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SCHIAVITU’ TECNOLOGICA (MATRIX)

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SCHIAVITU’ TECNOLOGICA (MATRIX)
(brevi note concettuali quali introduzione alle tematiche )

La nostra attuale cultura “moderna” è estremamente orgogliosa della Tecnologia che sa esprimere .
La Tecnologia è diventata elemento talmente essenziale che non si può farne a meno .

Tutti , quasi tutti , danno per scontate tali affermazioni e credono , di conseguenza , che le conoscenze di un “ingegnere tecnologico” sono segni distintivi , distintivi e di valore (anche remunerativo) .

Chi oggi può credere di poter far a meno dei “mezzi di trasporto” che poi devono essere sempre più “evoluti” , anzi per meglio dire … sempre più sofisticati ?
Ovviamente tale cosa vale per tutti gli “oggetti tecnologici” della vita quotidiana di ciascuno ma anche di e per ogni produzione “industriale” .
Certo le produzioni “artigianali” esistono ancora ma sono come relegate a forme “artistiche” non essenziali , non essenziali quali il disporre , ad esempio , di uno o più “telefonini” .

Nessuno (o quasi) pare rendersi conto di quanto tutto ciò comporta … e che si può riassumere brevemente in un concetto “chiave” : “se credi di dover necessitare di un qualsiasi “oggetto” per poter “fare cose” … allora diventi dipendente da tali “oggetti” …”
E il termine dipendente indica ed implica una forma di “sudditanza”  …

Facciamo un esempio per meglio comprendere :

Per poter “connettermi” al mondo e poter “estendere” il “mio comunicare” con gli altri uso uno strumento tecnologico quale il mio “telefonino portatile” . Molto utile , molto pratico , di facile utilizzo e , sopra tutto , molto sofisticato tecnologicamente .
Non è che mi interessi veramente come tale “cosa” sia stata realizzata (tecnologia) , tale aspetto è cosa degli “ingegneri tecnologici , ciò che mi interessa , che a me interessa , è ciò che mi permette di “fare” …

Se apprendo , attraverso il mio proprio esperire , che per “fare cose” devo necessariamente “usare” un “oggetto necessario” … divento “dipendente” da tali “oggetti” e … , peggio ancora … , divento dipendente , senza neppure rendermene mai conto , dalla concezione che , in ogni caso , per “fare cose” bisogna avere , ogni volta , il (necessario) giusto “oggetto del fare” .
Ciò vuol dire che poco a poco … mi devo sempre più adeguare a tale “concezione di principio” e quindi devo “possedere” una sempre più vasta gamma ed assortimento di “oggetti del fare” .
Oggetti che , per loro natura , sono sempre collocabili  “fuori di me” .
Oggetti “fuori di me” ma con i quali posso credere di “prolungare me stesso” ogni volta e per ogni cosa io voglia “fare” .

Se “tolgo di mezzo” tutti tali “oggetti” … mi ritrovo a non poter “fare” … più nulla (o quasi …) .
Forse adesso è meglio comprensibile il concetto di “dipendenza” dagli “oggetti tecnologici” ed anzi … definire tale cosa “dipendenza” è minimizzare ciò che è in realtà .

Tale “conoscenza” era un aspetto ben chiaro in e di molte delle culture antiche … , culture assolutamente dimenticate oggi … , che consideravano la “tecnologia degli oggetti” in termini assolutamente differenti …
Ovvero consideravano (normale e logico) che se una “cosa” può essere fatta (un “fare” quindi) la si può fare “utilizzando” semplicemente le proprie stesse CAPACITA’ UMANE possibili … e non “dipendendo” dagli “oggetti” … collocate fuori (di me stesso) .

Cosa vuol dire ciò ?
Vuol dire che l’ “attenzione” era costantemente “direzionata” a “se stessi dentro” … (al “dentro” di se stessi…) e questo in termini di “presa di coscienza” di ciò che ognuno E’ in realtà … e che è in tale “direzione” che si può e si deve progredire ed evolversi … attraverso l’ Esperire …
Oggi invece l’ “attenzione” è solo ed unicamente direzionata all’ esterno di “se stessi” .

La conseguenza è che , oggi , ci si “dimentica” di ciò che è l’ “essenziale” : Se Stessi . Se stessi per ciò che si E’ !

Nell’ antica antichità … il “fare” era interpretato fondamentalmente come un “mezzo di scoperta”…  , un “viaggiare” alla “scoperta di se stessi” … , delle proprie stesse “capacità potenziali”  da poter “scoprire” , ogni volta , lungo un “percorso di scoperta” (o per meglio dire di ri-scoperta …) .
Percorsi di “scoperta” per poter prendere Coscienza di Se Stessi … , questo era la “finalità” del “fare” .
Ovvero dell’ ESPERIRE …

Tale concezione interpretativa (che è poi in definitiva del senso e significato dell’ esistenza terrena stessa) oggi è stata sostituita da una “idealità” che vuole “collegare” (limitare) continuamente l’ umano (la Coscienza) a “cose fuori” e in tal modo renderle sempre più necessarie ed indispensabili (anche al “vivere” stesso) fino a … trasformare l’ umano stesso … non differente da un “androide biologico” di limitatissima coscienza .
Un “androide biologico” … predisposto al solo fine di realizzare  “fare” … e al solo fine di pensare unicamente ai “fare” ma sempre da intendersi … fuori di se …
E questa è l’ attuale “visione” , concezione,  del “vivere umano” …
L’ umano che si dimentica (che deve dimenticarsi) di chi E’realmente (e delle sue implicite potenzialità e intrinseche capacità possibili … ) … per apprendere (e limitarsi) ad essere non più di un “androide” … , niente di più che una “macchina biologica” dei “fare” .

Oggi tutto fa riferimento alla Tecnologia Esteriore che è sempre collocata e collocabile “fuori di se”) …
“Ieri” … , invece , tutto faceva riferimento alla … “Tecnologia Interiore” …

La differenza , in termini di conseguenze … , è enorme …
E reagire a ciò … dipende unicamente da ciascuno di noi …
Volendo …

Articolo di“Atlantis People” – per Hackthematrix
Atlantis People

Tecnologia Interiore
(https://infocp8.wixsite.com/coscienzepercettive)

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