COVID-19: Le conseguenze quelle concrete…

di Sergio Echamanov

“C’è da ricordarsi una cosa essenziale, epidemia o non epidemia, che di qualcosa si morirà sempre!”

Il virus coronavirus, COVID-19, è comparso al termine di un anno già difficile per la Cina – sanzioni U.S.A., problematiche con Hong Kong, problematiche di governo e delle provincie autonome – e non c’è da dirselo che ha piegato letteralmente un’economia basata sulla produzione continuativa e incentrata sulla quantità. Questa affermazione è anche stata confermata dalla NASA che, con i suoi satelliti, ha rilevato un abbassamento assai rilevante di emissioni…. [anche a Milano, i rilevatori Arpae d’hanno dati fuori norma… più bassi che mai] perché la produzzione, soprattutto quella straniera all’intero della Cina, è ferma.
Le conseguenze quindi sono sociali, economiche e politiche: in sostanza, un virus che ha un tasso di mortalità mondiale dello 0,000025% ha prodotto danni per centinaia di miliardi in due mesi.

E a pagarne le conseguenze non saranno i cinesi, ma gli USA. E vi chiederete perché… o se io sia uscito di senno… in realtà questa ipotesi è una delle più plausibili. Perché? Semplice la Cina detiene il debito Statunitense, e potrebbe proprio richiedere a quest’ultimi di saldare un paio di miliardi per rimettere in careggiata il sistema di produzzione più complesso e amplio che abbiamo sul pianeta.

E quest’ipotesi fa paura a Trump, che ha dovuto ritirare i dazi dopo che la Cina aveva valutato quest’ipotesi… in sostanza la Cina non cadrà a picco, anzi potrebbe realmente stravolgere l’assetto di bilancio previsto dal Tycoon: comprese le elezioni presidenziali, a novembre 2020.
Un virus potrebbe stravolgere l’assetto politico di un paese che per giunta non né ha avuto rapporti diretti come nel caso dell’Italia. In sostanza un organismo patogeno, microscopico, ignaro di tutto ciò che gli accade in torno darà l’assist, l’endorsement, al prossimo presidente degli U.S.A… e questo dovrebbe sconvolgere politologi di tutto il globo – Nemmeno la seconda guerra mondiale, causo così tanto scompiglio… anzi aiutò le casse, quelle statunitensi, a riprendersi dalla grande depressione -. E il motivo è chiaro; perché tra populisti e politici incapaci di dare concretezza alle loro, seppur buone, intenzioni gli elettori non vedono più programmi, non leggono più giornali, non ascoltano più gli esperti e soprattutto danno più retta agli allarmismi.

E l’Italia, dopo la notte del 07/03 a Milano, sembra il luogo ideale, quasi stereotipato, di questa completa assenza di criticità nei confronti del potere: qui non se uscirà prima di un cambio di rotta socio-culturale, e non parlo del periodo epidemico.
Dunque se la Cina barcolla ma non crolla e, gli USA rischiano di dover restituire un “paio” di miliardi ai loro cari creditori, a noi che succede? Che cosa rischiamo, oltre che alla pandemia di isteria sociale…? Probabilmente quello che Salvini chiedeva alla commissione europea, nel lontano 2018… cioè ci daranno maggiore flessibilità… ma altolà ai gridi di gioia… questa flessibilità avrà un costo, e successivamente i suoi interessi.

Si perché si parla di soldi che lo stato prende, a credito, da altri. Quindi rischiamo sì di avere un bilancio più corposo il prossimo anno ma di averne uno misero l’anno successivo a quello… perché gli stati sono come banche, per funzionare hanno bisogno di liquidità.
In sostanza sto virus potrebbe accelerare un processo nel quale ci stavamo già – insieme a Germania, Francia e Spagna – inoltrando, un sentiero oscuro chiamato Recessione.

E i dati pur troppo confermano già uno stato di stallo. E noi cittadini quelli che sono i primi protagonisti di questa realtà, quelli che gridano maledetti in piazza, quelli che scalpitano per scappare dal settentrione al meridione – fenomeno mai avvenuto nella storia dell’Italia – , quelli che fanno apertivi con altre centinaia di persone per contrastare l’epidemia, quelli che semplicemente si fanno i così detti [email protected]#@i loro, quelli che credono in un dio, quelli che non sanno se domani sarà una bella giornata o meno, quelli che si trovano in isolamento volontario o non, quelli che come me scrivono cosa dovremmo fare…? Beh forse, per la prima volta, niente… stiamo fermi per una benedetta volta – che sia benedetta – , perché le conseguenze – e quelle che verranno – di questo virus stanno già facendo abbastanza. Non serviamo noi di certo per cambiare di certo questo mondo ma forse servono persone capaci al momento giusto e nel posto giusto, e non persone che non hanno competenze specifiche sulla medicina a parlare sui social di come guarire, non serve a niente… perché non siamo dio, e permettetemi di aggiungere viva a dio!
Quindi fermi, per piacere, state fermi. Fatevi due giorni di malattia, o chiedete la quarantena volontaria, che qua se rischia la pandemia… ma a causa vostra.

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Pubblicato da La Gazzetta del Mezzogiorno.it su Sabato 7 marzo 2020

 

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