Hack The Matrix
Riflessioni

Huston abbiamo un problema. No…è solo una percezione.

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L’estate estense pare ancora climaticamente  parlando lontana, ma già imperversa il nuovo tormentone in quel di Palazzo Ducale (e dintorni).

Da alcuni tempi, infatti, si consumano nelle amene stanze “petalosi” incontri  tra addetti ai lavori sulle problematiche di sicurezza personale e sociale: quelli che parevano episodi spiacevoli, ma contenuti (secondo loro), circoscritti ad isolate zone della città, si stanno diffondendo come una marea, lenta ma inarrestabile, ad una realtà non avvezza ad ammettere di avere un problema di controllo del territorio.

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In questi incontri, lo cita la stampa locale sempre invitata, i nostri novelli Freud sventolano rapporti e numeri: ovviamente il calo dei reati in città è “petalosamente” sottolineato e nessuno qui intende contraddire i rapporti delle forze dell’ordine.

Ma un conto è il dato manifesto, un altro è il dato latente, fatto di tanti episodi non sanzionati, quando addirittura non denunciati (per sfinimento) da cittadini scoraggiati.

Le statistiche sono belle ed affascinanti, ma ogni bravo sociologo non trae mai conclusioni dal semplice numero ed apre sempre le sue ipotesi alle numerose possibili variabili. E soprattutto un acuto studioso dei fenomeni sociali, ed un bravo politico dovrebbe esserlo, sa restare in ascolto senza dare mai nulla per scontato.

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Ai dati statistici, qualunque persona di buon senso potrebbe controbattere che, se alzi l’asticella della punibilità ovviamente abbassi quella della legalità. Per cui accade che infiniti episodi finiscano a tarallucci e vino, con buona pace di chi tempesta i centralini di Polizia o, molto più eroicamente, prende un giorno di ferie per recarsi a fare denuncia in questura.

La situazione potrebbe fin qui rientrare in un quadro transnazionale, ma nelle petalose stanze non ci si rassegna all’ineffabile destino, né ad ammettere “ragazit a g’ aven un prublema”. Così ecco la parola magica, afferrata al volo su google: “Percezione”.

  • “Mo ragazit … guardè qui quanta roba i ha scrit sla percezione…ecco! A sen in t’una bot ad fer…!”
  • “Mo a tiè propri sta’ brav…alè, ciama la stampa, a fen al comunicat…percezione con na z sol vera?”

Così, non volendo sempre io fare la parte della scunzamnestra mi sono armata di vocabolario che cito testalmente

Dal vocabolario Treccani:

Percezione L’atto del prendere coscienza di una realtà che si considera esterna a noi.

“Ah ecco” – “allora qualcuno ammette che quello che io percepisco non è una allucinazione!”

Però ora avanza un altro amletico dubbio: “ma se io e altri comuni mortali percepiamo (cioè prendiamo coscienza) che la realtà circostante non è sicura, significa forse che Freud è “incosciente” (cioè incapace di prendere coscienza) della realtà?

No perchè…gent…sl’è vera quel c’al dis Freud, alora a gh’è da preocuparas…an vres brisa scuprir che la Spal in B l’è sol na fola!

di Laura Baglioni

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