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La NASA rileva un “muro” misterioso ai margini del sistema solare

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Viviamo all’interno di una bolla cosmica. Molto al di là di Plutone, sul bordo della vasta distesa dello spazio interstellare tra il nostro sistema solare e tutti gli altri, c’è un “muro”. È una parete sottile, come la superficie di una bolla di sapone, composta da materia interstellare compressa che viene mantenuta in questo stato, dall’energia emanata dal nostro sole.

Mentre i venti solari del sole penetrano nello spazio profondo, la materia interstellare, molecole di idrogeno e altri elementi, resistono alla forza dei venti solari, formando una sorta di scudo interstellare, una bolla che circonda il nostro sistema solare, mentre si addentra nella Via Lattea. Secondo un articolo pubblicato il 7 agosto, la NASA ritiene di aver rilevato la massa che costituisce questo confine misterioso tra noi e il resto dell’universo.

La sonda New Horizons della NASA ha rivelato questi dati quando era vicino a Plutone nel 2015 ed i ricercatori stanno ancora ricevendo informazioni e probabilmente li riceveranno ancora per molto tempo. Gli ultimi dati presentati da New Horizons includono un aumento della luce ultravioletta che, secondo gli scienziati, è probabilmente dovuto all’idrogeno compresso che costituisce la parete interstellare. Risultati simili sono stati segnalati dalle sonde Voyager 30 anni fa, e ottenere gli stessi risultati nel 2018 rafforza l’argomento che ciò che hanno trovato è in realtà l’area di confine in cui l’influenza del Sole inizia a decadere.

Come con la maggior parte delle scoperte scientifiche, il team non è ancora pronto a darne conferma perchè servono ulteriori studi. Dicono che c’è una possibilità che l’aumento della luce non provenga dalla parete d’idrogeno, ma potrebbe arrivare da un’altra fonte ancora sconosciuta nello spazio interstellare. Dicono che ci saranno ulteriori conferme quando la sonda New Horizons attraverserà questa sorta di “muro”.

Se smetterà di rilevare la luce, significa che ha effettivamente rilevato il “muro”. Se le letture rimangono le stesse allora deve esserci qualcos’altro.

Ci vuole un sacco di tempo per studiare questi fenomeni nello spazio, e ci vorranno probabilmente altri 10 anni per esserne sicuri. Fortunatamente, lo strumento noto come Alice , con cui New Horizons è equipaggiato, ha abbastanza potenza per essere operativo per altri 15 o 20 anni.

È appropriato che la gigantesca palla di fuoco responsabile della vita sulla terra abbia una piccola bolla attorno ai suoi figli? Sfortunatamente, è una bolla che impedisce solo cose molto piccole. L’ oggetto chiamato Oumuamua è comunque passato attraverso questo “muro”, e un giorno qualcosa di più grande invaderà il nostro sistema solare e potrebbe essere la fine dei giochi.

a cura di Hackthematrix

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