L’EFFETTO DELLA FALSA MEMORIA

È una cosa comune a chiunque di qualunque età, di qualunque estrazione sociale e cultura avere una o più volte nella propria vita un falso ricordo.
È per così dire un ricordo molto pieno di particolari, che può riguardare qualunque cosa:da un evento sportivo a un fatto storico, personale, oppure anche un programma TV a cui si crede di aver assistito.
Insomma la categoria è vasta, ma la cosa che accomuna tutti questi ricordi è l’impossibilità che sia realmente accaduto, malgrado la quantità di particolari e la precisione nel descrivere l’evento sempre nello stesso identico modo.
Quale sarà mai la stranezza chiedete voi? Il fatto che altre persone, magari a noi del tutto sconosciute abbiano lo stesso identico ricordo.
Questo fenomeno studiato in psicologia, è stato ribattezzato “effetto Mandela”, da quando una donna dell’Ohio Fiona Broome rimase terrorizzata fino ad essere portata all’ospedale e sedata, quando ad un congresso nei primi anni del 1980, lei  ricordò nei minimi particolari che Nelson Mandela era morto già da qualche anno e di aver assistito a tutta la cerimonia funebre in TV, il corteo, il discorso ecc. La cosa più strana però, fu che diverse altre persone al convegno dissero di aver assistito al medesimo evento e lo ricordavano gli stessi dettagli.
Una possibile risposta potrebbe essere quella che la signora  avesse costruito questo falso ricordo per riempire una “lacuna” nei suoi ricordi che riportavano a Mandela, e dunque se non si ricordava nulla di lui dopo il 1984, doveva essere in qualche modo morto prima ( in realtà è morto nel 2013), così avrebbe potuto arricchire di particolari il funerale magari attingendo a veri ricordi di eventi luttuosi di v.i.p. a cui poteva aver assistito alla TV, e facendo dunque una specie di mix, fino a trovare un giusto e plausibile il ricordo della morte di Nelson Mandela.
Ma perché mai qualcuno avrebbe dovuto avere lo stesso ricordo?
In psicologia viene spiegato che se un gruppo di persone che partecipa ad un evento di un certo tipo, qualcuno di loro si sentirà “inadatto” o non abbastanza preparato sull’argomento, così quando qualcuno per conoscenza diretta, indiretta o per l’influenza che tale persona può avere sugli altri, allora quelle persone insicure, tenderanno a “mentire” sostenendo ciò che quella persona afferma.
Ma quando queste persone non possono scambiarsi queste informazioni tra loro, ma hanno comunque gli stessi ricordi?
Una risposta un po’ fantasiosa però forse non più di tanto, deriverebbe dalla possibilità di realtà temporali che convivono continuamente e contemporaneamente su più piani d’esistenza.
Come dire quindi che un singolo fatto non passa dal futuro che diventa presente e che va nel passato ma continuerebbe la sua vita in maniera trasversale ripetendosi all’infinito, così per un motivo per ora inspiegabile alcune persone, almeno a livello subcosciente, magari dormendo, avrebbero la possibilità di visitare quelle realtà trasversali che riportano eventi simili ma leggermente distorti e farli diventare poi parte dei propri ricordi come se li avesse vissuti in prima persona.
Il fatto poi che diverse persone possano avere lo stesso falso ricordo sarebbe poi in parte spiegato dalla coscienza collettiva spiegata da Jung.
La fisica quantistica ha una spiegazione ancora più elaborata e sostenuta da alcuni studiosi: l’entanglement (groviglio) quantistico, sosterrebbe dunque che ogni volta che si prende una decisione le altre possibilità non andrebbero perdute ma continuerebbero a vivere una propria realtà in un universo parallelo e che in un preciso momento potrebbero influenzare la nostra realtà.
Facciamo l’ipotesi che vogliamo comprare un’automobile, quí si creerá un bivio: posso acquistarla oppure cambiare idea. Nel caso che io abbia deciso di non comprarla, mi porterà forse a comprare un altro mezzo di spostamento, oppure adopererò la bicicletta per tutta la vita, oppure potrei fermarmi in un’altra concessionaria e quindi fino a qui ho creato 4 realtà come scelta negativa al comprare l’auto vista al principio dell’esempio. Nel caso poi decidessi di comprarla mi potrebbe piacere di colore giallo, rosso, nero o di qualunque colore potrei immaginarla diciamo almeno 8, poi potrei volerla full optional, o magari spartana al massimo, oppure con cerchi in lega o forse cromati ecc. Creando così magari altri 20 possibili realtà. Avremmo così costruito 28 realtà tutte plausibili, tutte conviventi nel loro posto nello spazio e nel tempo (che è il medesimo per tutte), e che potrebbero anche influenzare la realtà futura.
Forse nel caso di questa interazione o questo nodo temporale che si andrebbe a creare che porterebbe ad un ricordo del passato che forse non corrisponderebbe ad un vero ricordo di quello che abbiamo fatto, ma quello che più si avvicina o combacia con l’evento in corso, creando così un falso ricordo.
di Maurizio Ganzaroli per Hackthematrix
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