Hack The Matrix
Switch On The Brain

La realtà Virtuale entra nelle nostre case

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Nell’ormai lontano 1999 nelle sale cinematografiche di tutto il mondo apparve un film destinato a cambiare radicalmente alcune delle nostre più radicate convinzioni. “Matrix”, scritto e diretto dai fratelli Wachowski. Una pellicola che segnò un’epoca e che dovetti guardare più volte per riuscire a capire.
Per qualche giorno rimasi con la mente sulle immagini del film, ma non per i bellissimi effetti speciali, bensì per il messaggio che lanciava.

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A quel tempo avevo 26 anni ed ero, diciamo così, un ragazzo abbastanza spensierato. Più o meno come tutti. C’erano la ragazza, la discoteca e i vari divertimenti tipici di quell’età.
Non mi passava nemmeno per la testa l’ipotesi di poter vivere dentro una simulazione virtuale. Per me il massimo della tecnologia era un Commodore Amiga 500 e mi ci divertivo a giocare con gli amici o con la mia fidanzata.
La mia mente, allora, non era mai entrata in un’ottica come quella che proponeva Matrix.
La tecnologia di fine millennio non era così sviluppata, almeno per noi umani in questo mondo, se mi concedete la forzatura simpatica.

Poi gli anni passarono, io cambiai lavoro ed entrai nel mondo della telefonia mobile, assistendo agli sviluppi tecnologici dei cellulari. Quando iniziai i corsi di questo nuovo settore esisteva solo la linea ETACS, che i più giovani di voi probabilmente non hanno mai sentito nominare.
La rete ETACS era una linea che permetteva a dei semplici telefoni cellulari (TACS) di poter telefonare in mobilità. Quindi nemmeno mandavano SMS, non so se mi spiego.
Poi arrivarono i GSM con le prime schede ricaricabili. I GSM potevano mandare messaggi di testo e questa fu una grandissima novità. Forse il punto di svolta della comunicazione moderna.
Passò ancora qualche tempo e arrivò la fotocamera inserita nei cellulari. Un passo da giganti. Nokia all’epoca diventò leader del mercato con il suo miglior prodotto: il Nokia N95.

Steve Jobs
Steve Jobs

Poi, però, dopo un paio di anni arrivò l’iPhone di Steve Jobs. Un prodotto assolutamente innovativo che sbaragliò l’intera concorrenza! Tutto spazzato via dal gioiellino tecnologico di casa Apple.
Il resto lo sapete già: la tecnologia ha fatto veri e propri passi da gigante e il risultato è nelle tasche ormai di tutti. Chiunque al giorno d’oggi ha uno smartphone, dico bene?

Ed eccoci qua: anno 2016.
Samsung mette in vendita il Gear VR, un piccolo casco, leggerissimo, per la realtà virtuale.
Proprio così, basta essere possessore di un Samsung tipo il Note 4 o Samsung S6 o S7, e collegare il cellulare nel visore del Gear VR e, “Ciak! Si gira.”.
Si entra in una dimensione parallela, proprio in stile Matrix.
Fu il fisico statunitense Michio Kaku a formulare la sua particolare teoria con queste parole :

Michio Kaku
Michio Kaku

«Credetemi, tutto quello che fino ad oggi abbiamo chiamato caso, non ha nessun significato. Per me è chiaro che siamo in un piano governato da regole create e non determinate dalle possibilità universali. Dio è un gran matematico».
Va ricordato che Michio Kaku ha ideato e sviluppato la famosa “teoria delle stringhe” e ha affermato più di una volta di aver scoperto una forza che governerebbe l’universo intero; secondo lui esisterebbe un creatore, non specificando se religioso o no, che ha creato il tutto con l’uso della matematica.
Naturalmente le sue parole non sono passate inosservate.
Le domande hanno iniziato a circolare fino ad arrivare a quella fatidica: è veramente possibile che Matrix esista sul serio?

Certo, nel 1999 era veramente difficile pensare che un super computer potesse creare una realtà virtuale così sofisticata come quella ispirata dalla creazione dei fratelli Wachowsky.
Ma al giorno d’oggi la tecnologia si è sviluppata talmente tanto che chiedersi veramente se questa realtà percepita sia vera sul serio non è più una domanda campata in aria.

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E specialmente dopo aver provato Samsung Gear VR, una tecnologia a basso costo alla portata di tutti, mi sono chiesto: se questa realtà virtuale è fruibile a un prezzo accessibile, è possibile che nei loro laboratori, con i super computer disponibili ai giorni nostri, gli scienziati abbiano veramente creato una realtà virtuale dove tutti i giorni noi interagiamo, senza rendercene conto, esattamente come nella Matrix cinematografica?

Gear VR, una volta indossato e dopo scaricato i suoi software in pochi secondi, ti porta dentro ad un’altra dimensione della realtà.
Vediamo un menù in stile film di fantascienza, dove basta puntare lo sguardo verso un’applicazione e questa si apre come per magia. Ci si può guardare intorno a 360°.
Possiamo usare un software che ci fa andare sulle montagne russe, con il risultato che se soffri di vertigini ti attacchi alla sedia e alla discesa puoi avere un senso di nausea e di vuoto, come nella vita reale.
Oppure ti puoi trovare su una spiaggia delle Maldive, dove vedi le persone passeggiare e interagire tra loro..e credetemi, la vostra mente, voi!, siete lì e da nessun altra parte.
Dopo una mezz’ora che indossate il visore Gear VR non siete più in grado di dire dove vi trovate davvero, perchè la vostra mente riceve i dati come se tutto fosse reale provocandovi le stesse sensazioni percepite nella “realtà” di tutti i giorni.
Difficile da spiegare a parole quello che si prova usando questo visore.

Quindi, se la vostra mente percepisce tutto ciò come reale, cos’è veramente la realtà?
Se noi tutti fossimo dentro a un grosso simulatore come potremmo accorgercene?
Certo che l’idea che la mia stessa esistenza possa essere il risultato di un software non è che mi entusiasmi molto…
Non è un granché pensare di essere all’interno di un programma ideato da qualcuno, anche mentre vi sto scrivendo quest’articolo.

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Ve lo immaginate se un giorno l’intera umanità comprendesse che la propria esistenza non è altro che una finzione? Cosa succederebbe? E se il “creatore” di questo software scoprisse che qualcuno ha capito tutto, cosa accadrebbe?
Certo, ci potremmo anche porre un’altra domanda: a che scopo tutto questo?
Perché creare un mondo olografico così dannatamente reale?
La risposta potrebbe essere molto semplice.
Ci sono certi videogame molto popolari, detti “giochi dei mondi virtuali”, dove le persone all’interno interagiscono tra loro proprio come noi lo facciamo nella nostra realtà percepita. Magari “qualcuno” sta assistendo da spettatore per vedere come tutto si evolve. Un programmatore esterno alla virtualità che di tanto in tanto apporta una correzione là, una qua. Controllandoci.
Dite che sia follia?
Può essere.
Oppure no.

di Sergio Tracchi – Hackthematrix

Sergio Tracchi
Sergio Tracchi

 
 
 

 

 

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