Hack The Matrix
Aeramya

L’UOMO GRIGIO DEL BEN MACDUI

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L’articolo che abbiamo deciso di condividere con voi oggi nella rubrica “Aeramya” di Hack the Matrix è avvolto ancora una volta dalle spesse nebbie del paranormale.

Il protagonista questa volta è il maestoso Ben Macdui, la seconda montagna più alta del Regno Unito. Si trova in Scozia, precisamente nella parte orientale delle Highland scozzesi. Alto 1.309 metri, fa parte della catena montuosa Cairngorm.

Secondo una “leggenda” è il luogo del “Am Fear Liath Mòr”, ossia l’Uomo Grigio. E’ proprio qui che vogliamo soffermarci oggi analizzando la casistica.

Al ventiseiesimo Meeting annuale generale del Cairngorm Club di Aberdeen (terza città più popolata della Scozia), svoltosi nel dicembre 1925 l’eminente scalatore professor Norman Collie fece una dichiarazione insolita. Egli raccontò che mentre stava scalando in solitaria la cima del Ben MacDui, visse un’esperienza che lo sconvolse.

Mentre era assorto nell’arrampicata, raggiunto un pianoro, si era ritrovato di colpo avvolto da una spessa nebbia e aveva cominciato a sentire rumori strani tutti intorno e la curiosa sensazione di essere osservato: «Era come se qualcuno stesse camminando dietro di me, mantenendo un distacco di pochi passi… Ero terrorizzato e presi a camminare più velocemente, quasi lanciandomi in modo del tutto incosciente da un masso all’altro per alcune miglia, fino a raggiungere la foresta di Rothiemurchus».

La situazione gli aveva procurato forte agitazione.

Al meeting Collie si era accorto che altri scalatori avevano avuto un’esperienza simile alla sua sul Ben MacDui. Altri due scalatori, per esempio, avevano scorto una figura gigantesca scendere con rapidità dalle balze della montagna. Dopo pochi istanti scomparve, ma da quel momento in avanti per tutto il tempo della discesa a valle ebbero la netta sensazione di essere seguiti dalla misteriosa figura avvolta in un alone grigio.

Le testimonianze parlano spesso della fitta nebbia improvvisa che costringe gli arrampicatori ad arrestare la scalata e della sensazione di angoscia provata, una morsa di pensieri tristi e sgradevoli seguita dalla sensazione di una presenza, per quanto pressoché invisibile agli occhi, intensamente reale. La montagna pare quindi piuttosto essere infestata da qualcuno o “qualcosa”, un fantasma a tutti gli effetti.

Alcuni hanno riferito una creatura di fattezze umanoidi, assai più grande del normale, avvolta in un alone grigio. In quegli istanti i soggetti perdono improvvisamente tutto il loro coraggio e sangue freddo, tutta la loro sete di coraggio e diventano vulnerabili ed esposti ad una situazione del tutto ignota.

Un forte suono (o un cantare) ronzante, collegato alla presenza, accompagna loro quei momenti di effetto psichico negativo. Tutti gli osservatori riferiscono che a un certo punto della loro discesa verso i piedi le energie negative e le sensazioni di paura cessano improvvisamente come se ci fosse una barriera ben delimitata.

Anche se ci sono stati pochi avvistamenti della creatura nel corso degli anni tanto da distinguerne i connotati fisici, coloro che l’hanno potuta vedere da vicino la descrivono come una figura estremamente alta coperta di capelli corti, avvolta in un alone grigio o una sagoma con la pelle olivastra dalle lunghe braccia e le spalle larghe.

Le uniche prove fisiche sono limitate ad una manciata di fotografie che mostrano impronte insolite, anormali, tipiche degli Yeti dell’Himalaya o al Sasquatch o Bigfoot del Nord America.

Si tratta di forme di autosuggestione, di allucinazioni, di fenomeni interni alla psiche delle persone singole o piuttosto qualcosa di decisamente soprannaturale?

Per esempio chi cammina solitario in una notte di luna piena è facile che focalizzi l’attenzione su qualche suono o rumore che probabilmente viene confuso con altro ed è facile scambiarlo per la sensazione che qualcuno lo stia seguendo. L’esperienza è tra le più comuni in contesti strani, soprattutto se dotati di connotazioni paurose o sinistre.

Situazioni del genere provocano dell’autosuggestione e predispongono a stati d’animo erronei soprattutto se le persone in questione sono timide e sognatrici.

Una corrente d’aria o un’eco sono già sufficienti per indurre nel soggetto una condizione di allarme. Tuttavia non sembra essere il caso degli strani fenomeni accaduti e che ancora accadono sul Ben MacDui.

Più plausibile invece è un’illusione ottica conosciuta come lo “spettro di Brocken” il quale può verificarsi in determinate condizioni atmosferiche quando il sole è ad una determinata angolazione e l’ombra del soggetto può essere proiettata su un banco di nubi creando l’illusione di una grande figura umanoide oscura. Ma tale fenomeno non sembra spiegare gli stati di paura, angoscia e desolazione sperimentati dai protagonisti.

Secondo il grande ricercatore F. W. Holiday, l’Uomo Grigio del Ben MacDui, farebbe parte di una “congrega di fantasmi” che lui chiama il “fantomatico serraglio” ossia esseri che appartengono ad un’altra dimensione e che ogni tanto farebbero capolino in questa, creando scompiglio e panico tra i malcapitati. Holiday tuttavia fa un passo in più segnalando analogie anche col mondo degli UFO e a tal proposito cita l’ufologo John Keel, il quale partito da un presupposto riconducibile ad astronavi di altri mondi, finisce per accettare l’ipotesi “parafisica” ossia il fatto che tali fenomeni scaturiscano da una dimensione diversa, che talvolta verrebbe a sovrapporsi alla nostra.

Keel, in sostegno alla sua teoria, cita gli avvistamenti del “Moothman” o “Uomo Falena” che sarebbe una figura alata osservata a più riprese nel territorio della Virginia occidentale, descrivendo le incredibili sensazioni di panico innescate dalla visione. Keel osserva che le zone o località all’interno delle quali circoscrivere queste sensazioni di terrore e angoscia sono precise e delimitate, tanto da poterci entrare e uscire a piacimento, come valicando un’invisibile linea di confine.

Nelle zone di avvistamento del Moothman sono stati registrati negli anni numerosi avvistamenti di UFO. Sappiamo che ci sono luoghi della Terra dove gli uccelli smarriscono i loro percorsi perché le linee di forza magnetiche in qualche modo sembrano annullarsi, dando forma a vortici magnetici disorientanti. Le “leys” (o linee di forza) che collegano vari luoghi sacri come chiese, tumuli e pietre erette potrebbero essere un preciso schema di tracce energetiche di forza magnetica.

In luoghi come questi sono molto più frequenti e nitidi gli accadimenti “soprannaturali”, essendo siti più adatti a registrare la “memoria” delle intense emozioni umane, con conseguenze che vengono definite “di infestazione”.

Per concludere, fenomeni o visioni come quella dell’Uomo Grigio potrebbero trovarsi a metà tra le spiegazioni scientifiche e naturale, anche se sempre F. W. Holiday ammette che misteri del genere verranno compresi soltanto quando l’uomo sarà in grado di imprimere confini più vasti e intuitivi al suo modo di fare e di intendere la scienza.

Articolo di Aeran & Maya – Hackthematrix

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