Hack The Matrix
Aeramya

E’ online la terza puntata di Aeramya

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E’ online la terza puntata della rubrica “Aeramya”. L’argomento che vogliamo condividere con Voi nella rubrica “Aeramya” di Hack the Matrix riguarda uno dei corpi celesti che in questo periodo risulta essere particolarmente chiacchierato, Nemesis, il famigerato e sfuggevole “Planet X” da sempre spina nel fianco dei moderni astronomi. Sperando vi piaccia, ci diamo appuntamento a Mercoledì 14 Febbraio con un nuovo argomento della rubrica “Articolando tra le Stelle”.

Nemesis, secondo gli studiosi, sarebbe una sorta di oggetto celeste ipotetico, una “stella gemella” del nostro Sole classificata come Nana Bruna e in orbita attorno alla nostra stella ad una distanza di circa 50.000 UA (Unità Astronomiche).

Essa si troverebbe poco oltre la cosiddetta “Nube di Oort” che delimita i pianeti esterni e il nostro Sistema Solare. L’esistenza di questa fantomatica “compagna” è stata postulata da alcuni ricercatori come spiegazione scientifica ai ricorrenti cicli di estinzioni di massa sul pianeta Terra e alle continue e non banali “irregolarità” dell’orbita dei pianeti esterni, delle lune di Plutone e delle comete.

Una periodicità statistica sulle estinzioni di massa era stata avanzata nel 1984 da alcuni paleontologi, la cui causa presunta ipotizzarono potesse essere di origine non-terrestre, e in particolare un oggetto vagabondo del nostro sistema planetario, teoria che ha affascinato in seguito alcuni astronomi e tutt’ora non smentita dai fatti.

Precisamente il nostro Sole potrebbe avere una stella compagna non ancora individuata dai telescopi più moderni, la quale percorrerebbe nascondendosi alla vista un’orbita molto ellittica che andrebbe a “disturbare” la Nube di Oort causando turbolenze e un incremento del numero di comete in transito all’interno del Sistema Solare. Questo andrebbe di molto ad aumentare la probabilità statistica di grandi impatti sulla Terra, forse avvenuti in passato, e causa dell’estinzione dei Dinosauri.

L’ipotetica stella ha preso il nome di “Nemesis” o “Dark Star” (“Stella Oscura”) come è stato proposto da alcuni media. Una Nana Bruna più grande del pianeta Nettuno, dato che nel Cosmo i sistemi binari e trinari sono la regola e le stelle singole l’eccezione. Nemesis sarebbe molto difficile da catturare anche con i moderni mezzi ottici a causa della sua luce debole e della spessa coltre di polvere scura che la ricoprirebbe.

Le anomalie sono molte e gli indizi per suffragare la teoria di un gigante gassoso o una stella ormai spenta in agguato alla periferia del Sistema Solare sono tutt’altro che fantascienza. Solamente corpi celesti della grandezza di Nemesis potrebbero giustificare ciò che gli astronomi hanno continuato ad osservare in quella zona e continuano tutt’ora.

Il telescopio all’infrarosso IRAS nel 1983 venne mandato nello spazio allo scopo preciso di verificare la presenza di eventuali corpi celesti misteriosi “super freddi” oltre l’orbita di Plutone. L’idea che potesse veramente esistere un “Planet X” era così fondata e plausibile che gli stessi scienziati della NASA affrontavano l’argomento scrivendolo candidamente nelle pubblicazioni di settore.

In effetti l’IRAS scoprì un oggetto misterioso a circa 58 UA (Unità Astronomiche) dalla Terra la cui natura lasciò perplessi gli astronomi: “Tutto ciò che posso dirvi è che noi non sappiamo cosa sia”, disse Gerry Neugebauer, lo scienziato del programma IRAS per il Jet Propulsion Laboratory della California. Da allora mai più nessuna dichiarazione ufficiale e la ricerca venne portata avanti dalla NASA in gran segreto. Un oggetto simile venne di nuovo “avvistato” nel 1992 ma gli stessi addetti ai lavori banalizzarono di nuovo il tutto fino alla recente scoperta del famigerato “Planet Nine”, che riaccese ancora una volta i riflettori sull’annosa questione.

Planet Nine sarebbe come Nemesis un ipotetico pianeta nel Sistema Solare esterno la cui influenza gravitazionale potrebbe spiegare le orbite anormali del gruppo di oggetti transnettuniani che si trovano principalmente oltre la Fascia di Kuiper. L’ipotetico Planet Nine avrebbe una massa stimata pari a dieci volte quella della Terra e un diametro simile a quello di Urano. La sua orbita sarebbe molto allungata e una delle estremità sarebbe proprio il nostro Sistema Solare. Tutto farebbe pensare ancora una volta ad una ex stella raffreddatasi, una stella compagna del nostro Sole che farebbe capolino di tanto in tanto presso le orbite dei pianeti più esterni disturbandoli e deviando verso il centro del Sistema Solare le comete, con rischi disastrosi per i pianeti più interni.

Il primo ricercatore indipendente a parlare di un possibile oggetto alla periferia del nostro sistema planetario fu il sumerologo Zecharia Sitchin. Interpretando alcune tavolette cuneiformi riscontrò evidenze sul fatto che la razza umana sia stata in passato visitata da gruppi di extraterrestri provenienti da un pianeta distante del nostro sistema solare, Nibiru. I loro abitanti erano chiamati in lingua sumera Anunnaki (coloro che dal cielo scesero sulla Terra). Le tesi di Sitchin sono state banalizzate dalla comunità scientifica ma mai contraddette dai fatti.

Secondo la ricostruzione fatta da Sitchin, in origine nel nostro sistema solare, posto tra Marte e Giove (dove ora si colloca “la fascia degli asteroidi”), sarebbe esistito un pianeta che i sumeri denominavano Tiamat. Si suppone che fosse un fiorente mondo con giungle e oceani la cui orbita fu distrutta dall’arrivo di un grande pianeta, Nibiru, accompagnato da una schiera di satelliti, i quali attraversarono il sistema solare per la prima volta milioni di anni fa e periodicamente continuerebbero a tornare sul luogo del “misfatto”. Gli impatti violentissimi delle lune di Nibiru portarono Tiamat a disintegrarsi e i detriti sparsi in giro ad assumere nuove orbite dando vita in un secondo momento alla Luna e alla Terra e nel luogo della collisione originaria alla grande Fascia degli Asteroidi.

Ciò che Sitchin successivamente ricavò dai testi sumeri è un’altra storia e potrebbe essere argomento di un prossimo video. Voi cosa ne pensate? Sperando che il nostro video vi sia piaciuto ci diamo appuntamento al prossimo approfondimento, buona Vita a tutti.

Articolo di Aeran & Maya – Hackthematrix

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1 comment

sourceserlande maggio 6, 2018 at 3:07 am

[…] E’ online la terza puntata di Aeramya […]

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