Home Scienze Claudius Gros : “Così trasporteremo la vita dalla Terra a nuovi mondi disabitati”
Claudius Gros : “Così trasporteremo la vita dalla Terra a nuovi mondi disabitati”

Claudius Gros : “Così trasporteremo la vita dalla Terra a nuovi mondi disabitati”

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Il fisico tedesco, Claudius Gros, della Goethe University di Francoforte: “Così trasporteremo la vita dalla Terra a nuovi mondi disabitati con il Progetto Genesi” illustrando la sua teoria sulla rivista, “Astrophysics and Space Science”. Nella sua intervista rilasciata Science, il fisico ideatore del progetto dice che “la sonda con a bordo i microrganismi terrestri da inviare su un esopianeta sarà accelerata da vele solari, come la missione Starshot”
Il progetto, è davvero interessante e sembra provenire da un film di fantascienza, ma sembra realizzabile, pensate un pò mandare in giro per l’Universso microrganismi dalla Terra verso pianeti che ancora non ospitano vita.
Ma come farà una sonda spaziale a portare questi microrganismi così lontano?

Claudius Gros
Claudius Gros

Durante l’intervisata il fisico Claudius Gros, illustra il progetto:
“la sonda con a bordo i microrganismi terrestri da inviare su un esopianeta sarà accelerata da vele solari, come la missione Starshot”.
Qualche mese fa si è parlato di una missinone verso la stella Alpha Centauri, interamente finanziata dal miliardario Yuri Milner e promossa da scienziati come Stephen Hawking. Proprio nelle settimane scorse è stato scoperto da parte di scienziati un esopianeta molto simile alla Terra, quindi con possibilità di vita, in orbita intorno a Proxima Centauri, la stella più vicina al Sole, a una distanza di soli 4,2 anni luce. Quindi in termini astronomici “molto vicino”.

In cosa consiste il Progetto Genesi?
Claudius Gros: “nell’arco di 50 o 100 anni al massimo, invieremo tante piccolissime sonde. Ognuna di esse trasporta un carico di batteri, o addirittura micro-laboratori di biologia e genetica per sintetizzare microrganismi che non esistono sulla Terra, modellandoli in base alle condizioni presenti sul pianeta che si troveranno a visitare.”
“Questo progetto apre la porta alla possibilità di sintetizzare in sito sistemi biologici utili ai fini dell’esplorazione spaziale, dice Sara Piccirillo, biologa dell’Unità Volo Umano e Microgravità dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) -. S’inserisce, infatti, nell’ambito di ricerca della cosiddetta biologia sintetica, a cui la Nasa ha cominciato a lavorare già da alcuni anni, con l’obiettivo di sviluppare tecnologie in grado di espandere e sostenere la presenza dell’uomo nel Sistema solare. Tra i principali benefici di questa ricerca, la possibilità di approfondire le conoscenze non soltanto sull’abitabilità degli esopianeti, ma anche sui processi coinvolti nello sviluppo di una biosfera in grado di autosostenersi”.

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Il progetto prevede che i primi organismi ad “atterrare” sul possibile pieneta compatibile, saranno quelli che possono produrre la fotosintesi per arricchire il pianeta di ossigeno. Quando il pianeta sarà pronto ecco che la dalla navetta madre “scenderanno” i nuovi microrganismi per creare forme di vita.
Bisognerà dunque trovare un pianeta attivo, molto simile alla conformazione del nostro pianeta, con vulcani, un’atmosfera e che sia in grado di produrre l’anidride carbonica. “In questo modo, potremmo saltare i circa 4 miliardi anni che sono stati necessario sulla Terra per raggiungere la fase Precambriana di sviluppo del mondo animale che risale a circa 500 milioni di anni fa”, spiega Gros. Al fine di non mettere a repentaglio la vita dove già presente, le sonde Genesis dovranno andare solo su esopianeti dove questa non si è mai sviluppata.
L’uomo si sta preparando a fare Dio.

a cura di HTM

Admin Indagatore dell'insolito e dei fenomeni inspiegabili.