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Riflessioni

Il mio tempo è vivere nel presente

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Il problema maggiore da sempre è l’incapacità di condividere noi stessi con il tempo presente.
Tutto si svolge per il tempo passato o per il futuro, due dimensioni completamente irrilevanti per il nostro benessere attuale.
Già mentre scrivo le emozioni della scrittura sono sfumate , quasi non ha senso andare a rileggere, e se lo faccio è perché voglio che la mia comunicazione sia completa e comprensibile.
Intanto però i secondi hanno scandito la pienezza della vita e così tutto si trasforma e si ricercano altre parole, altre emozioni.
Tutto si riempie in armonia del tempo che viviamo.
Ma non sempre è così.
Ci hanno insegnato male. Molto male.
Ci hanno fatto credere che bisogna inseguire una meta lontana, futura.
Lo studio per esempio; se vogliamo ottenere un buon lavoro dobbiamo faticare e applicarci, per poi un giorno trovare uno “sbocco sicuro”.
Intanto il tempo passa , le condizioni cambiano, ma noi rimaniamo attaccati ad una idea futura.
Addirittura se le condizioni ci stravolgono; perché comunemente questo fa parte della vita; ci arrabbiamo e imprechiamo contro il destino.
“I nostri piani futuri devono essere indelebili!”
Non sappiamo cambiare con gli eventi, viviamo ancorati a strategie mentali , razionali e confezionate da altri.
Perdiamo quella naturale attitudine animale ad adattarci al cambiamento ciclico dell’esistenza.
Andiamo in depressione se i piani vengono stravolti, se i nostri schemi mentali sono schiacciati da qualcosa che cambia il corso della vita.
Diventiamo abitudinari ; ci arrabbiamo se si rompe una lampadina ; diventiamo cattivi , poco inclini ai mutamenti, così necessari alla vita.
Nascono frustrazioni e nevrosi che ci fanno completamente perdere di vista noi stessi , non ci riconosciamo più semplicemente perché siamo “fuori tempo”.
Crediamo di aver perso il futuro, corriamo, sempre di fretta, per raggiungere qualcosa che non esiste, una condizione inafferrabile.
Quando il presente ci spaventa e non riusciamo più a vivere per il futuro, abbiamo bisogno di ritornare al passato.
Ma il passato se non è vissuto in armonia è solo una fotocopia del presente che non piace.
Una condizione “fuori tempo “.
Vivere per il futuro o per il passato è come essere fisicamente in disequilibrio nella propria posizione, un passo avanti e cadiamo, uno indietro e precipitiamo.
Muovendoci sempre nel presente rimaniamo in armonia con noi stessi, ricerchiamo e capiamo le problematiche che creano contrasti, “ora “, esattamente nello stesso momento in cui siamo in pericolo.
Riusciamo a guardarci dentro al momento giusto, analizzare le falle che arrivano dal passato, eliminare un futuro troppo lontano, guardare in faccia i propri limiti e i miglioramenti reali.

Forse il tempo non cancella niente, tutto rimane nel nostro piccolo contenitore, però tutto ciò che viviamo fa parte di noi e capita esattamente nel momento in cui doveva capitare.
Dobbiamo avere il coraggio di osservare la nostra anima e i nostri cambiamenti nel momento presente e reale , non illuderci con false opinioni che bloccano dentro un tempo passato o futuro che fa decentrare il nostro equilibrio.
Impariamo a vivere ora, non ieri o domani, “oggi” è il nostro tempo, ed è prezioso, sempre.

“Ora”.

Respiro , mi fermo;
voglio assaporare la vita, la voglio come il vestito che indosso, ora;
non per il futuro o per il passato, ma per l’attimo in cui i miei occhi si soffermano sulle nuvole,
per toccarle sino a spostarle lentamente;
ho bisogno di me stesso, in questo momento, non oltre, niente di più;
ho bisogno di respirare quello che mi passa accanto, come l’amore più sofferto,
come l’istante più estremo,
immancabile come qualche cosa che mi appartiene, che è dentro di me;
ora come non mai,
perché questo presente mai più tornerà a bussare così vigoroso il mio cammino;
ora mi fermo;
non domani, ne ieri ,
solo la vita , solo adesso.

di Filippo Celati
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