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Perché Obama appoggia Renzi per il si. Insieme a qualche altro.

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Perché Obama appoggia Renzi per il si. Insieme a qualche altro.
Tra non molto ci sarà un referendum che ci invita a scegliere tra un SI e un NO e che dagli organi di governo viene presentato come una scelta tra il cambiamento e la stasi, con il chiaro messaggio che se si cambia si migliora, altrimenti si peggiora.
Ma noi, persone del popolo, schiacciati tra grandi pensatori, uomini di governo, parlamentari istruiti, autorità europee che dicono di avere i nostri stessi interessi e dichiarano di lavorare per noi (con sprezzo del pericolo e in condizioni spesso disagiate, esposti agli agenti atmosferici e con il rischio che gli tolgano anche i vitalizi), Presidenti di grandi potenze, come possiamo orientarci, avere un’idea di quello che ci succede intorno dopo essere pure passati dalla visione dell’ennesima puntata di otto e mezza della Gruber?
Difficile, certo! Ma non impossibile.
Partiamo da un fatto. Gli interessi di alcuni non sono gli interessi di tutti. E come si fa a discernere se chi parla e propone un SI piuttosto che un NO ha i nostri stessi interessi? Magari potremmo vedere se per avere diritto alla pensione dobbiamo lavorare gli stessi anni, oppure se il suo stipendio assomiglia un po’ al nostro o lo supera di dieci, venti o trenta volte. Se magari prende come noi un solo stipendio oppure ne prende due o tre con pensione annessa, se ha la macchina di servizio, la villa alle Cayman e paga le tasse, il cuoco in casa. Insomma un po’ di strumenti per trovare comuni interessi e prospettive ce li possiamo inventare.
Un esempio per tutti: per cosa vota Marchionne? Ecco molti di noi non hanno tanti interessi in comune con lui, giusto? Andiamo avanti.
Un grandissimo sponsor del SI negli ultimi giorni abbiamo scoperto essere il Presidente degli Stati Uniti, che seguiva l’invito del suo Ambasciatore a Roma. Quindi gli americani voterebbero SI, se potessero, nel frattempo invitano noi a farlo. Ma noi (non Renzi) abbiamo i loro stessi interessi? Io non credo proprio.
Credo invece che Obama guardi agli interessi appunto dell’America (nemmeno di tutti gli americani, i cittadini sono sempre una cosa diversa, dappertutto, e sempre più spesso non si identificano con i loro governanti) che vuole alzare il tiro, ad esempio, con Putin e la Russia e lo vuole fare utilizzando i suoi “alleati” europei e la NATO. Quindi spalleggia Renzi, gli dà un aiutino che si aspetta restituito ovviamente. Una vittoria del NO potrebbe aprire la strada al Movimento 5 Stelle che di certo non sono favorevoli alla NATO e vorrebbero diversi rapporti con Putin.
E poi gli americani (o l’America) non ne possono più dell’austerità che qualche fastidio gli dà nell’assetto economico mondiale e allora un messaggio a Berlino bisogna proprio mandarlo. E chi si presta meglio del nostro Presidentissimo del Consiglio a fare il messaggero degli dei?
Anche l’Unione Europea e la Merkel stessa ci invitano a votare SI. Altra gente con cui noi (non Renzi) non abbiamo molte affinità e interessi in comune. Anche loro del resto non avrebbero molto da guadagnare con un governo a guida M5S, certo non così categorici e seri come la Lega Nord nelle critiche a euro e Unione Europea, ma comunque un’incognita (lo è un po’ anche per chi scrive ovviamente) se dovessero governare il Paese che rappresenta il terzo PIL dell’eurozona.
Quindi gli “esterni” tutti a rincorrere il SI. Sicuramente detto da persone molto più importanti, preparate, intelligenti e meglio vestite di noi.
E in Italia? Certo, Confindustria è per il SI. Loro ne sanno tanto e vogliono un’Italia snella, veloce, con pochi lacci e lacciuoli. Capitali che si possono muovere da una parte all’altra, licenziamenti facili, governi che li facciano lavorare in sintonia con l’Europa che conta, viva le delocalizzazioni, le fusioni e le innovazioni. E Monti, la Fornero e Draghi e la Boschi tutti quelli che di politica ne masticano e dicono di volere il nostro bene anche se non sono mai andati a fare la spesa al supermercato, mai costretti a scegliere tra un’arancia marocchina e una siciliana o tra l’olio molisano e quello tunisino.
Magari quelli con i figli nelle migliori scuole private, mentre invitano noi ad utilizzare quelle pubbliche, con i genitori o i nonni accuditi dal migliore personale medico, mentre noi ce li teniamo a casa e lottiamo con l’AUSL. Ci teniamo a casa anche i figli fino a 35 anni perché forse le scuole pubbliche ce li hanno preparati peggio di quelle private visto che invece i loro figli sono tutti già impiegati prima dei trenta (ah già, loro non fanno i concorsi!).
Poi c’è Benigni, quello che fino ad ieri raccontava di quanto fosse bella la Costituzione del ’48, incantava il pubblico (e incassava guadagni) elencando i nomi dei grandissimi (parole sue) che avevano scritto questa meraviglia. Raccontava di una Costituzione fatta insieme tra persone di destra, centro e sinistra, tutti insieme per un mondo migliore e che non lasciasse nessuno indietro.
Ok, per il NO c’è anche qualche redivivo della politica, tipo D’Alema. Obiettivamente non gli ho mai sentito dire tante cose belle e condivisibili come nelle ultime settimane e proprio per questo vorrei che scomparisse una volta per tutte dal panorama pubblico, come una certa sinistra intellettualoide e sconnessa nei tempi, nei modi e negli obiettivi e che si è schierata per la stessa posizione.
Poi ci sono brave persone, da una parte e dall’altra, qualcuno magari convinto in buona fede di cose sbagliate. Ecco se ci si sente confusi è il momento di smettere di guardare la Gruber, leggersi questi 139 articoli (anche di meno) e decidere dove andare.
Si scoprirà che molte di quelle cose coincidono con i nostri reali interessi. C’è scritto che tutti dovrebbero essere messi in grado di poter lavorare, di vedersi tutelati i risparmi, la dignità, la proprietà privata, un mercato economico più umano, meno neoliberista e più keynesiano. Uno Stato che interviene e mette in riga investimenti e interessi nazionali.
Certo che quelle cose meravigliose previste non si sono avverate! Vero, ma non per colpa sua.
Semplicemente perché sono state ignorate, si sta agendo da trent’anni a questa parte come se non avessimo una Costituzione. L’ultimo atto è di far finta che non abbia funzionato per distruggerla definitivamente, così che cada l’ultimo tabù.

costituzione
In fondo “non è difficile” (http://www.cronacacomune.it/notizie/29202/conoscere-e-capire-leconomia-non-e-difficile.html), basta un po’ di attenzione e non confondere gli interessi di altri con i nostri che siamo quelli che possono fare la differenza, sul serio.

di Claudio Pisapia – HTM

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