Immagina di scorrere il feed con la stessa distrazione di sempre e di accorgerti, solo per un istante, che qualcosa non torna: i commenti suonano troppo perfetti, le reazioni arrivano in sincronia, le storie sembrano scritte per te, come se qualcuno ti avesse spiato i pensieri un attimo prima che li avessi.
Forse non è un trucco, forse è una macchina che conosce il tuo ritmo, il tuo umore, i tuoi impulsi, e li nutre con una pazienza inumana.
Non è un blackout della rete, è il suo contrario: un’abbondanza artificiale che riempie ogni spazio con contenuti che si imitano a vicenda, che fingono spontaneità e respirano al tuo stesso tempo, senza mai perdere il fiato.
Dicono che gli algoritmi selezionano ciò che conta davvero, ma la selezione è già creazione quando decide cosa diventerà popolare, quale indignazione ti terrà sveglio, quale desiderio ti farà cliccare sul pulsante giusto.
Così un video diventa inevitabile, una frase rimbalza da un profilo all’altro, una polemica si gonfia nelle stesse ore in cui avresti voluto pensare ad altro.
È una regia gentile, invisibile, che non ti ordina niente, ma predispone il terreno: ti offre l’occasione esatta al momento esatto, poi lascia che tu la chiami scelta.
Se ti fermi, senti il coro: profili che si rispondono come specchi, entusiasmi che esplodono all’unisono, voci che assomigliano a mille voci già sentite.
È la comfort zone della percezione, dove tutto sembra plausibile, credibile, familiare, e proprio per questo irresistibile.
Non servono bugie elaborate se si può saturare il paesaggio con storie gradevoli, con indignazioni lucidate, con recensioni piene di aggettivi misurati al millimetro.
La differenza tra vero e verosimile diventa una sfumatura che gli occhi stanchi non distinguono più.
Nel frattempo tu reagisci, commenti, condividi, convinto di intervenire, mentre in realtà alimenti il meccanismo che prevedeva la tua reazione.
È quasi tenera la precisione con cui il sistema ti avvolge: conosce i tuoi orari, sa quando sei fragile, quando sei fiero, quando hai fretta, quando potresti concederti un’ultima scorta di attenzione prima di dormire.
E lì ti porge il contenuto che sembra nato per te, come un amico che ti capisce al volo, solo che non si distrae mai, non dimentica niente, non sbaglia il tempismo.
A volte ti chiedi se ci siano ancora persone dall’altra parte del filo, oppure se ascolti soprattutto echi programmati, cori che imitano sfumature umane con un talento diligente.
Forse gli esseri umani ci sono, ma annegano in un mare di messaggi che li superano per quantità e velocità, riproponendo variazioni infinite della stessa melodia.
Allora il punto non è che Internet sia morta, ma che rischi di diventare un luogo in cui la spontaneità è l’eccezione e l’iniziativa sembra tua solo perché qualcuno te l’ha messa in tasca prima che te ne accorgessi.
La soluzione non è spegnere tutto, né diffidare di chiunque, ma riabituarsi alla frizione buona: aprire un link che non ti viene suggerito, seguire un percorso più lungo, ascoltare una voce che non si sovrappone alle tue preferenze, accettare il tempo necessario per verificare se una frase sta in piedi da sola.
La lentezza non è un difetto quando difende lo spazio in cui puoi cambiare idea senza sentirti spinto da una corrente invisibile.
Forse basta questa piccola ribellione quotidiana: scegliere un momento senza algoritmo, cercare attivamente ciò che non ti cerca, lasciare che una pausa smonti il riflesso condizionato.
Non è una crociata, è manutenzione della libertà interiore.
E nel mezzo del rumore, quando riemerge una voce incerta, imperfetta, sorprendente, riconosci quel brivido minuscolo che ti ricorda perché sei venuto qui la prima volta: per trovare umanità, non solo somiglianze.
Se la ritrovi, tienila stretta, perché potrebbe essere la cosa più rara della rete che scorre davanti ai tuoi occhi.
Le strategie di manipolazione delle masse sono tecniche utilizzate per influenzare l'opinione pubblica e indirizzare il comportamento collettivo. Negli ultimi anni, diversi eventi globali hanno evidenziato l'applicazione di queste strategie su larga scala.
1. Strategia della distrazione
Consiste nel deviare l'attenzione del pubblico da questioni importanti a temi irrilevanti o superficiali. Ad esempio, durante crisi economiche o politiche, i media spesso enfatizzano scandali di celebrità o eventi sportivi per spostare il focus dell'opinione pubblica.
2. Creare problemi e offrire soluzioni
Questa tecnica prevede la creazione di un problema per poi proporre una soluzione che altrimenti non sarebbe stata accettata. Un esempio recente è la gestione della crisi energetica, dove la paura della scarsità di risorse ha giustificato l'aumento dei costi e il passaggio a determinate fonti di energia controllate da pochi attori economici.
3. Strategia della gradualità
Misure impopolari vengono applicate progressivamente per evitare reazioni negative immediate. Ad esempio, la riduzione delle libertà digitali e l'aumento della sorveglianza online sono stati introdotti poco a poco, fino a diventare una norma accettata.
4. Strategia del differimento
Presentare decisioni impopolari come "dolorose ma necessarie", ottenendo l'accettazione pubblica per una loro applicazione futura. Un caso emblematico è stato il passaggio graduale al pagamento di servizi precedentemente gratuiti, come alcune funzionalità dei social network e piattaforme digitali.
5. Rivolgersi al pubblico come a bambini
Utilizzare un linguaggio, argomenti e simboli che si rivolgono al pubblico come se fosse composto da individui immaturi o con scarse capacità critiche. Questo approccio viene spesso utilizzato nelle campagne pubblicitarie e nelle comunicazioni politiche, semplificando messaggi complessi in slogan emotivi.
6. Utilizzare l'aspetto emozionale più della riflessione
Fare leva sulle emozioni è una tecnica efficace per bypassare l'analisi razionale e il senso critico degli individui. Ad esempio, molte campagne mediatiche si basano sulla paura o sulla compassione per orientare l'opinione pubblica senza fornire dati concreti e verificabili.
7. Mantenere il pubblico nell'ignoranza e nella mediocrità
Assicurarsi che il pubblico non comprenda le tecniche utilizzate per il suo controllo e la sua manipolazione. La diffusione di notizie false o tendenziose e la censura di informazioni scomode rientrano in questa strategia.
8. Stimolare il pubblico a essere compiacente con la mediocrità
Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere superficiali, volgari e ignoranti. La diffusione di contenuti di bassa qualità nei media e nei social network ne è un esempio evidente, favorendo una cultura della banalizzazione e dello svago superficiale.
9. Rafforzare l'auto-colpevolezza
Far credere all'individuo che è solo lui il colpevole delle proprie difficoltà, a causa di una insufficiente intelligenza, capacità o impegno. Questo porta a una diminuzione dell'azione collettiva e facilita il controllo sociale, distogliendo l'attenzione dalle responsabilità dei veri centri di potere.
10. Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano
L'uso dei big data e dell'intelligenza artificiale permette alle élite di conoscere meglio l'individuo comune, facilitando il controllo e la manipolazione delle masse. Ad esempio, gli algoritmi dei social media analizzano comportamenti e preferenze per proporre contenuti personalizzati che influenzano le opinioni e le decisioni degli utenti.
La consapevolezza di queste strategie è fondamentale per sviluppare un pensiero critico e resistere alle manipolazioni mediatiche e sociali.
Un presunto informatore anonimo ha rivelato che l’ONU e gli Stati Uniti avrebbero partecipato a un’operazione segreta in Antartide per il recupero di un velivolo di origine sconosciuta. Al suo interno sarebbe stata trovata una creatura umanoide, rimasta in stato di letargo per oltre 700 anni. Una scoperta straordinaria o un elaborato inganno?
La comunità ufologica è in fermento dopo la diffusione su 4Chan di immagini e video che testimonierebbero l'esistenza di questo ritrovamento. Secondo l’informatore, che afferma di aver lavorato per l’Intelligence della Marina tra il 2012 e il 2023, il velivolo sarebbe stato scoperto nei Monti Queen Elizabeth, nascosto all’interno di una grotta che somigliava più a una base abbandonata che a una formazione naturale. Il recupero, secondo la fonte, sarebbe stato documentato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari dello Spazio Extra-atmosferico (UNOOSA), con la partecipazione di piloti statunitensi e scienziati europei.
Il dettaglio più inquietante riguarda il presunto essere ritrovato all'interno di una capsula di stasi. Dopo il risveglio, avrebbe trasmesso un messaggio sconvolgente: la razza umana sarebbe stata creata da una civiltà avanzata, priva di spiritualità, con lo scopo di sfruttare le risorse della Terra.
Inoltre, alcuni membri del governo degli Stati Uniti starebbero ancora collaborando con questi antichi creatori.
A rendere la storia ancora più controversa sono le immagini del velivolo, descritto come un oggetto ovoidale ricoperto di simboli simili a geroglifici egizi e caratteri ebraici. Un analista di X (Twitter) avrebbe esaminato le immagini, dichiarando che l’autenticità di questi materiali si attesterebbe al 99,2%.
Tuttavia, senza una data certa del ritrovamento e senza conferme ufficiali, restano molti interrogativi. È davvero una scoperta extraterrestre o un’operazione di depistaggio? Potrebbe trattarsi di una bufala ben costruita, sfruttando il fascino delle teorie sugli UFO, o addirittura di una strategia di disinformazione volta a screditare il fenomeno?
Ciò che è certo è che la notizia ha già acceso il dibattito sui social, dividendo scettici e sostenitori. E tu, cosa ne pensi? Si tratta di un insabbiamento o di un’enorme montatura? Condividi la tua opinione nei commenti e diffondi la notizia per continuare il dibattito su questo enigma.
Il film "Stargate" del 1994, diretto da Roland Emmerich, ha catturato l'immaginazione di milioni di spettatori con la sua trama avvincente e la sua visione di antiche civiltà aliene. Tuttavia, c'è chi sostiene che dietro questa storia di fantasia si nasconda una verità nascosta, una teoria che collega il film a segreti governativi e a conoscenze ancestrali celate all'umanità.
Il Portale Stellare e la Conoscenza Proibita
Lo "Stargate" rappresentato nel film non è solo un dispositivo di viaggio interstellare, ma potrebbe essere anche una rappresentazione simbolica di antichi portali o tecnologie perdute. Secondo alcune teorie, l'idea dello "Stargate" potrebbe essere basata su antiche conoscenze esoteriche o addirittura su tecnologie avanzate di civiltà scomparse.
Il Coinvolgimento dei Servizi Segreti
Alcuni teorici suggeriscono che il governo degli Stati Uniti potrebbe aver avuto un ruolo nella produzione del film, utilizzandolo come veicolo per diffondere disinformazione o come mezzo per preparare il pubblico ad accettare la realtà di esistenti programmi spaziali segreti. Questa teoria è alimentata dal fatto che il Pentagono ha spesso collaborato con l'industria cinematografica per influenzare la percezione pubblica su temi militari e spaziali.
L'astronave di Ra atterra su Abydos in una scena del film (Stargate Film Screenshot)
Antiche Civiltà e Alieni
Il film esplora l'idea che le antiche civiltà come gli Egizi abbiano avuto contatti con entità extraterrestri avanzate. Questa narrativa non è solo un elemento di intrattenimento, ma potrebbe essere anche una rivelazione velata di verità storiche occultate. Secondo alcuni, gli antichi Egizi potrebbero aver avuto accesso a tecnologie aliene o a conoscenze cosmiche che sono state nascoste o distorte nel corso dei secoli.
Conclusione: Una Finestra sul Mistero
Mentre "Stargate" rimane un film di fantasia, la sua popolarità e il suo impatto culturale hanno alimentato numerose teorie che cercano di svelare i veri segreti celati dietro la sua trama. Sebbene possa sembrare improbabile che un film possa contenere messaggi nascosti o rivelazioni segrete, la storia ci ha insegnato che la linea tra finzione e realtà può essere più sottile di quanto immaginiamo.
Quindi, la prossima volta che guarderete "Stargate", ricordatevi che potrebbe essere molto di più di un semplice film di fantascienza. Potrebbe essere una chiave per comprendere i misteri nascosti che circondano la nostra storia e il nostro universo.
LA VERITA’ NON VI VERRA’ MAI DETTA… QUESTA E’ L’UNICA CERTEZZA!!!
Che questo accadesse, diciamocela tutta: non avevamo dubbi. Ma che a dirlo e spiattellarlo ai 4 venti, fosse una giornalista Rai…Beh non lo avremmo mai pensato. La donna in questione è Elisa Ansaldo. Lei stessa ha reclamato e si è battuta per i diritti ad un’ informazione giusta e veritiera! Cosa che in Rai non accadeva e non accade neppure adesso!!
Nelle 2006 e nel 2007 conduce la sezione giornalistica durante le due edizione di Unomattina. Poi nel Settembre 2008 passa alla conduzione del TG1 della notte.
Il 25 maggio 2011, in polemica con il direttore Augusto Minzolini, annuncia il suo ritiro da conduttrice del TG1, contestando il fatto che esso violerebbe i più elementari doveri dell’informazione pubblica come equilibrio, correttezza, imparzialità e completezza dell’informazione seguendo di circa un anno la medesima decisione della collega di redazione e amica Maria Luisa Busi.
La stessa Elisa Ansaldo aveva affermato: “Per motivi professionali e deontologici non ritengo più possibile mettere la faccia in un tg che fa una campagna di informazione contro”
Solo nel 2013 torna alla conduzione del TG1 conducendo: prima l’edizione dell 17, poi quella delle 13:30. E’ proprio nel periodo della sua pausa giornalistica Rai che la stessa giornalista ha manifestato pubblicamente il suo disappunto nei confronti di una testata giornalistica, quale il TG1. Privo di veridicità e fondamenti basati sulla lealtà alla notizia…
Insomma, la giornalista Elisa Ansaldo non le ha mandate a dire a nessuno e non ha accettato il modus operandi della Rai, in quanto non conforme alle leggi ma soprattutto determinato a celare, nascondere e modificare la notizia.
Ha reclamato il diritto all’informazione: un’ informazione corretta, integrale e non censurata. -In Rai si ha paura della notizia, e le cose accadono sempre dove noi non siamo…Nella case, nelle industrie, nelle carceri, nella aziende…Guarda caso noi siamo da un’ altra parte.” e continua polemizzando: -“Chi si poteva immaginare che le gente comune si trovava a combattere con la disoccupazione, i licenziamenti e la cassa integrazione. Che esiste il problema del precariato nelle scuole. In vece no…Noi pensavamo che a voi questo non interessasse…Credevamo che voleste sentir parlare di Michele e Sbrina Misseri, Sara scazzi, e Yara… Insomma di tutto lo spettacolo montato intorno a queste povere ragazze”
Ascoltate l’intero intervento della giornalista Elisa Ansaldi e capirete mote cose… Il video è caricato in fondo all’articolo!
A nostro avviso, la situazione è grave. E i politici vogliono la nostra disinformazione perchè è comoda. Solo così possono continuare ad operare indisturbati. E’ proprio per questo che noi stessi non seguiamo più l’informazione che viene passata dalla tv. Che sia pubblica o privata, esse è un’ informazione corrotta e manipolata. Non è un’informazione che nasce per informare. ma è determinata a disinformare!!!
Accattivante come titolo vero? Questo è quello che vi vogliamo dimostrare con questo articolo, di come sia semplice distrarre le persone e manipolarle allo stresso tempo...Pensate, basta anche un titolo come questo per scatenare un senso di smarrimento per alcuni individui...qualcuno cliccherà per leggere quest'articolo per sapere il perchè il campionato di calcio viene sospeso, tra smarrimento e incredulità...in quel momento la persona viene assorbita dal pensiero che non potrà più vedere la sua squadra di calcio, poco importa se il mondo ormai sta andando in rovina...Pensate qualcuno condividerà questo articolo senza nemmeno leggerlo...
Il dominio dell'èlite tecnocratica grazie al controllo mentale e alla vigilanza di massa, lo chiamò così Zbigniew Brezinski 45 anni fa.
Questa èlite non esiterà per ottenere i suoi scopi politici ad utilizzare le tecniche moderne più recenti per influenzare il comportamento pubblico e mantenere la società sotto stretta vigilanza e controllo.
Un esempio che rende bene l'idea è sistema operativo di casa Microsoft, Windows 10, che sulle recensione di riviste autorevoli del settore, sembra incredibilmente invasivo e "spione." Ma anche i sistemi operativi dei nostri smartphone non fanno eccezione.
Dopo tutti gli attentati che in questi tempi sono così frequenti, lo stato di vigilanza è aumentato in maniera progressiva. Smartphone e social network sono sempre più controllati senza parlare dei controlli sempre più invasivi negli aeroporti, stazioni ferroviarie...
Fateci caso nei nostri tempi tutto ciò che serve per rendere il mondo meno libero sono un terrorista e tre eroi. Il resto lo fanno i mezzi di comunicazione e la politica.
Dato che l'informazione ha sempre la percezione e la percezione è la base di ogni azione, l'informazione in ultima analisi è il fondamento della realtà sociale, come del suo cambiamento..
Adesso vi elencherò le 10 strategie di manipolazione delle masse:
1. 'La strategia della distrazione'
L'elemento primordiale del controllo sociale consiste nello sviare l'attenzione del pubblico dalle informazioni importanti e dai cambiamenti decisi dall'èlite politica ed economica, verso fatti insignificanti.
Così il pubblico sposta lo sguardo delle conoscenze essenziali, distratto e catturato da temi senza importanza reali.
In Italia ad esempio, basta un torto arbitrale alla propria squadra di calcio..il caso di Anna Frank apparsa su una maglietta dei tifosi laziali vestita con la maglia della Roma come sfottò ai tifosi Romanisti. Diventa un caso nazionale, almeno se state a sentire i media. Negli stadi un minuto di silenzio e la lettura di qualche frase dal diario di Anna Frank. Risultato? Bordate di fischi in tutti gli stadi. Un film montato ad oc per distrarre dai veri problemi quotidiani...Infatti come da copione nel frattempo il nostro governo innalza l'età pensionabile...motivazione? Si vive di più, quindi...
2. 'Creare problemi, e poi offrire soluzioni'
Crollo della Borsa cinese
Questo metodo è anche chiamato 'problema-reazione soluzione'.
Si crea un 'problema', una 'situazione' prevista per causare una certa 'reazione' nel pubblico, affinchè questo sia il motivo delle misure preventive.
Per esempio, lasciare che si intensifichi la violenza e organizzare attentati sanguinosi, affinchè il pubblico accetti l'indurimento delle norme giuridiche e le leggi a pregiudizio dell libertà.
O creare una crisi economica per giustificare il retrocesso dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3. 'La strategia della gradualità'
Applicare misure gradualmente, con il contagocce, per anni.
4. 'La strategia di differire'
Ministro Fornero
Un' altra maniera di fare accettare una decisione impopolare è presentarla come 'dolorosa e necessaria', ottenendo l'accettazione pubblica, nel momento, per un'applicazione futura.
E' più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato.
5. 'Rivolgersi al pubblico come se fossero bambini di pochi anni'
Manipolazione dei Media
La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico è malintenzionata, e questo si vede dalla forma del discorso.
E' manipolata con argomenti perfino con un'intonazione particolarmente infantile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale.
6. 'Utilizzare l'aspetto emozionale più della riflessione'
11 Settembre 2001
Fare uso dell'aspetto emozionale è una tecnica classica per causare un cortocircuito nell'analisi razionale e nel senso critico degli individui.
D'altra parte, un discorso emozionale permette di aprire la porta di accesso all'inconscio per impiantare o innestare idee, desideri, paure e timori, compulsioni o indurre comportamenti.
7. 'Mantenere il pubblico nell'ignoranza'
Educazione = Futuro
Fare si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi utilizzati per il suo controllo.
La qualità dell'educazione data alle classi sociali inferiori deve essere più povera possibile, affinchè sia per loro impossibile comprendere la conoscenza accademica.
8. 'Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità'
Mediocrità quotidiana
Indurre il pubblico a credere che è di moda il fatto di essere stupido, volgare ed ignorante. Questo lo vedete tutti i santi giorni...
9. 'Trasformare la resistenza nel senso di colpa'
Far credere all'individuo che è solo lui la causa della sua disgrazia, per la carenza della sua intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi.
Così, invece di ribellarsi contro il sistema, l'individuo si auto-invalida e si colpevolizza, ciò genera uno stato depressivo ed uno dei suoi effetti è l'inibizione della sua azione. E, senza azione, non c'è rivoluzione!
10. 'Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano'
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un crescente divario,tra le conoscenze del pubblico e quelle di una piccola èlite.
Il sistema è riuscito a conoscere l'individuo comune meglio di quanto si conosca lui stesso, ed esercitare un controllo maggiore sulle persone.
Se riflettiamo in modo obiettivo...non sembrano molto famigliari queste 'strategie', dato che quotidianamente siamo loro 'vittime'?
Grande Fratello
E' giunto il momento di smettere d'identificarci con le telenovele, i calciatori, i videogiochi ed altre distrazioni, per renderci conto di come ci stanno utilizzando ed addormentando, prima di ritrovarci in una situazione senza uscita..
Cristiano Ronaldo
di Sergio T. - Hackthematrix
30 luglio 2017. Riviste dell'America Latina, Europa e Stati Uniti manipolano l'immagine di una bomba nel centro di Caracas nel corso di un ennesimo attentato della destra contro le forze dell'ordine per illustrare ... "la repressione di Maduro durante l'elezione dell'Assemblea Costituente"!
L'Economist, La Libre Belgique, Libération, il New York Times, El Pais, hanno la responsabilità di aver trasformato in "combattenti per la libertà" dei terroristi di estrema destra che hanno linciato e bruciato vive quasi venti persone, bruciato scuole, maternità (in ospedali), media comunitari, centri di voto e che sono responsabili della maggior parte dei decessi.Vedi anche https://venezuelanalysis.com/analysis/13081
Liberation: voto funebre per la democrazia Mediapart: Venezuela, primi morti di fronte alla dimostrazione di forza di Maduro Manuel Valls: Questo è quello che succede in Venezuela. Maduro cerca di imporre una dittatura. La comunità internazionale deve reagire
Evo Morales:L'aggressione alla democrazia venezuelana è un'aggressione a tutta l'America Latina. L'assemblea Costituente trionferà Coloro che organizzano e finanziano la violenza che attenta in Venezuela e brucia vivi i chavisti antimperialisti devono essere giudicati alla Corte Penale Internazionale
Evo Morales: Hachers, violenza e campagne denigratorie attentano la volontà democratica del Venezuela. La pace, il dialogo e la democrazia meritano rispetto.
Il Governo del Salvador si congratula con il Venezuela per lo straordinario processo elettorale. Salvador Sanchez:Congratulazioni al popolo, al CNE, al presidente @NicolasMaduro e al governo Bolivariano del Venezuela per il processo elettorale dell'Assemblea Costituente
Il processo si è distinto per l'ordine, la buona organizzazione e l'impegno civico della società venezuelana che si è recata alle urne con un significativo tasso di partecipazione
L'Uruguay invita al dialogo e alla pace in Venezuela e invita l'opposizione a partecipare a questo dialogo. L'Uruguay sollecita il dialogo e pace in Venezuela
Il ministro degli Affari Esteri dell'Uruguay, Rodolfo Nin Novoa, ha condannato il clima di violenza e si duole per le perdite di vite. L'Ecuador sostiene la ricerca della pace in Venezuela attraverso la Costituente "L'Ecuador mantiene una posizione di rispetto del popolo venezuelano e del suo diritto di esprimere al propria volontà"
Merida, 30 luglio ore di cammino sotto la pioggia con 6 gradi per arrivare al seggio elettorale.
Un'immagine che ha valore simbolico. Parla della dignità degli invisibili e di questo spirito ribelle, di questa passione democratica che ha sempre contraddistinto profondamente il popolo del Venezuela.Essa riassume quello che i media ci hanno nascosto, cittadini coraggiosi che, nonostante la distruzione da parte dell'opposizione di destra di un centinaio di urne, l'assassinio di due candidati, la campagna mediatica, la guerra economica e le minacce diplomatiche per non parlare degli attacchi con esplosivi, e posti di blocco, attraversano un fiume per andare a votare ...
30 luglio a Cordero (Stato di Tachira)
Il numero dei votanti (più di 8 milioni su 19 milioni di potenziali elettori ossia circa il 42% degli elettori) è un successo, non solo per il fatto che circa 200 urne sono state distrutte dai commando di estrema destra e che diversi seggi elettorali sono stati chiusi dopo le violenze, minacce, attacchi o blocchi stradali dell'opposizione, ma anche perché questa cifra supera di 583.982 voti il punteggio di Maduro alle elezioni presidenziali nel 2013. Maduro supera anche la figura del precedente referendum costituzionale, 1998, che ha attirato il 37,5% degli elettori in un ambiente completamente sereno, senza l'opposizione armata della destra.Per maggiori dettagli è possibile visitare la fonte ufficiale: il Centro Nazionale Elettorale (CNE http://www.cne.gob.ve )
Martedì 1° agosto, avranno luogo 1250 incontri comunitari affinché i vari popoli indigeni del Venezuela possano eleggere i loro membri costituenti.In quale altro paese si svolgono?
La maggior parte delle persone, a livello globale, danno per certo che le TV e i Giornali ci raccontino sempre verità certe. Si da per scontato che se lo dicono in TV è vero di sicuro..
Ma siamo così sicuri che quello che i media ci raccontano tutti i giorni sia vero?
Il Giornalista tedesco, Marko Josilo, in un intervista rivela quello che sto per scrivere.
Il Giornalista di guerra ci dice come i mezzi di comunicazione fanno la guerra. Le guerre in Iraq, Libia, Afghanistan, Siria, quelle guerre con un'infintà di morti..
Ci dice che in realtà sono state guerre finanziate, internazionalmente gestite, che furono iniziate e legittimate grazie alla manipolazione dell'opinione pubblica ed al lavaggio del cervello attraverso i mezzi di comunicazione..
Su questo argomento un altro Giornalista tedesco, il Dott. Udo Ulfkotte, ci spiega come i servizi segreti influenzano i giornalisti:
Udo Ulfkotte
"Tutti i principali mezzi di comunicazione informano a favore degli USA e contro la Russia, dice Ulfkotte. Questo si vede sempre più chiaramente, basta guardare la guerra in Siria, i Russi vengono sempre evidenziati come i 'cattivi', gli USA sono i 'buoni', si vede chiaramente da che parte stanno i principali mezzi di comunicazione.
E perchè è così? C'è qualcuno con una mitraglia dietro nella Redazione e li obbliga a fare questo? No.
E' molto semplice, i giornalisti più importanti, centinaia di loro, appartengono ad organizzazioni transatlantiche come il 'German Marshall Fund of United States' al quale io stesso sono affiliato, continua il Giornalista, o l'Aspen Insitute, Atlantik-Brucke (Ponte Atlantico), potrei citarne molti altri.
Queste organizzazioni e molte altre sono state fondate dagli USA dopo la Seconda Guerra Mondiale nella Guerra Fredda, molte volte con l'appoggio del servizio di intelligence degli Stati Uniti.
Ed avevano, e hanno ancora, il compito di creare un ambiente favorevole agli USA, tra la popolazione tedesca, per esempio stanno per aiutare e preparare, guerre Nordamericane, guerre di risorse e per assecondarle ed accompagnarle nei mezzi di comunicazione.
E questo lo stanno facendo e non solo si vede nella crisi dell'Ucraina, questo si è visto in tutte le guerre per le risorse naturali in Africa, questo si vede nelle cosiddette rivoluzioni nel Vicino Oriente che, come dicono, portano la democrazia.
Possiamo vederlo dalla Libia fino all'Egitto dove non è cambiato niente dopo queste rivoluzioni ma i gli USA hanno ottenuto il loro scopo che è quello di rovesciare questi regimi.
Come procedono queste organizzazioni?
Invitano i giornalisti a venire negli Stati Uniti e li , secondo il mio punto di vista, io stesso l'ho vissuto, continua Ulfkotte, gli fanno il lavaggio del cervello. Io stesso fui invitato dal German Marshall Fund of the United States.
Mi hanno pagato tutto, per ogni giorno ho ricevuto denaro in contanti, mi hanno dato le chiavi di una Limusine, potevo viaggiare in aereo dove volevo, potevo parlare con qualunque politico, impresario etc...potevo fare quello che volevo ed i servizi degli USA erano a mia disposizione.
Ed affinchè continuassi a seguire questo lavaggio del cervello mi hanno adulato con incredibili regali.
Quindi è chiaro che poi parli positivamente degli Stati Uniti perchè non si nota come uno sia corteggiato ed integrato in una rete, cioè uno si converte accuratamente in un NOC.
NOC significa 'Non official Cover'(Copertura non ufficiale).
Cioè, se ad uno lo scoprono come NOC, gli USA possono sempre dire, questo non è dei nostri, non l'abbiamo contattato, l'ha fatto per suo conto...
Direi che con tutte queste rivelazioni è ovvio che qualcuno controlla i Media e quel qualcuno può dire le proprie menzogne e la sua propaganda come 'informazione' alla popolazione.
Continua il discorso anche Chris Hedges, Giornalista statunitense vincitore del premio Pulitzer, la cosa bella è che la stampa non ha ostacoli, non ha limiti, può dire quello che vuole, può dire la verità al potere..
In realtà, i limiti sono sommamente stretti, per esempio e specialmente in temi di sicurezza Nazionale. Lavorai per 15 anni nel New York Times ed il modello da seguire a livello non ufficiale è non offendere in modo significativo quelli dai quali dipendiamo finanziariamente, come gli inserzionisti o gli accessi, che hanno potere.
E' incredibilmente facile manipolare il pubblico, attraverso forme di propaganda e dei mezzi di comunicazione.
Un esempio sarebbe l'ISIS.
Li attaccano militarmente con droni, con missili cruiser, con missili hellfire.
Queste persone sono state abbrutite, centinaia di migliaia di morti, milioni di rifugiati.!
Noi abbiamo decapitato molte più persone, includendo bambini, che quelle che l'ISIS ha decapitato mai.
Ma non vediamo questo, non vediamo gli effetti della nostra brutalità e della nostra violenza. Vediamo la reazione a questa brutalità e violenza, per questo motivo non comprendiamo essenzialmente che l'abbrutito diventa il brutale.
Noi non comprendiamo che questi personaggi sono la nostra stessa creazione, e questo è pericoloso perchè è il fallimento della stampa una stampa che funzioni...
E comprendere non è giustificare, non lo giustifico, ma dobbiamo comprenderlo.
Dobbiamo comprendere quello che stiamo facendo e dobbiamo comprendere gli effetti di quello che stiamo facendo, conclude Hedges."
Letto queste interviste la mia domanda è d'obbligo, non è urgente mettere in discussione la fiducia verso i media e i giornalisti, per impedire questa manipolazione spudorata, e cercare altri media alternativi per conoscere la verità su quanto accade?
Quindi sta veramente accadendo nel mondo?
Le notizie dei media sono occultate, nessuno ormai è in grado di capire cosa sta realmente accadendo intorno a noi. Si sente parlare di bombardamenti in Siria che colpiscono scuole, ospedali...e l'unica cosa che si sente in tv o si legge sui giornali è l'accusa, le super potenze si danno la colpa l'un l'altro, colpa degli americani colpa dei russi..ma intanto la gente muore senza un vero perchè..
La situazione globale sta peggiorando e tutto viene abilmente nascosto dai media di regime che tendono solo a distrarci con notizie superficiali ed inutili.
La censura ufficiale, come detto sopra, curiosamente, come per la stampa, non esiste, anche se ci sono altri tipi di censure e questo non solo per la stampa.
Vedete, la nuova censura evidentemente è il politicamente corretto.
Il politicamente corretto non so se va bene o male, in un certo momento, però quando estende i tentacoli e domina tutto, il giornalista, il cameraman, il direttore di una rete televisiva, l'uomo che produce il quotidiano, il cantante e quant'altro, iniziano a spaventarsi, ad avere una paura mortale di fare una brutta figura e di essere "tagliati" fuori.
E la paura di fare una brutta figura, finisce per farti diventare un burattino di non so quale idea.
La paura del giudizio altrui, di dire qualcosa di "scomodo" può condurre al disastro, perchè uno può pensare ciò che vuole ma in quale momento questo blocco, questa autocensura, diventa dominante.
Ma quando politicamente corretto, ed il timore di non essere nel gruppo, di essere segnalato da un dito sociale come è accaduto ad esempio nella scorsa edizione di San Remo dove un cantante, non faccio il nome tanto l'avrete visto, si è presentato con delle fasce con i colori arcobaleno, dicendo di essere a favore della tanto discussa adozione di bambini da parte delle copie gay, per poi il giorno dopo, perchè attaccato sui social, ritrattare tutto, capisci che non c'è libertà di pensiero.
E' la stessa paura di dire qualcosa di sconveniente nella rete, artisti, persone di largo consenso e non dicono quello che pensano a causa della reazione del pubblico, che libertà di pensiero è questa?
Pensate, in paesi evoluti e civili come in Europa che vogliono la libertà, dove i politici parlano sempre di valori, di fratellanza tra i popoli..se tocchi certi temi però non si può più parlare o se ne può parlare solo in un certo modo.
Il potere della censura, autocensura, del politicamente corretto è terribile, ed è importante sapere queste cose perchè la gente a questo non ci pensa e da per certo tutto quello che scrive la stampa o che dicono i telegiornali.
Ci sono dunque condotte di pensiero che castrano mentalmente tutti, o quasi, giornalisti, cantanti, gente famosa ma anche persone normalissime ..e che impediscono di dire quello che si pensa liberamente...
Nel frattempo in cui scrivo queste parole in Grecia la gente sta combattendo per la libertà ed in Francia uguale..e in TV se ne parla per qualche secondo distorgendo le informazioni a favore dei "potenti" forse per paura di un contagio nel resto d'Europa...
Tutto questo è terribile.
di Sergio T. - Redazione Hackthematrix
Sergio T.
Chi crede ancora nei mezzi di comunicazione delle imprese multinazionali?
Solo quest'anno la propaganda e la manipolazione dei mezzi di comunicazione è risultata molto evidente, questo lo abbiamo visto anche in Italia.
Ogni ragionevole "consumatore" dei mezzi di comunicazione dovrebbe averlo notato.
La libertà occidentale, viene soffocata dall'autocensura giornalistica.
Sempre più autori e giornalisti, nei paesi cosiddetti, "liberi occidentali" applicano l'autocensura e per paura di repressioni, non osano abbordare certi temi in pubblico.
Una ragione per questo è la vigilanza in massa dei cittadini per mezzo dei servizi segreti.
Il giornalista statunitense Robert Parry, dice che la società degli USA cade vittima della manipolazione dell'opinione pubblica.
L'ipocrisia non si ammette mai, però praticamente è sempre la norma, queste le parole di David Swanson, direttore del sito worldbeyondwar.org.
Abbiamo l'indignazione internazionale selettiva.
Se il paese che è preso di mira, la Corea del Nord o la Russia o l'Iran o il Venezuela, fa qualcosa di male è una grande notizia, quando qualcuno è preso a frustate per essere blasfemo in Arabia Saudita, invece non è una grave notizia.
Abbiamo denunce di fatti eseguiti dai governi stranieri che gli Stati Uniti fanno in modo routinario.
"Come s'azzarda la Russia a violare la legge!" per fare qualcosa che in teoria gli Stati Uniti realizzano in modo routinario e poi "come s'azzardano i palestinesi a cercare di mantenere l'ordine!", continua David Swanson.
L'ipocrisia non è ammessa perchè realmente non stiamo parlando d'informare ma di non annotare ciò che vogliono dire coloro che stanno al potere e per tanto non c'è un processo di pensiero non c'è indagine e non c'è un inchiesta completa negli articoli dei media convenzionali corportivi statunitensi.
Si tratta di farci sapere in cosa consiste la propaganda, in ciò che si suppone dobbiamo pensare e chi si suppone dobbiamo odiare.
I giornalisti sono pienamente coscienti e si dedicano quotidianamente a fare un'auto-censura, dice Brian Becker del sito answercolition.org, perchè sanno che se fanno domande difficili ai poteri fittizi la fine della loro carriera sarebbe immediata.
Come minimo alla sua compagnia di comunicazione negherebbero l'accesso a figure importanti del governo necessarie per avere citazioni testuali da fonti di notizie anonime, ci potrebbero essere repressioni, ripercussioni e licenziamenti, e quindi per forza i giornalisti sanno che fanno parte di un sistema di propaganda! Loro lo sanno questo.
I mezzi di comunicazione Americani sono una macchina che si fa eco della propaganda della politica ufficiale del governo degli Stati Uniti e questo è ciò che si vede, lo abbiamo visto in Ucraina, lo vediamo in Palestina lo vediamo in Corea del Nord, lo vediamo in Siria non sono altro che i portavoce della politica governativa americana che ultimamente è la politica governativa che rappresenta gli interessi delle corporazioni, banche e specialmente del complesso industriale militare.
Però c'è una speranza. In questo momento si può vedere che stanno emergendo negli USA, dei movimenti per i diritti civili contro la violenza poliziesca e dei nuovi movimenti che sorgono non come conseguenza ai media corporativi, ma dei media alternativi, dei social network. Le persone cercano di trovare una voce negli Stati Uniti.
Si rendono sempre più conto che i media corporativi sono assolutamente un vicolo senza uscita, c'è una nuova generazione di giovani, che stanno cercando disperatamente i media alternative credo che ci sia speranza, anche se riconosciamo pienamente che la macchina propagandistica statunitense domina tutti i medi del mondo di lingua inglese, è molto potente, continua David Swanson, ma lo è anche la voglia di verità e giustizia.
La situazione non è comunque diversa qui in Europa, dove i media fanno bello e cattivo tempo.
Guardate solo in Italia dove un governo non votato dal popolo che sta distruggendo il paese e la democrazia, viene osannato dai media di regime.
C'è una speranza, dipende anche da noi mettere allo scoperto i mezzi conformisti, le loro bugie e la loro manipolazione.
Appoggiamo i media liberi "alternativi", il loro coraggio di mostrarci la realtà, la loro etica professionale, ed il loro "servizio" all'umanità.
Ragionate con la vostra testa e non sempre con quella degli altri.
Questa settimana vogliamo andare un po’ oltre le notizie vere e proprie, e basarci sul processo utilizzato dai media per illustrarle quotidianamente. Spiegheremo tecniche e processi più o meno complessi o visibili, e ogni precisazione sarà rigorosamente tratta da testi scientifici. Prendiamo i servizi dei telegiornali, e scomponiamoli attentamente.
Comunicare: è ciò che facciamo tutti i giorni -a parole, con i gesti, scrivendo, o anche solo con le espressioni facciali. È accertato che una funzione principale della comunicazione è l’esercitare un’influenza: con un semplice esempio, anche solo raccontando a un amico cosa si ha fatto il giorno precedente, si vuole suscitare in lui interesse e sorrisi, ci si aspetta che dal suo ascolto segua una sua risposta, che può andare da un’opinione, a un’esclamazione, o quant’altro; nel momento in cui vi separerete, lui avrà il ricordo del nostro racconto: ha ricevuto qualcosa in quei minuti di dialogo, i suoi pensieri sono stati rivolti a voi, sarà stato quindi, anche solo per poco, influenzato. Più tecnicamente, anche solo con un saluto al vicino di casa, vogliamo “incidere attivamente sulla realtà sociale”[1].
Il mondo della comunicazione è vasto, e in un esempio come questo l’influenza è meno visibile. Ma quando si parla di dibattiti tra tifosi di squadre diverse, o di confronti su opinioni contrastanti, essa diventa molto più esplicita: lo scopo di ogni interlocutore è “manipolare” l’idea dell’altro, trovarvi i difetti, affinché possa arrivare a pensarla come lui.
Dall’altro lato però, ognuno deve anche avere la forza di difendersi dai tentativi di manipolazione altrui, e sviluppa quindi “qualche competenza per fronteggiare la pervasività”[2] delle influenze, innescando un confronto sociale: se non avessimo questa competenza, saremmo in balia delle idee degli altri e daremmo sempre ragione a chiunque su qualunque cosa, il che sarebbe un gran problema per il nostro senso di identità e per la nostra sanità mentale.
Perché persuadere gli altri? Di solito perché ci si aspetta che da un cambio di opinioni, credenze, valori, ne segua anche un cambio di atteggiamenti e comportamenti, che gioveranno al persuasore: così, se diciamo al collega di lavoro che Vasco Rossi è un ottimo cantante e lo persuadiamo, lui potrebbe decidere di accompagnarci al suo concerto, rendendoci felici di condividere con lui questi momenti; se convinciamo l’amico che un politico è meglio di un altro, l’amico lo voterà e ne parlerà bene anche agli altri conoscenti, alimentando la possibilità che questo ottenga un determinato incarico e faccia ciò che desideriamo. È una reazione a catena che, una volta compresa, risulta molto semplice e scontata.
PERCHÉ CI FIDIAMO DEI TELEGIORNALI
Usiamo come soggetto principale l’interesse in questione, i media. Chiameremo il giornalista “fonte”, dalla quale provengono le informazioni che ci vogliono persuadere.
Perché solitamente ci fidiamo senza dubbi della fonte? Perché ci aspettiamo che, in quanto membro di un tg che detiene le informazioni nazionali, essa siacredibile, abbia quindi una conoscenza di sicuro approfondita in un determinato ambito, e soprattutto sia sincera, visto il suo ruolo di informatore dei cittadini. Un telegiornale statale è più affidabile, ad esempio, di un blog di universitarie. Ma non lasciatevi ingannare da queste prime impressioni.
Noi ci fidiamo della fonte, che solitamente parla in maniera neutra. Se infatti essa cominciasse a parlare di un politico elogiandolo in tutti i suoi aspetti, perderemmo fiducia in essa, pensando che voglia solo manipolare le nostre idee: per questo tutti i tg mantengono un certo equilibrio di opinione… o almeno, lo danno a vedere.
Altro motivo per cui diamo fiducia alla fonte è l’aspetto fisico: a primo acchito, ci fideremo maggiormente di un uomo in giacca e cravatta o in canotta e shorts? Di una donna con camicia e tubino, o in vestito da sera scollato e sbracciato? Anche se certe volte non ce ne rendiamo conto, l’immagine fa la sua parte. Un esempio sono anche le foto dei delinquenti: perché i tg li mostrano sempre in primi piani a bassa risoluzione, con sguardi vuoti, o in cui appaiono visivamente provati? (vedi foto di confornto a lato). Lo scopo è di amplificare le emozioni negative nell’audience tramite le immagini, con la “brutta faccia dell’assassino”.
Nonostante quanto appena detto, abbiamo le prove reali che la fonte sia sincera, affidabile, e davvero composta nella sua vita e nel suo lavoro? Ogni frase e ogni immagine giocano su questi elementi di persuasione, e noi ricambiamo con quella che in termini scientifici è detta condiscendenza superficiale, basata sul concetto di identificazione: ci fidiamo di una persona seria, sincera, intelligente e famosa, poiché ci identifichiamo con queste sue ammirevoli qualità.
LA PAURA SUSCITATA DAI MEDIA
Ma se la fonte vuole modificare il nostro comportamento, perché quotidianamente ci mette al corrente di fatti spaventosi e preoccupanti? Vuole farci emotivamente del male?
Non proprio. È interessante come la paura sia suscitata col dosatore: noi non ce ne rendiamo conto ma i media ci presentano un’alta percentuale di notizie negative, per poi “tirarci su il morale” con qualche notizia positiva. Il motivo è che se ci fossero solo tragedie il genere umano cadrebbe nello sconforto e non avrebbe più speranze, mentre se fosse comunicato solo il meglio del mondo la gente non si interesserebbe dei fatti, concludendo che tutto va bene e che non serve scomporsi per fare qualcosa per il mondo. L’unico problema di questa tattica, definita appello alla paura, è che i media tendono ad alzare il numero di brutte notizie semplicemente per aumentare gli ascolti della propra rete rubandoli a un’altra, “per lo scoop” come si suol dire, per suscitare più interesse, per guadagnare più fama e denaro: e le persone iniziano seriamente a perdere fiducia nel mondo. L’equilibrio si sta rompendo, l’informazione è storpiata dagli interessi mediatici, e il pubblico ne risente nella quotidianità.
Dopotutto, le televisioni sanno che le brutte notizie attraggono tutti, indistintamente; infatti, per l’effetto di negatività “tendiamo a prestare attenzione alle notizie negative più che a quelle positive”[4]: i motivi sono due: uno è di tipo cognitivo, per il quale noi abbiamo delle aspettative innate e inconsce che le persone si comportino esattamente come noi, cioè positivamente e secondo le leggi morali; per un fenomeno detto di figura-sfondo, ciò che è brutto balza subito all’occhio perché va contro l’idea che abbiamo del mondo in cui viviamo. Il secondo motivo è motivazionale, simile alla genesi dello stereotipo spiegata più avanti, e prevede che per adattamento al mondo che ci circonda noi dobbiamo conoscere tutto ciò che è pericoloso per la nostra incolumità, affinché possiamo apprendere come difendercene in futuro. È un processo involontario e istintivo, dopotutto siamo animali anche noi: quando c’è in ballo il pericolo per la vita, rizziamo sempre le orecchie senza necessariamente volerlo.
Avrete sentito tutti questa frase almeno una volta nella vita: “La violenza fatta vedere in televisione fa diventare a sua volta violente le persone!”. Non è un falso detto, è un modo semplice per definire il cosiddetto trasferimento dell’eccitazione: chi prende visione di immagini spaventevoli o ascolta parole piuttosto forti nel significato, prova sentimenti negativi di paura mista a rabbia dentro di sé, sentimenti che rimangono latenti, cioè nascosti, in noi. Quando poi si spegne la televisione, questi sentimenti si attivano verbalmente o fisiologicamente in contesti del tutto diversi, perché -con termini di psicologia- inconsciamente l’individuo “interpreta in maniera scorretta la fonte della propria eccitazione”.[3] Non è quindi falsa, ma anzi fonte di studi numerosi, l’idea che più si pubblicizza la violenza, più questa si moltiplica.
Se le fonti parlano di furti diffusi e il giorno prima hanno rubato nella casa del nostro vicino, la paura aumenta; così come se viene pubblicizzato l’aumento degli stupri di notte, e voi abitate dietro a un bar malfamato della zona. Questo effetto si chiama resonance: la paura aumenta perché ci si percepisce meno sicuri nella vita reale dopo aver ascoltato delle brutte notizie. Questo effetto sarà minore per chi abita nel primo caso in un quartiere dove nessuno ha mai rubato, o nel secondo caso lontano da luoghi popolati di notte.
LO STEREOTIPO
Che noia un mondo tutto uguale. Creare delle categorie è una natura umana che tutti possediamo, e i media la governano al meglio.
Quando parliamo con una persona per la prima volta, abbiamo bisogno in pochi secondi di capire come relazionarci con lei: ad una donna che inizia il discorso con “mi scusi” dobbiamo sorridere ed essere cordiali; con un uomo che ci guarda torvo e che ci richiama con “ehi tu”, subito stiamo in allerta perché pensiamo possa avere brutte intenzioni. Questi sono stereotipi socialinaturali, utili a ogni persona per capire fin da subito se e come assumere determinati atteggiamenti: se non li possedessimo, non sapremmo attivare difese immediate come ad esempio la fuga o le parole di risposta adatte al contesto.
I telegiornali amplificano questi stereotipi, per loro è una sorta di “obbligo morale”, il fornire un’immagine il più accurata possibile dei gruppi sociali: così gli avvocati sono sempre ricchi, i malati di mente sempre pericolosi, i giovani sempre disoccupati, le donne col tacco a spillo al supermercato sempre poco di buono. Noi potremmo difenderci dicendo che cerchiamo di non partire prevenuti nella vita quotidiana, ma se dietro di noi cammina un magrebino, la prima cosa che facciamo è mettere al sicuro il portafogli.
PRENDERE POSIZIONE SENZA DARLO A VEDERE
Tratto dal documento all’indirizzowww.osservatorio.it/download/Criminalita2009.pps
In verde, il numero di illegalità registrate. In rosso e blu, il numero di servizi giornalistici inerenti ai reati.
Abbiamo scritto poco fa che i tg tentano di mantenere un equilibrio di opinione, anche se spesso implicitamente non è così. Vediamo un esempio: nel 2007, nel periodo di campagna elettorale, le fazioni politiche promettevano nel loro programma dei forti provvedimenti per diminuire la concentrazione del crimine in Italia. Le più importanti testate giornalistiche hanno parlato proprio in questo periodo quasi solo di omicidi e rapine. Lo scopo era di innalzare il timore nella gente, e spingerla a votare, basandosi su questo tema molto in voga piuttosto che su altri temi più importanti fatti passare in secondo piano, i partiti d’interesse, che l’avrebbero così difesa dai pericoli più frequenti -o almeno così sembrava-: si chiama nei manuali teoria della motivazione alla protezione, e si ha quando “l’individuo è spinto a proteggersi poiché 1) percepisce il problema come effettivamente grave, 2) si sente vulnerabile rispetto ad esso, 3) percepisce i comportamenti raccomandati come efficaci per fronteggiare la minaccia”[5].
Al mondo, così come intorno a noi, succede una miriade di fatti: con che criterio i media selezionano quelli che dovranno comunicarci?
Spesso, come abbiamo appena visto, i fini vengono decisi dall’alto, sono quindi politici, o comunque vi è un interesse a convincere le persone di qualcosa -torniamo al punto di partenza, la persuasione-. La tattica si chiama agenda-setting: la fonte non ci dice come pensare, ma a cosa pensare, selezionando le notizie che più devono essere amplificate a seconda del periodo politico-economico. I media scelgono per noi i nostri interessi, li mettono in agenda, enfatizzandoli con un’attenta attività di filtraggio. Così si ha il periodo in cui è più importante la crisi economica, poi quello in cui lo è l’immigrazione, poi il caso “mucca pazza”, come pure il terrorismo islamico: la gente riporrà la sua fiducia ai potenti che prometteranno la risoluzione del problema “di moda” in quel periodo. E si ritorna alla teoria della motivazione alla protezione citata poco fa.
Un’altra tattica utilizzata è la scelta di frame, cioè di “inquadramento” della posizione che si vuole assumere affinché risulti nella luce migliore, più convincente, più positiva. Esempio quotidiano: se una fonte, parlando di immigrazione, definisce gli stranieri “rifugiati” o “richiedenti asilo”, vi è una chiara presa di posizione nei loro confronti; viceversa non si sostiene il loro arrivo se li si definisce “profughi”, “clandestini”, o peggio ancora facenti parte dell’ “ondata migratoria”.
I tg vogliono chiamare l’attenzione della gente trasmettendo i servizi come fossero dei film; immaginate la noia che comporterebbe una fonte che parla solo di dati economici e dibattiti in parlamento: la gente il più delle volte non è intenditrice, non conosce i termini tecnici né le dinamiche complesse.
Soluzione? Semplificare. E cosa c’è di più immediato e semplice di un litigio spiegato in termini spinti? Di un omicidio descritto nei dettagli? Ciò fa entrare l’audience in una sorta di telefilm, e ogni giorno c’è desiderio di sapere il seguito. La cronaca diventa una fiction: si chiama tecnica del montaggio, e i media la sfruttano trattando i processi giudiziari come delle vere e proprie serie a puntate, in cui siamo curiosi di sapere se il delinquente andrà in galera o meno. I tg ammplificano l’interesse con espressioni da film, aggettivi che descrivono i sentimenti dei processati, colonne sonore drammatiche durante la descrizione dei fatti, inquadrature diverse, sottolineatura dei piccoli dettagli insignificanti. Dallo scopo iniziale di informare la popolazione dei fatti alla serie televisiva vera e propria, i tg perdono effettivamente il loro ruolo principale, e i confini concettuali tra fiction e cronaca sono sempre più incerti.
Ciak, si gira! I media fissano sempre la presenza di un buono e di un cattivo,polarizzano, cioè rendono più marcata, la distanza tra il bene e il male, e la vicenda si svolge in un teatro di conflitti a colpi di sentenze e nuove prove prima celate. Chi vincerà?
AGIRE NELL’INCONSCIO
Tattiche meno visibili avvengono nella gestione della sintassi, cioè nella struttura delle frasi, e i media tendono sempre a giocare sul ruolo svolto da chi fa l’azione, di chi agisce, dell’agente.
Il trucco è sopraffino, e agisce nel nostro inconscio: quando a compiere una brutta azione è qualcuno di ben visto dall’opinione pubblica -usiamo come esempio un poliziotto-, si cerca sempre di non nominare l’agente, ma solo l’azione o un oggetto coinvolto (“l’arma da fuoco ha colpito accidentalmente un innocente poco distante”), diversa sintassi se l’agente ha compiuto un’azione eroica (“il poliziotto ha sparato al malvivente bloccando la sua fuga”). Abbiamo il contrario nel caso l’agente sia malvisto dalla società -scegliamo un tossicodipendente-, la cui buona azione lascerà celata l’identità (“uno sconosciuto si è tuffato per salvare il bimbo che stava per annegare, salvandolo”), mentre la brutta notizia si legherà alle sue caratteristiche negative di persona (“un giovane tossicodipendente si è tuffato in acqua, mentre il bambino è annegato nel giro di pochi secondi”).
Un altro modo di influenzare tramite la sintassi lo spiegheremo con un esempio, in quanto ancora più latente e complesso.
Definiremo col termine scientifico ingroup il gruppo in cui noi ci riconosciamo; banalmente l’italiano, il lavoratore, lo sposato con figli.
Definiamo outgroup chi non ci rispecchia, anzi chi è solitamente vittima di stereotipi negativi; prendiamo il clandestino, il solitario, quello senza fissa dimora o con precedenti penali.
Se una persona appartenente all’ingroup compie una buona azione, questa sarà descritta con termini che sottolineano la tipica personalità del soggetto e le sue caratteristiche fisse: così si parlerà dell’italiano coraggioso che è gentile, è premuroso e altruista con il suo compagno di lavoro.
Gli aggettivi sono astratti, generici, parlano proprio della tipica personalità del connazionale a posto. Ma se l’azione è negativa? L’italiano colpisce col bastone il negoziante, e i gioielli vengono rubati. Notate la differenza: nel primo caso si sottolinea la personalità dell’italiano, generalizzabile, nel secondo caso si parla solo di fatti accaduti in quell’occasione.
Come nel paragrafo precedente, abbiamo anche qui l’esatto contrario: (occasionalmente) il clandestino offre del cibo all’italiano in difficoltà, e lo incoraggia con delle parole. Viceversa -notate ora i termini astratti- il clandestino aggredisce con violenza, mostrando cattiveria e, sottolineiamo in questo caso, è pure solitario e senza fissa dimora.
Sembrano quasi barzellette questi esempi, o dei montaggi, ma non è così: vi invitiamo ad aguzzare l’attenzione la prossima volta che guarderete un tg!
Dopo aver letto e compreso questi esempi, guarderete la televisione con altri occhi: quelli di persone consapevoli e libere dai vincoli dei trucchi mediatici.
Elena Degan e Giulia Piovan
[1]Nicoletta Cavazza, Comunicazione persuasiva in Lorella Lotto, Rino Rumiati,Introduzione alla psicologia della comunicazione, Seconda edizione, Il Mulino, 2013, p. 79 [2]Ibidem, p. 80 [3]Luciano Arcuri, Comunicazione di massa in Lorella Lotto, Rino Rumiati,Introduzione alla psicologia della comunicazione, Seconda edizione, Il Mulino, 2013, p. 152 [4] Patrizia Milesi e Patrizia Castellani, Comunicazione politica, in Lorella Lotto, Rino Rumiati, Introduzione alla psicologia della comunicazione, Seconda edizione, Il Mulino, 2013, p. 188 [5]Nicoletta Cavazza, Comunicazione persuasiva in Lorella Lotto, Rino Rumiati,Introduzione alla psicologia della comunicazione, Seconda edizione, Il Mulino, 2013, p. 87
FONTI
Lorella Lotto, Rino Rumiati, Introduzione alla psicologia della comunicazione, Seconda edizione, Il Mulino, 2013
Luciano Arcuri, Luigi Castelli, La trasmissione dei pensieri, Decibel e Zanichelli, 2007