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Il Diario di Byrd e la Terra Cava (Video)

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E’ online la nuova puntata del Canale Aeramya Articolando tra le Stelle. L’argomento che vogliamo condividere con Voi nella rubrica Aeramya di Hack the Matrix riguarda l’affascinante storia dell’Ammiraglio Richard Evelyn Byrd. Nel nostro approfondimento parleremo nel dettaglio anche della Terra Cava. Sperando vi piaccia ci diamo appuntamento a Mercoledì 21 con un nuovo argomento della rubrica Articolando tra le Stelle.

“Devo scrivere questo diario di nascosto e in assoluta segretezza. Riguarda il mio volo antartico del 19 Febbraio dell’anno 1947. Verrà un tempo in cui la razionalità degli uomini dovrà dissolversi nel nulla, e si dovrà allora accettare l’ineluttabilità della Verità. Io non ho la libertà di diffondere la documentazione che segue, forse non vedrà mai la luce, ma devo comunque fare il mio dovere e riportarla qui con la speranza che un giorno tutti possano leggerla, in un mondo in cui l’egoismo e l’avidità di certi uomini non potranno più sopprimere la Verità.” (Richard Evelyn Byrd)

Sono queste le dichiarazioni lasciateci dall’ammiraglio Richard Evelyn Byrd. Nato il 25 Ottobre 1888, è ricordato come militare ed esploratore statunitense. Fu promosso Capitano di corvetta e nel 1925 diventò comandante in una spedizione americana in Groenlandia.

Fece varie spedizioni in Antartide e la sua storia fece breccia nei cuori di tutti. Le incredibili testimonianze trascritte nel suo Diario di Bordo, portarono in risalto dettagli importanti riguardo il nostro pianeta Terra e noi come abitanti di superficie.

Oggi, 19 Febbraio 2018, abbiamo pensato di rendergli onore celebrando l’anniversario, poiché esattamente 71 anni fa l’Ammiraglio visse l’esperienza emozionante che stiamo per raccontarvi.

Il 19 Febbraio del 1947, Byrd si trovava in viaggio verso l’Antartide. Improvvisamente si accorse che sia la bussola magnetica che la girobussola non funzionavano regolarmente, ruotando e oscillando. Nonostante i vari tentativi di ricalibrazione, non fu possibile continuare a mantenere la rotta con la sola strumentazione.

Il suo stupore aumentò a dismisura quando, 29 minuti dopo, giunto 1.700 miglia oltre il Polo Sud, si rese conto che l’ambiente era cambiato radicalmente. Alla sua vista si dipanava la visione di un territorio verdeggiante con un fiume che scorreva verso la zona centrale dei monti. Non si aspettava di sorvolare tutto ciò, essendo consapevole di stare ad attraversare un territorio ricoperto da ghiacci perenni.

Oltre alla folta erba sottostante, notò che il tutto era illuminato da una luce insolita e il Sole non era visibile. Il suo sguardo non fu rapito dalla sola flora, ma scrisse nel suo Diario di aver notato un animale di dimensioni abbastanza notevoli. Inizialmente lo descrisse come un Elefante, ma osservando attentamente si rese conto della sua incredibile somiglianza con il Mammut dell’età preistorica, ora estinto. Tutto sembrava incredibile, non vi era presenza né di ghiaccio, né di neve.

Inoltre l’indicatore di temperatura esterna segnava 24 gradi centigradi. Tentò invano di contattare il campo base ma la radio non dava cenni di funzionamento. Byrd scrisse che il suo aereo improvvisamente fu affiancato da oggetti volanti sconosciuti e fu costretto ad atterrare scortato presso una base aerea non presente sulle mappe ufficiali.

Sceso dal suo velivolo, l’Ammiraglio venne accolto con rispetto da un personaggio importante che gli spiegò i motivi della sua “convocazione”. Byrd descrive il suo aspetto come un uomo biondo dai lineamenti delicati. Lo strano individuo fece presente all’Ammiraglio dell’esistenza di una civiltà nel Mondo Sotterraneo, il cui accesso sarebbe percorribile in prossimità dei Poli.

Successivamente sia l’Ammiraglio che l’equipaggio vennero fatti accomodare dal misterioso personaggio su di un piccolo mezzo di trasporto da ricognizione e vennero accompagnati nel luogo dove ebbe l’incontro con il Maestro.

Il luogo di destinazione era un grande edificio di una città scintillante che sembrava essere stata costruita con il Cristallo. Si trattava della dimora degli abitanti del Mondo Sotterraneo. Cordialmente offrirono loro una bevanda calda sconosciuta ai loro palati ma dal gusto delizioso.

Subito dopo invitarono Byrd a proseguire lungo un corridoio illuminato da una luce rosa, diretti verso una grande porta dove al di sopra vi era una scritta dal carattere sconosciuto. Fu qui che ebbe la conversazione con il Maestro.

Lo descrisse come un uomo dai lineamenti delicati ma con i segni dell’età sul suo viso, seduto ad un grande tavolo. Egli disse di averlo lasciato passare perché di nobile carattere e ben conosciuto nel Mondo di superficie. Con un sorriso, gli rivelò di trovarsi nel territorio degli “Arianni”, localizzato nel mondo sotterraneo della Terra.

Il messaggio che recapitò all’Ammiraglio fu colmo di pace e protezione. Gli disse che ci osservano da molto tempo e che il loro interesse iniziò subito dopo l’esplosione delle bombe Atomiche. Non hanno mai interferito sul nostro libero arbitrio ma negli ultimi anni la questione è diventata molto delicata poiché l’Energia Atomica non è sicura nelle mani dell’Uomo.

Proseguì affermando che sulla Terra vi sono alcuni che pur di affermare il loro potere sarebbero disposti anche a distruggere l’intero mondo. Gli Arianni tentarono in passato di avere dei contatti con la razza Umana ma in risposta ottennero solo ostilità.

Il Maestro disse che l’Umanità se continuerà a proseguire per la strada intrapresa arriverà ad un punto di non ritorno, che combacerà con l’ennesima auto-distruzione, già accaduta in passato. Ad ogni modo, dissero all’Ammiraglio che in un futuro lontano sarebbe riemerso un nuovo mondo e quando fosse giunto il momento si sarebbero nuovamente fatti vivi da noi per aiutarci nel nostro cammino.

Infine Byrd fu accompagnato lungo la via del ritorno. Nonostante il compito di diffondere tali avvertimenti, una volta tornato a casa gli venne impedito di compiere la missione perché obbligato al silenzio dai suoi superiori. Ciò che accadde quel giorno all’Ammiraglio fu reso noto solo il 30 Dicembre 1956.

I racconti dell’ammiraglio Byrd formano quel substrato e rappresentano una sorta di pietra miliare per gli studiosi che si occupano dell’enigma della “Terra Cava” e dei Regni sotterranei. Su tutti il leggendario mondo di Agarthi, menzionato per la prima volta dallo scrittore Willis George Emerson che ne parlò largamente nelle sue opere.

Agarthi è il nome che generalmente definisce una Civiltà antica nascostasi nel sottosuolo del territorio che comprenderebbe la vasta porzione desertica dell’Asia Centrale. La sua esistenza è stata postulata da alcuni studiosi di esoterismo, su tutti i seguaci delle teorie teosofiche di Madame Blavatsky, come patria degli antichi “Maestri della Fratellanza Bianca”, ovvero i sopravvissuti di un’antica razza eletta vissuta tra il Tibet e il Nepal, i cui componenti si sarebbero rifugiati al centro della Terra per scampare ad un disastroso cataclisma.

Anche la Società Thule, parte integrante del nucleo originale del Partito Nazista di Hitler, prese ispirazione dalle dottrine occulte della Teosofia.

Tra gli ipotetici ingressi di Agarthi vi sarebbero il Deserto del Gobi in Mongolia, il Polo Sud esplorato da Byrd, la Grande Piramide di Giza e l’Isola di Pasqua. Agarthi si configurerebbe dunque come la dimora terrena di antiche popolazioni extraterrestri che visitarono i nostri cieli con i loro prodigiosi mezzi volanti nella preistoria e che la mitologia ha poi associato alla civiltà perduta di Atlantide.

Si tratterebbe forse di una centrale di coordinamento composta da più basi interlacciate tra di loro, il cui centro logistico potrebbe trovarsi proprio in Antartide. Il mito della Terra Cava è presente anche nei testi sacri delle più antiche culture orientali e medio-orientali dove non sono rari i miti che raccontano di contatti ripetuti tra gli uomini e gli abitanti di un regno nascosto all’interno della Terra.

Gli stessi Eschimesi affermano candidamente di provenire da un luogo lontano e sotterraneo, di difficile accesso e localizzazione. Le popolazioni del Sud America ci parlano dell’Eldorado, un luogo a cui diede la caccia il grande avventuriero Percy H. Fawcett, prima di scomparire per sempre in un luogo imprecisato del Mato Grosso, nella Foresta Amazzonica, indicato come altro possibile accesso.

In particolare il popolo Inca si dice sia scappato in gran massa sottoterra sfruttando la rete dei numerosi tunnel presente tra la città di Cuzco e altre località andine come Sacsayhuaman, che si trovava sul posto già da tempo immemorabile.

Quando i Conquistadores spagnoli giunsero nella capitale Inca nel 1532 ebbero gioco facile trovando una popolazione già decimata e formata in larga parte da anziani. La parte giovane si vociferava fosse fuggita, nascondendo molto dell’oro sottoterra. Uno degli sbocchi di questi misteriosi tunnel dovrebbe essere la cattedrale di Santo Domingo a Cuzco, all’interno del Coricancha.

Lo stesso Hitler era così convinto della veridicità delle leggende in merito alla Terra Cava da approntare e finanziare una spedizione di ricerca in Tibet, e in un secondo momento in Antartide, le quali ebbero un epilogo nn felice, almeno stando a quanto emerse dal Processo di Norimberga.

Abbiamo rare testimonianze di persone che si sono addentrate all’interno di alcune misteriose gallerie, su tutti l’autore del libro “Da Atlantide a Shamballah”, Alec MacLellan che, in Inghilterra, iniziò a scendere per una galleria (non più ritrovata) in cui si iniziava ad udire una forte vibrazione e ad intravedere in fondo una luce verdastra. L’autore, preso da una forte paura, decise di non rischiare tornando sui suoi passi, ma chissà cosa avrebbe trovato se avesse continuato il percorso. Avrebbe trovato una colonia Agarthiana? L’Eldorado? Una civiltà aliena?

Nelle pubblicazioni di Peter Kolosimo se ne parla con dovizia di particolari. Anche il pozzo di Oak Island, in Canada, scavato da duecento anni non è ancora stato esplorato interamente e si dice porti diretto nelle viscere della Terra. Per concludere, il messaggio rivolto all’Umanità è simile ad altri messaggi dati, in momenti differenti, da altri esseri, a contattisti e persone comuni, ovvero testimonianze che ci spingono a continuare la nostra ricerca della verità. E voi cosa ne pensate?

Articolo di Aeran & Maya – Hackthematrix

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