce nel tempo e nessuno sa cos’è il tempo!
Alla falsa linearità del tempo è legato il credo globale nei limiti di energia, il motivo per cui“l’uomo deve lavorare con il sudore della fronte” e/o combattere il proprio simile per accaparrarsi le varie risorse che sono sempre e comunque scarse. La Natura sta mostrando la Sua Intelligenza, dimostrando che i limiti di energia non esistono, smentendo così il “sapere” alienato e alienante che ha dominato la storia tragica di questo mondo. Tutti gli organismi usano in modo naturale e da sempre l’energia del “vuoto” che le scienze oggi riconoscono e però non sanno ancora utilizzare. Innovazione e creatività, intelligenza collettiva dimostrano che i limiti dell’uomo non esistono; sono stati inventati dalle religioni che, con la pretesa di rappresentare un “dio eterno”, hanno controllato la sessualità dell’umanità, rendendola infelice. La Natura tutta si rigenera con il sesso, non è soggetta al degrado e all’usura delle macchine.
Gli eventi precipitano, perché i tempi in Natura accelerano e spodestano il “dio unico” dal piedistallo della presunta “immutabilità” su cui lo ha posto la memoria comune. Non sarà il caso di cancellarla o magari “resettarla” come si dice in gergo informatico? Chi vuole può farlo, ma deve ammettere di non sapere che cos’è il tempo, risvegliarsi dall’oblio della propria mente automatica che crede a “certezze”… mai verificate.
Questa è l’età, più o meno, del nostro sistema solare.
Ed è anche, all’incirca, l’età del nostro pianeta, la Terra.
Gli esseri umani sono comparsi da poco tempo e nella loro forma attuale da ancora meno. Senza scendere troppo nel dettaglio, l’uomo moderno (Homo Sapiens) viene fatto risalire al periodo tra la fine del Paleolitico e l’inizio del Mesolitico.
Gli archeologi e gli antropologi ci insegnano che la Storia diventa tale, e quindi smette di essere Preistoria, con l’avvento delle prime forme di scrittura. Circa, senza essere troppo pignoli, 3500 anni fa.
Le caratteristiche principali
di questa specie di primati a cui apparteniamo è la grande intelligenza, la capacità di adattamento, la laboriosità e, ultima ma non ultima, la preponderante aggressività.
-Fine del preambolo.-
Benvenuti sulla Terra, cari terrestri.
Pare, ma non ci è dato saperlo con certezza, data la scarsità di dialogo che abbiamo con il nostro pianeta, che questa palla che gira attorno al Sole se la cavasse egregiamente anche prima della nostra comparsa.
Si, è vero, catastrofi ne ha subite parecchie (i dinosauri lo impararono a loro spese), ma tutte assolutamente naturali. In fondo, un asteroide che ti centra in pieno, lo spostamento dell’asse di rotazione o l’inversione dei poli, per un pianeta, sono cose normali. Che poi le specie che lo abitano possano o meno subirne conseguenze, insomma, fa parte del grande gioco della vita (e della morte).
Ma perché Madre Terra stava bella e tranquilla anche senza di noi?
Piuttosto semplice, ma per quelli di voi che si intestardiscono sulla fondamentale e imprescindibile importanza dell’Uomo, farò un esempio: se piove e noi lasciamo aperte porte e finestre di casa permettendo all’acqua di entrare, siamo poco accorti, ma se prendiamo dei secchi per buttare dentro più acqua, allora siamo scemi.
Semplificando: questo pianeta una volta era azzurro e verde. Oggi è un bel po’ grigio. In senso letterale, e non per catastrofi naturali.
Lo so, lo so, questi argomenti possono essere di una noia mortale, soprattutto se avete un sacco di altre cose importanti da fare, ma, giusto per mera curiosità, che dite se facciamo un giretto assieme? Prometto che sarà illuminante.
Per cominciare, una rapida occhiata a qualcosa che va tenuto a mente:
– Ad una stima approssimativa risalente al 2011 le specie viventi che abitano Casa Nostra sono circa 1,2 milioni. Lo sottolineo per i distratti: questo numero è da considerarsi parecchio al di sotto di quello reale, perché rappresenta le specie che abbiamo classificato. Vuol dire che ce ne sono innumerevoli che ancora devono essere scoperte. Infatti, sembra che la forbice da considerare come attendibile sia tra le 7 e le 9 milioni di specie.
Però, 1,2 milioni è ugualmente un bel numero, non trovate? Bene, considerate che di questa cifra incompleta noi rappresentiamo 1.
Proprio nel senso di uno, del numero 1.
1 contro 1,199,999 di specie classificate.
Tenetelo a mente questo rapporto, dopo vi servirà.
– Il delicato sistema che permette la vita è regolato da innumerevoli fattori. Giusto per non essere tacciato di pedanteria vi accennerò poche cose.
La distanza dal Sole, la massa della Terra, il suo campo magnetico, l’equilibrio dell’atmosfera, la presenza di acqua.
Tenete a mente anche queste definizioni, torneranno utili.
– Alla domanda “esistono altri mondi con presenza di vita nell’universo?” la maggior parte degli studiosi non recalcitranti o fossilizzati sul concetto fumoso delcreazionismo (un dedalo di allucinanti corridoi verbali mistico-religiosi che non portano a un accidente) risponderanno che “è improbabile che la vita si sia sviluppata solo sulla Terra”. Il perché è presto detto. Solo nella nostra galassia esistono circa 100 miliardi di stelle, una discreta parte delle quali sono simili al nostro Sole; nell’universo conosciuto (da noi, cioè pochino) si stima ci siano miliardi di galassie. A voi le debite proporzioni.
Quando scendiamo nel dettaglio, con gli amici astronomi, salta fuori che non è ancora stato individuato un solo pianeta realmente simile alla Terra. (A parte Marte, certo, però se escludiamo l’incommensurabile fortuna di scoprire qualche microrganismo, possiamo dire che forse Marte era simile alla Terra. E comunque,era.)
Quindi?
Quindi conosciamo solo questo, per ora. Ricordatelo.
– In ogni periodo della storia della Terra, dal momento della comparsa della vita, c’è stato cibo per tutti. E quando non ce n’è stato, per disastri, mutamenti climatici, catastrofi e quant’altro, comunque qualcuno si è salvato dalla mazzata arrivata. La Terra ha continuato ad andare avanti per la sua strada, rimettendosi in sesto e dando spazio, e cibo, ai nuovi arrivi nel panorama vivente.
Anche questo facile concetto non va tralasciato.
Molto bene.
Siete annoiati? Nessun problema, sono sicuro che se accendete la televisione ci sarà sicuramente qualche televendita interessante o magari l’ultima ondata di sano gossip che non aspetta che voi.
Se invece avete voglia di continuare a stare qui con me, vi introdurrò al passo successivo. Quello dove comincerete a capire il senso della frase:
BENVENUTI SULLA TERRA.
Faccio io gli onori di casa, ma solo perché, essendo anche Casa mia e non essendoci nessuno disponibile oggi, mi sembra educato non lasciarvi soli. E poi, caspita, vi ho invitati io!
Non aspettatevi fronzoli e fiocchetti, però. Da adesso in poi le cose si fanno piuttosto serie, molto più serie di quanto non siano state finora.
Perché va bene che mi sono preso l’onere (e l’onore) di farvi da anfitrione, ma è anche ora di guardare le cose come stanno.
Pronti?
Un gatto, appostato dietro un albero, vede avvicinarsi un topo. Il gatto si distende, si rende quasi invisibile, e resta in attesa. Ha fame e sa che il momento è ormai arrivato. Il topo, dal canto suo, non è proprio sicuro, ma d’altronde è affamato anche lui, e deve cercare del cibo.
Quando si trova alla giusta distanza, il gatto scatta dal suo nascondiglio e dopo un brevissimo inseguimento agguanta il topo. Con una zampata lo uccide, poi lo mangia.
Si chiama sopravvivenza, ed è una legge di natura.
Un uomo uccide un altro uomo perché ha la pelle diversa dalla sua, non la pensa come lui, appartiene ad un’altra nazione, possiede cose che lui non ha, gli è antipatico e via dicendo. Non esiste in natura, è una legge umana.
Come detto prima, gli animali di tutte le specie seguono un istinto primario che è dettato dalla sopravvivenza. Non c’è una ragione astrusa o filosofica per cui uccidono, aggrediscono, divorano, azzannano. Rispondono solamente alla loro natura di prede e predatori.
Nella preistoria, anche i nostri progenitori hanno risposto a questa legge. Circondati com’erano da una natura selvaggia, tentarono in tutti i modi di sopravvivere: uccidendo per mangiare e uccidendo per non essere uccisi.
Lentamente, nel corso del tempo, le cose sono via via cambiate. L’Uomo prese coscienza del suo potenziale, del suo ingegno, e iniziò a imporre la sua supremazia. Parallelamente, si rese conto che uccidere, tutto sommato, era anche piacevole. Essere più forti, e più potenti, dava dei vantaggi.
Scoprire cosa fosse il potere, in qualunque forma, scoprire la portata della violenza, iniziò a cambiare le cose. In ogni senso.
Che differenza c’è tra gli esseri umani e il resto del mondo animale?
Una semplice differenza. L’uomo uccide per potere, per gloria, o anche solo per il gusto di uccidere. Gli animali no. Lo fanno solo per sopravvivere.
Vi sembra insensato? O banale?
Si dice spesso che ciò che differenzia noi umani dal resto del mondo animale è l’intelligenza.
Ed è innegabile il progresso che, grazie all’intelligenza, ha portato la razza umana dov’è oggi.
Ma qui sorge un piccolo quesito.
Dove siamo?
Eccoci. Benvenuti sulla Terra, cari miei.
Benvenuti su un pianeta dove una razza sola, e in minoranza, ha dato vita all’arte nelle sue forme più disparate e affascinanti;
dove la creazione e la fantasia dell’intelletto hanno dato vita ad opere di imprescindibile bellezza, di immenso valore estetico, di enorme fascino e durata;
dove la genialità ha permesso l’avvio della scienza, dello studio, dell’invenzione, della tecnologia;
un pianeta dove miliardi di persone un tempo non sapevano le une delle altre e che oggi si parlano in tempo reale a migliaia di chilometri di distanza;
dove in ogni luogo ci sono segni della magnificenza dell’Uomo e della sua operosità e del suo genio;
un mondo dominato dallo splendore di questo mammifero dall’intelligenza sorprendente e manifestamente superiore.
Benvenuti sulla Terra.
Dove se sei ricco o povero fa differenza. Se sei bianco o nero fa differenza. Se sei alto o basso fa differenza. Se sei maschio o femmina fa differenza. Dove tutto, sempre, comunque, crea una differenza, una disparità. Dove c’è sempre un debole e un forte.
Un mondo dove uccidere è giudicato un delitto ignobile, eppure abbiamo migliaia di morti al giorno proprio per omicidio.
Un mondo dove l’Uomo combatte l’Uomo per alti e nobili motivi come il denaro, il potere, il credo religioso, l’opinione politica, il colore della pelle, la nazione di appartenenza, l’ideologia.
Un mondo dove tutti gli uomini sono uguali, ma tutti si sentono diversi e migliori (o peggiori).
Un mondo dove un uomo solo è capace di dar vita ad un ecatombe, armando le menti di suoi simili che credono in quello che dice.
Benvenuti sulla Terra.
Quella di un secolo, il ventesimo, che ha visto ammazzare circa 175.000.000 di persone solo per guerre. Guerre di potere, di religione, di danaro, di supremazia, di ideologia.
Guerre, cari Terrestri. E le guerre sono un’invenzione umana.
Un secolo, il ventesimo, di cui non dispongo di dati sul numero degli omicidi al di fuori di un panorama bellico, ma che sono pronto a scommettere è di parecchi milioni di morti.
E il ventesimo secolo da poco trascorso è solo la punta di un massacro che dura da millenni.
Perché questo è il pianeta dell’Uomo e della sua giustizia sommaria.
Perché questo è il mondo che ci è stato consegnato dai padri dei nostri padri e dagli avi dei nostri avi.
Un pianeta totalmente e costantemente insanguinato dalla ferocia e dalla mostruosità dell’Uomo.
Un mondo dominato da una razza selvaggia che non si ferma davanti a nulla, mai.
Questa razza di criminali ha imparato e studiato, nel corso dei secoli, metodi sempre più efficaci per uccidere. Uccidere sempre.
Ora, io lo so cosa pensano alcuni di voi. E posso immaginare i vostri sguardi indignati.
Pensate che non è così, o almeno che non è tutto questo quello che siamo.
E avete ragione.
Benvenuti sulla Terra, quindi.
In un mondo dove tanti uomini e donne hanno professato la fratellanza e la pace.
Dove in tanti si sono battuti indomitamente per il rispetto dei diritti di ogni essere umano.
Dove ogni giorno c’è qualcuno che si adopera per salvare una vita.
Dove ogni giorno c’è qualcuno che si adopera per salvare un animale.
Dove ogni giorno c’è qualcuno che si adopera per salvare un oceano, una montagna, una foresta, un lago, una specie in via di estinzione, un tratto di costa, l’atmosfera.
Dove ogni giorno qualcuno tenta di alzare la voce per essere ascoltato, difendendo i diritti di tutti. Soprattutto di quelli che non possono difendersi.
Un mondo che ha avuto Gandhi, Gesù Cristo, Martin Luther King, Buddha.
Un mondo dove puoi trovare bontà e gentilezza.
Purtroppo, non basta.
Perché la razza umana ha abbattuto Ghandi, Martin Luther King e anche Gesù Cristo, e spesso nemmeno si ricorda di Buddha.
E se è vero che i loro insegnamenti non sono stati dimenticati, è anche vero che il massacro è comunque continuato. Indistintamente.
Persino i cristiani, coloro che seguono la dottrina di Cristo, si sono macchiati di crimini orrendi, e probabilmente non era questo che Gesù aveva in mente.
Nessuno dei grandi pensatori e pacifisti e idealisti aveva in mente di mettere a ferro e fuoco un pianeta intero per assoggettarlo ai propri ideali, ma è quel che successo.
Nessuno pensava che un bastone potesse fare la differenza.
L’ha fatta.
E il bastone è diventato una spada. Poi un fucile. Poi un mitra. Poi una bomba. Poi un missile.
E mentre qualcuno credeva che potesse far più danni la penna della spada, è stata quest’ultima ad avere l’ultima parola.
Benvenuti sulla Terra, cari conterranei. Cari coinquilini.
Benvenuti sul pianeta verdazzurro che stiamo contribuendo tutti a far diventare grigio.
Il pianeta dalle acque blu e dalle terre verdi come le foreste, marroni come la terra e le rocce, bianche come i ghiacci.
Il pianeta che si dipinge di rosso per il sangue che spargiamo di continuo senza che ci sia uno straccio di maledetto motivo che sia uno.
Benvenuti sulla Terra.
Un pianeta dove noi esseri umani siamo una minoranza assoluta (1 contro una stima approssimativa di 1.200.000 specie conosciute), ma ci siamo eretti a padroni indiscussi e assoluti.
Un pianeta che aveva un equilibrio delicato, dovuto a tanti fattori. Equilibrio che noi stiamo compromettendo giorno dopo giorno, senza remora alcuna, inquinandone acque e terre, rovinandone l’atmosfera.
Un pianeta unico, per noi. Perché rovinato questo, non potremo traslocare altrove. Posto che un altrove ci sia e chissà dove.
Un pianeta che ha dato cibo e spazio a tutti, prima di noi, ma noi stiamo consumando le sue riserve e disintegriamo il suo spazio.
Quindi, alla fine, cosa rimane di tutto questo lungo discorso?
Un dato oggettivo terrificante, che potreste aver sentito o letto in qualche film o in qualche libro creato da menti, fortunatamente, in grado di vedere come stanno veramente le cose:
noi umani assomigliamo ai virus. (la redazione: film in oggetto? LINK)
Certo, virus piuttosto particolari.
Ci moltiplichiamo a grande velocità, ci espandiamo, divoriamo tutto ciò che incontriamo e devastiamo il luogo che ci ospita.
Se questo già non fosse abbastanza allucinante, abbiamo l’esigenza e la tendenza spasmodica a volerci far fuori anche tra di noi.
Noi non siamo la razza dominante della Terra, noi siamo l’aberrazione più spaventosa che abbia mai calcato il pianeta.
La Terra, però, questa palla di roccia che gira attorno al Sole, ha una speranza.
Per più di 4 miliardi di anni ha vissuto il suo ciclo vitale alla mercé delle sole forze della natura e dello spazio. Quindi, nel suo habitat ideale.
Noi, minuscoli virus, la infestiamo da un battito di ciglia della sua età.
Considerando la spettacolare violenza di cui siamo capaci possiamo sperare, per la Terra, che ci rimanga ancora qualche millennio da vivere, non di più.
E per quanto saremo in grado di devastarla, rovinarla, mutilarla, la Terra un giorno sarà libera (se non si libererà essa stessa) dalla nostra presenza.
Possiamo stare certi che in un milione di anni essa ricomincerà a vivere, dimentica di noi.
Ma come ho detto, questa è una speranza. Una speranza per la Terra.
Nel caso, invece, che fossimo in grado di arrivare a distruggerla per sempre, la cosa avrebbe un peso diverso.
Arriveremmo a macchiarci di un crimine talmente enorme da far impallidire tutte le atrocità commesse dalla nostra comparsa fino ad oggi.
Vorrebbe dire, per usare una frase umana, che l’universo arriverebbe a piangere il primo omicidio su scala cosmica.
Benvenuti sulla Terra, dunque.
Né mia, né vostra, né di Dio, né del caso.
Benvenuti sulla Terra. Madre e padre e figlia ed esempio del senso dell’universo.
Benvenuti su un granello di roccia che vive e cammina nel cosmo infinito,
dove noi rappresentiamo così poco da non contare nulla.
Stiamo assistendo all'autodistruzione dell'umanità. Anche se tanta gente fa finta di nulla e guarda solo i propri interessi, aiutata dai media di regime che ci dicono sempre che va tutto bene e ci propongono sempre stupidi programmi per distrarci, come il Grande Fratello o tutti i programmi che parlano solo di gossip...
Mentre la gente si suicida perchè ha perso il lavoro, il nostro governo se ne frega e pensa solo agli immigrati e all'accoglienza..
Per non parlare di tutte le guerre che sono in corso mentre sto scrivendo questo mio pensiero abbiamo il Medio Oriente in fiamme dove tutti i giorni muoiono persone come noi e di tutti gli attentati terroristici in Europa e non solo...
La grande crisi economica, il problema immigrazione chi più ne ha più ne metta la lista è infinita...
Com'è possibile che l'umanità sia diventata così stupida? Com'è possibile che le persone siano diventate così egoiste e ragionino da singoli e non da comunità per il bene di tutti?
Lo vediamo cosa sta succedendo non possiamo chiudere gli occhi e fare finta di nulla.
Stiamo distruggendo il pianeta, e di conseguenza noi stessi. Inquinamento, guerre di tutti i tipi, razziali, religiose, politiche..
Qualcuno sta pure cambiando il nostro clima per scopi di dominio, militari e credo anche per altri scopi a noi sfavorevoli.
Hanno i mezzi tecnologici per decidere quale nazione dovrà soffrire di siccità oppure essere colpita da devastanti uragani e compagnia bella. Ma naturalmente anche queste notizie sono occultate dai media o addirittura derise...
La gente sembra ipnotizzata, ormai schiava di questo sistema di vita che ci hanno inculcato fin dalla nascita, dal mio punto di vista, per non farci evolvere.
C'è troppa cattiveria nel mondo, gli uomini di potere, sono riusciti a dividerci completamente, religione, politica, razza, ricco e povero e perfino una stupida partita di calcio.
Si continua a vivere in un mondo ormai avviato verso la catastrofe dove la razza "intelligente", cioè l'uomo, si crede padrone del mondo se non dell'universo intero. Non abbiamo ancora capito che noi siamo solo ospiti del nostro piccolo pianeta.
Si continua a vivere di pensieri altrui, si studiano i pensieri di altre persone sui libri facendoli diventare nostri..e a nostra volta li inculchiamo ai nostri figli..si diventa ripetitori e ragioniamo tramite pensieri altrui senza pensare, senza usare la nostra testa..e se i nostri figli assimilano quello che leggono a loro volta diventano ripetitori..
Questo è quello che ha creato il sistema, l'Elite che domina incontrastata da sempre.
Loro creano guerre che non combattono, creano crisi economiche che poi noi paghiamo. Creano malattie per poi proporti il vaccino, l'antidoto.
Noi dalla nostra subiamo e stiamo sempre zitti..Paghiamo di tasca nostra sia in termini economici che di salute.
Quando ci accorgeremo che l'èlite dominante, composta da pochissime persone, ci sta mettendo l'uno contro l'altro da sempre?
La realtà percepita è un inganno, è come un software imposto che ci fa credere che sia tutto reale. Una sorta di realtà virtuale, quella usata nei videogame per essere chiaro.
Vi do un consiglio, cercate di non fermarvi alla superficie degli eventi che vi circondano.
Non date per certo quello che vi dicono i giornali e le TV.
Non date per certo che le scuole e le Università vi insegnino come girano le cose e che agiscano per il vostro bene. Guardatevi intorno, analizzate cosa sta succedendo e fate un esame di coscienza, anche se non tutti la usano.
Non siate solo dei codici a barre che servono al potere, aprite gli occhi ma non solo per guardare ma per VEDERE.
Tempi duri. Maledettamente duri.
Sono decenni e decenni che ci aggiriamo tra i vicoli tortuosi di qualcosa che abbiamo sempre e solo abbozzato, attraverso le parole di illustri pensatori, di pacifici letterati, di uomini e donne di scienza e cultura. Persino di fede. Niente ne è emerso, se non una lotta continua e fratricida che ha inclinato sempre più il piano sul quale siamo appoggiati, nostro malgrado. Una superficie ormai resa troppo viscida da tutto quello che non abbiamo voluto fare.Perché qui sta un punto cruciale. È troppo semplice ridurre l’immenso macello in cui viviamo a qualcosa che abbiamo fatto (e che facciamo). Quello che come messaggio non passa mai, da nessuna parte, né in rete, né sui media “classici” e nemmeno per strada, tra la gente, è che non abbiamo provato a smettere nemmeno per un momento di fare (e farci) dei danni.Siamo bravi a lamentarci, però! Ah, in quello siamo imbattibili.
Da nord a sud, da est a ovest, da qualunque parte si guardi lo sventurato pianeta che ci ospita si notano solo tre cose: odio, morte e distruzione. Non male per “la specie più intelligente della Terra”…
Tempi duri, davvero.
Con la stessa passione con cui ci dedichiamo alle arti siamo capaci di lanciare gragnole di bombe. Scriviamo poemi, dipingiamo quadri, componiamo musica e allo stesso tempo lasciamo a terra milioni di individui assassinati.
Se ci fosse un reale motivo tangibile, logico, inequivocabile, malgrado io sia contro la violenza, potrei tentare di comprenderlo. Invece, ci fracassiamo tra noi sempre con le solite, sordide motivazioni che spingevano i nostri antenati: religione, denaro, potere, diversità.
E la cosa più incredibile e grottesca è che tendiamo a giustificare questi comportamenti. Cioè, li condanniamo nella misura in cui una cosa o l’altra non stia capitando a noi, perché allora diventa lecito tutto.
Viviamo nello spirito della vendetta. Nello stupido concetto di “razza da odiare”. Nel cervellotico convincimento che un Dio sia meglio di un altro. Nella malsana abitudine di voler dominare e possedere, possedere e dominare. E diamo prova di queste cose ogni giorno, anche nelle piccole azioni quotidiane: qui come a New York, a Kabul come a Londra, a Città del Capo come a Quito. Non passa giorno senza che un’altra pietra si abbassi su una fossa, a memoria della nostra stoltezza.
Poi, come dicevo prima, ci lamentiamo. Di tutto e sempre. Lo facciamo quando le cose non vanno come vogliamo noi, pronti immediatamente a dar la colpa a altri, o quando si manifestano pericoli che potevano (e dovevano) essere ridimensionati prima di diventare inevitabili.
Quando odio non c’è, lo creiamo.
Ci si indigna se il Terzo Mondo ci detesta e ci danno fastidio i migranti, ma se il “ricco occidente” non avesse massacrato quelle nazioni oggi parleremmo d’altro.
Ci indigniamo se veniamo attaccati nelle nostre città e chiediamo rappresaglie durissime, ma dimentichiamo cosa ha provocato quelle azioni. Ragioni (discutibili) lontane nel tempo di cui siamo responsabili anche noi.
Vendiamo ai nostri figli patetiche stronzate come essere buoni a Natale e sulla parola caritatevole di Gesù e poi ammazzeremmo di legnate chi ci ha soffiato il parcheggio o chi tifa la squadra avversaria. Sì, ho scritto patetichestronzate e facciamocene una ragione, perché abbiamo preso la religione esattamente come il tifo calcistico del XXI secolo: un motivo per darci addosso senza tregua.
A grandi linee e più o meno tutti sono messi così.
I musulmani odiano i cattolici e mal digeriscono gli ebrei. I cattolici odiano i musulmani e sopportano gli ebrei. Gli ebrei odiano i musulmani e compatiscono i cattolici. Rimangono fuori dal campionato dei mentecatti solo “religioni minori” (non sempre).
Il tuo Dio meno del mio, del suo, dell’altro. Una vera fiera della colossale idiozia!
Tempi duri.
Io proprio non capisco. A voi che leggete i miei deliri sulla rete non viene mai in mente che forse questa è una specie di immensa Arena dove noi non siamo gli spettatori? Perché, perdio, qualche domanda ve la farete, di tanto in tanto, no?
Vi faccio riflettere su un particolare: sono anni e anni che un personaggio politico di spicco del mondo occidentale non viene fatto oggetto di attentati. E quando dico “di spicco” intendo un Presidente, un Premier, uno di quelli che contano sul serio. I cosiddetti Grandi della Terra (mi è scappata una risata, concedetemela) sono sempre lì, intoccabili. Inarrivabili. Eppure di attentati ne abbiamo di continuo, adesso anche nella nostra vetusta e rintronata Europa.
Parlo di Nuovo Ordine Mondiale? No, no, lascio l’argomento a chi è più ferrato di me in materia di presunti complotti nascosti dietro temibili cortine di fumo. Io parlo di complotto vero, quello chiaro e alla luce del sole.
Noi gente della strada ci si scanna tra noi, ci si ammazza per un nonnulla. I nostri soldati vanno a combattere guerre senza bandiere e soldati vestiti da passanti si fanno saltare in aria in mezzo alle piazze e agli aeroporti.
Caccia bombardieri sterminano nazioni intere e gli stessi mandanti sbriciolano foreste e buttano letame nei mari con la stessa freschezza con cui ci dicono: “difenderemo i nostri valori”.
Leggete un’anomalia in tutto questo o sono io che sragiono?
Tempi duri. Durissimi.
Quelle sacche di nauseante bitume che ci governano chiedono a noi di fare dei sacrifici e di stringere i denti mentre loro, lassù, se la godono a nostre spese. Ci mettono la paura dentro i vestiti intimandoci di lavorare fino a che morte non sopraggiunga perché le casse dello Stato faticano a sopportare le nostre pensioni. Le nostre pensioni, quelle per cui abbiamo versato contributi tutta una vita. E allora, dove sono finiti i soldi che lo Stato ha messo da parte per noi?
Eccolo, l’Occidente della libertà e del benessere!
E noi, coscienti (altro che ignari!) pupazzi, scimmiottiamo le proteste e gli scioperi come se ci credessimo sul serio. Questo è il vero nocciolo della questione: non ci crediamo più. Abbiamo smesso.
Completamente assuefatti dal “tanto non si può far niente” ci siamo adagiati a vivere alla giornata, esponendo il nostro futuro e quello dei nostri figli a una mera comparsata su questo pianeta, nella veste di schiavi.
Perché, ragazzi, meglio se ne prendiamo atto: siamo e rimarremo solo degli schiavi.
Non facciamo niente per rivendicare il potere che ci appartiene e non muoviamo un dito per cambiare, un giorno alla volta, un gesto alla volta, quello che siamo diventati.
I nostri vecchi ci dicevano sempre che la speranza è l’ultima a morire, ma quando la speranza la accartocci come un foglio di carta e la butti nel cesso, ti rimane poco a cui aggrapparti.
Questi sono tempi duri, così duri e ostili che fatichiamo a comprenderne la portata e, soprattutto, la nostra responsabilità.
Un tempo gli schiavi insorgevano. Si battevano. Magari morivano per questo, ma ci provavano.
In questa epoca, illuminata dalla falsa abbondanza mal distribuita e dal facile odio, non ci sono più i presupposti per insorgere.
Una parte del mondo decade e un’altra arranca. Un focolaio di insurrezione qui, una protesta là e poi fine, basta, chiuso.
Tutto sommato, a noi piace essere schiavi.
Dev’essere così.
Alla prossima.
di Rolando Cimicchi - HTM
Rolando Cimicchi
La paura è uno stato mentale. Un’emozione. Purtroppo, essa è anche la più manipolabile tra le tante manifestazioni emotive che ci appartengono e indurre uno stato di paura significa provocare una reazione che, molto spesso, è facilmente prevedibile.
La paura genera ansia e viceversa, in un movimento vorticoso che domina l’individuo portandolo a perdere la propria razionalità, inducendolo a reagire d’impulso.
La percezione che si ha dei nostri tempi è che si stia creando uno stato di ansia continua, di paura costante, e nel momento in cui si pensa (o si spera) che il fondo sia stato toccato e ci si prepari a una seppur lenta risalita ecco aprirsi una nuova voragine. Un nuovo baratro di oscurità.
Nel nostro occidente patinato e un po’ assonnato i sorrisi delle persone sono ancora presenti, ma meno decisi, meno spontanei; si notano spesso sguardi preoccupati, persi nel vuoto, volti cupi e impegnati a rimanere nel loro “cerchio ristretto”. Ognuno con i suoi inferni personali pressato dai macro-eventi del mondo che lo circonda: la crisi economica che non diminuisce, l’instabilità politica degli Stati, le piccole e grandi guerre che si combattono ovunque; la fanatica celebrazione della vendetta e dell’odio attraverso la distruzione di radicate abitudini e consuetudini in nome di un Dio; la distribuzione di democrazia e libertà a suon di cannoni e bombe.
Mondi lontani che si avvicinano, facendo tremare le nostre vite senza che si sia in grado di comprendere perché tutto questo accade. Perché noi, come i nostri simili altrove, siamo solo numeri sacrificabili sull’altare dell’egemonia.
Attentato di Bruxelles
La strage di Bruxelles è solo l’ultima, in ordine di tempo. Un terremoto che scuote le fondamenta di un continente, l’Europa, che pensava di aver lasciato indietro i fatti oscuri della Guerra, ma pare aver dimenticato in fretta, ad esempio, il bagno di sangue nella vicina ex Jugoslavia.
In realtà, le atrocità nel mondo non sono mai cessate e ora stiamo toccando con mano ciò che avevamo tenuto lontano.
Noi pensiamo ai terroristi e li immaginiamo intenti a pianificare azioni contro di noi, infedeli e a modo nostro invasori, ma la notizia di un attentato in uno stadio a 65 chilometri da Baghdad, durante una partita di calcio e rivendicato dall’ISIS, ci porta davanti un copione già visto ma che avevamo accantonato. Islam che attacca Islam. Musulmano contro musulmano.
La democrazia dell’odio, perché esso è rivolto contro tutti, a prescindere dalla bandiera.
Eppure i media ne accennano appena e quando lo fanno sono sempre intenti a farlo in maniera trasversale, perché i “nostri” morti e i “nostri” disastri sembrino (e così devono apparire) più importanti e lancinanti.
Eppure, mentre osserviamo le fugaci immagini di musulmani morti uccisi da altri musulmani ci sfiora il pensiero che, forse, quei fedeli predicatori di Allah non siano tutti uguali, che non siano tutti terroristi, che non siano tutti…cosa?
Sono esseri umani come noi, piaccia o meno. Figli di madri e padri.
Profughi in fuga dalla guerra
Purtroppo, il Diverso è ancora oggetto di dubbio e quando esso appartiene malauguratamente (per fede, bandiera o lingua) a gente che si fa saltare in aria in un aeroporto o in una metropolitana, accade che la paura generi un’atroce giudizio nella frase «Sono tutti uguali. »
L’ansia creata dalla paura di essere sventrati da un’esplosione, di dover raccogliere il cadavere di un nostro congiunto è così massicciamente bombardata dai media che ci dimentichiamo di tutto, persino della ragione. Il Diverso, nella figura del musulmano, chiunque sia, con queste premesse diventa assassino anche se non lo è. Si crea una barriera nei confronti dell’Islam in generale, smettendo di distinguere tra chi pianifica e crea l’attentato e le persone indifese come noi.
Basta ascoltare la voce della gente come me, come te, su un autobus o in un centro commerciale, che alla vista di gente con il velo o la barba lunga inizia a sospettare, ad avere Paura, che possa trattarsi di kamikaze integralisti pronti alla strage.
È una normale reazione difensiva e anche se non è politicamente corretta è plausibile e comprensibile.
La grande manipolazione delle masse attraverso la strategia della paura è un punto cardine che non va dimenticato. Se è vero che ci siamo lasciati alle spalle le distruzioni apocalittiche delle due guerre mondiali è anche chiaro che da allora le cose sono peggiorate. Una graduale disintegrazione di utopie fondamentali come libertà e democrazia si è impadronita del mondo intero, portandoci sull’orlo di un baratro; finché pensavamo di poter appoggiare le nostre insicurezze su concetti che credevamo inossidabili abbiamo proseguito a vivere come se nel resto del mondo non accadesse nulla.
Qualche notizia qua, una là, ma sempre molto distanti da noi e, soprattutto, impossibili da verificare e toccare con mano, da qui.
Ma tutto cambiava, intorno a noi. E mentre la sicurezza economica e politica ci si sbriciolava tra le mani, “i mondi dimenticati” si avvicinavano alle nostre case spinti da politiche internazionali e tirannie economiche. Quei “mondi” fagocitati dalle follie di regnanti schiavisti e guerrafondai e da Poteri Di Sistema sfruttatori e sibillini si riversavano sulle strade della fuga per salvare il salvabile.
L’emergenza dei profughi che stiamo affrontando non l’abbiamo mai veramente capita, noi persone della strada. E anche quando riusciamo a formulare un pensiero appena sopra la media dell’ignoranza, la terribile paura di essere macellati da un ordigno ci riporta a uno stato di primordiale brutalità. Reagiamo in modo scomposto volendo ricacciarli da dove sono venuti.
Immaginate che una situazione come quella della Siria si verifichi in Italia (speriamo mai, ma chi può dirlo…), dove o scappi o muori. Che cosa fareste voi? L’istinto umano è quello di sopravvivere e quindi si cercherebbe di trovare riparo da qualche parte, dico bene?
Il principio secondo il quale l’individuo cerca di proteggersi è uguale per tutti.
Va detto, e lo facciamo con estrema cautela, ma anche con triste fermezza, che questo “esodo” sta portando tanti problemi. Tra questi, ora più che in passato, c’è la questione dei terroristi che si mescolano tra i fuggitivi.
Noi non ci vogliamo credere, ma alla prova dei fatti questo rappresenta una logica che difficilmente può essere contraddetta. Come fai a distinguere chi scappa dal disastro da chi arriva per portarlo? Chi è il terrorista in mezzo a quella massa di persone?
Paura e ansia diventano perfetti strumenti per spostare le nostre conclusioni, riducendo la gente a una massa confusa e atterrita che aspetta solo di poter essere rassicurata e protetta. E così, ecco nascere l’idea di una Gendarmeria Europea, una sorta di corpo di polizia che, è facilmente ipotizzabile, possa trasformarsi ben presto in un vero e proprio Esercito. Quindi, armi, macchine belliche, per arricchire una lobby che è tra le più influenti del mondo e che non aspetta altro di veder nascere una nuova gallina dalle uova d’oro.
Le multinazionali traggono enormi profitti da queste situazioni ed è terrificante pensare che il denaro sia più importante di una qualsiasi vita umana, ma è così. L’evidenza dei fatti lo sta tristemente dimostrando.
Pace e armonia tra i popoli non sono di nessuna utilità per un sistema economico che deve la sua sopravvivenza all’egemonia e alla tirannide, in tutte le loro forme.
La strategia della paura è un deterrente formidabile e cavalcato a più non posso.
Nessuno di noi è veramente razzista e pensare di odiare qualcuno per un credo religioso o per il colore della pelle è qualcosa ad appannaggio solo di poche schiere di malati psicotici, ma se la paura prende il sopravvento e l’ansia si impadronisce delle nostre facoltà intellettive (spinte dai media che bramano ogni goccia di sangue si possa versare) allora il rifiuto e il rigetto per il “diverso” diventa la normalità. Diventiamo “comprensibilmente razzisti”.
Se il mondo domani non avesse più guerre finirebbero le tristi e millenarie diatribe. Nessuno si sognerebbe di scappare, perché per nulla al mondo ti verrebbe voglia di abbandonare il tuo paese, dove stai bene. Ma guerre, divisioni, mantenimento dell’ignoranza sono necessari al Sistema per continuare il suo Dominio. Su tutti, noi compresi.
L’illusione di un cambio di rotta per innalzare il livello di coscienza delle persone è e rimane tale.
La paura e l’ansia e la strategia ad esse applicata è troppo importante per mantenere e rafforzare uno stato di cose necessario al Sistema per auto alimentarsi.
Le nazioni e i loro rappresentanti non hanno vero interesso a sotterrare l’ascia di guerra, è una delle tante bugie che ascoltiamo ogni giorno.
Più ci mantengono agganciati al terrore, più siamo manipolabili. Andando incontro a un futuro che non vuole nessuno, ma che è già cominciato.
di Sergio Tracchi e Rolando Cimicchi - Redazione Hackthematrix