Mentre la Terra continua la sua corsa silenziosa intorno al Sole, lassù, negli abissi cosmici, qualcosa si muove in modo diverso dal solito. Gli astronomi lo hanno chiamato 3I/ATLAS, ma nei forum e nei canali di divulgazione più attenti il nome ha già assunto un’aura quasi mitica.

Il 19 dicembre potrebbe rappresentare molto più di un semplice appuntamento astronomico: per alcuni, sarà la “prova finale” della nostra comprensione dell’universo. Un oggetto che sfida la logica, come se provenisse da un altrove non solo spaziale, ma concettuale.

Un Viaggiatore d’Oltre il Sistema Solare

Scoperto nel 2019, 3I/ATLAS è stato classificato come il terzo oggetto interstellare mai osservato, dopo ‘Oumuamua e Borisov. Tuttavia, la sua traiettoria, la sua luce e il suo comportamento hanno sin dall’inizio sollevato più domande che risposte.

Non segue le regole note. Non emette la stessa firma luminosa di un comune corpo ghiacciato. E soprattutto, sembra “sapere” dove andare: il suo percorso non è casuale ma straordinariamente lineare, come se rispondesse a una rotta calcolata.

Le Dieci Anomalie che Sfuggono alla Logica

🔢 Anomalia Descrizione sintetica Implicazione possibile
1 Traiettoria retrograda Viaggia in direzione opposta rispetto ai pianeti del Sistema Solare Origine non naturale o ingresso controllato
2 Allineamento sull’eclittica Il piano orbitale è perfettamente allineato al piano solare Difficile coincidenza naturale
3 Velocità elevata Viaggia più veloce della media degli oggetti interstellari Possibile spinta artificiale
4 Rotazione irregolare Gira su sé stesso con movimenti caotici e intermittenti Meccanismo interno o instabilità strutturale
5 Coda anomala La scia punta verso il Sole, non in direzione opposta Dinamica incompatibile con un cometa comune
6 Composizione metallica Analisi spettrale indica presenza di leghe sconosciute Materiale artificiale?
7 Riflesso polarizzato La luce riflessa non segue i pattern noti Superficie levigata o costruita
8 Assenza di degassamento Nessuna emissione di vapore o polvere Struttura solida non volatile
9 Emissione elettromagnetica minima Segnale radio quasi nullo ma costante Dispositivo silente o schermato
10 Sincronia con eventi terrestri Il suo massimo avvicinamento cade in un periodo simbolico (19 dicembre) Coincidenza o messaggio cosmico?

Cosa Potrebbe Significare Tutto Questo?

Ogni anomalia, presa singolarmente, può forse essere spiegata con la fisica. Ma tutte insieme formano un quadro che esce dal dominio del caso. È come se 3I/ATLAS stesse sfidando il nostro linguaggio scientifico, ricordandoci che potremmo non conoscere ancora tutto ciò che popola l’universo.

Alcuni studiosi alternativi ipotizzano che si tratti di una sonda automatica, un “artefatto cosmico” costruito da una civiltà remota. Altri, più prudenti, parlano di un frammento di un sistema stellare disintegrato. Ma la sensazione condivisa è che qualcosa non torni.

Il 19 Dicembre: la Data Chiave

Nei giorni che precederanno il 19 dicembre, l’oggetto sarà più facilmente osservabile, e i grandi telescopi di tutto il mondo lo terranno sotto costante monitoraggio. È il momento della verità: se non mostrerà attività cometaria o decadimento orbitale, il paradigma dovrà essere aggiornato.

E se invece 3I/ATLAS mostrasse un comportamento intenzionale – una virata, una stabilizzazione, una modulazione luminosa – l’impatto culturale sarebbe incalcolabile.
Forse non scopriremmo tanto “loro”, quanto noi stessi: quanto siamo pronti ad accettare che l’universo possa essere abitato, organizzato e persino curioso di noi.

Oltre l’orizzonte dell’ignoto

Forse il 19 dicembre passerà come un altro giorno. O forse no. Potrebbe segnare l’inizio di una nuova narrazione cosmica, dove la frontiera tra ciò che è naturale e ciò che è artificiale si dissolve.
Perché, in fondo, il vero mistero non è 3I/ATLAS… ma il fatto che continuiamo a guardare il cielo con la stessa domanda di sempre: “Siamo davvero soli?”

Da quando il telescopio ATLAS delle Hawaii ha individuato l’oggetto interstellare 3I/ATLAS (C/2024 A3), l’interesse della comunità scientifica e degli appassionati di misteri è tornato ai livelli raggiunti ai tempi di ʻOumuamua, il primo visitatore interstellare mai registrato. Come nel 2017, si è parlato subito di traiettorie anomale, accelerazioni inspiegabili e caratteristiche fisiche difficili da conciliare con una semplice cometa o un asteroide. Ma se questa volta non si trattasse di un fenomeno naturale? E se 3I/ATLAS fosse qualcosa di costruito, una sonda o un’astronave aliena?

Segnali da un altro mondo

Le prime analisi indicano che 3I/ATLAS proviene da oltre i confini del nostro sistema solare, e che la sua traiettoria — pur compatibile con una cometa — presenta variazioni di velocità difficili da spiegare solo con il degassamento del nucleo. Alcuni ricercatori indipendenti hanno ipotizzato che tali variazioni possano derivare da manovre controllate, o da un sistema di propulsione non convenzionale.

Non sarebbe la prima volta che qualcuno avanza questa ipotesi. Nel caso di ʻOumuamua, l’astrofisico di Harvard Avi Loeb suggerì apertamente che potesse trattarsi di una sonda artificiale, forse inviata da una civiltà avanzata per esplorare altre stelle. All’epoca, la comunità scientifica reagì con scetticismo. Ma oggi, con un nuovo oggetto simile all’orizzonte, la domanda torna con forza: e se avesse avuto ragione?

La possibilità di un incontro programmato

Immaginiamo per un momento che 3I/ATLAS non sia una cometa, ma una nave automatizzata, un veicolo di ricognizione o persino una forma di “arca stellare” che attraversa lo spazio profondo. Potrebbe essere in modalità passiva, osservando silenziosamente il nostro sistema solare, oppure potrebbe attivarsi una volta raggiunto il punto più vicino al Sole.

Uno scenario affascinante — e inquietante — è che non si tratti di un incontro casuale, ma di un ritorno programmato. Forse la stessa civiltà che ha inviato ʻOumuamua ora sta seguendo un piano preciso, una sequenza di esplorazioni a distanza per studiare la nostra civiltà da vicino.

Come reagirebbe la Terra

La reazione dell’umanità a una conferma ufficiale sarebbe imprevedibile. Le istituzioni scientifiche tenterebbero di mantenere il controllo della narrazione, ma il mondo intero esploderebbe in speculazioni, paura, fede e speranza.

Le religioni, intanto, dovrebbero reinterpretare le proprie narrazioni alla luce di una verità cosmica più grande.
E in rete, tra forum, social e siti indipendenti, si aprirebbe una nuova era di consapevolezza collettiva, ma anche di caos informativo.

Un cambio di paradigma

Se davvero 3I/ATLAS si rivelasse una nave aliena, l’umanità sarebbe costretta a riconsiderare tutto: la propria posizione nell’universo, il concetto stesso di intelligenza e persino la definizione di “vita”. Forse la scoperta non avverrebbe in modo spettacolare, con luci nel cielo o contatti radio, ma in modo silenzioso e scientifico, con una conferma graduale, impossibile da negare.

E allora, come in Matrix, molti si chiederebbero: “Quanto di ciò che sappiamo è reale?”

3I/ATLAS potrebbe essere solo una cometa, un frammento di ghiaccio e roccia proveniente da lontano. Ma la possibilità che sia qualcos’altro — un messaggero artificiale, un segno di un’altra civiltà — resta aperta.
E forse, come spesso accade, la verità non dipende da ciò che osserviamo, ma da ciò che siamo pronti a credere.

Un nuovo visitatore ha attraversato la frontiera invisibile del nostro sistema solare: il corpo interstellare conosciuto come 3I/ATLAS. Scoperto nel 2019 dal progetto ATLAS (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System), questo enigmatico oggetto ha immediatamente calamitato l’attenzione degli astronomi e di tutti coloro che guardano al cielo con curiosità e spirito investigativo. La sua presenza fugace e il comportamento insolito lasciano aperta una domanda avvolta nel mistero: stiamo davvero osservando una semplice cometa, o qualcosa che va oltre la nostra attuale comprensione del cosmo?

A differenza dei corpi celesti noti, 3I/ATLAS sembra sfuggire a ogni classificazione convenzionale. Fin dai primi rilevamenti, la sua traiettoria ha presentato deviazioni inspiegabili, come se rispondesse non solo alla gravità, ma anche a forze ignote. La luminosità di questo oggetto, soggetta a bruschi e repentini sbalzi, ha ulteriormente alimentato i sospetti di un comportamento controllato o di processi interni non riconducibili alle dinamiche naturali delle comete. Non pochi esperti parlano di un “pattern intelligente”, una sorta di firma cosmica che pare voler comunicare qualcosa.

Particolarmente sconcertante è la formazione di un curioso fenomeno ottico chiamato “anticoda”: invece della classica coda che si allunga nella direzione opposta al Sole, 3I/ATLAS mostra una sottile scia orientata verso la nostra stella. Un paradosso per le leggi della fisica cometaria. Per alcuni ricercatori, ciò potrebbe essere il risultato di interazioni magnetiche non ancora comprese; per altri, potrebbe invece indicare un comportamento intenzionale, come se l’oggetto stesse manovrando o stabilendo una “rotta voluta”.

Le sorprese non finiscono qui. Nella sua chioma gassosa, gli strumenti di analisi hanno rivelato tracce di tetracarbonile di nichel, un composto chimico fortemente associato a processi industriali e metallurgici terrestri, mai osservato in oggetti spaziali di origine naturale. Questo ritrovamento ha fatto vacillare molte certezze e ha aperto scenari inediti: 3I/ATLAS potrebbe essere un artefatto tecnologico, un relitto, o forse un emissario costruito da una civiltà extraterrestre avanzata.

Un altro dettaglio degno di nota riguarda la traiettoria di provenienza: la direzione da cui giunge l’oggetto sembra coincidere, in modo sorprendente, con quella del leggendario “segnale Wow!” captato nel 1977. Una coincidenza troppo perfetta per non alimentare nuove ipotesi: e se quella trasmissione e 3I/ATLAS fossero due tasselli di un medesimo disegno cosmico? Potremmo trovarci di fronte a un tentativo di comunicazione orchestrato da intelligenze lontane, un linguaggio fatto non di onde radio ma di materia e movimento.

Non tutti, ovviamente, si lasciano trascinare dal fascino dell’ipotesi aliena. Tuttavia, tra le voci più autorevoli, l’astrofisico Avi Loeb non esclude che ci si trovi davanti a un manufatto non naturale. Lo scienziato sostiene che l’universo potrebbe essere disseminato di sonde o strumenti inviati da civiltà extraterrestri, potenzialmente capaci di studiare altri sistemi stellari o addirittura di stabilire un primo contatto silenzioso. 3I/ATLAS, in questa prospettiva, diventa più di un semplice corpo in transito: potrebbe essere un frammento di tecnologia antica o un segnale costruito per essere riconosciuto.

Mentre l’oggetto continua la sua corsa oltre il Sole, invisibile ai telescopi terrestri ma costantemente monitorato dai centri di osservazione, resta sospeso un interrogativo che intreccia scienza e filosofia: cosa accadrebbe se davvero non fossimo soli? La materia di cui è composto, la traiettoria irregolare, il mistero del suo comportamento luminoso — tutto sembra suggerire che l’universo stia sussurrando parole che non abbiamo ancora imparato a decifrare.

Forse 3I/ATLAS non è solo un visitatore casuale, ma un messaggero. Un frammento di conoscenza che attraversa gli abissi interstellari per ricordarci che la Terra, dopotutto, è solo un granello in un oceano di enigmi ancora da comprendere.

Uri Geller, noto esperto israeliano di UFO ed esperienze paranormali, da tempo sostiene che gli alieni che visitano la Terra sono pacifici e afferma che diverse civiltà aliene ci stanno visitando.

Secondo Geller, gli Stati Uniti commettono un grave errore tentando di abbattere gli UFO sospetti, citando i resoconti di aerei statunitensi che sparano a oggetti non identificati sopra il Nord America.

Geller ha spiegato che gli UFO non dovrebbero essere confusi con i palloni spia cinesi, che effettivamente dovrebbero essere abbattuti se avvistati. Inoltre, ha sottolineato l'evidenza di centinaia di migliaia di fotografie e video di UFO autentici.

Secondo Geller, la comunità degli esperti di UFO, tra cui lo scrittore americano Whitley Streiber, concorda sul fatto che la Terra sia visitata attualmente da diverse civiltà aliene, che potrebbero assumere forme replicanti alimentati dall'intelligenza artificiale e assomiglianti agli esseri umani. Geller ha affermato che gli alieni visitano la Terra da migliaia di anni, come dimostrato dalle sculture di "astronauti antichi" e dai resoconti di avvistamenti documentati da piloti statunitensi.

Friends, Defense Department confirms leaked video of unidentified aerial phenomena is real. This video is being analyzed concern is it’s too close to the plane. Some say it’s a 🚀 what say you? Remember the TWA crash? #ufotwitter #ufo #UFOSightings #ufotwitterweek #UFOs pic.twitter.com/Pc3US6UAvJ

— Uri Geller (@theurigeller) January 22, 2023

Tuttavia, Geller ha rassicurato che gli alieni non hanno intenzione di invadere la Terra o di farci del male. Invece, potrebbero essere interessati a prevenire una guerra nucleare.

Secondo Geller, gli alieni potrebbero essere già tra noi, sotto forma di robot alieni alimentati dall'intelligenza artificiale.

Malcolm Robinson, un esperto di UFO del Regno Unito, non è d'accordo con Geller e sostiene che gli alieni che visitano la Terra non sono pacifici.

Friends just out ! Pentagon: New UFO report shows hundreds more incidents than previously thought. #uap #UFO #ufology #UFOキャッチャー #UFOSightings #ufotwitter pic.twitter.com/O5Q5ZNiT2u

— Uri Geller (@theurigeller) January 13, 2023

Ci sono state diverse segnalazioni di avvistamenti di UFO in diversi paesi del mondo, ma Geller ha anche sostenuto che ci sono stati avvistamenti in Medio Oriente, compresi il Sinai e Gerusalemme.

Ci sarebbero anche oggetti non identificati che vengono rilevati dai radar israeliani.

In sintesi, secondo Geller, gli alieni ci stanno visitando da migliaia di anni e sono interessati alla pace, ma altri esperti di UFO dissentono da questa opinione. La verità sull'esistenza degli alieni e sulle loro intenzioni rimane ancora un mistero.

 

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Gli scienziati hanno compilato un elenco di almeno 2.034 sistemi stellari in cui civiltà extraterrestri avanzate potrebbero aver scoperto la vita sulla Terra.

Il metodo della fotometria di transito ha aiutato a rilevare pianeti lontani.

Gli astronomi assicurano che le civiltà extraterrestri che abitano questi sistemi solari sono in grado di osservare il passaggio della Terra attraverso il disco solare.

Secondo la loro analisi, 46 di queste stelle si trovano entro un raggio di 100 anni luce di distanza . Inoltre, questi alieni possono anche registrare le emissioni radio del pianeta.

Civiltà extraterrestri hanno già scoperto la vita terrestre

Grazie a un metodo noto come fotometria di transito, è stato possibile rilevare gli esopianeti finora conosciuti. Attraverso questo metodo, il disco del telescopio indaga i periodici cali di luminosità delle stelle , passando per i pianeti in un breve periodo.

Questo metodo di transito consente anche studi spettroscopici delle atmosfere di ciascun esopianeta. Ci da  indicazioni sulla composizione e sulle condizioni di abitabilità.
Il che potrebbe implicare che queste civiltà aliene potrebbero aver semplicemente utilizzato, lo stesso metodo per localizzare la Terra .
Sulla base di ciò, è stato pubblicato un nuovo studio in cui sono stati apprezzati i risultati della ricerca di sistemi stellari. Ha mostrato il transito della Terra attraverso il disco solare.

I responsabili dello studio sono Jackie Faherty dell'American Museum of Natural History e Lisa Kaltenegger del Carl Sagan Institute.
In precedenza è stato condotto uno studio simile, utilizzando i dati del telescopio spaziale TESS e la seconda raccolta di dati dal telescopio spaziale Gaia .
In questo recente lavoro, gli astronomi hanno utilizzato la terza edizione dei dati emessi dal telescopio Gaia. Grazie a ciò, sono riusciti a comprendere i sistemi con la capacità di determinare il transito della Terra e il tempo impiegato.

Gli alieni potrebbero usare lo stesso metodo per scoprire la vita terrestre.

Osservazioni extraterrestri

In un periodo di 5.000 anni, la scienza ha localizzato circa 2.034 stelle entro un raggio di 325 anni luce dal Sole. Questi corpi celesti sono stati nella zona di transito del nostro pianeta.
In passato, 313 di questi oggetti spaziali sono stati trovati in quest'area, presto ce ne saranno 319 . E in futuro saranno circa 1.402 .

Della classe spettrale G, cioè simile al Sole terrestre, ci sono 94 di queste stelle. Oggi gli osservatori possono vedere il transito terrestre attraverso 1.402 sistemi stellari.
7 esopianeti della stessa dimensione della Terra si trovano nel sistema TRAPPIST-1 , di questi , 4 sono nella zona abitabile , nella zona di transito della Terra...
Secondo lo sviluppo dell'umanità, gli scienziati stabiliscono un lasso di tempo per quanto riguarda l'osservazione della Terra da parte di civiltà extraterrestri poiché è un pianeta in transito.
Affinché gli alieni classifichino il nostro pianeta come potenzialmente abitabile , dovrebbero fare affidamento sull'accumulo di ozono e ossigeno come biomarcatori per almeno l'ultimo miliardo di anni.
All'interno dello stesso studio, i ricercatori hanno affermato che le stelle situate più vicine al Sole hanno dimostrato di avere più di mille anni di vantaggio in termini di posizione.
Dato il tempo, le civiltà extraterrestri potrebbero aver identificato la Terra come un pianeta interessante. 

 

Riferimenti ufospain.es

#hackthematrix

 

Ma dove sono gli alieni? Perché un'altra civiltà non ci ha ancora contattato? Un astrofisico ha una risposta rivoluzionaria: "Perché gli alieni sono già qui"

Zaza Osmanov della Libera Università di Tbilisi in Georgia ha suggerito in un nuovo studio, che una razza di esseri extraterrestri potrebbe utilizzare "sonde auto-replicanti" per esplorare la nostra galassia, compresa la Terra.

Dice che una civiltà che ha raggiunto la fase 2 della scala Kardashev, un livello sopra di noi, sarebbe pienamente in grado di produrre una flotta di sonde Von Neumann. Le sonde di Von Neumann, piccoli robot autoreplicanti che raccolgono risorse da pianeti e asteroidi per costruire nuove copie di se stessi, saturerebbero rapidamente la galassia.

L'astrofisico russo ha affermato che: “Tutti i risultati indicano che se si rileva un oggetto estraneo con valori estremamente alti di maggiore luminosità, potrebbe essere un buon segnale collocare l’oggetto nell’elenco dei candidati per le sonde extraterrestri di Von Neumann”.

“Abbiamo preso in considerazione lo scenario in cui la civiltà di tipo II  inizia ad esplorare le nuvole interstellari attraverso robot auto-riproducenti”, ha continuato. “Ed è stato dimostrato che questo processo porterà inevitabilmente alle conseguenze dell’osservazione”.

Ma quando si tratta di spiegare perché non abbiamo visto questa flotta di sonde, Osmanov illustra una nuova teoria totalmente plausibile: "le sonde sono molto più piccole di quanto l'occhio possa vedere".

"Oppure sono dotate di scudi Stealth, invisibili all'occhio umano o da un radar militare". Non è infatti un caso che in Russia e in altre parti del mondo gli UFO vengano registrati solo grazie alle telecamere a infrarossi.

Lo scienziato afferma che la nanotecnologia è la scelta più ovvia per costruire una sonda che si muove, si costruisce rapidamente e si adatta a un'ampia gamma di possibili siti di atterraggio.

"Abbiamo analizzato l'efficienza delle sonde Von-Neumann su microscala rispetto ai macro robot e abbiamo scoperto che i primi potevano replicarsi in modo efficiente nei mezzi interstellari".

"Mentre gli automi su larga scala possono replicarsi solo su pianeti rocciosi, questo richiede più manovre ..."

"Anche se ci fossero miliardi di queste piccole macchine che si infiltrano nel sistema solare, non potremmo rilevarle con la nostra attuale strumentazione".

Ciascuno avrebbe una dimensione di circa un nanometro, che è solo un miliardesimo di metro.

Ma mentre le micro-macchine sono quasi invisibili a causa delle loro dimensioni, Osmanov afferma che potrebbe esserci ancora un modo per rilevarle.

Se per ipotesi queste sonde fossero alimentate dalla luce, potrebbero emettere piccole quantità di luce mentre viaggiano nello spazio.

Se venissero osservate usando telescopi a infrarossi, questi flussi di luce apparirebbero come le "scie" lasciate dalle comete.

Riferimenti UFO-Spain

"UFO DOSSIER/AREA 51"
INTERVISTA ORIGINALE A BOB LAZAR (fisico nucleare)
[relativamente al CAP. 4]
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.– Domanda : Cos’ha provato la prima volta che ha visto il velivolo sconosciuto?
– Lazar : La prima volta che entrai nell’hangar dissi tra me e me: ecco, questo spiega finalmente tutti quegli avvistamenti di strani oggetti. Si tratta di un veicolo militare segreto USA in fase di sperimentazione...Ha presente le foto di Billy Meier scattate durante i suoi avvistamenti? Era incredibilmente simile a quello delle sue foto. E’ difficile descriverlo così, senza disegnarlo, ma aveva la forma classica del disco volante.

– Domanda : Di un tipo solo o diversi?
– Lazar : In totale i dischi erano nove, ma io lavorai a livello di “retro ingegneria” solo su un oggetto, si trovavano in hangar separati, erano tutti visibilmente differenti.

– Domanda : Le hanno detto in che modo erano stati recuperati dall’Intelligence (CIA) o dalla Marina?
– Lazar : No, assolutamente no. Molta gente ha avanzato varie ipotesi, che erano stati abbattuti o che erano precipitati, ma non sembravano danneggiati, quindi nutro seri dubbi su queste ipotesi.

– Domanda : Ce ne può descrivere l’interno?
– Lazar : È molto semplice, c’è un solo colore dominante, un grigio peltro, anche l’esterno è dello stesso colore... all’interno tutte le attrezzature hanno una forma arrotondata, anche i sedili e gli alloggiamenti per gli amplificatori, è come se fossero stati fusi nella cera e poi modellati con queste forme curvilinee, incluse le giunture tra le pareti ed il pavimento. L’interno è essenziale, molto arioso, l’uso dello spazio non sembra per niente funzionale.
Ci sono tre ponti: quello più basso ospita gli amplificatori montati su basi mobili. Su quello di mezzo, da dove si accede alla nave, ci sono i sedili e gli amplificatori, e poi c’è il ponte superiore, con una sezione limitata, a cui non avevo accesso, non so cosa ci fosse.

– Domanda : Per lei il velivolo era alieno?
– Lazar : Assolutamente sì, alieno. Prima di tutto, lo scopo del progetto era di analizzarlo. Se si fosse trattato di un oggetto degli Stati Uniti non avremmo perso tempo a capire come lo avremmo potuto costruire, in secondo luogo per le dimensioni delle attrezzature interne, dalle dimensioni dei sedili e per i materiali utilizzati, a noi totalmente estranei… e poi per il “carburante”: l’elemento 115, che è virtualmente inesistente da noi. Ho sommato tutte queste informazioni a quelle che mi erano state precedentemente fornite, in cui si affermava chiaramente che si trattava di un veicolo extraterrestre.

-Domanda : Le hanno detto come funzionava il sistema di propulsione?
-Lazar : No, faceva parte del mio lavoro d’ingegneria inversa capire il sistema di propulsione. Avevano già fatto qualche progresso, ma non so esattamente da quanto tempo il velivolo si trovasse lì, se lo stessero esaminando da uno o dieci anni, comunque con scarsi progressi. Il sistema è fisicamente impressionante. (... segue una minuziosa, nonchè complicata descrizione del suo sistema di propulsione)

– Domanda : Potrebbe descrivere i documenti informativi ed il loro contenuto?
Lazar : Si trattava di un gran numero di documenti, circa 120 relazioni molto concise, in pratica mi consentivano di avere un’idea in generale sulle altre ricerche condotte sul velivolo ...
C’erano anche documenti in cui si affermava che la nave era aliena. I rapporti di alcune autopsie non erano molto approfonditi, perché non c’era nessuna ragione per fornirmi informazioni dettagliate su questo, ma vi erano delle fotografie. Anzi, per l’esattezza c’erano due fotografie di un corpo alieno con il torace aperto, che aveva un solo organo che era stato rimosso e sezionato.

– Domanda : Indicavano il luogo di provenienza degli alieni?
– Lazar : Sì, dal sistema Zeta Reticuli, non so se questa informazione sia stata ricavata dallo scafo stesso, da mappe astrali o da strumenti di bordo.

– Domanda : C’erano informazioni su questa civiltà, sulla loro storia o su precedenti contatti con il genere umano?
– Lazar : Non esattamente, non era menzionato da nessuna parte esplicitamente, ma si faceva riferimento ad un intervento alieno sul genere umano, avvenuto nel passato, risalente a moltissimi anni fa, precisamente a milioni di anni fa. Dai documenti che ho visto, ripeto, erano documenti sintetici, riassuntivi, posso solo fare supposizioni. Tuttavia, le informazioni sul sistema di propulsione erano tutte vere, ne sono certo, ci lavoravo. Per il resto, c’erano solo accenni al contatto con la Terra da parte di questi esseri., avvenuto più di 10.000 anni fa, e cose di questo genere.

– Domanda : Perché hanno scelto lei per questo lavoro?
– Lazar : È molto difficile rispondere, non saprei. Sicuramente come fisico non sono molto indicato, quindi non ne ho la più pallida idea. Forse si sentivano frustrati, non riuscivano a fare passi avanti nei loro studi, era da lungo tempo che non riuscivano ad andare da nessuna parte, o forse volevano una persona nuova, qualcuno che potesse vedere le cose in maniera diversa, d’altronde io ho la fama di essere così, capace di vedere le cose in senso anticonformistico.

– Domanda : Perché ha deciso di divulgare queste informazioni?
– Lazar : Ci sono vari motivi, ad esempio per le pressioni che ho subito e per mia protezione personale e perché è ingiusto che su queste informazioni venga mantenuto uno strettissimo riserbo.

– Domanda : Dopo che lei ha reso pubbliche queste cose hanno cercato di chiuderle la bocca?
– Lazar : Oh sì, in ogni modo, mi hanno sparato mentre imboccavo l’autostrada qui a Las Vegas. Alcuni miei amici sono stati minacciati, hanno perso il posto di lavoro, è successo di tutto.
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(Lazar è una persona intelligente, spontanea, esperta e soprattutto sincera)
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(Ulteriori approfondimenti nei commenti)

Su gentile concessione di  Silvano Debunker
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Francis Harry Compton Crick, uno dei più famosi biologi molecolari britannici, biofisico e neuroscienziato, noto per essere il Co-scopritore nel 1953 della struttura della molecola del DNA con James Watson aveva alcune affascinanti opinioni su come la vita ‘è sorta’ sulla Terra.

La vita sulla Terra – una civiltà creatrice aliena e diretta Panspermia

La panspermia diretta può essere interpretata come il trasporto deliberato di microrganismi nello spazio da utilizzare come specie introdotte su pianeti senza vita.

È interessante notare che nel 1966, Sclovskii, Sagan, Crick e Orgel prima di loro nel 1973, hanno teorizzato come la vita sulla Terra possa essere seminata deliberatamente da civiltà aliene, da altrove nell’universo.

L’idea della diretta Panspermia può essere ricondotta al lavoro di fantascienza chiamato – Ultimi e primi uomini – Last and First Men di Olaf Stapledon, pubblicato nel 1930.

Nel 1953 Francis Crick disse: “… organismi sono stati veicolati deliberatamente alla terra da esseri intelligenti da un altro pianeta. Concludiamo che è possibile che la vita abbia raggiunto la terra in questo modo, ma al presente non possiamo dire nulla sulle prove scientifiche siano adeguate o no sulla probabilità …”

Inoltre, le idee di Crick sulla teoria secondo cui siamo il risultato di «un gruppo di molecole che si rompono l’una nell’altra» questo è probabile come l’assemblaggio di un jumbo jet, colpito da un uragano in un cestino.

Nel libro intitolato “Life Itself”, Francis Crick ha scritto che non esiste un modo positivo che la molecola del DNA possa con un calcio ricevuto essere arrivato sulla Terra in modo casuale ma, che deve aver avuto origine altrove. Panspermia diretta.

Crick si chiedeva come fosse possibile che la “natura” creasse contemporaneamente due elementi reciprocamente interdipendenti per dare inizio alla vita. Crick ha avuto difficoltà a capire come il materiale genetico (acidi nucleici, come il DNA o l’RNA) sia il meccanismo che le permette la sua perpetuazione (proteine ​​chiamate enzimi) si siano manifestati allo stesso tempo e spontaneamente.

Inoltre, se la sintesi dell’acido nucleico è dipendente dalle proteine e le proteine, a loro volta, contano sugli acidi nucleici, Crick e il suo collaboratore Leslie Orgel hanno affrontato un problema simile a quello dell’uovo e della gallina, chi è nato prima?

Così il duo dinamico della creazione giunse alla conclusione che la vita terrestre potrebbe / avrebbe potuto provenire in un mondo in cui esisteva una sorta di “minerale o composto” che avrebbe potuto sostituire la funzione degli enzimi da cui sarebbe stata diffusa in altri Pianeti, come il nostro, attraverso “un’attività deliberata da parte di una società extraterrestre”.

Anche se questo era lontano da un’ipotesi convenzionale, la verità è che Crick in un dato momento, ha cercato di rispondere a una domanda incisiva. Sarebbe stato molti anni dopo la scoperta della doppia elica del DNA finché non si scoprì che l’RNA può funzionare come enzima, senza bisogno di proteine, cioè la soluzione al problema che ha ispirato Crick alla teoria aliena della pan-spermica.

Gli scienziati sostengono che il DNA umano ‘è stato progettato dagli alieni’

Così, nel 1993, Crick e Orgel hanno pubblicato un nuovo articolo scientifico in cui non hanno più citato un presunto intervento extraterrestre.

Gli scienziati hanno scritto: il problema dell’uovo e della gallina “potrebbe essere risolto se, all’inizio dell’evoluzione della vita, gli acidi nucleici abbiano agito come catalizzatori”.

Sicuramente una civiltà aliena super avanzata sarebbe stata capace di qualcosa di simile, se naturalmente ci fosse un posto adeguato nel cosmo per poterlo sviluppare.

La nostra civiltà, ad esempio, è capace di seminare la vita su pianeti senza vita.

In un saggio pubblicato in Astrofisica e Space Science Claudius Gros, un fisico teorico dell’Università Johann Wolfgang Goethe, ha proposto l’idea di trapiantare la vita su altri pianeti. Riferendosi all’idea del Progetto Genesi.

L’idea è quella di inviare navi spaziali robotizzate a basso costo che contengono una spedizione piena di forme di vita microbica – batteri e eucarioti unicellulari – e indirizzarli verso gli esopianeti identificati dagli astronomi come potenzialmente abitabili.

Quindi, se possiamo farlo oggi, come facciamo a sapere se qualcuno in un lontano passato non ci abbia piantati qui sulla Terra?
Cibo per la mente?

https://youtu.be/F48Y5r-OTRk

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