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Archeologia Misteriosa

IL SEGRETO DEL SATOR

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Per chi non lo conoscesse il sigillo del sator è presto detto: si tratta di una strana scritta che è stata ritrovata anche scolpita, incisa  o dipinta su diversi ritrovamenti archeologici, dell’antica Roma, dell’antica Grecia e anche in altre antiche civiltà fino ad arrivare a quella babilonese, comprendendo così un arco storico molto ampio, che fa retrodatare questa scritta di alcune migliaia d’anni.

La scritta si compone di cinque righe che contengono parole palindrome cioè che sono leggibili in entrambi i versi, le frasi sono

SATOR

AREPO

TENET

OPERA

ROTAS

Queste parole vorrebbero significare che: il seminatore Arepo mantiene le ruote all’opera.

Letto in questo modo non dice un granchè, e nemmeno tirando fuori che Arepo possa essere un nome, che tenet significa un movimento ritmico di un oggetto e quindi ci risiamo con un’ipotetica ruota, che è all’opera e cioè Arepo letto al contrario, quindi sempre ruota ed in fine rotas per ultimo.

Insomma si potrebbe pensare che sia un semplice gioco di parole con il termine ruota visto sotto diversi profili, ma non è così semplice, perché se così fosse, perché lo si troverebbe così diffuso e soprattutto in così tanta storia umana da non avere una nascita certa?

Forse il segreto non si nasconde nelle parole o per lo meno non solo, ma anche nei luoghi in cui è stato trovato.

Su di un portale di una casa, vicino ad un luogo sacro, in una necropoli ecc.

Tutto fa pensare che questo sia un sigillo considerato sacro o che sancisca la sacralità di un luogo.

Poi pensiamo al perché le parole che lo compongono siano proprio palindrome, forse perché non ci deve essere errore d’interpretazione da qualsiasi punto lo incominci a leggere.

Infine pensiamo al numero cinque che viene ripetuto continuamente.

Il numero cinque è da sempre un numero sacro che rappresenta il pentacolo, la stella, quattro più uno, l’unione dei quattro elementi principali più l’elemento spirituale, l’unione del primo numero pari con il secondo numero dispari, cinque volte l’unità sacra.

Basandosi su questo se ne potrebbe dedurre quindi che le scritte rappresentano il sacro, proteggono la purezza e chiunque le legga deve capirlo immediatamente.

Forse la chiave è proprio davanti ai nostri occhi ed è talmente svelata davanti a noi da non riuscire a vederla: il sator è un sigillo magico.

Non si tratta di un sigillo come quello di Salomone, o come quelli planetari che racchiudono una forza o un potere intrinseco nella scrittura e nella forgiatura del sigillo, ma bensì un sigillo che aumenta la forza e la persistenza del sigillo magico, dell’opera di magia, della sacralità di un luogo e di tutto quello che gli viene messo accanto.

Per questo lo si trova sempre in luoghi sacri o che devono essere difesi da forze oscure, fungerebbe quindi da scudo verso le energie negative e manterrebbe nel tempo la funzionalità dell’opera magica in genere.

di Maurizio Ganzaroli – Hackthematrix

Maurizio Ganzaroli
Maurizio Ganzaroli

 

 

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