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Archeologia Misteriosa

Shemsu Hor, gli architetti celesti della grande Sfinge, un monumento di 800.000 anni (Video)

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C’è qualcosa suggerisce che la cronologia ufficiale della storia umana è completamente sbagliata. Ci sono scoperte che ci indicano che c’erano altre civiltà prima di noi sulla terra, civiltà che avevano conoscenza e tecnologia di gran lunga superiore a quello che abbiamo oggi, una società sofisticata che potrebbe rispondere ai numerosi enigmi che circondano le nostre civiltà e la storia antica.

Detto questo, devo dire che, senza dubbio i seguaci di Horus restano come uno dei più grandi e misteriosi enigmi per i ricercatori e gli storici quando si tratta della storia egizia. Questi esseri mitici, citati nel papiro di Torino, nella stele di Palermo e in altri testi antichi, raccontano una storia che alcuni ricercatori mainstream hanno classificato solo come “inquietante” e nient’altro che racconti i mitologici vuoti, la sorprendente verità però sembra essere ben altro.

Il riferimento ai misteriosi ‘esseri’ può essere trovato in diversi testi. La loro esistenza risale a molto priima dell’antico Egitto  della prima dinastia di Faraoni. Per gli egittologi, questi esseri sono entità mitologiche, il risultato di ‘storie antiche’ che sono state prese fuori da ogni contesto storico, eppure la loro esistenza sembra essere di estrema importanza.

In tempi recenti è stato eseguito uno studio “controverso” della grande Sfinge d’Egitto sulla datazione dei reperti archeologici, sulla loro origine e dei suoi costruttori. Lo studio presentato alla conferenza internazionale di Geoarcheologia e Archaeomineralogia tenutasi a Sofia era intitolato: L’aspetto geologico del problema di datazione della costruzione della Sfinge egizia, suggerisce una teoria controversa e rivoluzionaria indicando che la grande Sfinge d’Egitto potrebbe avere almeno 800.000 anni. (Fonte)

Secondo Manichev e Parkhomenko, gli autori dello studio, “Il problema della datazione della costruzione della grande Sfinge egizia è ancora valido, nonostante la storia a lungo termine della sua ricerca. L’approccio geologico in connessione ad altri metodi scientifici-naturali permette di rispondere alla domanda circa l’età relativa della Sfinge. L’indagine visiva condotta della Sfinge ha permesso la conclusione circa l’importante ruolo dell’acqua che ha parzialmente allagato il monumento con formazione di cavità a taglio d’onda sulle sue pareti verticali.” (Fonte)

“La morfologia di queste formazioni ha un’analogia con  cavità simili formate dal mare nelle zone costiere. La somiglianza genetica delle forme di erosione, la struttura geologica e la composizione petrografica dei complessi rocciosi sedimentari portano alla conclusione che il fattore decisivo di distruzione del monumento storico è stata l’energia delle onde piuttosto che l’abrasione della sabbia nel processo eolico. La voluminosa letteratura geologica conferma il fatto dell’esistenza di laghi di acqua dolce di lunga durata in vari periodi del Quaternario dal Pleistocene inferiore all’Olocene. Questi laghi erano distribuiti nei territori adiacenti al Nilo. Il segno assoluto della cavità superiore, della grande erosione della Sfinge corrisponde al livello di superficie dell’acqua esisteva in quel luogo nel Pleistocene precoce. La grande Sfinge egizia era già in piedi sull’altopiano di Giza da quel tempo geologico (storico).”

Ciò significa che la storia come la conosciamo, quando si tratta dell’antico Egitto ha bisogno di un aggiornamento urgente, un aggiornamento che può accogliere le nuove teorie e prove postulate dai ricercatori che hanno deciso interrogarsi sulle opinioni ufficiali e cercare spiegazioni alternative.

Ci sono numerosi ricercatori che non sono d’accordo con le opinioni mainstream sull’egittologia. Questi “pensatori alternativi” credono che l’antica civiltà egizia sia molto più vecchia di quella che ci sta dicendo la storia tradizionale, e Gaston Maspero, una delle personalità più influenti dell’Egittologia, ha sollevato una domanda importante nelle vedute principali della storia degli antichi egizi.

Da dove provengono gli antichi egizi? Qual è la loro vera origine? Maspero è stato in grado di combinare con incredibile abilità le analisi dei ricercatori con quelle di archeologi esperti e ha concluso che le persone che hanno creato questo sofisticato ‘corpus di credenze’ erano già presenti nel moderno Egitto molto prima delle prime dinastie dei faraoni ‘mortali’ governatori delle terre dell’antico Egitto.

Per comprendere l’origine, le credenze e le incredibili storie che stanno dietro agli antichi egizi, dobbiamo cambiare i nostri metodi di pensiero e guardare la nostra storia da una prospettiva completamente diversa.

Gaston Maspero, ha visitato l’Egitto nel 1880 come parte della missione francese nel paese, e come molti altri prima e dopo di lui, Maspero è stato ipnotizzato dalla bellezza immensa dell’altopiano di Giza, le piramidi e soprattutto la grande Sfinge, un monumento che lo sconcertato. Dopo questo viaggio, Maspero ha fatto enormi sforzi per studiare tutto ciò che riguarda l’antica civiltà egizia…

“… La grande Sfinge Harmakhis ha montato la guardia sulla sua estremità settentrionale fin dai tempi dei seguaci di Horus. Scavata dalla solida roccia all’estremo margine dell’altopiano, sembra alzare la testa in modo che possa essere il primo a vedere attraverso la valle il sorgere del padre, il sole.,,La parte inferiore della testa è caduta, isembra che il collo fosse troppo sottile per sostenere il peso della stessa testa. – L’alba della civiltà: Egitto e Chaldea, 1894 (fonte)

Alcune delle credenze di Maspero potrebbero sembrare sorprendenti per molti archeologi e ricercatori, ma Maspero semplicemente rifletteva le credenze e gli antichi egizi in relazione ai loro antenati, sottolineando l’importanza dell’Egitto pre-dinastico e il tempo dei Seguaci di Horus, la razza di esseri semi-divini che governavano le terre dell’antico Egitto prima dei faraoni mortali.

Ma molto prima di Maspero, altri hanno guardato indietro alla storia degli antichi egizi da un punto di vista completamente diverso.

Manetho (III secolo A.C.), era un sacerdote e storico egiziano che visse durante il Regno di Tolomeo I e Tolomeo II. Egli, come molti altri dopo di lui, si riferì a questi dèi e semidei che governarono l’Egitto nella sua opera Aegizitiaca (storia dell’Egitto).

Manetho stabilì quattro dinastie prima di Menes, due degli dei, semidei e una quarta transizione che suggerisce che l’origine della civiltà egiziana può essere attribuita a 7 divinità principali: Ptah, RA, Shu, geb, Osiride, Seth e, Horus, che governarono le terre dell’Egitto per un periodo di 12.300 anni. Dopo di loro, una seconda dinastia governò l’antico Egitto guidato da Toth, composto da 12′ faraoni divini’ che governarono più di 1500 anni e dopo di che 30 semidei salivrono al potere, questi erano di solito identificati con i seguaci di Horus e sono stati simbolizzati come Falconi e governarono le terre dell’antico Egitto per un periodo di 6.000 anni. Dopo la venuta di questi esseri “ultraterreni”, Chaos governò le terre d’Egitto fino a quando Menes riuscì a ristabilire l’ordine e unificò la terra dell’antico Egitto.

I seguaci di Horus… veri esseri divini che governavano l’antico Egitto? Immagine di credito yigitkoroglu DeviantArt

 

Il più noto riferimento ai seguaci di Horus si trova nel Canone Reale di Torino, un papiro frammentato che ci dice, che questi esseri misteriosi governarono l’Egitto per circa 6.000 anni, in un periodo intermedio tra il Regno degli dei e le prime dinastie dei faraoni. Questo prezioso testo antico conservato nel Museo Egizio di Torino in Italia, è anche indicato come il papiro reale di Torino e contiene letteralmente una lista di governanti dell’antico Egitto, prima e dopo ‘i seguaci di Horus’ che hanno governato le terre dell’antico Egitto. L’antico documento contiene una lista dei governanti dell’antico Egitto da Menes (o Narmer) alla travagliata XVII dinastia. Anche se l’inizio e la fine della lista è persa, sul retro del papiro c’è un elenco dettagliato degli antichi governanti Egizi dove vengono visualizzati (prima del ‘primo faraone mortale’), i governanti dell’antico Egitto che erano ‘divini’ o ‘semi-divini’ e non erano esseri umani mortali come Menes.

È interessante notare che, secondo il sito Web Gigalresearch, è stato il ricercatore e filosofo Schwaller de lubicz (1887-1961) che, ha “imposto” la traduzione degli “shemsu Hor” come “seguaci di Horus”, che è stato ripreso poi da migliaia di altri. Egli ha così capito che  persone molto avanzate arrivarono in Egitto in epoca preistorica e improvvisamente hanno portato tutta la conoscenza.

Una delle domande più grandi è… come gli studiosi dovrebbero interpretare il Canone Reale di Torino? E gli esseri misteriosi che governarono l’Egitto prima del tempo dei faraoni? Erano questi esseri, governanti in carne e ossa? O erano solo dei governanti mitologici che in realtà non sono esistiti?

Gli archeologi tradizionali sembrano minare il significato storico di questo testo antico incredibilmente prezioso, ignorando completamente i contenuti che non rientrano nelle loro opinioni della storia. La ragione  è semplice, se il testo antico non è allineato con la loro versione della storia, deve essere irrilevante, falso, o costituito.

Questo, tuttavia, non è esclusivo di testi antichi che sfidano la storia. La stessa cosa capita con i ricercatori che mettono in discussione le opinioni degli scienziati mainstream sulle scoperte archeologiche, in quella lista possiamo trovare i ricercatori come Robert Schoch, John Anthony West, Robert Bauval, Graham Hancock e Semir Osmanagic che hanno messo in discussione non solo la storia, ma i fondamenti fondamentali della nostra società.

Mentre oggi, nessuno può dire con precisione chi ha costruito le piramidi di Giza né la grande Sfinge, è fermamente creduto e accettato da molti che questi incredibili monumenti dell’altopiano di Giza siano anteriori l’antica civiltà egiziana di migliaia se non, centinaia di migliaia di anni. È possibile, secondo molti ricercatori, che i seguaci di Horus e coloro che hanno governato prima di loro, abbiano costruito questi monumenti enigmatici che vediamo oggi in Egitto.

Se abbiamo imparato qualcosa dagli antichi testi e dagli autori menzionati in questo articolo, è che gli studiosi di oggi sono diventati estremamente selettivi, e accettano solo ciò che si inserisce nella loro visione ‘stretta’ della storia umana, rifiutando potenziali teorie che potrebbero rivoluzionare tutto ciò che conosciamo sulla storia dell’umanità. La prova dell’approccio selettivo degli studiosi mainstream è il fatto che gli egittologi di oggi usano ancora la datazione di Manetho, che è considerata perfettamente affidabile per tutto ciò che riguarda le dinastie riconosciute “ufficialmente”, evitando qualsiasi cosa che porti alle dinastie preistoriche.

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