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Riflessioni

Sul Bene e il Male Addendum

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Leggendo l’articolo che precede questo addendum, con un po’ di ragionamento e ispirazione, i
lettori, converranno con me che effettivamente come vediamo il mondo dipende dal modo in cui
noi stessi lo percepiamo o meglio, dipende dal modo in cui noi stessi decidiamo di percepirlo. Allo
stesso tempo altri lettori, non saranno d’accordo con questa idea restando fermi sulla loro
convinzione che il mondo è quello che è perché così è fatto e di conseguenza gli avvenimenti che ci
accadono sono indipendenti dal nostro volere.
Ovviamente io non sono qui per insegnare nulla a nessuno, non sono uno scienziato, non sono un filosofo, non sono uno
psicologo. In realtà non c’è nessun aggettivo con il quale possa identificarmi e con il quale io desideri identificarmi. Io
sono Io e null’altro; desidero far capire al mio lettore che vorrei non essere etichettato in nessun modo, perché etichettare
qualcosa, catalogarla, vuol dire limitarla; vuol dire rinchiuderla in una scatola. Io nella vita mi occupo di Informatica
ma non per questo mi identifico con l’aggettivo: “Informatico”. Io sono quello che sono, un Essere Umano che ha
seguito sin da piccolo il concetto dell’Oracolo di Delphi che in breve recita: “Conosci te stesso e conoscerai l’universo e
gli Dei…” Mi ha talmente colpito questa frase che lessi su un libro che l’ho seguita alla lettera, costantemente in tutta
la mia vita. Cosa che faccio tutt’ora, sono fortemente convinto che non si smette mai di conoscere Se stessi e l’Universo
che ci circonda e questa cosa non mi scoraggia affatto, anzi, ne sono felice perché mi da quella voglia di andare avanti
per capire sempre di più… Se fossimo arrivati alla fine, la cosa non sarebbe più divertente, sapremmo già tutto e non ci
sarebbe più nulla da cercare; sarebbe una gran noia, perlomeno per me. Prendete quello che io scrivo come uno spunto
per andare avanti, molto probabilmente sbaglio ma potrebbe anche essere che tra tanti concetti che scrivo qualche cosa di
buono possa anche esserci, l’importante è non fermarsi mai alle apparenze, cercate sempre…
Perché ho voluto scrivere un Addendum al precedente articolo sul Bene e il Male? In realtà
non lo so bene, mi sembrava che mancasse qualcosa. Ho parlato nel precedente documento dei
punti di vista dai quali noi osserviamo il mondo. Se vi chiedessi, per gli uomini: “immaginate una
donna bellissima”; per le donne: “immaginate un uomo bellissimo”. Tutti cercherete di fare il vostro
meglio per immaginare quello che vi ho chiesto nel miglior modo possibile, qualcuno aggiungerà
molti particolari, qualcuno di meno, altri forse non riusciranno ad immaginare il proprio ideale di
donna o di uomo, ma questo non è importante. Adesso facciamo finta che vi chiedessi di disegnare
nel miglior modo possibile il vostro modello e poi ancora vi chiedessi di mostrare a tutti il modello
che avete creato, in modo che ognuno di vi possa prendere visione di tutti i disegni di tutti,
sicuramente scoprireste che il modello di uomo ideale o donna ideale per ognuno è completamente
diverso dal proprio. Perché questo? Semplicemente perché ogni singolo individuo vede le cose sotto
il suo personale punto di vista, ogni individuo ha una sua concezione di bellezza dettata dalle sua
“conoscenza” della bellezza. Se osserviamo qualcosa di bello non è detto che sia bello allo stesso
modo per tutti gli osservatori. Per qualcuno sarà bello, per qualcun altro sarà meno bello, per altri
ancora sarà non bello, e così via all’infinito. Infatti potremmo dire che tra:
Non Bello e Bello c’è di mezzo un’infinità di varianti possibili. Se prendiamo come un
ipotetico valore zero il NON BELLO e come ipotetico valore massimo il BELLO, tra i due, quante
varianti potrebbero esserci? Ovviamente dipende dal numero di osservatori e dalla loro concezione
di Non Bello e di Bello. E quanti Osservatori possiamo inserire tra NON BELLO e BELLO?
Pensateci…

Il bene e il male
Il bene e il male

L’universo intero non è stato creato con l’intenzione di essere bello o brutto; buono o cattivo;
utile o inutile. L’universo è stato creato per uno scopo ben preciso, per Servire. Quando un essere
umano crea qualcosa, per quale motivo lo fa? Solitamente perché quella cosa possa essere utile in
qualche modo. Sforzandosi di vedere il mondo che ci circonda sotto molteplici punti di vista, non
soltanto il nostro singolo punto, a poco a poco si capisce che nella Creazione non c’è nessuna
propensione verso una determinata “polarità”, c’è solo l’Amore infuso in ogni cosa creata;
dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande. L’unica vera realtà della Creazione è l’Amore
assoluto ed incondizionato con la quale tutto è stato fatto. Cosa voglio dire con Amore
Incondizionato? Niente di più semplice, è quella sensazione di gioia che provate quando fate
qualcosa per un’altro individuo in modo completamente spensierato, non volendo niente in cambio,
per il semplice piacere di aiutare… In questo modo è stato creato il Tutto.
Pensate ad una moneta; una moneta è formata da due facce, una Testa e una Croce. Potete
decidere di vedere una sola di quelle due facce ma consciamente saprete sempre che la moneta è
una soltanto, un unico pezzo di metallo. Siamo noi che decidiamo di osservarla da un solo lato, da
un punto di vista. l’Uno (il Creatore) è Tutto perché tutto quello che è creato è fatto della sua stessa
sostanza, con il suo Amore e della sua Energia. Il Tutto è Uno perché ogni singolo atomo o essere o
pianeta è fatto di Energia, la sostanza dell’Uno. Nell’Universo che sembra apparentemente vuoto si
cela l’Energia di infinite possibilità. E’ un po’ come una palla sospesa a 30 metri d’altezza. Quella
palla, non è semplicemente in alto e ferma; essa in quel momento mantiene una certa quantità di
energia potenziale che si trasformerà in energia cinetica e quindi in nuove forme. Nell’atto di
sospendere la palla a 30 metri d’altezza, non c’è stato nessun pregiudizio, ne buono ne cattivo,
semplicemente qualcuno l’ammessa lì per sperimentare cosa può accadere dopo.
Cosa avviene dopo, è l’osservatore che lo decide facendo quello che sa fare meglio:
Osservare, Percepire, Sperimentare…

di Vincenzo Celano

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