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Il BREXIT e la disintegrazione dell’UE

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Il mese di giugno si è rivelato molto “caldo”: le elezioni in Spagna, il campionato europeo di calcio in corso con l’uscita della Spagna, e quello che ora sta succedendo con l’inaspettato BREXIT: la Gran Bretagna che esce (exit) dall’Europa.
Sul piano geopolitico, il referendum avrà enormi ripercussioni. Ma saremo preparati per affrontare le dure sfide che ci aspettano? Non stiamo parlando dei quarti di finale… ma di cambiamenti epocali. Soltanto il passare del tempo potrà dare una risposta. Ma è possibile divertirsi a immaginare scenari. Le dimissioni del Primo Ministro inglese Cameron ci vengono esibite come semplice caduta di governo. E se fosse invece il “doppio gioco” delle élites dominanti che mirano a neutralizzare la decisione del voto collettivo? Se così fosse sarebbe una terribile frustrazione per coloro che hanno avuto fiducia nei propri governanti (come d’altronde è già successo con il referendum in Grecia).
Stiamo vivendo una situazione globale a dir poco critica, a livello politico, economico e sociale. Stiamo assistendo, in Inghilterra, a una spaccatura indotta dal Potere. Sembra che intenzionalmente ma occultamente si stia cercando di creare una forte divisione tra i cittadini.

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Ricordate il referendum in Grecia?
Ingiustizia, sospetto e sfiducia contro la popolazione. Il ministro Varoufakis accusò i creditori della UE di “terrorismo”, mentre i greci correvano alle urne. Temevano il crollo della Troika a scapito del “risveglio” della cittadinanza in Europa e nel mondo. Intanto nello stesso periodo il Porto Rico decideva di non pagare i suoi debiti, dato che gli USA hanno ignorato i problemi finanziari dell’isola per decenni. E gli europei scendevano in piazza per sostenere la Grecia: si gridò al golpe, dopo i risultati del referendum… poteva essere il principio della fine dell’Europa.
L’élite ha usato tutti i pretesti e tutti gli imbrogli possibili per frenare la crescita dell’antieuropeismo greco.
Ma torniamo al referendum sulla Brexit in UK. A giugno! Mentre si svolgono gli Europei di calcio, arma di distrazione di massa. Speriamo che tutti prendano coscienza, acquisiscano maggiore coerenza e sensatezza. Dobbiamo stare molto attenti a tutti i movimenti che ci saranno. Non distrarci affatto! La cosa più appropriata da fare sarebbe prepararci con maggiore intelligenza a quello che sta per succedere. O continueremo ugualmente a vivere nell’incoscienza, lasciandoci inghiottire dal caos che porrà fine alle nostre vite?
La Gran Bretagna, come tutti sappiamo, ha votato per uscire dall’UE. Dopo l’esito del referendum, David Cameron si è dimesso come primo ministro. Inoltre il referendum mette allo scoperto una profonda divisione.
Ora la Francia, l’Italia e i Paesi Bassi vogliono fare anche loro un referendum.
I mercati tremano dopo il voto del Brexit: la sterlina tocca il suo valore più basso in 31 anni. Un brutto giorno per l’Europa, dice il vice cancelliere tedesco Sigmar Gabriel. Le azioni a Tokyo scendono più dell’8%.
Vi ripropongo le parole di David Cameron dopo i risultati del Brexit: “Il popolo britannico ha votato per uscire dall’Unione Europea e la sua volontà deve essere rispettata. E quindi, credo che il paese richieda un nuovo leader che lo conduca in questa direzione. Farò tutto quello che posso come primo ministro per stabilizzare la nave nelle prossime settimane e mesi, però non credo sia corretto da parte mia cercare di essere il capitano che diriga il paese alla sua prossima destinazione…”
Analisi e commenti Sergio Tracchi Brexit

Il Brexit potrebbe causare la “disintegrazione” dell’UE, con la Danimarca che segue il Regno Unito nell’effetto domino dei paesi che abbandonano l’Unione – predice Nigel Farage: “Credo che l’altro grande effetto di quest’elezione non sia quello che è avvenuto in Gran Bretagna ma quello che succederà nel resto dell’Europa. Voglio dire che nel resto dell’UE, i partiti euroscettici non hanno mai parlato di uscire dall’UE ma ora, sì, lo fanno! Un sondaggio d’opinione nei Paesi Bassi dice che la maggioranza ora vuole uscire. Così, potremmo essere molto vicini, chissà, al Nexit, così come, in Danimarca, lì la maggioranza è favorevole all’uscita, così potremmo essere abbastanza vicini al Dexit, e mi hanno detto che lo stesso potrebbe essere applicato alla Svezia, all’Austria e persino… all’Italia. L’UE sta fallendo, sta morendo! Spero che abbiamo sfilato il primo mattone dal muro, spero che questo sia il primo passo verso un’Europa di stati nazionali sovrani che commerciano insieme, che stanno insieme come vicini, come amici, però senza bandiere, senza inni o vecchi presidenti inutili che nessuno ha eletto…”.Intanto i governi dell’UE intensificano la pressione sul Regno Unito. Aumenta la pressione sul leader laburista Corbyn perché si dimetta davanti alla vittoria del Brexit. Il Ministro degli Esteri tedesco, dopo il voto britannico, dice che l’UE non deve diventare isterica né paralizzarsi. Wikileaks crede che il Brexit porterà ad “annullare” l’ordine di detenzione di Assange.Concludendo, il voto sul Brexit potrebbe perfino condurre a una disintegrazione lenta dell’Unione Europea, così come la conosciamo. Altri paesi UE ora iniziano a chiedersi se l’esperimento dell’unione monetaria non sia fallito.
Questo potrebbe essere l’inizio della fine degli Stati Uniti d’Europa?

Vi esorto a stare in allerta! È importante continuare ad essere accuratamente informati e non disinformati poiché alla fine, quello che è in gioco è il nostro destino, la nostra economia e la nostra vita insieme a quelle delle nostre famiglie.
La luce e la speranza si spera siano sempre con noi.

di HTM

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