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Chi sono gli “Insorgenti Ferrara”? Intervista ad Alberto Ferretti

Alberto Ferretti intervistato da Sergio Tracchi:

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  1. Stiamo seguendo da vicino con il nostro sito, gli avvenimenti di cronaca che stanno accadendo nella città di Ferrara, una volta città tranquilla una sorta di isola felice. Ci sono ormai zone offlimits come la zona GAD e non solo. In questi giorni abbiamo visto Ferrara nell’occhio del ciclone con la situazione del Pala Specchi, un palazzo occupato abusivamente ormai da molti anni da stranieri. Abbiamo visto l’incursione da parte di cittadini nel palazzo, per un operazione “simbolica” denominata “sgombro” una notizia che è apparsa su molti media italiani. Cosa sta accadendo di preciso?

R Purtroppo Ferrara vive uno stato di decadenza politico-culturale-imprenditoriale, continua ed ininterrotta, che perdura da almeno trent’anni ed una mancanza totale di alternanza politica e ricambio di classi dirigenti dal dopoguerra. Questo ha causato un ristagno di energie, di eccellenze e di attività vitali che sono andate sempre più affievolendosi fino a portare la nostra (ex) bella città, e l’intero territorio provinciale, ai tristi primati negativi di reddito, imprenditorialità, lavoro e ultimamente, anche, ahimè, di delinquenza.
Anni e anni di incuria, di mancanza di controllo del territorio, di disinteresse riguardo le problematiche riguardanti una immigrazione massiccia e il più delle volte clandestina, ha portato al degrado di interi quartieri della città, un tempo motivo di orgoglio, quali il Giardino-Arianuova-Doro oggi più semplicemente chiamati GAD che assomigliano sempre più al Bronx di qualche film apocalittico. Ogni giorno, infatti, il quartiere assurge alle cronache per casi di fatti delittuosi, dall’aggressione allo stupro, dalla rapina allo spaccio, alla rissa e via dicendo.
Alcuni giorni fa alcuni liberi cittadini ed associazioni come gli “Insorgenti” e “Riprendiamoci Ferrara” hanno affiancato Nicola “Naomo” Lodi ed altri esponenti della Lega Nord per fare un’azione dimostrativa: siccome tutte le denunce fatte alle autorità, le interrogazioni parlamentari, le interpellanze in comune non hanno ancora portato, dopo oltre trent’anni, ad una risoluzione ed uno sgombero definitivo del Palaspecchi, occupato ricordiamo da circa una trentina di Rom (fonte prefettizia), questi cittadini hanno pensato di alzare un poco l’asticella della protesta civica mettendo in scena, con tanto di televisioni e giornalisti locali e nazionali al seguito, uno sgombero ed occupazione simbolica, non violenta e senza compiere alcun danno a cose o alla struttura dell’insediamento abusivo. Purtroppo, però, il risultato, peraltro prevedibile visto l’andazzo nazionale in termini di giustizia e legalità, è stato che le istituzioni invece di appoggiare i propri cittadini e sgomberare gli occupanti (peraltro dediti a numerosi casi di reati più volte documentati e filmati) hanno sgomberato i cittadini e minacciano denunce e repressioni contro questi ultimi. Una situazione imbarazzante e grottesca, nel silenzio assordante delle opposizioni e della giunta estense. Solo Don Bedin si è espresso a favore dello sgombero e del ricovero degli occupanti in apposite strutture, come da noi sempre richiesto a gran voce.

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  1. Quali sono le sue proposte per migliorare la città, cosa vorrebbe migliorare?

R Questa domanda avrebbe bisogno di una risposta scritta su molte e molte pagine. Cosa vorremmo migliorare? Beh, sinceramente TUTTO!
A) Partirei dalla cosa che oggi sta più a cuore della cittadinanza, cioè la sicurezza ed incolumità personale e dei propri cari, attuare un vero ritorno alla legalità e alla libertà di poter girare per la propria città senza pericoli. Un giro di vite contro la clandestinità il malaffare e la delinquenza.
B) A seguire la seconda gravissima piaga del territorio, la mancanza di lavoro e di opportunità lavorative. Manca completamente un piano di sviluppo, basterebbe ad esempio detassare alcune aree artigianali e produttive, premiare chi investe in nuove attività, attirare chi porta fondi da fuori, chi crea posti di lavoro, come hanno fatto nel veneto ma anche in romagna, basterebbe volerlo fare, ma sul serio.
C) A Ferrara si potrebbe vivere di rendita, o quasi, semplicemente potenziando il comparto turismo-attività ricettive e tutto l’indotto. Abbiamo enormi potenzialità non espresse perché si è sempre e solo guardato agli interessi di pochi enti o di cooperative degli amici del partito…
D) Il rilancio dei Lidi, dei parchi, del litorale, tanto ci sarebbe da fare, altroché, ad esempio, l’idrovia per la quale si sono già spesi milioni di euro solo per le consulenze ed i progetti e che non verrà mai realizzata. Un altro scandalo da aggiungere all’ospedale di Cona, al Palaspecchi, al crack annunciato CARIFE e tanti altri minori, ma pur sempre gravissimi per l’economia e la salute della città e della popolazione.

Sappiamo bene di dare fastidio a chi comanda, sappiamo di combattere contro un sistema di potere radicato da settant’anni, sappiamo che la lotta civica è ardua e faticosa, ma riteniamo che non possiamo e non vogliamo lasciare in eredità ai nostri figli una città ed un territorio peggiori di quello che ci hanno lasciato i nostri genitori, ed è per questo che lotteremo ed andremo avanti, tutti uniti, senza paura, sempre!

 

di Sergio T. – HTM

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