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Vi presento la tecnologia H.A.A.R.P

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Vi presento la tecnologia H.A.A.R.P

PARTE UNO

di Chiara Priorini

Esiste dal 1992 un progetto del Dipartimento della Difesa Statunitense, coordinato dalla Marina e dall’Aviazione, denominato H.A.A.R.P (High-Frequency Active Auroral Research Program). E’ il cuore vero e proprio del più vasto – e ben più noto – programma di “Guerre Stellari”, avviato nei primi anni Ottanta sotto le amministrazioni Reagan-Bush. La base principale di H.A.A.R.P occupa un’estesa area a Gakona, in Alaska, sul cui terreno è installata una serie di 180 piloni d’alluminio alti 23 metri, su ognuno dei quali si trovano una coppia di antenne per la banda bassa ed una per la banda alta, in grado di trasmettere onde ad alta frequenza fino ad una distanza di 350 km. Queste onde sarebbero indirizzabili verso zone strategiche del pianeta, sia terrestri che atmosferiche. Come spesso succede, la facciata dell’operazione ha nobili scopi: lo studio

haarpaccademico della ionosfera e lo sviluppo di nuove tecniche radar, che permettano agevoli comunicazioni con i sottomarini e rendano possibili radiografie di terreni, in modo da rilevare armi o attrezzature a decine di km di profondità; a conferma di ciò, è online il sito(non più disponbile come vedremo più avanti) del progetto, che dipinge l’immagine di un’innocua stazione scientifica, con tanto di webcam. Ufficialmente dunque lo scopo di ricerche è quello di studiare le proprietà della risonanza della Terra e dell’Atmosfera, gli stessi fenomeni studiati da Nikola Tesla (A Tesla dobbiamo molti ritrovati che resero possibile la diffusione dell’elettricità, soprattutto la corrente alternata trifase) e successivamente, anche se in chiave diversa, da Pierluigi Ighina. Secondo il sito di H.a.a.r.p, la sua tecnologia può essere utilizzata “per provocare un cambiamento nella temperatura della ionosfera minimo e localizzato, cosicché le risultanti reazioni fisiche possano essere studiate da altri strumenti piazzati nello stesso sito o nei pressi di H.a.a.r.p stesso.” La federazione degli scienziati americani ha in vero ammesso un’uso militare ma solo per scopi ricognitivi, come si legge, modulando le frequenze elf o vld si potrebbe “vedere ciò che succede nel sottosuolo, individuando dei bunker, silos di missili e altre installazioni sotterranee di Stati avversi”. Quindi riassumiamo, gli scopi fondamentalmente risultano essere due, lo studio della ionosfera ( che essendo composta da particelle cariche, ioni, possiede la proprietà di riflettere verso terra le onde herztiane) per migliorare le telecomunicazioni e lo sviluppo di tecniche per rilevare attrezzature a decine di km di profondità eseguendo radiografie del terreno; un innocuo centro di ricerca per la difesa nazionale, si e tutti gli usi possibili non dichiarati e ben diversi?

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Con la tecnologia che hanno possono irradiare con emissioni di radio-onde una vasta zona della ionosfera, scaldandola e quindi caricandola di elevate quantità di energia; potrebbero far rimbalzare le onde elettromagnetiche indietro su determinate località della terra (considerando che le onde elettromagnetiche penetrano qualsiasi cosa, viva o morta) ma con quali conseguenze? Questo che cosa comporterebbe per l’area colpita? Questo tipo di stimolazione causerebbe delle modificazioni della ionosfera le quali a loro volta causerebbero una modificazione climatica nelle regioni colpite anche di estrema potenza, inoltre le onde riflesse sulla superficie terrestre a causa della loro elevata intensità e capacità di penetrazione, sarebbero in grado di manipolare e disgregare i processi mentali umani. Non è fantascienza, hanno la tecnologia per farlo, questa è una certezza, la domanda è, la stanno utilizzando? Secondo alcuni scienziati, gli effetti dell’uso sconsiderato di questi livelli di energia nella ionosfera, il nostro schermo naturale, potrebbero essere devastanti. Iniettando un’ingente quantità di particelle nella ionosfera, è possibile alterare in maniera irrimediabile l’equilibrio protettivo della Terra, causando una caotica instabilità che potrebbe dare inizio ad una catena di effetti collaterali come, ad esempio, la distruzione totale dello strato di ozono. Ciò che preoccupa maggiormente è dovuto al fatto che si può prevedere con certezza come la Terra potrà reagire a questo eccesso di radiazioni.
Negli anni Ottanta Bernard J. Eastlund, fisico texano del MIT di Boston, ispirandosi alle scoperte di Nikola Tesla, registrò negli Stati Uniti il brevetto n° 4.686.605 denominato “Metodo ed attrezzatura per modificare una regione dell’atmosfera, magnetosfera e ionosfera terrestre”, a cui ne fece seguire altri undici. In uno di questi era descritta la proprietà riflessiva della ionosfera per utilizzi come “sistemi di raggi energetici”, “esplosioni nucleari graduali senza radiazioni”, “sistemi di rilevamento e distruzione di missili nucleari” e “sistemi radar spaziali”. A questo punto entrò in scena il governo, e la storia si fece (neanche a dirlo) più complicata.
Tutti i brevetti di Eastlund vennero sigillati sotto un ordine di massima segretezza (come fu anche per quelli di Tesla). Secondo le scoperte di Eastlund, dirigere la potenza di H.A.A.R.P verso uno specifico punto della ionosfera la farebbe riscaldare al punto da innalzarla fisicamente, in modo da creare un rigonfiamento altamente riflettente, definito da lui “effetto lente”, in grado di convogliare i raggi sulla terra con effetti devastanti: la potenza di tali onde sarebbe tale da provocare modificazioni molecolari dell’atmosfera, causando – a seconda delle diverse frequenze – oltre ai cambiamenti climatici e alla possibile disgregazione di processi mentali umani, anche effetti sui movimenti tettonici di magnitudine imprecisata. Non sappiamo quanto esattamente vi sia di Tesla nei progetti di Eastlund, fatto sta che il dottore negli anni novanta fondò una sua compagnia la Eastlund Scientific Enterprise, che, fra le attività menzionate nel sito web, comprende tanto la partecipazione al programma Haarp, quanto l’esplicita ricerca nel campo della modificazione meteorologica. Ma quali conferme abbiamo per dire che la tecnologia H.a.a.r.p sia davvero in grado di modificare il clima?
Il 3 gennaio 2004 esce l’inserto del periodico Nexus Anno IX N.47 nel quale sono presenti delle affermazioni di Michel Chossudovsky, Professore di Economia all’Università di Ottawa. Chossudovsky, autore del bestseller internazionale «The Globalisation of Poverty», membro della Commissione economica delle Nazioni Unite per l’America latina ed i Caraibi (ECLAC) e di vari altri organismi di ricerca, è uno dei rari intellettuali che sa raccogliere con cognizione di causa le nuove sfide tecnologiche dell’establishment militare USA-NATO. In particolare è uno dei pochi che ha preso seriamente in considerazione la problematica del progetto segreto H.A.A.R.P, sul quale Nexus ha prodotto numerosi approfondimenti. Chossudovsky affermava che: “Intere economie nazionali potrebbero essere potenzialmente destabilizzate attraverso manipolazioni climatiche attuate dai punti di comando negli Stati Uniti” e ancora “Già negli anni ’70 il vecchio consigliere per la Sicurezza Nazionale Zbigniew Brzezinski aveva previsto nel suo libro “Tra Due Epoche” che: “Latecnologia renderà disponibile, per i leader delle maggiori nazioni, tecniche per condurre una guerra segreta, per la quale sarà necessario considerare solo una minima parte delle forze speciali (…) Tecniche di modificazione del clima potrebbero essere impiegate per causare prolungati periodi di siccità o tempeste…”!
Altra documentazione che conferma la modificazione climatica è l’eccellente studio pubblicato nel 2001 da cinque ricercatori dell’ARPA (Agenzia Regionale di Prevenzione Ambientale) dell’Emilia Romagna, con l’emblematico titolo “Evidenza di cambiamenti climatici sul Nord Italia”
Gli autori, Carlo Cacciamani, Marco Lazzeri, Andrea Selvini, Rodica Tomozeiu e Ambra Zuccherelli, concludevano il saggio con queste affermazioni:
Il lavoro descritto in questo rapporto si basa sullo studio dei dati di temperatura e precipitazione registrati negli ultimi quarant’anni in 30 stazioni localizzate nel nord Italia […..]Analizzando gli andamenti temporaleschi si può notare come le precipitazioni invernali e primaverili di tutte le aree siano diminuite negli ultimi 10 anni”.
Negli USA esiste una società privata, la “Weather modification Inc.“, che fornisce su richiesta tutta la tecnologia per far piovere artificialmente.
Si adopera lo ioduro d’argento per provocare la coalescenza delle particelle umide.
Non dovrebbe destare meraviglia il fatto che esista anche la possibilità di ottenere l’opposto. Se questa ipotesi è vera, non si può continuare ed addossare la responsabilità dei cambiamenti climatici all’effetto-serra o alla produzione industriale.

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Un altro documento interessante è lo studio redatto da sette ufficiali dell’esercito Usa nell’Agosto del 1996, intitolato: “Il clima come moltiplicatore di potenza: averne il controllo nel 2025″(Weather is a Forcing Multiplier: Owning the weather in 2025) , nato da una direttiva del Comandante delle forze aeree statunitensi, tesa a stimolare un dibattito intellettuale tra i membri dell’esercito, in cui si afferma: “Nel 2025 le forze aerospaziali Usa potranno avere il controllo del clima se avranno capitalizzato le nuove tecnologie sviluppandole nella chiave delle applicazioni di guerra. […] Dal miglioramento delle operazioni degli alleati e dall’annullamento di quelle del nemico tramite scenari climatici “su misura”, alla completa dominazione globale delle comunicazioni e dello spazio, la modificazione climatica offre al chi combatte una guerra un’ampia gamma di possibili modi per sconfiggere o sottomettere l’avversario”.
Sono molte le voci di protesta riguardanti questi folli e distruttivi progetti. Fra queste, la scienziata di fama mondiale Rosalie Bertell denuncia che “gli scienziati militari degli Stati Uniti stanno lavorando sui sistemi climatici come potenziale arma. I metodi includono l’accrescimento delle tempeste e la deviazione dei fiumi di vapore dell’atmosfera terrestre per produrre siccità o inondazioni mirate […] un gigantesco impianto di riscaldamento che può causare gravi danni alla ionosfera creando dei buchi, ma anche delle lunghe incisioni sullo strato protettivo che evita che il pianeta sia bombardato da radiazioni mondiali”.
Richard Williams, fisico e consulente dell’Università di Princeton, dice che “i test di surriscaldamento della ionosfera sono un atto irresponsabile di vandalismo globale […] H.a.a.r.p potrebbe essere un serio pericolo per l’atmosfera terrestre. Con esperimenti di questo tipo, potrebbero essere fatti danni irreparabili in poco tempo”.
il Dottor Brooks Agnew, un fisico esperto nel tema delle prospezioni geologiche atte alla ricerca di giacimenti di idrocarburi, spiega che “le E.L.F. hanno proprio gli esiti di quelle sprigionate da un sub-woofer dell’impianto audio in un’auto: si possono effettivamente percepire le vibrazioni attraverso il corpo. Le onde E.L.F. fanno vibrare la litosfera e, allefrequenze di risonanza giuste, possono avere effetti devastanti.” Il Dottor Agnew aggiunge: “Certe pre-condizioni sono già presenti nel suolo: tutto quello che serve è un’opportuna attivazione per ottenere il desiderato rilascio di energia“.
Alcuni ricercatori già oggi sospettano dei collegamenti con i recenti sconvolgimenti climatici, terremoti, uragani, maremoti, diffuse siccità vogliamo vedere alcuni esempi?
I fenomeni meteorologici nella Corea del Nord, per esempio, sono stati caratterizzati dalla metà degli anni ’90 dal susseguirsi di siccità e alluvioni. Ciò ha provocato la distruzione di un intero sistema agricolo. Dal 1995 la Corea del Nord è stata colpita da alluvioni e siccità ricorrenti, anche nel corso dello stesso anno; 220.000 persone sono morte a causa della carestia che ne è derivata, secondo le cifre ufficiali di Pyongyang. Secondo gli Stati Uniti i morti a causa della carestia risultano essere 2 milioni. Anche nel 1999 si sono susseguite siccità e alluvioni. La grave mancanza di acqua causata dalla siccità nel 1999 ha rovinato i raccolti. La temperatura dell’acqua nelle risaie supera i  40 gradi e le piante di riso appena nate appassiscono. Muoiono anche quasi tutte le pianticelle e i semi del granturco. Nel giugno 2001 si è verificata una grande siccità, che ha indebolito le coltivazioni, con precipitazioni che hanno raggiunto solo il 10% dei livelli normali. Pochi mesi dopo, a ottobre, ci sono state alluvioni molto estese che hanno distrutto i raccolti di riso e reso difficile la distribuzione del cibo. “I funzionari della provincia di Kangwon – un’area già afflitta dalla mancanza di cibo – dicono che l’impatto della pioggia torrenziale e dell’alluvione è stato devastante. Le precipitazioni in ottobre dovrebbero raggiungere i 20mm circa, ma nelle aree maggiormente colpite sono caduti 400mm di pioggia in sole 12 ore. “È stata la peggiore alluvione verificatasi dal 1910” ha dichiarato Kim Song Hwan, a capo del Comitato per il recupero dei danni causati dall’alluvione nella regione. (BBC, 23 ottobre 2001)
Cuba è stata interessata da fenomeni simili. Cuba è stata colpita per diversi anni da siccità ricorrenti. Nel 1998 le precipitazioni nella parte orientale dell’isola hanno raggiunto livelli minimi, come non si verificava dal 1941. Un comitato delle Nazioni Unite ha stimato che 539.000 persone, di cui 280.000 agricoltori, sono stati direttamente interessati dalla ridotta disponibilità di cibo o dai ridotti introiti dovuti alla perdita dei raccolti. Alcune delle conseguenze esaminate sono: carestia in alcune aree; perdite fino al 14% del raccolto di canna da zucchero piantata lo scorso anno e una riduzione dei raccolti piantati questa primavera, non germinati per la scarsa pioggia (il che ridurrà il raccolto del prossimo anno); una perdita pari al 42% di prodotti alimentari quali radici commestibili, fagioli, banane e riso nelle cinque province più orientali; perdita di animali, pollame e uova (Relief). Nel 2003 una terribile siccità ha colpito la parte occidentale di Cuba. Tra maggio e giugno 2004 il paese è stato colpito dalla peggiore siccità nella sua storia:”Una grave siccità che interessa la parte orientale di Cuba ha eroso il 40% delle terre coltivate, causato la morte per mancanza di cibo di milioni di vacche e costretto 4 milioni di persone a contare ogni singola goccia  d’acqua consumata“. È la peggiore siccità verificatasi negli ultimi 40 anni. “La siccità ha ridotto i livelli delle acque sotterranee di quasi tre metri negli ultimi 10 anni, prosciugando più di 5.000 pozzi nella provincia”,  ha dichiarato Leandro Bermudez, geologo e vice presidente dell’Istituto nazionale per le risorse idriche di Cuba.(MSNBC, 21 giugno 2004).
L’Afghanistan e le ex-repubbliche sovietiche dell’Asia centrale. La peggiore siccità nella storia dell’Afghanistan si è verificata nei tre anni precedenti il furibondo attacco condotto dagli Stati Uniti contro il paese, dal 1999 al 2001. La ripresa dell’agricoltura negli anni ’90, all’indomani della guerra tra Afghanistan e Unione Sovietica, a quel punto si è bloccata. A seguito dell’invasione del 2001 gli Stati Uniti rifornirono l’Afghanistan di grano geneticamente modificato e fertilizzanti appropriati per questo genere di piante, descritte come altamente resistenti alla siccità. La donazione di grano OGM portò anche alla destabilizzazione dell’economia dei piccoli coltivatori poiché le varietà OGM non si riproducevano in loco. Nel 2002 il paese fu devastato dalla carestia, quasi non menzionata dai media.
Condizioni simili, anche se meno gravi, investirono anche le ex-repubbliche sovietiche del Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan, Turkmenistan e Uzbekistan.
Come in Afghanistan, nel Tajikistan le infrastrutture sono state distrutte dalla lunga guerra civile con i fondamentalisti islamici. Da allora la peggiore siccità degli ultimi 74 anni ha distrutto i raccolti in gran parte della nazione, rendendo circa la metà della popolazione, in totale 6,2 milioni di abitanti, vulnerabile alla fame e alle malattie; il numero ha raggiunto quasi i 3 milioni lo scorso anno. L’unico settore dell’economia a non essere danneggiato è stato il traffico di droga. Dal Tajikistan transita una percentuale compresa tra il 65% e l’85% dell’eroina contrabbandata proveniente dall’Afghanistan, il maggiore produttore al mondo. (Americanfreepress).

Sarà una strana casualità che a novembre 2013 si è appreso che, ad ottobre, fra Stati Uniti e Filippine vi fosse una controversia, erano in totale disaccordo sul desiderio degli Usa di avere un numero maggiore di presenza militare nelle isole, ma il segretario alla Difesa filippino, Voltaire Gazmin ha detto: “Che cosa accadrebbe se non avessimo accesso a quelle basi? Dall’accordo proposto, quelle basi militari sembrerebbero solo loro”. Fin dal 1991 il Senato filippino ha votato la proposta di chiudere tutte le principali basi Usa nell’arcipelago, un patto poi ratificato nel 1999 che al massimo concede visite temporanee dei militari e esercitazioni congiunte e Gazmin non ha voluto modificarlo. A novembre l’uragano Haiyan devasta letteralmente l’arcipelago mietendo migliaia di vittime e come conseguenza gli Stati Uniti hanno inviato tantissimi uomini e mezzi sotto la bandiera degli “aiuti umanitari”. Poco dopo l’esperto Michael Janitch (alias Dutchsinse) ha caricato il video (sotto) in cui dimostra che degli impulsi a microonde hanno preceduto la formazione dell’uragano Yolanda-Haiyan, molti abitanti dell’arcipelago hanno inviato il documento alle redazioni dei media nazionali per chiedere spiegazioni.

Il giorno 11 novembre 2013 la testata “International Business Times” ha scritto: “Sono emersi dati secondo cui l’uragano di categoria 5 che si è abbattuto sulle Filippine, uno dei più forti cicloni mai rilevati, è stato causato da un impulso di microonde. Infatti un’anomalia di microonde è stata osservata nel Pacifico occidentale“…naturali o provocate?

Fine prima parte, a breve la seconda.

Chiara Priorini

Chiara Priorini

Admin Indagatore dell'insolito e dei fenomeni inspiegabili.

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