E’ il ‘Guardian’ a puntare il dito su di lui

Trump presidency ‘opens door’ to planet-hacking geoengineer experiments

E’ stato annunciato il lancio del più grande studio di geoingegneria solare del mondo

La notizia è stata pubblicata in italiano da un sito di ‘disclosure news’, mentre il mainstream si fa attendere. La pagina sarà aggiornata.

Gli Scienziati Americani stanno dichiarando ufficialmente l’avvio di programmi per “limitare il cambiamento climatico”. Ma probabilmente questo è solo una divulgazione di programmi che segretamente operano da decenni.

Bill Gates e altre figure dell’elite stanno finanziando lo studio, che è un’altra indicazione che i globalisti hanno un interesse a ottenere l’approvazione del pubblico ad accettare il clima artificiale e un pianeta OGM.

Gli scienziati sperano di completare due piccole dispersioni, prima acqua e poi di particelle di carbonato di calcio, nel 2022. Prove future potrebbero coinvolgere la disseminazione in cielo di ossido di alluminio – o addirittura diamanti (ndr artificiali)

Questo non è il primo o l’unico studio universitario”, ha detto Gernot Wagner, co-fondatore del progetto, “ma è certamente il più grande, e il più completo”. Il team di Harvard, in un video promozionale per il progetto sostengono che il pianeta potrebbe essere coperto con uno scudo solare per non più di 10 miliardi di dollari l’anno.

Bill Gates e altre fondazioni finanziano il progetto, e le aziende aerospaziali si pensa possano avere un interesse commerciale nel potenziale di questa tecnologia.

Il lancio del programma seguirà un importante convegno che coinvolge più di 100 scienziati, che inizia a Washington DC oggi. Articolo integrale 

VIDEO 

Agenda

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Un piccolo gruppo di auto-eletti sta stabilendo regole per la geoingegneria globale. Potrebbero essere pronte entro il 2020.

VEDI http://www.climatechangenews.com/2017/02/02/global-geoengineering-rulebook-could-be-ready-by-2020s/

Risultati immagini per solar radiation management

Di pochi giorni fa la notizia della WMO che invita a consultare il Cloudatlas e scoprire 11 nuvole nuove aggiunte a quelle ‘vecchie’. Il cielo si presenta ‘homogenitus’. Gli interventi tecnologici umani sulla natura diventano ‘naturali’.

AGGIORNAMENTO

Gli USA di Trump accelerano sulla geoingegneria

Diversi esponenti della nuova amministrazione Usa sono dichiaratamente a favore di queste tecniche, mentre nelle prossime settimane partirà il più vasto esperimento mai tentato

(Rinnovabili.it) – Nei prossimi anni gli Stati Uniti potrebbero mettere in campo programmi di geoingegneria su vasta scala. L’ipotesi a dire il vero non è mai stata scartata del tutto neppure in passato. Tra gli ultimi atti dell’amministrazione Obama, ad esempio, l’uso di queste tecniche per regolare la radiazione solare è appare nell’aggiornamento triennale del rapporto The National Global Change Research Plan 2012-2021, un documento in cui vengono dettagliati i settori che le 13 agenzie federali di riferimento devono privilegiare e a cui saranno destinate le prossime tranche di finanziamenti federali. Per la prima volta, il documento conteneva la richiesta esplicita di finanziamenti per la geoingegneria.

Ma è con il nuovo presidente che tutto ciò può diventare realtà. Uno dei pilastri del team di transizione di Trump all’Epa, David Schnare, si è speso in più sedi a favore di un supporto federale per la geoingegneria. La sua proposta consiste nel mettere in campo un piano a più fasi, che prevede fondi alla ricerca e l’avvio di test in condizioni reali entro 18 mesi, l’uso di tecniche SRM (Solar radiation management) su larga scala tre anni dopo che dovrebbero continuare per almeno un secolo. La tecnica SRM consiste nell’irrorare il cielo con sostanze chimiche e microparticelle riflettenti, capaci di respingere la radiazione solare e raffreddare il pianeta. Tra gli altri fedelissimi di Trump a favore della geoingegneria figurano l’attuale Segretario di Stato Rex Tillerson e il repubblicano Newt Gingrich oggi vicinissimo al presidente.

E c’è chi i test li ha già in programma. È un team di ricercatori dell’università di Harvard, che nel giro di poche settimane lancerà l’esperimento di geoingegneria più vasto mai realizzato sul Pianeta, con l’obiettivo di studiarne l’applicabilità e le ricadute sul riscaldamento globale. Il progetto ha un budget di 20 milioni di dollari e prevede test con la dispersione nella stratosfera prima di acqua e poi di particelle di carbonato di calcio. Ulteriori test potrebbero prevedere l’impiego di ossido di alluminio e diamanti. Il team di Harvard inoltre chiede che l’1% dei fondi destinati oggi alle misure di mitigazione dei cambiamenti climatici venga stornato a vantaggio della geoingegneria.

Queste tecniche restano tra le più controverse mai avanzate. La maggioranza degli scienziati del clima continua ad essere scettica al riguardo, dal momento che attualmente è impossibile prevedere con sufficiente precisione quali potrebbero essere le ricadute a livello globale. Alcune proiezioni indicano un’alta probabilità che la geoingegneria possa causare siccità e carestie in diverse parti del mondo, aumentando l’instabilità e acuendo i conflitti già presenti.

Fonte http://www.rinnovabili.it/ambiente/usa-accelerano-geoingegneria-222/

Geoingegneria: con Trump salveremo il pianeta spruzzando sostanze nel cielo?

alone solare Padang, Indonesia

“Durante un forum sul tema della geoingegneria tenutosi a Washington nei giorni scorsi, Keith ha avuto modo di sottolineare come l’approccio all’argomento sia nettamente cambiato dall’arrivo di Donald Trump. Questo potrebbe permettere ai due scienziati di partire con il loro progetto di ricerca in Arizona nel 2018: se i risultati si rivelassero positivi, l’amministrazione-Trump potrebbe iniziare a cercare consensi per l’utilizzo del metodo su scala globale.” 

  SU FOCUS

LE CRITICHE. Non sono pochi tuttavia coloro i quali sostengono che simili operazioni possono avere conseguenze drammatiche. Tra questi Kevin Trenberth, dell’Ipcc: «La geoingegneria solare può avere gravi conseguenze, perché può interessare il ciclo del tempo metereologico e quello dell’acqua in modi che non possiamo prevedere.

Vedi anche: i progetti e le tecnologie per gestire il cambiamento climatico, su Focus Extra 74 (primavera 2017). | FOCUS EXTRA

Può per esempio portare siccità e creare problemi politici tali da scatenare nuove guerre. I modelli climatici attuali non sono in grado di prevedere le ricadute e gli effetti collaterali di queste operazioni».

 A sostegno delle critiche c’è anche uno studio del Met Office del 2013, che, seguendo un analogo filone di analisi, giungeva alla conclusione che le polveri sottili in stratosfera potrebbero evolvere in una siccità disastrosa in tutto il nord Africa.

 

 

TG2 13:00 del giorno 27/03/2017

Articolo tratto da NOGEOINGEGNERIA.COM