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Non allarmatevi ma qualcosa ha “ucciso” 11.000 galassie nei dintorni…

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Non allarmatevi ma qualcosa ha “ucciso” 11.000 galassie nei dintorni….

Secondo un recente studio pubblicato da un team di ricercatori a livello mondiale, ma qualcosa sta distruggendo le galassie nei dintorni, si parla di quasi 11.000 “assassinate”. I ricercatori hanno osservato le galassie e hanno notato qualcosa che non dovrebbe accadere. C’è un misterioso fenomeno che si verifica e che sta tirando violentemente i gas delle galassie che è la linfa vitale per la formazione di nuove stelle in grande scala.
 
Anche se i ricercatori ancora non sono sicuri perché questo sta accadendo, e perché in così larga scala,  credono che abbia qualcosa a che fare con gli aloni di materia oscura, che  circondano le galassie, e sembrerebbe la causa della rimozione del gas che serve per formare le stelle, un processo rapido indicato con il nome ram-pressure stripping.
Il processo spinge fondamentalmente le migliaia di galassie gas, provocando la loro morte prematura durante la rimozione del loro materiale necessario per creare nuove stelle.
Secondo lo sienziato Toby Brown:
Durante la loro vita, le galassie possono essere  abitate da aloni (materia oscura) di diverse dimensioni, che vanno dalla massa tipica della nostra Via Lattea, fino ad aloni migliaia di volte più massicci. Come le galassie cadono attraverso questi enormi aloni,  di plasma intergalattico surriscaldato quindi il suo gas viene assorbito.  È possibile comparare questo fenomeno come una scopa cosmica gigante che spazza via il gas fisicamente dalle galassie.”
Per osservare i 11.000 galassie, gli astronomi hanno utilizzato lo Sloan Digital Sky Survey, che ha studiato circa un quarto del cielo (evitando la sovraffollata Via Lattea) fino a una distanza di 1,5 miliardi di anni luce dalla Terra. I ricercatori hanno catalogato circa 100 milioni di stelle, 1 milione di galassie e 100000 quasar.
Il progetto ha utilizzato un telescopio da 2,5 metri di diametro, situato presso l’Osservatorio di Apache Point nel Nuovo Messico e progettato appositamente per osservare la parte di cielo più vasta possibile; in questo dispositivo la luce viene inviata in alternanza a due strumenti: il primo è considerato il più complesso mai costruito: 54 rivelatori CCD che riprendono immagini nell’ultravioletto, nel verde, nel rosso e nell’infrarosso. Il secondo è una coppia di spettroscopi, a cui la luce arriva tramite un fascio di fibre ottiche, in modo che possano analizzare oltre 600 oggetti contemporaneamente. Lo scopo degli astronomi con questa ricognizione è stato quello di verificare quanto lontano si deve andare prima che la materia dell’universo, che a piccola scala è ammassata in strutture come i pianeti, le stelle e le galassie, inizi a distribuirsi uniformemente.
 Ma non preoccupatevi, sono solo nuove stelle che non sono nate in queste galassie e le stelle esistenti ancora seguono il loro corso normale della vita, della durata di milioni o miliardi di anni.
Questo significa che di quello che ci circonda conosciamo ben poco ancora…
a cura di Hackthematrix


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