Hack The Matrix
Articolando tra le Stelle

NATIVI AMERICANI: IL POPOLO DELLE STELLE

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L’articolo che vogliamo condividere con voi oggi nella rubrica “Articolando tra le Stelle” di Hack the Matrix, riguarda i Nativi Americani.

“Noi ringraziamo nostra Madre, la Terra, che ci nutre. Ringraziamo i fiumi e i ruscelli, che ci danno acqua. Ringraziamo le erbe, che ci donano forze risananti. Ringraziamo il mais e i suoi fratelli, il fagiolo e la zucca, che ci tengono in vita. Ringraziamo i cespugli e gli alberi, che ci donano i loro frutti. Ringraziamo il vento, che muove l’aria e che allontana le malattie. Ringraziamo la Luna e le Stelle, che ci illuminano con le loro luci, quando il Sole è già tramontato. Ringraziamo il nostro progenitore Hè-no, che protegge noi, suoi nipoti, e che ci dona la pioggia. Ringraziamo il Sole, che ridente guarda giù sulla Terra. Ma soprattutto ringraziamo il Grande Spirito, che unisce in sé tutta la bontà e tutto volge per il benessere dei suoi figli.” (Preghiera degli Irochesi)

 

Abbiamo voluto iniziare con questa preghiera particolarmente bella e carica di gratitudine verso il Creato. La gratitudine è molto importante, Amore verso i doni del mondo spirituale.

Il nome “Indiani d’America” ha origine nel XV secolo. Quando nel 1942 Colombo credette di essere giunto nelle Indie Orientali denominò gli abitanti del luogo come “indiani”. Egli non considerava l’esistenza del continente americano tra l’Asia e l’Europa. Di conseguenza essendo discendenti degli Asiatici, solo successivamente gli studiosi arrivarono alla denominazione “Nativi Americani”.

I Nativi Americani sono ricordati come un popolo molto saggio. Vivevano a stretto contatto con la natura, si pensa abbiano derivazioni Mongole e Inuit, mischiate in seguito ad altre etnie, fino ad arrivare agli attuali Pellerossa. I loro popoli superarono traversie incredibili fino all’arrivo dell’uomo bianco che, riuscì a decimare gran parte della popolazione relegando quel che ne rimaneva, in riserve sempre più limitate.

“Tutti noi dobbiamo imparare a vederci come parte di questa Terra, non come un nemico, che viene dall’esterno e che cerca d’imporre la sua volontà. Noi, che conosciamo il Segreto della Pipa, sappiamo anche che, in quanto parte di questa Terra, non possiamo farle violenza senza ferire anche noi stessi”. (Cervo Zoppo)

Una piccola curiosità: sicuramente avete notato la particolarità dei loro nomi. Ebbene la scelta dei nomi avviene in base al proprio spirito e nel corso della vita può anche cambiare. Per loro il Grande Spirito era molto importante. Nel corso della vita se uno di loro andava incontro ad una avvenimento importante, il capo tribù e in alcuni casi lo sciamano, potevano cambiare il nome attribuendogliene uno più in sintonia.

 

GRANDE SPIRITO

Grande spirito

non sono più sordo

posso udirti di nuovo;

la libellula dalle quattro ali

mi sussurò:

noi siamo fratelli.

Odo la Tua voce

nel vento, tra gli alberi…

corro attraverso l’erba alta,

non più lasciato solo, 

di nuovo unito alla Madre Terra.

la strinsi a me

e udii le formiche parlare,

che mai dimenticarono l’antico sentiero…

io porto le pietre sacre.

(Tahea Isnala)

 

I nativi americani sono detti anche “Popoli delle Stelle”, non a caso, loro avevano una grande connessione con il cielo. Negli anni ’70 sono stati spesso citati da ufologi che hanno evidenziato i rapporti degli Indiani d’America con gli extraterrestri, fatto che ha gettato nuova luce sui luoghi sacri delle tribù indiane, e che sono divenuti centri di misteriose forze spirituali in connessione col mondo degli alieni.

Molti popoli indigeni, in varie parti del mondo, conservano abitudini e cerimonie che riportano ai Nativi Americani. Alcune tribù credono che la loro creazione provenga dalle stelle e raccontano di collaborazioni e contatti con popoli celesti. Nuove interpretazioni degli antichi siti americani fanno pensare ad una connessione fra gli indigeni e le stelle presso diversi popoli.

Una delle storie che destano molta curiosità fra i cultori di tali argomenti, è il mito dell’emersione degli Hopi, che parla della distruzione di tre mondi precedenti al nostro, a causa di guerre combattute con “scudi volanti”.

Nel 1955 iniziarono a diffondersi, fra gli Hopi, profezie apocalittiche. Quando ci fu il primo presunto sbarco sulla luna, nel 1969, un Hopi riferì a Robert Clemmer, noto ricercatore e studioso delle profezie della tribù, che loro avevano già visitato la Luna e che c’erano le prove di questo nelle pitture rupestri.

José Lucerò, un anziano Tewa di Santa Clara Pueblo, disse alla scrittrice Nancy Red Star: “Alcuni di noi dicono di essere stati rapiti. Vengono ancora a farci visita“.

Ma la cosa che destò maggior curiosità fu quando nel 1970 quando un anziano capo tribù annunciò un’alleanza fra il loro popolo e gli extraterrestri. Raccontò che in futuro, nel giorno della Purificazione, viaggiatori delle stelle prenderanno i membri della tribù e li porteranno in mondi più sicuri. Secondo Katchanova, un’antica incisione nella roccia nei pressi di Mishongnovi, in Arizona, raffigurante un disco a forma di cupola e una donna Hopi, rappresenta il nucleo delle tradizioni religiose della sua tribù.

Anche i Cherokee e gli Irochesi hanno tradizioni e credenze correlate al mondo degli Ufo. I Cherokee attribuiscono agli extraterrestri la creazione di Elohi (la Terra). Inoltre sembrerebbe che questo popolo, il cui significato del nome è “il popolo capo” o “Ani Yonwiyah”, provenga dalle stelle. La lingua che usavano in passato al giorno d’oggi viene utilizzata solo da una stretta cerchia di persone. Era caratterizzata da suoni crescenti e decrescenti che emettevano quasi senza muovere la bocca. I suoni emettevano un’energia particolare e aveva il nome di “linguaggio delle stelle”.

I Cherokee e gli Irochesi credono nei poteri degli “esseri del tuono” e narrano la storia di un ragazzo che venne buttato in un burrone e lasciato li dopo che si era rotto una gamba. Svegliatosi, il ragazzo si trovò accanto quattro uomini vestiti con abiti simili alle nuvole. Gli spiegarono di essere “esseri del tuono” e la ragione per cui si trovavano li era per proteggerlo. Storie similari girano in diverse tribù.

Secondo un racconto Algonchino, un grande “cesto” scese dal cielo con dentro 12 belle donne (storia che è stata paragonata agli avvistamenti di oggi). Una leggenda della tribù dei Piedi Neri narra di una fanciulla innamorata, Stella del Mattino, che fu portarono via da loro.

Tra i Pawnee, gli Skidi costruivano i loro villaggi allineandoli con le stelle. Una leggenda narra che il rosso guerriero della stella mattutina (Marte), si unì alla stella della sera (Venere) e generarono i primi uomini.

I Cree, come abbiamo citato anche in un articolo precedente, dichiararono di essere giunti sulla terra da altri pianeti e come spiriti si incarnarono in esseri umani. I Seminole parlano di viaggi stellari per visitare il Grande Spirito.

Una storia tramandata dagli Snoqualmie narra di due sorelle desiderose di unirsi a due stelle, al risveglio scoprono che queste due stelle sono due uomini. La maggiore ebbe un figlio che chiamò Star Child, nome che una volta tornati sulla terra, divenne Trasformer, in quanto usò il suo potere per modificare il mondo.

I Tuia di Tanico erano i “Custodi di Manataka”, montagna sacra dell’Arkansas, dove si dice che gli extraterrestri scendevano sulla terra. Montagna venerata anche dai Caddo, dai Quapaw, dalgi Osage, dai Tunica e dai Pawnee. I Tuia affermano che dentro Manataka vi erano sette caverne di Cristallo. Nella caverna centrale c’era un Cristallo contenente un messaggio da parte degli “uomini delle stelle”.

Il massiccio Bianca, nella San Luis Valley è ritenuto “la montagna sacra dell’est” dalla maggior parte delle tribù sud occidentali. Qui i Navajo riferiscono di aver visto atterrare uomini del cielo dentro baccelli bianchi.

Una leggenda dei Pawnee narra la storia di Pahokatawa che scese sulla Terra come una meteora. Fu ucciso da un nemico, ma gli Dei scesero dal cielo e lo riportarono in vita. Pahokatawa disse ai Pawnee che la caduta di meteore non è un segno apocalittico.

Di seguito trascriveremo per voi alcuni proverbi Narivo Americani.

“Solo dopo che l’ultimo albero sarà abbattuto, solo dopo che l’ultimo lago sarà inquinato, solo dopo che l’ultimo pesce sarà pescato, Voi vi accorgerete che il denaro non può essere mangiato”. (Toro Seduto, capo della tribù dei Sioux)

“Il nostro primo insegnante è il nostro cuore”. (Proverbio degli Cheyenne)

“I vecchi Dakota erano saggi. Loro sapevano che il cuore di un essere umano che si estranea dalla natura, s’ indurisce; loro sapevano che la mancanza di profondo rispetto per gli esseri viventi e per tutto ciò che cresce, presto lascia morire anche il profondo rispetto per gli uomini. Per questo motivo l’influsso della natura, che rende i giovani capaci di sentimenti profondi, era un imponente elemento della loro educazione”. (Orso in Piedi)

Articolo di Rosy & Maya – Hackthematrix

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