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Di Maio spiazza tutti: “O si fa come dico io o si va al voto”

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“Oggi il presidente incaricato potrebbe dare vita a un nuovo governo, potrebbe nascere un Conte bis. Uso il condizionale perché in qualità di capo politico, siamo stati molto chiari: o siamo d’accordo a realizzare i punti del nostro programma o non si va avanti”.

Così il capo politico M5s e vicepremier uscente Luigi di Maio al termine delle consultazioni alla Camera con il premier incaricato Giuseppe Conte.

“Non ha alcun senso parlare di modifiche ai decreti Sicurezza, vanno assolutamente tenute in considerazione le osservazioni del capo dello Stato, ma senza volerne rivedere la ratio e le linee di principio. Ho detto che non rinneghiamo questi 14 mesi di governo”, ha aggiunto.

Il capo politico del M5S ha ripreso quanto anticipato ieri in conferenza stampa dai capigruppo Patuanelli e D’Uva, parlando della possibile abolizione dei due decreti voluti da Matteo Salvini. Stando a quanto ha detto Di Maio i due decreti non saranno cancellati.

“Abbiamo espresso il nostro sconcerto per il surreale dibattito sugli incarichi. Era prevedibile il totoministri sui media, con nomi di fantasia, ma non troviamo sano che questo dibattito contagi anche le forze politiche”, ha aggiunto. “Abbiamo rivolto auguri a Conte che come M5 abbia sempre considerato super partes e che abbiamo fortemente voluto”, ha detto il leader pentastellato all’inizio del suo intervento. “Siamo stati al governo 14 mesi, poi qualcuno ha deciso di far cadere tutto sprecando un’occasione storica”, ha detto, attaccando ancora l’ex alleato di governo.

Di Maio a quanto si apprende avrebbe lasciato un programma di governo in 20 punti sul tavolo del presidente incaricato Giuseppe Conte.

Il M5S, probabilmente già nella giornata di martedì, affiderà alla piattaforma Rousseau il voto sui punti del programma: “Se entreranno i nostri punti nel programma di governo si potrà partire altrimenti meglio il voto. Non guardiamo a un governo solo per vivacchiare, consideriamo alcuni dei punti del documento imprescindibili”.

Poi ha rassicurato i governatori del Nord sull’autonomia differenziata: “Abbiamo detto al presidente che bisogna continuare le legittime richieste di autonomia differenziata per Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna”.

Altra questione cruciale è l’ambiente, che per Di Maio “non è uno slogan o un like ai post di Greta Thunberg. Se vogliamo parlare di ambiente allora chiudiamo le centrali a carbone entro il 2025. Vogliamo che non si realizzino nuovo inceneritori e che si chiudano quelli esistenti e chi si fermino le trivellazioni petrolifere nel nostro splendido mare. Per rifiuti noi intendiamo puntare su una riduzione all’origine e vogliano una legge contro l’obsolescenza programmata”.

“Una delle nostre priorità è il taglio ai parlamentari: qualcuno ha creduto di mandarlo in fumo con la crisi di governo, ma mancano due ore di lavoro, va approvato alla prima ripresa dei lavori”, ha ribadito.

Di Maio ha invocato ancora una “revisione del regolamento di Dublino” per affrontare il nodo immigrazione. Il M5s, ha detto “è stato determinante nell’elezione della nuova presidenza della Commissione, e faremo valere i nostri voti chiedendo immediatamente di aprire una procedura di emergenza per le redistribuzione dei migranti nei paesi europei”. Perché “siamo stati lasciati soli in questi anni e abbiamo fatto da soli, ora occorre che se ne faccia carico l’Europa”.

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