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LE MISSIONI APOLLO CHE NON ESISTONO

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LE MISSIONI APOLLO CHE NON ESISTONO

Per la maggioranza del popolo sul pianeta terra, le missioni Apollo si sarebbero fermate all’infausto 17, ed invece ne esisterebbero addirittura 20.

Le missioni segretissime ed “inesistenti” 18,19, e 20 sarebbero arrivate là dove l’uomo non avrebbe mai pensato di arrivare.

Ma partiamo con la prima missione:

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APOLLO 1

Durante le esercitazioni che avrebbero portato l’equipaggio costituito da Virgil I. Grissom, Edward White e Roger B. Chaffee a causa di un imprevisto cortocircuito, la capsula che conteneva gli astronauti prese immediatamente fuoco, alimentata dalla grande quantità d’ossigeno presente, e vi persero la vita tutti quanti.

APOLLO 2

APOLLO 3

Queste in realtà ed ufficialmente non esistono, in quanto sarebbero state solo di prova per correggere errori nelle manovre, nella miscela di gas respirabile per gli astronauti, e per la potenza del vettore che avrebbe portato finalmente un vero equipaggio umano sulla luna.

Infatti fino all’APOLLO 5 e APOLLO6 che si conclude con un successo, ma è sempre un esperimento senza equipaggio, da la prova che il nuovo razzo vettore Saturn 5 è l’unico in grado di superare l’atmosfera e portare nello spazio delle persone.

APOLLO 7

Walter Schirra, Donn Eisele e Walter Cunningham rimasero in orbita per 11 giorni provando tutte le manovre del rientro, distacco del modulo, ecc. che avrebbero poi portato al successivo passo verso il nostro satellite.

APOLLO 8

Frank Borman, James Lovell e William Anders inizialmente questa missione avrebbe dovuto essere soltanto un altro esperimento su come comportarsi una volta di ritorno dalla luna, con il rientro nella nostra atmosfera, ed invece con l’APOLLO 9 si completò la missione che era quella di allontanarsi dall’atmosfera terrestre ed avvicinarsi alla luna, fare quello che viene chiamato rende- vous, (l’incontro tra la il modulo lunare ed il resto del razzo vettore che deve portare gli astronauti sulla terra. In tempi moderni si intende qualsiasi tipo di contatto tra due astronavi, o strutture che gravitino nello spazio e si debbano agganciare.

APOLLO 10

Si rifecero tutte le procedure del precedente Apollo 9, ma anche tutte quelle procedure che richiedevano l’ascesa e la discesa sulla luna, ma senza mai toccarla veramente e tutte le procedure per il rientro.

APOLLO 11

Neil Armstrong Buzz Aldrin e Michael Collins raggiunsero finalmente la luna, questo per l’ufficialità delle cose e per tutti gli abitanti della terra.

Ma forse le cose non stanno proprio così…

Ecco un libro che fa venire pensieri e dubbi su ciò che è venuto realmente e su ciò che sarebbe potuto avvenire:

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All’interno ci sono foto ben esplicative e che più di tante parole mettono dubbi su quanto veramente sappiamo di quel che è avvenuto quel giorno del 1969.

La N.A.S.A. dopo le inevitabili domande ed il caos causato non solo da questo libro ma dalla moltitudine di persone che hanno cominciato a farsi domande, dopo aver sempre negato che avessero per lo meno creato in un set cinematografico alcune delle foto e filmati giunti a noi come autentici e girati realmente sul nostro satellite, forse anche perché erano passati abbastanza anni, cominciarono a far circolare su youtube filmati che invece di dare spiegazioni, e cioè delle sorte di “prove” video che avrebbero girato durante gli allenamenti degli astronauti e che avrebbero ovviamente della cose strane, come movimenti non naturali, oggetti che cadono quando la gravità ridotta dovrebbe farli cadere molto più lentamente ecc., accendono dubbi alternativi e ancora più incalzanti, perché sembrano uscire fuori ad hoc, proprio per mettere a tacere certe voci.

Il video originale dell’epoca.

Video che mostra un astronauta che non riesce ad alzarsi dopo essere caduto, quando la gravità a suo favore dovrebbe rendergli la cosa facilissima.

video

in questo invece si vede benissimo un‘ astronauta intento a fare qualcosa attorno al modulo lunare ma quasi fuori dall’inquadratura per una attimo si vede una persona sul alto destro che entra in scena e raccoglie qualcosa, non solo ad una velocità del tutto “terrestre”, ma è vestito in modo normalissimo.

video

APOLLO 12

Questa missione cominciò con un cattivo presagio che si rivelò in fulmini che colpirono più volte il razzo vettore alla partenza, ma fortunatamente ciò non impedì che la missione continuasse con successo allunando con altissima precisione, vicino alla sonda Surveyor 3 che gli astronauti riuscirono a raggiungere.

APOLLO 13

La missione cominciò con un’esplosione che compromise l’uso dei motori, a mezza strada tra la terra e la luna, negando non solo la possibilità di un possibile allunaggio come da programma, ma l’intera riuscita del rientro.

Un guasto elettrico fece saltare uno dei serbatoi di ossigeno, costringendo gli astronauti a compiere delle manovre di salvataggio seguite anche da terra, in quanto parte delle strumentazioni non funzionavano nel modo corretto.

Poi fu la volta del filtro dell’anidride carbonica che si intasò rischiando di far soffocare gli astronauti, che arrivarono comunque alla luna ed adoperando la sua orbita riuscirono a rimettersi in marcia verso la terra arrivando sani e salvi.

APOLLO 14

Questa missione non funzionò come avrebbe dovuto, in quanto le manovre di attracco tra il modulo lunare ed il modulo di comando dovettero essere rifatte diverse volte, ma poi venne raggiunto il cratere di “Fra-Mauro” che sarebbe stato l’originale luogo di atterraggio dell’Apolllo 13. per la prima volta si portò sul satellite una sorta laboratorio mobile, che sarebbe stato utilizzato per esaminare diversi campioni di roccia, sabbia ecc. ma non si riuscì nemmeno a muoverlo in quanto si piantava di continuo nella sabbia come se fosse melma.

Per questo motivo venne eliminata la possibilità di una seconda passeggiata sulla luna.

APOLLO 15

Questa missione portò glia astronauti ancora più il là, riprendendo, portando a termine e migliorando quella che sarebbe stato lo scopo della missione precedente.

Con nuove strumentazioni più adatte vennero fatti delle trivellazioni fino ad una profondità di 2 metri nel sottosuolo, usando dei trapani più robusti ed adatti a lavorare nelle condizioni di lunari.

Venne usato anche un nuovo tipo di “rover” molto più leggero, che permise diversi spostamenti di alcuni chilometri tutt’attorno al luogo del atterraggio.

APOLLO 16

Insieme alla 17 furono le prime missioni ad esplorare glia altipiani lunari e a raccogliere dei campioni di roccia enormi che furono oggetti di studio.

Ufficialmente le esplorazioni Apollo finirono qui.

“ufficialmente”

La missione Apollo 20 che non solo non esiste, ma forse ne è stata fatta anche più di una con lo stesso numero, una sorta di missione bis, nel caso la prima fosse andata male.

Sarebbero dunque arrivati nella parte buia della luna dove si sarebbero trovate

una costruzione chiamata “la cattedrale” forse un fake e forse no, simile per il numero di colonne e per la forma che richiama questo tipo di struttura.

Ma non sarebbe stato il solo ritrovamento di manufatti…

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Le immagini tratte da un video su youtube

Queste risalirebbero persino al 1969 cioè poco dopo essere sbarcati sulla luna.

Sono state scattate foto che sembrano ritrarre un’astronaveU.f.o Alieni E.B.E a bordo di Apollo 20 Luna by Menphis 75 – YouTube

Insomma sulla luna si sarebbe trovato davvero di tutto, e molto più di quanto non ci abbaino detto?

Non lo sappiamo e forse non lo sapremo davvero mai, così come non sapremo se ci siamo mai andati sulla luna, quel giorno del 1969 oppure no.

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Questa famosa immagine in cui le ombre sono sbagliate sembrerebbe dire di no.

Ma che ci siamo stati è una verità, ma forse molto prima, magari nel 1966, dove si sarebbero scattate alcune foto e filmati, che sarebbero stati poi montati ad arte trasmessi in maniera da far credere che fossero in diretta quando invece erano state fatte anni prima.

Gli Americani non avrebbero mai potuto perdere la gara della corsa verso lo spazio, ne andava della stabilità mondiale.

Avrebbero fatto dunque una missione segreta che sarebbe stata un successo, e che essendo appunto segreta se fosse fallita non avrebbe causato problemi di tipo politico, forse durante questa missione tutte le prove fotografiche e filmate sarebbero poi state adoperate per fingere un allunaggio 3 anni più tardi, mischiate ad altre create in set cinematografico per riempire quei vuoti formati da foto bruciate dall’esposizione luminosa, da un’inaspettata reazione chimica degli acidi per l’emulsione della pellicola.

Le missioni 18,19 e 20 vennero dichiarate come eliminate a causa di budget troppo bassi per le enormi spese, o per problematiche alle strumentazioni, ma forse non è proprio andata in questo modo…

La missione Apollo 18 sarebbe stata non solo eseguita ma adoperata per preparare la strada alla missione Apollo 20.

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La missione 19 e probabilmente anche la 20 sarebbero state “doppiate” nel senso che a causa di un incidente nel caso della prima che avrebbe distrutto il razzo prima di atterrare sulla parte buia della luna e un misterioso incedente nel caso della 20, sarebbero state eseguite dunque altre due missioni che portavano lo stesso “numero”, e che fecero, forse scoperte incredibili e non del tutto spiegate in maniera esaustiva sia nel caso di falsi, che nel caso di filmati o foto autentiche.

La missione 19 avrebbe avuto il compito di andare nell’astronave già fotografata in precedenti missioni, dalla 5 in poi, e che risultavano come un’incongruenza del terreno, data la scarsa qualità delle fotografie che si era in grado di scattare all’epoca e senza poter avere una misurazione telemetria sufficientemente esatta da poter così avere dei valori di grandezza del presunto oggetto, e della lontananza esatta dal razzo in quel momento.

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La missione 18 avrebbe trovato forme di vita sulla luna?

Esattamente non se ne sa nulla, ma si sa o si crede di sapere che sia arrivata fin sulla parte buia del satellite e abbia lasciato un localizzatore che sarebbe servito alla missione successiva per poter ritrovare l’astronave se fosse esistita realmente e prendere possesso di qualunque cosa vi fosse a bordo.

Ciò che vi trovarono potrebbe essere davvero incredibile come dimostrerebbero queste foto tratte dai filmati su youtube, postati da sedicente componente di una delle due missioni.

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Un umanoide soprannominato “monna Lisa” che al momento del ritrovamento avrebbe avuto una sorta di bacchette che servivano probabilmente ad alimentare il corpo d’ossigeno e liquidi durante il sonno criogenico che avrebbe permesso di attraversare grandi distanze nello spazio senza subire i danni del passaggio del tempo.

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È chiaro che non si vuol in alcun modo dichiarare che sia tutto falso, ma che sicuramente tra il vero ed il falso qualcosa c’è sempre.

Infatti la missione 20, sempre che si siano fermati ovviamente a quella missione, sarebbe poi arrivata ancora più in là, forse come una missione bis, o forse con altri nomi, sarebbe arrivata fin su Marte.

La missione chiamata “ red sun” sarebbe arrivata su Marte nella prima metà degli anni ’70 in gran segreto, come per la missione Apollo 11 cosicchè se qualcosa fosse andato storto nessuno ne avrebbe saputo nulla.

Anche di questa sedicente missione esistono foto e video su yuotube

Presunta Missione Segreta NASA su Marte “Project RedSun” (28 Agosto 1973) – YouTube

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Su queste foto se ne potrebbero dire parecchie di cose ma la qualità non eccellente delle riprese, la mancanza di punti di riferimento con cui poter sviluppare delle misure (escludere quindi modellini, fotomontaggi ecc) rendono molto difficile stabilire se in effetti ci sia qualcosa di vero.

Nella ormai famosa foto della sirenetta sotto però…

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La particolarità della foto di Marte che ritrae la famosa “sirenetta”

Anche di questa ancora non se ne è data una vera spiegazione, ma forse ora questa spiegazione c’è, e potrebbe avere una sua logica.

Nel 1973 data presunta della missione, sarebbe stato mandato un razzo fin su Marte.

Il volo avrebbe dovuto esser fin dalla partenza di tipo “suicida” in quanto non se ne sapeva molto né del pianeta, né del tipo di carburante che si sarebbe usato, la quantità e miglia di altre cose, ed ecco la necessità di tenere tutto nascosto, nonché la spiegazione del perché alle missioni ufficiali vennero ad avere dei problemi per mancanze di strumentazioni, forse dovute alla mancanza di denaro impiegato per altre cose.

Se l’Apollo 20 fosse arrivato quindi sul pianeta, avrebbe avuto abbastanza carburante per un rientro o avrebbe mandato foto, filmati ed ogni tipo di informazione utile per ulteriori missioni?

La risposta è che probabilmente se sono arrivati davvero lassù, non hanno fatto ritorno, e forse la sirena non è altro che il corpo pietrificato di uno dei componenti dell’Apollo 20.

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In questa foto è stato evidenziato un particolare subito sotto la sirenetta, qualcosa che spunta da dietro la roccia.

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Ingrandendolo ulteriormente la roccia non è più tale e si vede chiaramente un corpo riverso sulla sabbia con le braccia distese sopra la sua testa, si intravedono parti bianche della tuta e la diversa colorazione suggerisce che il corpo fosse senza casco e senza guanti ma soltanto con la tuta.

La spiegazione più logica è che al fronte di una morte lenta per anossia invitabile, abbiano preferito una morte quasi istantanea data dall’atmosfera di Marte che li avrebbe uccisi immediatamente e ridotti a statue di pietra.

Sempre ufficialmente sarebbe solo nel 2018 in cui verrebbe spedita una missione forse di tipo robotica su marte e conseguentemente poi di tipo umano.

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Per ora le sonde hanno fatto foto, prodotto mappe e raccolto campioni a non finire, come nel caso di pochi mesi fa quando Curiosità è riuscito a mandare le prime immagini, già appariva un’anomalia, che sembrava proprio una sfera di luce d’origine sconosciuta che attraversava il campo visivo del robot.

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Ma le stranezze non finiscono qui, infatti ci sono foto che ritraggono un’anomalia nel terreno che sembra molto un dito pietrificato.

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In alto una foto che indica quanto sia straordinariamente somigliante ad un dito umano.

Forse la sabbia ed i sassi che avevano fatto da tomba per qualcuno della missione che non esiste, è stato per così dire disturbato nel suo sonno eterno dalle tremende tempeste di sabbia che imperversano sul pianeta e che avrebbero potuto scoprire parti del corpo?

Forse la più buffa ma che se fosse vera farebbe pensare che non sarebbe molto salutare mandare qualcuno su Marte è questa:

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Un bellissimo “topone” di Marte, che viste le dimensioni delle piante già fotografate, e considerata la gravità del pianeta, questo roditore dovrebbe essere grande almeno un pony.

Alla fine di quest’articolo vi lasciamo con questa prima foto della terra presa dallo spazio nel 1946.

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PELLICOLE SULLE MISSIONI APOLLO

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Apollo 13

Titolo originale: Apollo 13

Nazione: Usa

Anno: 1995

Durata: 134′

Regia: Ron Howard

Cast: Tom Hanks, Kevin Bacon, Bill Paxton, Gary Sinise, Ed Harris, Kathleen Quinlan, Bryce Howard

Trama:
Abbandonati a 205.000 miglia dalla Terra in una navicella in avaria, gli astronauti Jim Lovell, Fred Haise e Jack Swigert combattono una battaglia disperata per sopravvivere.

Nel frattempo, alla stazione di controllo, l’astronauta Ken Mattingly, il direttore di volo Gene Kranz e un eroico equipaggio di terra lottano contro il tempo e contro le avversità per riportarli a casa.

APOLLO 18

Titolo originale: Apollo 18

Nazione: U.S.A.

Anno: 2011

Durata: 89’

Regia: Gonzalo López-Gallego

Cast: Warren Christie, Lloyd Owen, Ryan Robbins

Trama:
Il film ruota attorno ad una missione della NASA cancellata dal programma, l’Apollo 18, ed attraverso un falso documentario, mostra le immagini inedite dell’operazione durante la quale ci sarebbe stato un incontro con gli alieni, naturalmente tenuto nascosto a tutto il mondo…

di Maurizio Garnzaroli – HTM

Maurizio Ganzaroli
Maurizio Ganzaroli
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